Un anno di eventi nel nome di J.R.R. Tolkien

Sarà il film di Peter Jackson, saranno le congiunzioni astrali particolarmente favorevoli, ma mai come quest’anno gli appassionati di J.R.R. Tolkien hanno l’imbarazzo della scelta. È tutto un fiorire di convegni, conferenze, manifestazioni, pubblicazioni, presentazioni, nuovi libri, gadget, giochi, videogiochi, abiti, anelli, vestiti, … insomma, tutto quel che anche lontanamente potrebbe essere associato al Professore di Oxford! Sembra proprio che il 2012 sia l’anno di Tolkien. La bella novità è che in mezzo alle mille iniziative ce ne sono molte di qualità, degne di essere segnalate per tempo, in modo da permettere, se si vuole, l’organizzazione di una vacanza tolkieniana. Passiamo allora in rassegna l’anno che verrà, con i principali convegni già annunciati.

Gennaio

L’anno si è aperto con il 10° anniversario della TolkienCon, il raduno della Società Tolkieniana Ceca, e dal 29 al 30 gennaio si è svolta il 7° Tolkien Seminar in Russia, a San Pietroburgo, organizzato dalla St Petersburg Tolkien Society. Informazioni: barding@mail.ru. Inoltre, dal 3 gennaio 2012 è iniziata una cooperazione internazionale tra le Società Tolkieniane tedesca (DTG) e olandese (Unquendor). In occasione del 120° anniversario di Tolkien, i membri di entrambe le società si sono riuniti per una cena comune. La celebrazione ha segnato l’inizio della manifestazione Lo Hobbit 2012, una una serie di eventi che si svolgono nell’anno che sarà dominato dallo Hobbit: il 75° anniversario della prima pubblicazione del libro per ragazzi riceverà ancor più attenzione in vista del rilascio del primo dei due film dedicati al libro dal regista Peter Jackson, il 14 dicembre 2012. Le società letterarie accompagneranno emozionante con tutta una serie di eventi durante tutto l’anno.

Febbraio

- 7 febbraio: si parte già da martedì prossimo, quando a Great Haywood (a Stafford, vicino Birmingham) si svolgerà un approfondimento sul tema J.R.R. Tolkien a Great Haywood, 1916-1917. Lo storico locale, David Robbie, farà luce sul periodo in cui lo scrittore passò nella cittadina. Tolkien, infatti, visse in questa città dal marzo 1916 al febbraio 1917, mentre si stava riprendendo dalla febbre da trincea contratta nei campi della Somme. Sua moglie Edith prese in affitto un cottage (Cottage 1, Gipsy Green, in Teddesley Park) per stargli vicino. Nel cottage, l’autore iniziò a lavorare su quello che molti anni più tardi sarebbe diventato il Silmarillion. Conferenza inizia alle 19.30 allo Sport e Social Club, l’ingresso costa 2 sterline e tutti i proventi andranno al club che ospita l’evento. Per maggiori informazioni scrivere a: daverobbie38@btinternet.com
- dal 10 al 12 febbraio la Tolkien Society austriaca (OTG: Österreichische Tolkiengesellschaft) con Mar Vanwa Tyalieva invita a passare un fine settimana nella Casetta del Gioco Perduto. Vi verrà offerto un week-end accogliente nella foresteria Pöschko (vicino Linz, Austria) con giochi emozionanti e buona compagnia. Prezzo da 45 € per i soci a 50 € per i non soci. Per maggiori informazioni scrivere a: info@oetg.org
- dall’11 al 12 febbraio si svolgerà in Danimarca, a Kokkedal, il Bri’s Annual Winter Banquet a cura della Tolkien Society di Copenhagen (Bri – Tolkienselskabet i København). L’evento è dedicato alla morte di Denethor, proprio nei giorni in cui accadde, ed è particolarmente incentrata sul fuoco: è una festa conosciuta anche come “Dai papà, accendi la mia pira!”. Da mezzogiorno, si comincia a giocare, mangiare e cantare fino alla sera o, si spera, per tutta la notte. Si ricorda di indossare abiti non infiammabili. Per maggiori informazioni scrivere a: ethuil@bri.dk

Marzo

- 7 marzo: dalle 16:30 alle 18:00, nell’Aula Seminari della Hallgarth House all’università di Durham, il dottor Carl Phelpstead (Cardiff University) terrà la conferenza “Tolkien, Galles e Bretagna“, dedicato a studenti universitari e ricercatori post-laurea. Phelpstead fa parte del Consiglio della Viking Society for Northern Research dal 2001, è redattore della rivista della Società Saga-Book dal 2004 e co-editor della Text Series dal 2007. Attualmente è anche parte del comitato degli insegnanti di inglese antico in Gran Bretagna e Irlanda. Per ulteriori informazioni su questo evento si può scrivere a jason.harding@durham.ac.uk.
- dal 24 al 25 marzo si svolge il Tolkien Reading Day. Organizzato dal 2003 dalla Tolkien Society britannica, promuove presso le scuole e biblioteche la lettura della opere di Tolkien e quindi l’interesse per la vita e le opere del professore di Oxford. La data è ovviamente legata alla sconfitta dell’Oscuro Signore Sauron e la fine della Terza Era della Terra di Mezzo, eventi descritti nel Signore degli Anelli. In questi giorni, proprio come per il brindisi di compleanno, le società tolkieniane organizzano eventi in tutto il mondo. Il 24 marzo, ad Hannover, la Tolkien Society tedesca organizza una serie di letture.
- 31 marzo si svolge a Rhein-Main, in Germania, il Tolkien Day organizzato da diverse famiglie della Tolkien Society tedesca (la DTG: Deutsche Tolkien Gesellschaft) prevede incontri in tutta la Germania. La “Stammtisch” di Rhein-Main terrà quest’anno due giorni di mostre, presentazioni, giochi, conferenze sul professore inglese.

Aprile

- 15-16 aprile: “L’arte di Fennisse“, mostra evento a Roma in ricordo di Enrica Paresce, a cura dell’Associazione romana studi Tolkieniani. Programma in via di definizione: mostra di suoi quadri, lettura di poesie e brani tratti dai suoi libri, concerto serale in suo ricordo.
- Dal 27 al 29 aprile: Tolkien Seminar all’università Friedrich Schiller di Jena: dal 2004, la Tolkien Society tedesca (DTG) tiene questo simposio scientifico in diversi luoghi e su diversi temi, che si concentra sulla vita e le opere di J.R.R. Tolkien. Le conferenze del seminario vengono poi pubblicate sulla rivista scientifica della DTG, “Shore Hither”. L’evento è aperto a tutte le persone interessate. Il tema di quest’anno, “L’influenza di Tolkien sul Fantasy“.
- 19 aprile: meeting regionale a Geldern (Germania), all’interno della manifestazione Lo Hobbit 2012.

Maggio

- 5-6 maggioConvention sui Giochi di ruolo alla Fiera di Colonia: la Società Tolkieniana tedesca ha uno stand anche quest’anno con uno stand durante la Convention sui Giochi di ruolo. Per saperne di più sul programma, i prezzi d’ingresso e gli orari d’apertura si possono trovare qui.
- 19-20 maggio: a Birmingham (Inghilterra), al mulino di Sarehole si svolgerà il Middle-earth Weekend 2012, per il 75° anniversario della pubblicazione dello Hobbit di J.R.R. Tolkien. Per celebrare questo evento durante il fine settimana saranno messi a disposizione tutta una serie di cose hobbit! Una seconda colazione sarà ovviamente disponibile in tutto il weekend! Saranno presentate ancora una volta dimostrazioni di tiro con l’arco, draghi, teatro, rievocazioni di mestieri medievali, ma si spera di introdurre alcune attività interessanti novità. Indirizzo postale: Mill Sarehole, Cole Bank Road, Hall Green, Birmingham, B13 0BD.
- 20 maggio: mostra su Tolkien e la Terra di Mezzo, al museo Otzberg. Apertura alle ore 15. La Società Tolkieniana tedesca esporrà libri, giochi, modelli, personaggi, costumi, diorami, mappe o immagini dedicate alla Terra di Mezzo. La mostra durerà fino alla fine di dicembre.

Giugno

- 2-3 giugno: Giornate internazionale su Tolkien al Castello di Walbeck (Germania), all’interno della manifestazione Lo Hobbit 2012. Per due giorni conferenze, letture, workshop, introduzione alle tecniche artigianali della Terra-di-Mezzo: musica, sartoria, cucina, calligrafia, tiro con l’arco e lancio dell’ascia. Per ulteriori informazioni e programma si può andare qui.

Luglio

- 12-15 luglio: Tolkien Thing della Società tolkieniana tedesca, al Castello Hessenstein. Das Tolkien Thing è uno degli eventi più importanti dell’anno in Germania., tradizionalmente dedicato a Tolkien. Tra gli ospiti negli anni scorsi, artisti come Ted Nasmith e Alan Lee, studiosi esperti come Tom Shippey, la band musicale italiana dei Lingalad, Caspar Reiff e Peter Hall della Tolkien Ensemble, ecc.
- 28-29 luglio: Un “Festa inaspettata” sullo Hobbit a Otzberg, organizzata dalla famiglia tolkieniana (Stammtisch) di Rhein-Main.

Agosto

3-6 agosto: la Mythopoeic Society organizza la Mythcon 43, al Clark Kerr Campus, University of California, a Berkeley (Usa). La conferenza si concentra sulle opere degli Inklings, quest’anno con un focus particolare sull’unificazione dei miti europei e asiatici: “Across the Continents: Myths and legends from Europe and Asia meet and mingle“. Mythcon presenterà i conferenze accademiche e tavole rotonde oltre a un gran numero di eventi divertenti. Ospiti d’onore: il prof. Ronald G. Murphy, studioso, e Malinda Lo, giovane scrittrice di letteratura fantastica. Informazioni di contatto: mythcon43@mythsoc.org.
- 16-20 agosto: “The Return of the Ring” alla Loughborough University (Inghilterra). La Tolkien Society inglese organizza cinque giorni di conferenze, workshop, lezioni accademiche, con tavole rotonde e molti altri eventi dedicati al fandom, tra cui un ceilidh, una sfilata in costume, oltre a un mercatino dei rivenditori, una mostra d’arte e un banchetto.
19-21 agosto: Festival Art and Books, nel Wynnstay Hotel di Machynlleth, in Galles, organizzato da Mark Faith, libraio e appassionato tolkieniano. Oltre a una mostra di artisti che si sono ispirati a Tolkien, vendita di edizioni rare di libri e forse alcuni interventi accademici.

Settembre

- 1-2 settembre: Hobbiton, a cura della Società Tolkieniana Italiana: probabile sede Palombara Sabina, programma in via di definizione.
- 7 settembre – Incontro Regionale a Nijmegen (Paesi Bassi)(Germania), all’interno della manifestazione Lo Hobbit 2012.
- 21-22 settembre: al Trinity College di Dublino, in Irlanda, il convegno internazionale “Tolkien: The Forest and the City“. Conferenze di Tom Shippey, Michael Drout, Verlyn Flieger, Thomas Honegger, Alison Milbank, così come un certo numero di nuove voci da Irlanda, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti sull’uso di Tolkien dei concetti di ambiente naturale e costruito. Informazioni di contatto: conrado@tcd.ie.
- 21-23 settembre: Tolkien Festival, al Castello di Hohen Solms.
29-30 settembre: Tolkien Tag organizzato da diverse famiglie della Tolkien Society tedesca (DTG) con incontri in tutta la Germania. La famiglia di Hannover, quest’anno tiene la sua quarta edizione alla Chiesa Martin Luther di Ahlem.

Ottobre

- 5-7 ottobreRing*Con, al Maritim Hotel di Bonn (Germania). La Ring*Con è la convention dedicata al Fantasy più grande d’Europa, che quest’anno è alla 11° edizione. L’attenzione è nuovamente posta su un film su un libro di Tolkien. La Società tolkieniana tedesca (DTG) con i fondatori della manifestazione, stanno preparando iniziative sul film di Peter Jackson.

Novembre

- dall’1 al 4 novembre: Seminari tolkieniani a Lucca Comics and Games 2012: nutrito programma di seminari a cura dell’Associazione romana studi Tolkieniana. All’interno della sezione Educational diversi interventi di studiosi di letteratura e delle opere dello scrittore inglese che si muoveranno fra i paesaggi della Terra-di-mezzo a caccia di fonti, influenze e temi. Qui il programma dell’edizione 2011.
- 17-18 novembreFesta Hobbit al Castello di Arcen (Paesi Bassi), all’interno della manifestazione Lo Hobbit 2012., con conferenze, letture, workshop e programmi di supporto, gruppi in costume, in attesa dell’imminente film dello ”Hobbit”.

Dicembre

- 9 e 12 dicembre: lettura delle Lettere da Babbo Natale al museo Otzberg.
- 13 dicembre: anteprima del film di Peter Jackson “The Hobbit – An Unexpected Journey”, nei cinema di tutto il mondo.


 

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Spunta una lettera inedita di J.R.R. Tolkien

Asta da Richard Winterton per una lettera di TolkienEcco un vero mistero per gli appassionati di J.R.R. Tolkien: una lettera sconosciuta da lui scritta spunta fuori da un libro che non ha relazioni con lo scrittore, di proprietà di una famiglia che non è collegata in alcun modo alla lettera. La notizia, pubblicata il 27 gennaio sul sito della casa d’aste Richard Winterton, in Lichfield, nel Staffordshire (Gran Bretagna), è stata diffusa dal Telegraph. Così, il mistero della lettera di Tolkien ha fatto il giro di tutto il mondo.

Una lettera “misteriosa”

Lettera inedita di J.R.R. TolkienLa lettera “misteriosa” è stata venduta all’asta per oltre 1500 sterline (più di 1800 euro). La lettera, una pagina singola scritta a mano su carta intestata, datata 6 aprile 1963, non appare menzionata nella raccolta di lettere dello scrittore, né nella biografia ufficiale di Humprhey Carpenter e neanche nel completissimo ed enciclopedico Reader Companion del duo Christina Scull e Wayne G. Hammond (persino la pagina web degli Andenda and Corrigenda ne è ancora sprovvista!). L’incipit della missiva è “My Dear People” (“miei cari”) ed è indirizzata a una coppia di amici, Wilfrid e Nora. Tolkien descrive il peggioramento della sua salute e di quella di sua moglie dopo una “vacanza piuttosto disastrosa (e costosa)” (“rather a disastrous (and costly) holiday”) passata insieme a loro. Nella lettera, lo scrittore ringrazia i destinatari per la loro “compagnia e gentilezza”. Faceva da accompagnamento una cartolina di Natale con la fotografia di Tolkien affiancato dai suoi compagni d’avventura, Wilfrid e Nora appunto. «Avevo intenzione di inviare prima questa lettera di ringraziamento», scrive l’autore dello Hobbit. «Ma entrambi ci siamo ammalati». «Mi sento meglio ora, ma Edith ancora non lo è: ha un brutto raffreddore», scrive lo scrittore. «La vacanza è stata piuttosto disastrosa (e costosa), ma per noi è stata comunque memorabile grazie alla vostra compagnia e gentilezza». Tolkien conclude la missiva alla nuova coppia di amici dicendo: «Abbiamo pensato a voi ieri, e speriamo che il vostro viaggio di ritorno sia stato meno sgradevole rispetto al nostro, preannunciato da venti gelidi e neve».

Un ritrovamento fortuito

Un momento dell'asta: opuscolo diffuso al pubblicoAdrian Rathbone, un membro della Richard Winterton ha svelato che la lettera è stata trovata inaspettatamente a un uomo, che ha voluto mantenere l’anonimato. «È caduta da un libro che avevano in casa», ha detto Rathbone. «Non era nemmeno un libro di Tolkien, né il libro riguardava lo scrittore. Gli ex proprietari ha portato la lettera in uno dei nostri giorni di valutazione che teniamo di solito. Ci hanno detto di averla trovata in casa». La casa d’aste ha fatto esaminare la missiva da diversi esperti: «Tutti hanno confermato che è autentica», ha confermato Rathbone. «Lettere come questa si vendono bene, ma devo dire che pensavo che il massimo guadagno sarebbe stato nell’ordine di 300-400 sterline, non addirittura 1700». La famiglia del venditore non è legata in alcun modo con la coppia di amici menzionata nella lettera. L’identità del venditore non è stato diffusa, così come non lo è stato il nome dell’acquirente, di cui si sa soltanto che è un offerente che ha inviato la sua offerta online, aggiudicandosi la lettera per 1550 sterline.
Un momento dell'astaConcludendo, visto che a noi l’aria di mistero piace poco e, in questo caso, probabilmente serviva a far vendere a un prezzo più alto l’oggeto in questione, proviamo a dare una spiegazione logica: il libro che conteneva la lettera fu venduto e poi acquistato in un mercatino o una libreria di libri usati da un’anziano della famiglia di Lichfield, rimanendo su uno scaffale per molti anni finché il proprietario di casa, figlio, nipote o chi per lui, non ha deciso di prendere il libro e sfogliarlo. Proprio un bel mistero!


 

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Quando Neil Gaiman sognava J.R.R. Tolkien

Neil GaimanSempre più scrittori riconoscono il proprio debito letterario nei confronti di J.R.R. Tolkien. Uno di questi è Neil Gaiman. Lo scrittore inglese, sceneggiatore di fumetti di enorme successo come Sandman e The Books of Magic, è autore di romanzi come Nessun dove (Neverwhere, edito in Italia da Fanucci), Stardust (pubblicato per la Magic Press) e Good Omens, scritto a quattro mani con Terry Pratchett. Il suo romanzo American Gods (pubblicato in Italia da Arnoldo Mondadori Editore) è stato premiato con un Hugo quale miglior romanzo. Di Gaiman è anche Coraline (pubblicato in Italia da Mondadori nel 2004), romanzo vincitore del Premio Hugo e del Premio Nebula per il miglior romanzo breve, da cui è stato realizzato un film d’animazione intitolato Coraline e la porta magica. Libro: Coraline-b di Neil GaimanSe la lettertura fantastica di Tolkien parla in qualche modo del “crepuscolo del mito” di fronte all’avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi e fumetti, parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità e le sue forme. In questo senso, Gaiman ricorda il modo con cui George R.R. Martin ha letto e assorbito le opere di Tolkien. Nel 2004, Gaiman fu ospite d’onore della 35° Mythcon, l’annuale conferenza della Myhtopoeic Society, la Tolkien Society Usa. In quell’occasione, lo scrittore parlò del suo rapporto con l’autore del Signore degli Anelli. Il discroso di Gaiman fu, poi, pubblicato nell’ottobre 2004 su una delle riviste della società, Mythprint. Qualche giorno fa, Gaiman ha reso pubblico il testo sul suo blog. E l’Associazione romana studi Tolkieniani lo ha tradotto per voi.

Il discorso alla Mythcon 35

Aslan nel serial tv 1967Ho deciso di parlare di alcuni autori, di tre autori in particolare, e delle circostanze in cui li ho conosciuti. Esistono autori con i quali hai una relazione speciale e autori con cui non l’hai. Ci sono quelli che ti cambiano la vita e quelli che non lo fanno. È così che vanno le cose. Avevo sei anni quando vidi una puntata di Il leone, la strega e l’armadio in bianco e nero sulla televisione in casa di mia nonna a Portsmouth. Ricordo i castori, e la prima apparizione di Aslan, un attore con un poco convincente costume da leone, che camminava ritto sulle zampe posteriori, e da questo ne deduco che dovesse essere il secondo o il terzo episodio. Tornato a casa nel Sussex, iniziai a mettere da parte la mia magra paghetta, finché riuscii a comprare una copia di Il leone, la strega e l’armadio tutta per me. La lessi, e lessi Il viaggio del veliero, l’altro libro che riuscii a trovare, e li rilessi più e più volte, e quando arrivò il mio settimo compleanno avevo dato abbastanza indizi perché il mio regalo fosse un cofanetto con tutta la serie dei libri di Narnia. E ricordo ciò che feci il giorno del mio settimo compleanno: rimasi sdraiato sul letto, e lessi tutti i libri dal primo all’ultimo. Libri di C.S. LewisPer i successivi quattro o cinque anni continuai a leggerli. Naturalmente, leggevo anche altri libri, ma nel mio cuore sapevo che li leggevo unicamente perché non c’era un numero infinito di libri di Narnia a disposizione. In un modo o nell’altro, l’allegoria religiosa mi restò interamente ignota, e solamente verso i dodici anni mi accorsi che esistevano Certi Paralleli. La maggior parte dei lettori se ne accorge alla Tavola di Pietra; io ci arrivai quando notai che la storia degli eventi accaduti a San Paolo sulla via di Damasco era come la trasformazione in drago di Eustachio Scrubb, riveduta e corretta. La vissi come un’offesa personale: mi sembrò che un autore, del quale mi ero fidato, aveva in realtà uno scopo nascosto. Non avevo nulla contro la religione, o contro la religione nella narrativa: avevo comprato (dalla libreria della scuola) e amato Le lettere di Berlicche, ed ero già interessato a G.K. Chesterton. Ciò che mi indisponeva era, credo, che sminuiva Narnia, la rendeva una cosa meno interessante, e un luogo meno interessante. Eppure, le lezioni di Narnia rimasero in me profondamente. Mappa di Narnia di Pauline BaynesQuando Aslan dice agli adoratori di Tash che le preghiere che essi elevano a Tash erano in effetti preghiere a Lui, quello era qualcosa in cui credevo allora, e in cui in fondo credo ancora adesso. La mappa di Narnia disegnata da Pauline Baynes rimase appesa al muro della mia camera per tutta la mia adolescenza. Non tornai a Narnia finché non divenni genitore: prima nel 1988 e poi nel 1999, ogni volta lessi i libri ad alta voce per i miei figli. Scoprii quindi che le cose che avevo amato, le amavo ancora (e a volte le amavo anche di più), mentre le cose che da bambino mi erano sembrate strane (per esempio la goffaggine nella struttura de Il principe Caspian, e la mia antipatia per la maggior parte de L’ultima battaglia) si erano intensificate; c’erano anche alcune cose nuove che mi mettevano veramente a disagio, per esempio il ruolo delle donne nei libri di Narnia, culminante nel modo in cui viene “sistemata” Susan. Ma ciò che trovai maggiormente interessante era il modo in cui molto di ciò che è nei libri di Narnia era entrato in me: C.S. Lewisscrivendo, continuavo a notare frasi, ritmi e modi di mettere insieme le parole presi in prestito; per esempio, in The Books of Magic, un porcospino e una lepre chiacchierano fra di loro in modo simile a come fanno gli Sciapodi. C.S. Lewis fu la prima persona che mi fece voler essere uno scrittore. Mi rese consapevole dello scrittore, del fatto che ci sia qualcuno dietro le parole, che ci sia qualcuno che racconta la storia. Mi innamorai del modo in cui usava le parentesi: quegli a parte autoriali al tempo stesso saggi e discorsivi, e per tutto il resto della mia fanciullezza mi divertii a usare le parentesi nei miei temi e ricerche di scuola. Credo, forse, che il genio di Lewis sia consistito nel creare un mondo che, per me, era più reale di quello in cui vivevo; e se un autore era riuscito a scrivere i racconti di Narnia, allora volevo essere un autore.

L’incontro con J.R.R. Tolkien

J.R.R. Tolkien al lavoro nel suo studioSe esiste un modo sbagliato per conoscere Tolkien, allora io l’ho scoperto in un modo completamente sbagliato. Qualcuno aveva lasciato a casa mia una copia economica di un libro intitolato The Tolkien reader. Conteneva un saggio, “L’Anello magico di Tolkien” di Peter S. Beagle, un po’ di poesie, “Foglia” di Niggle e Il cacciatore di draghi. In retrospettiva, sospetto di averlo preso unicamente perché era illustrato da Pauline Baynes. Dovevo avere otto, forse nove anni. Ciò che importava per me in quel libro, era la poesia, e la promessa di una storia. A nove anni cambiai scuola, e scoprii, nella biblioteca di classe, una vecchia copia estremamente malconcia di Lo Hobbit. La comprai dalla scuola in una svendita, per un penny, insieme a una vecchia copia delle Opere di W.S. Gilbert, e la possiedo ancora. Sarebbe passato almeno un anno prima che scoprissi i primi due volumi de Il Signore degli Anelli, nella biblioteca principale della scuola. Li lessi. Li lessi e li rilessi: appena finito Le due torri, ricominciavo con La compagnia dell’Anello. Libro: "The Tolkien Reader" Non arrivava mai la fine, anche se questa non era la difficoltà che potrebbe sembrare: avevo già scoperto dal saggio di Peter S. Beagle che le cose sarebbero più o meno andate a finire bene. Ciononostante, desideravo realmente leggerla. A tredici anni vinsi il premio scolastico in Inglese, e mi fu permesso di scegliere un libro. Scelsi Il Ritorno del Re. Lo possiedo ancora. Tuttavia, l’ho letto una sola volta – fremendo per scoprire come sarebbe finita la storia – perché più o meno nello stesso periodo comprai anche l’edizione in volume unico. Era la cosa più costosa che avessi mai comprato con i miei soldi, ed è il libro che ancora adesso leggo e rileggo. Giunsi alla conclusione che Il Signore degli Anelli fosse, con ogni probabilità, il miglior libro che potesse mai essere scritto; questo mi creava qualche problema. Da grande, volevo diventare uno scrittore (no, non è vero: volevo essere uno scrittore già allora, senza aspettare di diventare grande), e volevo scrivere Il Signore degli Anelli. Il problema era che era già stato scritto. Considerai lungamente la questione, e infine arrivai alla conclusione che la cosa migliore sarebbe stata finire con una copia de Il Signore degli Anelli in un mondo parallelo in cui il Professor Tolkien non fosse mai esistito. E poi avrei chiesto a qualcuno di ribattere a macchina il libro: sapevo che se avessi inviato a un editore un libro già stampato, Home 7: "Return of the Shadow"anche in un universo parallelo, avrei sollevato troppi sospetti, proprio come sapevo che le mie capacità di dattilografo tredicenne non sarebbero state sufficienti per farlo da solo. E, una volta che il libro fosse stato pubblicato, in quell’universo parallelo sarei stato l’autore de Il Signore degli Anelli, e non può esistere cosa migliore. E continuai a leggere Il Signore degli Anelli finché non ebbi più bisogno di leggerlo ulteriormente, perché era dentro di me. Anni più tardi, scrissi a Christopher Tolkien una lettera, trovando una spiegazione a qualcosa che egli non era stato in grado di spiegare, e fui profondamente gratificato nel trovarmi ringraziato nel libro The Return of the Shadow (fra l’altro, per qualcosa che avevo imparato leggendo James Branch Cabell!).

Altre influenze

G.K. ChestertonNella stessa biblioteca scolastica che aveva i due volumi de Il Signore degli Anelli scoprii Chesterton. La biblioteca era a fianco dell’infermeria, e scoprii che, quando dovevo affrontare una lezione che non mi piaceva, tenuta da insegnanti che mi terrorizzavano, potevo sempre andare in infermeria e dichiarare un mal di testa. Un’amara aspirina sarebbe stata disciolta in un bicchiere d’acqua, io l’avrei bevuta cercando di non mostrare troppo disgusto, e poi sarei stato mandato a sedere in biblioteca aspettando che facesse effetto. La biblioteca era anche il luogo in cui andavo nei pomeriggi di pioggia, e ogni volta che potevo. Il primo libro di Chesterton che trovai fu Tutte le storie di Padre Brown. C’erano centinaia di altri autori che incontrai per la prima volta in quella biblioteca: Edgar Wallace e la Baronessa Orczy e Dennis Wheatley e tutti gli altri. Ma Chesterton fu importante per me, importante a modo suo quanto lo era stato C.S. Lewis. Vedete, se amavo Tolkien e desideravo di aver scritto il suo libro, non avevo però alcun desiderio di scrivere come lui. Le parole e le frasi di Tolkien mi sembravano cose naturali, come formazioni rocciose o cascate, e voler scrivere come Tolkien, per me, sarebbe stata la stessa cosa di voler fiorire come un albero di ciliegie, o scalare un albero come uno scoiattolo, o piovere come una tempesta. Chesterton era l’esatto opposto: leggendolo, Libro "I racconti di Padre Brown" di G.K. Chestertonero sempre consapevole che chi scriveva era qualcuno che godeva delle parole, che le spargeva sulla pagina come un pittore sparge i suoi colori sulla tavolozza. Dietro ogni frase di Chesterton c’era qualcuno che dipingeva con le parole e a me sembrava che, alla fine di una frase o particolarmente riuscita o di qualche perfetto paradosso, si sentisse l’autore ridacchiare piacevolmente da qualche parte dietro le scene. Padre Brown, il principe dell’umanità e dell’empatia, fu una droga di passaggio verso roba più pesante, in questo caso un volume unico con tre racconti: Il Napoleone di Notting Hill (il mio pezzo di narrativa predittiva alla 1984 favorito, e uno che ha immensamente influenzato il mio racconto Nessun Dove), L’uomo che fu Giovedì (il prototipo di ogni storia di spie del Ventesimo Secolo, oltre a essere un vero Incubo, e una delizia teologica), e infine L’osteria volante (che conteneva dell’eccellente poesia, ma che mi colpì, a undici anni, per le sue vedute stranamente ristrette. Sospetto che Padre Brown avrebbe pensato lo stesso). Poi c’erano le poesie e i saggi e l’arte. Libro: "L'uomo che fu giovedì" di G.K. ChestertonChesterton e Tolkien e Lewis non sono, come ho detto, gli unici autori che ho letto fra i sei e i tredici anni, ma sono gli autori che ho letto e riletto: ognuno di loro ha avuto una parte nel rendermi ciò che sono. Senza di loro, non riesco a immaginare che sarei potuto diventare uno scrittore, e certamente non uno scrittore di narrativa fantastica. Non avrei mai capito che il modo migliore di mostrare la verità delle cose è farlo da una direzione dalla quale non si immagina che la verità possa arrivare; né che la maestà e la magia della fede e dei sogni possano essere una parte essenziale della vita e della scrittura. E senza questi tre scrittori, non sarei qui oggi. E, naturalmente, non ci sareste nemmeno voi. Grazie.

(traduzione a cura di Lorenzo Gammarelli)
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- Il blog ufficiale di Neil Gaiman
- Il sito della Mythpoeic Society


 

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