Tolkien 40 anni dopo: da culto a classico

Vita: Edith e Ronald TolkienIl 2 settembre di 40 anni fa se ne andava l’uomo che ci ha regalato un sogno. Mentre J.R.R. Tolkien si spegneva, stava crescendo sempre più quello che lui stesso chiamava «il mio deprecabile culto». Il 2 settembre 1973, lo scrittore inglese salutava il mondo primario per recarsi probabilmente in quella Terra di Mezzo che abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi scritti. Ci lasciava anche per andare a riabbracciare la sua amata Edith, partita appena due anni prima. Da allora entrambi riposano insieme nel cimitero Wolvercote, alla periferia di Oxford.

Gli ultimi giorni

J.R.R. TolkienDella vita di Tolkien sono stati raccontati molti episodi salienti, e molti articoli di questi giorni ne racconteranno come al solito la biografia. Noi vogliamo, invece, ricordare i suoi ultimi giorni terreni, nella splendida cittadina di Bournemouth (ci siamo stati!) dove era andato a trovare degli amici. Dall’ultimo capitolo della Biografia di Carpenter: «[…] martedì 28 agosto, scese a Bournemouth per stare con Denis e Jocelyn Tolhurst, il dottore e la moglie che che si eran presi cura di lui e Edith quando vivevano lì. La fine fu rapida. Giovedì si unì ai festeggiamenti per il compleanno della signora Tolhurst, ma non si sentiva bene e preferì mangiar poco, malgrado bevesse un poco di champagne. Durante la notte ebbe dei dolori, e il mattino successivo fu portato in una clinica privata dove gli fu diagnosticata una forte ulcera gastrica con emorragia. Accadde che Michael fosse in vacanza in Svizzera e Christopher in Francia, e nessuno dei due avrebbe potuto essere in tempo al suo capezzale, ma John e Priscilla riuscirono ad arrivare a Bournemouth per essere con lui. All’inizio i bollettini sulle sue condizioni erano ottimistici, ma sabato subentrò una infezione, e la mattina presto di domenica, 2 settembre 1973, morì all’età di 81 anni». Oxford: tomba di Tolkien nel cimitero di WolvercoteDal poscritto “l’Albero”: «[…] alcune settimane dopo, quando ci fu una commemorazione organizzata da alcuni suoi ammiratori americani, in California, il racconto breve Foglia di Niggle fu letto. Tolkien lo avrebbe considerato appropriato: «Davanti a lui era l’Albero, il suo Albero, finito. Se si può dir così di un albero vivo, con le foglie che si aprono, i suoi rami che crescono e ondeggiano al vento che Niggle aveva così spesso sentito e indovinato, e aveva così spesso mancato di cogliere. Guardò l’Albero e lentamente alzo le braccia spalancandole. “È un dono!” disse».

Vita e romance

Luthien danza nei boschiRonald e Edith riposano a Oxford, sotto un tetto di granito con su scritto: «Edith Mary Tolkien, Lúthien, 1889-1971. John Ronald Reuel Tolkien, Beren, 1892-1973». Beren e Lúthien sono i due romantici amanti del Silmarillion: lui è
un uomo mortale che si innamora di lei, elfa, dopo averla vista danzare nel bosco. La loro storia sarà travagliata e intensa, tragica e sublime. Proprio danzare era quel che faceva Edith per lo scrittore. «Lúthien, che per me significa molto più di un lungo discorso – scrive Tolkien in una lettera – perché lei era (e sapeva di esserlo) la mia Lúthien». Edith fu l’ispiratrice della storia che poi è diventata una parte principale del Silmarillion. «Incontrai la Lúthien Tinúviel del mio personale romance – ricorda lo scrittore in un’altra lettera- con i suoi lunghi capelli neri, il suo dolce viso, i suoi occhi pieni di stelle e la sua voce soave». Ma la prima volta che Beren vide Lúthien avvenne davvero nella vita reale mentre Tolkien era ufficiale dell’esercito inglese nella Prima Guerra Mondiale. Lo rivela lui stesso: «È stata concepita per la prima volta in una piccola radura piena di cicuta a Roos nello Yorkshire (dove per qualche tempo fui comandato in una base della Guarnigione Humber nel 1917, e lei riuscì a venire a stare con me per un po’). Beren e Luthien - disegno di Anke EissmannIn quei giorni i suoi capelli erano corvini, la sua pelle chiara, gli occhi più brillanti di quanto voi li abbiate mai visti, e sapeva cantare e ballare». Edith e Ronald saranno ora nei boschi di Neldoreth, nel regno elfico del Doriath, a ballare nella radura, tra i rami e le fronde delle piante, al lume della luna, al raggio della stella. Perché, come recita La canzone di Beren e Luthien nel Signore degli Anelli, «un giorno luminoso si ritrovaron felici, ed assieme partiron, amati e infine uniti…».

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6 Comments to “Tolkien 40 anni dopo: da culto a classico”

  1. Daniela ha detto:

    Al nostro compianto Beren e alla sua Luthien. R.I.P.

  2. Silma ha detto:

    Grazie di tutto

  3. Norbert ha detto:

    Addio, e grazie per tutti gli amici tolkienofili che ho incontrato

  4. Erin ha detto:

    Per seguire il suo “deprecabile culto” si sono aperte menti e cuori. Grazie.

  5. Mike Granpasso ha detto:

    La grandezza costruita da uomini speciali come Tolkien, supera il tempo, va oltre la loro morte, raggiunge cuori e anime per sempre… L’unico modo che abbiamo per farlo vivere in eterno è continuare a leggere le sue invenzioni.

    Grazie per il tuo immenso lascito.

  6. Paolo ha detto:

    2.9.1973 – 2.9.2013
    “I lunghi anni sono fuggiti, come rapidi sorsi del dolce idromele, in aerei saloni oltre l’Occidente, sotto le azzurre volte di Varda ove le stelle tremolano al canto della sua voce…”

    Una sola parola: Grazie.

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