Ferrara, c’è un hobbit
a Pontelagoscuro

Lo Hobbit e la mappa di ThrorDopo la bella esperienza del responsabile dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani di Bologna Marco Pelizzola e Ivan Cavini con il maestro Alessandro D’Argento nella scuola “Maestre Pie” (potete trovare l’articolo qui) continua la diffusione della conoscenza di J.R.R. Tolkien in ambito scolastico attraverso un’altra iniziativa degna di merito, in un territorio poco lontano. La Scuola Primaria “Carmine della Sala” si trova nel paese di Pontelagoscuro, situato nella periferia di Ferrara. Trai i tanti validi progetti messi in campo dagli insegnanti ogni anno, va sottolineato quello di promozione della lettura. L’obiettivo finale è favorire la socializzazione e l’approccio degli alunni ai diversi tipi di linguaggio per migliorare le competenze linguistiche ed espressive, anche attraverso una maggiore conoscenza di sé e delle proprie emozioni.Il progetto si articola in una serie di interventi in cui alcuni volontari, in accordo con le insegnanti, propongono la lettura di testi, avvalorata anche da spiegazioni e illustrazioni grafiche sulla LIM. In questo modo non solo si potenziano i rapporti scuola-famiglia-associazioni, ma si dà la possibilità a tanti libri, che altrimenti non troverebbero il giusto spazio, di entrare dentro le aule scolastiche, a stretto contatto con un pubblico attento ed entusiasta.I ragazzi e la mappa Ed è esattamente in questo clima emotivo che il 29 marzo la classe IV C ha accolto Elisabetta Marchi e la lettura di un brano de Lo Hobbit. L’intervento, durato più di un’ora, ha visto la classe sempre attenta e immersa nel racconto di Bilbo e delle sue avventure. Attraverso un percorso ricco di immagini, gli alunni sono passati dall’iniziale sorpresa di trovare una persona poco più bassa di loro capace di tener testa a un drago enorme, alla gioia di scoprire, in maniera semplice e creativa, il concetto di resilienza.

L’importanza di apprendere che anche in circostanze avverse e contro ogni previsione, si possono fronteggiare le difficoltà, arrivando a raggiungere mete importanti, è stata una delle molte tematiche toccate nella mattinata. Nonostante la grande diffusione avuta dai film di Peter Jackson, nella classe non erano in molti a conoscere gli hobbit e le storie della Terra di Mezzo, le domande sono state, perciò, diverse e in alcuni casi davvero imprevedibili (come ad esempio l’effettiva grandezza di un’ala delle Aquile rispetto all’ampiezza della classe). I ragazzi e la mappa 2Alle molte curiosità suscitate dal proseguire della storia si è unita la scoperta di un nuovo alfabeto attraverso cui poter comprendere e comunicare le cose a noi più care, a partire dalla propria identità, anche solo attraverso la translitterazione del proprio nome. La mappa di Thror è stata letta in maniera attenta da tutti loro, e alla fine, attraverso la condivisione di gruppo, sono arrivati autonomamente, runa dopo runa, alla comprensione del testo.

Il brano scelto per la lettura, la conversazione con Smaug, è stato accolto da un silenzio rapito, mentre sullo schermo della LIM si avvicendavano le immagini con cui molti artisti hanno voluto rendere omaggio al drago di Tolkien.

Lo Hobbit di PJAlla fine della lettura sono state mostrate le scene iniziali della versione cinematografica riguardanti la casa di Bilbo, la cui porta rotonda desta sempre interesse. Anche se questa volta, a dire il vero, la somiglianza con una nota villa liberty di Ferrara non è sfuggita! Un ringraziamento grande va alle insegnanti, che continuano a guardare alla scuola come un ponte che lega realtà diverse, e alla classe di giovani lettori per l’attenzione riservata alla Terra di Mezzo. Di tutte le emozioni, vissute in prima persona quella mattina, credo che ve ne sia una che più delle altre mi resterà nel cuore. Una domanda semplice, fatta proprio alla fine:

“Ma questo libro, in biblioteca, c’è?”

Elisabetta Marchi

ARTICOLI PRECEDENTI:
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