“The Story of Kullervo”: ne parla Verlyn Flieger

Tolkien scriveHa sorpreso tutti l’annuncio di un nuovo libro di J.R.R. Tolkien, in uscita il 27 agosto in Inghilterra, il 27 ottobre negli Stati Uniti e, si spera, per dicembre in Italia. La sorpresa è dovuta al fatto che, contrariamente a quanto riportato da molti media generalisti italiani e copiati su alcuni siti web, il nuovo testo non è per nulla inedito, della sua esistenza si sapeva benissimo da più di 30 anni (è citato nelle Lettere e nella Biografia di Humphrey Carpenter) ed era addirittura stato pubblicato nel 2010.
Tolkien studenteSi tratta di “The Story of Kullervo”. Ripubblicare il testo, seppur rivisto, ha il solo scopo di mantenere l’attenzione sullo scrittore inglese e soprattutto il ritmo di un «inedito» l’anno che HarperCollins sta tenendo con gli inediti di Tolkien dal 2010 a oggi. Sono, infatti, ben cinque i testi pubblicati (The Children of Hurin, Sigurd e Gudrun, Beowulf e ora The Story of Kullervo) e in alcuni casi con un’operazione più che discutibile (The Fall of Arthur).
Nel caso attuale, ripubblicare un testo del 2010 ha il solo merito di rendere più fruibile al grande pubblico cose già note agli studiosi e oggetto da tempo di dibattiti, soprattutto negli Usa.

Il mito finnico

The Story of Kullervo di TolkienIl nuovo volume di HarperCollins si focalizza sull’influenza della mitologia finlandese su Tolkien. Si torna quindi ai tempi in cui la Terra di Mezzo nemmeno esisteva e lo stesso Tolkien era uno studente a Oxford. Il futuro scrittore fu, infatti, influenzato in giovane età dall’esempio di Elias Lönnrot, lo studioso e ricercatore del Kalevala finlandese, di cui dissero che fu «un uomo solo, che procedendo a tutta velocità, ha creato per noi un’eredità culturale» (Green Suns and Faërie: Essays on J.R.R. Tolkien, p. 181). Certamente la differenza è stata che Tolkien scrisse l’intero corpo di lavoro raccogliendolo lentamente e non procedendo a tutta velocità. Illustrazione di Georgij Adamovič Stronk - KullervoIl racconto “The Story of Kullervo”, scritto tra il 1912 e il 1914, fu il primo tentativo di Tolkien di fare proprio il Kalevala, che ebbe una profonda influenza sul Legendarium di Tolkien, particolarmente sulla storia di Túrin, presente nel Silmarillion e negli altri scritti della History of the Middle-earth. Proprio per capire meglio i contenuti del nuovo volume abbiamo intervistato la curatrice dell’edizione, Verlyn Flieger. Per chi non la conoscesse, Flieger è professore emerito di Mitologia e Studi medievali presso la University of Maryland, e al momento è considerata la maggiore studiosa di Tolkien a livello mondiale insieme a Tom Shippey. È l’autrice di pietre miliari in questo campo (Schegge di Luce, Question of Time, Interrupted Music, Libro: "Schegge di luce" di Verlyn Fliegerdel recente Green Suns and Faërie) e curatrice di alcune delle opere brevi del Professore di Oxford: Fabbro di Wootton major e del saggio Sulle Fiabe di Tolkien. Il suo studio Schegge di Luce è l’unico tradotto in italiano, grazie alla collana “Tolkien e dintorni” della casa editrice Marietti. È direttrice e tra i principali artefici della rivista specialistica “Tolkien Studies”, attivissima scrittrice, studiosa (un suo saggio è tradotto qui nel nostro sito) e conferenziera, ospitata più volte nei nostri Tolkien Seminar a Modena, organizzati dall’Istituto Filosofico di studi Tomistici. L’intervista è divisa in due parti, una più generale che pubblichiamo oggi, e la seconda parte, più approfondita sul legame tra Kullervo, Túrin e Il Silmarillion, che uscirà giovedì 27 agosto 2015.
Buona lettura!

Il mito finnico

Verlyn Flieger al Convegno "Tolkien e la Filosofia"“The Story of Kullervo” è già stata pubblicata nel 2010, nel n. 7 dei Tolkien Studies. Il testo che lei ha curato è diverso? Si sa che ci dovrebbero essere i manoscritti e nell’annuncio della casa editrice le pagine sono quasi triplicate (da 67 a 192 pagine).
«No, sarà lo stesso testo ma in una nuova edizione rispetto a quello dei Tolkien Studies. Ci sarà inoltre un’introduzione più lunga, una versione estesa delle note e del commento e diverse pagine di fac simile del manoscritto con i primi testi di Tolkien sull’invenzione dei nomi e quel che sembra essere la prima fase della sua lingua immaginaria, l’allora “Qenya”. Anche il formato è più ampio e leggibile che quello del 2010».
Il libro conterrà anche il suo saggio sul Kalevala contenuto nel n. 8 dei Tolkien Studies e nella raccolta di saggi Green Suns and Faërie: Essays on J.R.R. Tolkien? L’esecutore letterario di Tolkien, il figlio Christopher, che ha curato i testi usciti in tutti questi anni, ha voluto aggiungere qualcosa al volume?
«Sì, ci sarà anche il mio saggio, ma nessun testo da parte di Christopher».
Verlyn FliegerPerché HarperCollins ha deciso di pubblicare un testo già edito di Tolkien? Sappiamo che la proposta da lei fatta risale a molti anni fa anche se la Tolkien Estate l’ha accettata solo l’anno scorso.
«Sia la casa editrice sia io sentivamo che “The Story of Kullervo” meritava un pubblico più ampio di quello che si è potuto raggiungere con i Tolkien Studies. Inoltre, la Tolkien Estate deve risolvere molte questioni ogni anno, ognuna delle quali richiede tempo».
“The Story of Kullervo” è un racconto incompleto. Secondo lei, perché Tolkien lo abbandonò? «Non penso che lo abbia abbandonato volontariamente, ma che divenne sempre più occupato con i lavori successivi, il tempo passò e lo scrittore non vi tornò più sopra. Con il passare del tempo, inoltre, il suo stile e i suoi interessi maturarono e non ci fu più alcun modo di riprendere in mano il testo».
Studiosi: Verlyn FliegerÈ noto che il racconto influenzò molto la successiva “The Tale of Túrin”. Perché l’autore scelse una fonte d’ispirazione così inconsueta?
«Preferisco dire che fu la fonte a scegliere lui. E la sua “stranezza” deve avere giocato un ruolo in questa scelta. Lo scrittore pensava che si trattasse di una delle storie “più tragiche” e lo stesso soggetto, un giovane orfano lasciato solo a trovare la sua strada nel mondo, può a quei tempi aver avuto una risonanza molto potente con la sua stessa esperienza biografica».
Secondo lei, perché è importante per un appassionato di Tolkien leggere questo libro?
«Perché la sua lettura può dare un’idea più completa e piena di Tolkien come autore che non disdegna di trattare temi problematici come l’incesto e il suicidio. Mentre queste tematiche sono presenti nelle sue opere tarde (con Túrin Turambar che le incarna entrambe), è degno di nota sapere che esse sono presenti nella narrativa dello scrittore fin dai suoi primi seri esperimenti».
Infine, quale può essere il valore più rilevante in “The Story of Kullervo”?
«Ha un valore come prima opera dell’autore che nella sua descrizione di emozioni estreme, oscurità e disperazione, mette di luce aspetti presenti anche nelle sue opere più conosciute e spesso sottovalutati».

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata il 27 agosto 2015.

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ARTICOLI PRECEDENTI
– Vai alla recensione di Green Suns and Faërie: Essays on J.R.R. Tolkien
– Vai all’intervista Cinque domande a Verlyn Flieger

LINK ESTERNI
– Vai al sito di Verlyn Flieger
– Vai alla pagina di Schegge di Luce
– Vai al sito della Kent State University Press
– Vai al sito della Mythopoeic Society

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1 Comment to ““The Story of Kullervo”: ne parla Verlyn Flieger”

  1. Eva ha detto:

    Allora è confermato! Ottima notizia, quest’anno siamo sommersi di regali tolkieniani, dalla EE de Lo Hobbit alla sua distribuzione in ottobre probabilment anche nei cinema italiani e poi questo libro inedito…speriamo esca a Natale! Grazie ragazzi

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