I Saggi AIST tornano in questo mese di febbraio con la traduzione di un testo di John R. Holmes. Pubblicato sulla rivista Mythlore (40, 1, 2021) con il titolo “How Tolkien Saved His Neck: A lusinghe Proposition to the Oxford Dante Society”, il saggio ricostruisce e analizza una conferenza inedita, intitolata “Neck Verse”, che J.R.R. Tolkien tenne l’11 novembre 1947 alla Oxford Dante Society. La tesi di Holmes è che il testo di questa conferenza smentisca l’immagine di un Tolkien “antimediterraneo”, esclusivamente interessato alle “cose del Nord”.
Lo Studioso
John R. Holmes ha conseguito un dottorato in letteratura inglese alla Kent State University, discutendo una tesi dal titolo “William Blake’s Place in the Mystical Tradition”. Dal 1985 insegna Letteratura inglese alla Franciscan University di Steubenville (Ohio), dove si è occupato principalmente di letteratura inglese del Romanticismo e ha tenuto occasionalmente corsi su Tolkien. Fondatore e curatore del Journal of Tolkien Studies, ha dedicato numerosi articoli a Tolkien.
Il saggio
Il saggio di Holmes analizza la conferenza di J.R.R. Tolkien “Neck Verse”. L’autore mostra come Tolkien costruisca con abilità una “maschera” accademica, quella dell’“uomo del Nord” che – tra sincera modestia e misurata ironia – si rivolge ai dantisti oxoniensi quasi chiedendo grazia, evocando il “verso del collo” (il Miserere anticamente recitato dai condannati per fingersi ecclesiastici e ottenere il beneficio del clero). Secondo Holmes, “Neck Verse” confermerebbe l’interesse di Tolkien verso il genio “meridionale” di Dante e smentirebbe l’immagine stereotipata di uno studioso saldamente assiso sulla difesa della cultura germanica. Holmes segue la prolusione di Tolkien attraverso vari punti: i parallelismi tra la visione del mondo nordica e quella dantesca; una digressione sul romanzo Babbit di Sinclair Lewis, in cui Dante è scherzosamente menzionato; un’analisi linguistica dell’espressione “aere bruno” (Inf. II, 1), di cui Tolkien sostiene l’origine germanica; uno studio sul termine “lusinghe” (Purg. I, 92) che anticipa il saggio del 1951 “Middle English ‘Losenger’”.
Secondo Holmes, dunque, “Neck Verse” esemplifica tre tratti tipici del metodo tolkieniano: una persona retorica di umile ironia, l’attenzione minuziosa alla singola parola, e la convinzione che filologia e immaginazione siano inseparabili.
Buona lettura!
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