<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per Tutto sul mondo di J.R.R. Tolkien e dintorni</title>
	<atom:link href="http://www.jrrtolkien.it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.jrrtolkien.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 21:23:59 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Claudio Testi</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4276</link>
		<dc:creator>Claudio Testi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 21:23:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4276</guid>
		<description>Articolo molto ben strutturato come al solito: io nelle classi della contea aggiungerei anche i nobili (tali mi sembrano i Tuc). Sul distributismo ho letto molto poco, ma devo dire che questo parallelo mi è sempre sembrata una forzatura: non mi pare però che questa posizione di Pearce sia poi così diffusa, anche tra le letture cristiane/cattoliche.
Sarei invece più cauto nel ritenere indebito il parallelo Tolkien/Chesterton. Del secondo non ho letto tutto ma certe similitudini forti con Tolkien mi pare ci siano. Si pensi solo al fatto che entrambi ritengo le fiabe a loro modo vere. In ogni caso su questo il testo di riferimento è quello di Allison Milbank &quot;Tolkien and Chesterton as Theologians&quot;. Il libro è molto documentato e riporta riferimenti di Tolkien a Chesterton che vanno oltre ai due già da voi citati. 

Visto il tema, mi permetto di indicare un possibile parallelo. Riguardo all&#039;economia della Contea, mi pare che la sua caratteristica sia di essere un&#039;economia di &quot;sostentamento&quot;, che nel &quot;nostro&quot; mondo è stata sostituita nell&#039;età moderna da quella di mercato. Da qui l&#039;assurdità di Sharkey, vera figura del tecnocrate, di aumentare la produttività ben oltre i bisogni primari degli Hobbit. Vi sembra sensata come cosa?
Tra parentesi, ai giorni nostri una proposta economica simile la si può ritrovare nell&#039;economia della decrescita, che a me sembra davvero interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto ben strutturato come al solito: io nelle classi della contea aggiungerei anche i nobili (tali mi sembrano i Tuc). Sul distributismo ho letto molto poco, ma devo dire che questo parallelo mi è sempre sembrata una forzatura: non mi pare però che questa posizione di Pearce sia poi così diffusa, anche tra le letture cristiane/cattoliche.<br />
Sarei invece più cauto nel ritenere indebito il parallelo Tolkien/Chesterton. Del secondo non ho letto tutto ma certe similitudini forti con Tolkien mi pare ci siano. Si pensi solo al fatto che entrambi ritengo le fiabe a loro modo vere. In ogni caso su questo il testo di riferimento è quello di Allison Milbank &#8220;Tolkien and Chesterton as Theologians&#8221;. Il libro è molto documentato e riporta riferimenti di Tolkien a Chesterton che vanno oltre ai due già da voi citati. </p>
<p>Visto il tema, mi permetto di indicare un possibile parallelo. Riguardo all&#8217;economia della Contea, mi pare che la sua caratteristica sia di essere un&#8217;economia di &#8220;sostentamento&#8221;, che nel &#8220;nostro&#8221; mondo è stata sostituita nell&#8217;età moderna da quella di mercato. Da qui l&#8217;assurdità di Sharkey, vera figura del tecnocrate, di aumentare la produttività ben oltre i bisogni primari degli Hobbit. Vi sembra sensata come cosa?<br />
Tra parentesi, ai giorni nostri una proposta economica simile la si può ritrovare nell&#8217;economia della decrescita, che a me sembra davvero interessante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Ekerot</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4275</link>
		<dc:creator>Ekerot</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:39:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4275</guid>
		<description>Mi sono spesso chiesto il perché di quell&#039;editto. 
A pensarci bene non era un atto necessario. Aragorn avrebbe potuto proteggere e salvaguardare la Contea in altro modo, volendo.
Quel divieto spiega da una parte che la terra degli Hobbit è un angolo a sé stante nella Terra di Mezzo. Ma soprattutto, secondo la mia opinione, come mai millenni dopo gli Umani si siano completamente dimenticati dei mezziuomini, della loro terra e delle loro abitudini - come racconta Tolkien all&#039;inizio de &quot;Lo Hobbit&quot;. 
La vedrei come una piccola forzatura per motivare quanto accaduto nel corso delle ere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono spesso chiesto il perché di quell&#8217;editto.<br />
A pensarci bene non era un atto necessario. Aragorn avrebbe potuto proteggere e salvaguardare la Contea in altro modo, volendo.<br />
Quel divieto spiega da una parte che la terra degli Hobbit è un angolo a sé stante nella Terra di Mezzo. Ma soprattutto, secondo la mia opinione, come mai millenni dopo gli Umani si siano completamente dimenticati dei mezziuomini, della loro terra e delle loro abitudini &#8211; come racconta Tolkien all&#8217;inizio de &#8220;Lo Hobbit&#8221;.<br />
La vedrei come una piccola forzatura per motivare quanto accaduto nel corso delle ere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Scialuppe</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4273</link>
		<dc:creator>Scialuppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:03:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4273</guid>
		<description>Io credo che Tolkien avesse fondamentalmente un grandissimo amore per gli esseri umani, di cui vedeva chiaramente i difetti senza smettere di amarli per questo. In questo c&#039;è probabilmente molto del suo cattolicesimo (con la tolleranza cattolica verso il peccato, ma a mio parere privo della tipica ipocrisia cattolica a cui siamo abituati in Italia: non dimentichiamo che in Inghilterra essere cattolici non è,come qui, far parte di una maggioranza conformista ma di una minoranza vista con sospetto), e molto del tipico atteggiamento inglese di divertita tolleranza verso stramberie, manie, eccentricità, difetti (su questo Orwell ha scritto pagine bellissime in Il leone e l&#039;unicorno).
E ovviamente c&#039;è molto della sua personalità, che probabilmente era eccezionale.
In ogni caso egli non credeva alla possibilità di un sistema perfetto in terra, e lo scrive ripetutamente. Quindi è inutile cercare nei suoi scritti utopie di un tipo o dell&#039;altro: si limitava a descrivere con affetto la realtà che aveva sotto gli occhi ogni giorno, con tutti i suoi difetti e contraddizioni: affetto per i banali tranquilli uomini comuni bevitori di birra, amore per gli alberi, e fascino verso i draghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che Tolkien avesse fondamentalmente un grandissimo amore per gli esseri umani, di cui vedeva chiaramente i difetti senza smettere di amarli per questo. In questo c&#8217;è probabilmente molto del suo cattolicesimo (con la tolleranza cattolica verso il peccato, ma a mio parere privo della tipica ipocrisia cattolica a cui siamo abituati in Italia: non dimentichiamo che in Inghilterra essere cattolici non è,come qui, far parte di una maggioranza conformista ma di una minoranza vista con sospetto), e molto del tipico atteggiamento inglese di divertita tolleranza verso stramberie, manie, eccentricità, difetti (su questo Orwell ha scritto pagine bellissime in Il leone e l&#8217;unicorno).<br />
E ovviamente c&#8217;è molto della sua personalità, che probabilmente era eccezionale.<br />
In ogni caso egli non credeva alla possibilità di un sistema perfetto in terra, e lo scrive ripetutamente. Quindi è inutile cercare nei suoi scritti utopie di un tipo o dell&#8217;altro: si limitava a descrivere con affetto la realtà che aveva sotto gli occhi ogni giorno, con tutti i suoi difetti e contraddizioni: affetto per i banali tranquilli uomini comuni bevitori di birra, amore per gli alberi, e fascino verso i draghi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Mirko</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4272</link>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:00:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4272</guid>
		<description>«La Contea è un gioiellino di cristallo in mezzo ai pachidermi. Mi sembra che questo renda ancora più palese il suo carattere fantastico, il suo essere calco di un mondo che non esiste più...»
Sono parole sante!!!
Concordo in pieno con l&#039;articolo e con questo ultimo commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>«La Contea è un gioiellino di cristallo in mezzo ai pachidermi. Mi sembra che questo renda ancora più palese il suo carattere fantastico, il suo essere calco di un mondo che non esiste più&#8230;»<br />
Sono parole sante!!!<br />
Concordo in pieno con l&#8217;articolo e con questo ultimo commento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4271</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:24:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4271</guid>
		<description>@ Norbert: be&#039;, direi che gli Hobbit &quot;vogliono&quot; ignorare l&#039;esistenza delle cose straniere. Con alcune significative (quanto rare) eccezioni, come Bilbo e Frodo, appunto. 
Fa bene Annamaria a ricordare che la Contea viene preservata intonsa dal nuovo re, il quale nega perfino a se stesso l&#039;ingresso dentro quei confini. Evidetemente Aragorn ha ben chiaro che per poter restaurare e mantenere la sua quiete regolata, la Contea deve rimanere avulsa dal resto della Terra di Mezzo, non contaminata dall&#039;arrivo di gente dall&#039;esterno, dato che si è visto come basti davvero pochissimo a rompere quell&#039;equilibrio. La Contea è un gioiellino di cristallo in mezzo ai pachidermi. Mi sembra che questo renda ancora più palese il suo carattere fantastico, il suo essere calco di un mondo che non esiste più, e non già un modello socio-economico a cui ispirarsi, men che meno un&#039;utopia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Norbert: be&#8217;, direi che gli Hobbit &#8220;vogliono&#8221; ignorare l&#8217;esistenza delle cose straniere. Con alcune significative (quanto rare) eccezioni, come Bilbo e Frodo, appunto.<br />
Fa bene Annamaria a ricordare che la Contea viene preservata intonsa dal nuovo re, il quale nega perfino a se stesso l&#8217;ingresso dentro quei confini. Evidetemente Aragorn ha ben chiaro che per poter restaurare e mantenere la sua quiete regolata, la Contea deve rimanere avulsa dal resto della Terra di Mezzo, non contaminata dall&#8217;arrivo di gente dall&#8217;esterno, dato che si è visto come basti davvero pochissimo a rompere quell&#8217;equilibrio. La Contea è un gioiellino di cristallo in mezzo ai pachidermi. Mi sembra che questo renda ancora più palese il suo carattere fantastico, il suo essere calco di un mondo che non esiste più, e non già un modello socio-economico a cui ispirarsi, men che meno un&#8217;utopia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Norbert</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4270</link>
		<dc:creator>Norbert</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 21:32:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4270</guid>
		<description>Grazie, Annamaria, ho corretto l&#039;errore. Però rimango del mio parere su &quot;Emma&quot;.

Più che chiusi, come scrive Magath,  a me gli Hobbit sembrano provinciali, incapaci di *pensare* che oltre il Brandivino ci sia qualcosa di interessante. Non snobbano le cose straniere: ne ignorano l&#039;esistenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Annamaria, ho corretto l&#8217;errore. Però rimango del mio parere su &#8220;Emma&#8221;.</p>
<p>Più che chiusi, come scrive Magath,  a me gli Hobbit sembrano provinciali, incapaci di *pensare* che oltre il Brandivino ci sia qualcosa di interessante. Non snobbano le cose straniere: ne ignorano l&#8217;esistenza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Magath</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4269</link>
		<dc:creator>Magath</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:22:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4269</guid>
		<description>@annamaria
Sono d&#039;accordo con te sul discorso del della complessità degli Hobbit e sulla sensibilità di Aragorn a tutelare il confine della Contea.
Non sono d&#039;accordo sul fatto che «questa chiusura sembra richiamarsi a una necessità di tutela». Che significa? La difesa più efficace non è quella di rimanere nascosti o di non far sapere agli altri che esiste la Contea, ma una difesa armata dei confini. Altrimenti, appena si viene a conoscenza che la Contea esiste, non ci saranno più ostacoli ad impedire a persone senza scrupoli di impadronirsene. 
È esattamente quel che accade. 
Tra l&#039;altro trovo presuntuoso (anche se dubito che gli Hobbit ne abbiamo reale coscienza) affidare la propria difesa ad altri, ai Raminghi in questo caso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@annamaria<br />
Sono d&#8217;accordo con te sul discorso del della complessità degli Hobbit e sulla sensibilità di Aragorn a tutelare il confine della Contea.<br />
Non sono d&#8217;accordo sul fatto che «questa chiusura sembra richiamarsi a una necessità di tutela». Che significa? La difesa più efficace non è quella di rimanere nascosti o di non far sapere agli altri che esiste la Contea, ma una difesa armata dei confini. Altrimenti, appena si viene a conoscenza che la Contea esiste, non ci saranno più ostacoli ad impedire a persone senza scrupoli di impadronirsene.<br />
È esattamente quel che accade.<br />
Tra l&#8217;altro trovo presuntuoso (anche se dubito che gli Hobbit ne abbiamo reale coscienza) affidare la propria difesa ad altri, ai Raminghi in questo caso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di annamaria</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4268</link>
		<dc:creator>annamaria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:38:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4268</guid>
		<description>Norbert....... che fai, mi sbagli il cognome di Jane? Quoque tu! In Emma non c&#039;è bisogno di un&#039;invasione di draghi per movimentare la società locale, basta Emma! @Magath, non concordo, credo che la questione riguardo al &quot;mondo piccolo&quot; della Contea sia più complessa. E&#039; vero che una società che si chiude su di sé è una società destinata a non progredire, ma è anche vero che nel caso degli Hobbit questa chiusura sembra richiamarsi a una necessità di tutela. Saruman non si fa problemi a irrompere nella Contea e questa invasione di territorio corrisponde a una distruzione del territorio stesso e del suo tessuto sociale. Per contro i Raminghi amano la Contea e la proteggono, ma evitano sostanzialmente di entrarvi. Una volta venuto in possesso del regno, Aragorn trasforma questa prassi in legge e vieta agli Uomini di varcarne i confini. Egli stesso non li varca, neanche per essere accolto occasionalmente come ospite pacifico. Aragorn è un re giusto e lungimirante, per cui dobbiamo pensare che una simile decisione sia stata presa per il bene degli Hobbit, non certo per assecondarne un capriccio. Evidentemente, Aragorn ritiene che la &quot;gente piccola&quot; vada preservata per non rischiare di essere schiacciata dalla &quot;gente alta&quot;. Per contro, gli Hobbit possono tranquillamente scorrazzare per la Terra di Mezzo come e quando vogliono: se hanno il coraggio di aprirsi all&#039;incontro con l&#039;altro, nel tornare a casa risultano cresciuti come individui e come membri della società (Merry, Pipino, Sam e lo stesso Bilbo). Ma è una spinta che deve partire da loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Norbert&#8230;&#8230;. che fai, mi sbagli il cognome di Jane? Quoque tu! In Emma non c&#8217;è bisogno di un&#8217;invasione di draghi per movimentare la società locale, basta Emma! @Magath, non concordo, credo che la questione riguardo al &#8220;mondo piccolo&#8221; della Contea sia più complessa. E&#8217; vero che una società che si chiude su di sé è una società destinata a non progredire, ma è anche vero che nel caso degli Hobbit questa chiusura sembra richiamarsi a una necessità di tutela. Saruman non si fa problemi a irrompere nella Contea e questa invasione di territorio corrisponde a una distruzione del territorio stesso e del suo tessuto sociale. Per contro i Raminghi amano la Contea e la proteggono, ma evitano sostanzialmente di entrarvi. Una volta venuto in possesso del regno, Aragorn trasforma questa prassi in legge e vieta agli Uomini di varcarne i confini. Egli stesso non li varca, neanche per essere accolto occasionalmente come ospite pacifico. Aragorn è un re giusto e lungimirante, per cui dobbiamo pensare che una simile decisione sia stata presa per il bene degli Hobbit, non certo per assecondarne un capriccio. Evidentemente, Aragorn ritiene che la &#8220;gente piccola&#8221; vada preservata per non rischiare di essere schiacciata dalla &#8220;gente alta&#8221;. Per contro, gli Hobbit possono tranquillamente scorrazzare per la Terra di Mezzo come e quando vogliono: se hanno il coraggio di aprirsi all&#8217;incontro con l&#8217;altro, nel tornare a casa risultano cresciuti come individui e come membri della società (Merry, Pipino, Sam e lo stesso Bilbo). Ma è una spinta che deve partire da loro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Vale</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4267</link>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:21:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4267</guid>
		<description>Wow! Ottimo pezzo!
Peraltro mi sembra evidente la
mancanza di una logica distribuzionista nella Contea, semmai direi che
l&#039;avvento di Saruman-Sharkey trasforma un&#039;economia rurale in
un&#039;economia industriale, con i pessimi risultati sull&#039;ambiente poi
curati da Sam. L&#039;unica cosa che manca al parallelo con la nostra
evoluzione economica sono i semi di Lorien... Quindi, a noi toccano le
discariche, e una inesistente raccolta differenziata... sigh!
V</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Wow! Ottimo pezzo!<br />
Peraltro mi sembra evidente la<br />
mancanza di una logica distribuzionista nella Contea, semmai direi che<br />
l&#8217;avvento di Saruman-Sharkey trasforma un&#8217;economia rurale in<br />
un&#8217;economia industriale, con i pessimi risultati sull&#8217;ambiente poi<br />
curati da Sam. L&#8217;unica cosa che manca al parallelo con la nostra<br />
evoluzione economica sono i semi di Lorien&#8230; Quindi, a noi toccano le<br />
discariche, e una inesistente raccolta differenziata&#8230; sigh!<br />
V</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il modello economico ideale? Non è la Contea degli Hobbit di Magath</title>
		<link>http://www.jrrtolkien.it/2012/02/20/il-modello-economico-ideale-non-e-la-contea-degli-hobbit/#comment-4266</link>
		<dc:creator>Magath</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:16:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jrrtolkien.it/?p=4405#comment-4266</guid>
		<description>Il concetto di &quot;chiusura&quot; di una società verso l&#039;esterno è sempre negativo. 
Pensate alle tribù primitive rimaste isolate: non si tratta del solo impoverimento dello scambio di merci e dell&#039;economia. Manca un apporto anche tecnologico, importante per lo sviluppo di una società allo stesso livello dei suoi vicini (quindi con meno rischio di colonizzazione e supremazia culturale-politico-economica). Anche a livello genitico le società endogamiche sono destinate all&#039;impoverimento fisiologico e inevitabilmente allo sviluppo di malattie congenite. Un caso classico, citato in tutti i libri di genetica a proposito delle malattie ereditarie che si trasmettono dalla madre al figlio maschio, come l&#039;emofilia e il daltonismo. La famiglia reale russa dei Romanov era affetta da emofilia B perché alla fine si sposavano tutti tra consanguinei. La malattia risaliva addirittura alla regina Vittoria d&#039;Inghilterra!
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di &#8220;chiusura&#8221; di una società verso l&#8217;esterno è sempre negativo.<br />
Pensate alle tribù primitive rimaste isolate: non si tratta del solo impoverimento dello scambio di merci e dell&#8217;economia. Manca un apporto anche tecnologico, importante per lo sviluppo di una società allo stesso livello dei suoi vicini (quindi con meno rischio di colonizzazione e supremazia culturale-politico-economica). Anche a livello genitico le società endogamiche sono destinate all&#8217;impoverimento fisiologico e inevitabilmente allo sviluppo di malattie congenite. Un caso classico, citato in tutti i libri di genetica a proposito delle malattie ereditarie che si trasmettono dalla madre al figlio maschio, come l&#8217;emofilia e il daltonismo. La famiglia reale russa dei Romanov era affetta da emofilia B perché alla fine si sposavano tutti tra consanguinei. La malattia risaliva addirittura alla regina Vittoria d&#8217;Inghilterra!<br />
 <img src='http://www.jrrtolkien.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

