Saggi AIST: Tom Emanuel, la teologia tolkieniana oltre il dominio dell’autore

Copertina Saggi AISTConclusa la pausa estiva, riprendiamo i Saggi AIST presentando un contributo di Tom Emanuel dedicato a un problema critico che – a partire almeno dal fondamentale saggio di Verlyn Flieger “The Arch and the Keystone” – figura tra gli studi tolkieniani più discussi e metodologicamente delicati: il rapporto tra la fede religiosa di J.R.R. Tolkien, la sua intenzione autoriale e la libertà interpretativa del lettore. Pubblicato originariamente su Mythlore (vol. 42, n. 1, Fall/Winter 2023, pp. 29-53) con il titolo “‘It Is ‘About’ Nothing But Itself’: Tolkienian Theology Beyond the Domination of the Author”, il saggio mette in discussione la tendenza di una parte della critica cristiana a ricondurre la pluralità del Legendarium a un significato teologico univoco, garantito in ultima istanza dalla fede cattolica del suo autore. Emanuel non intende negare né ridimensionare l’importanza del Cattolicesimo nella vita e nell’opera di Tolkien né escludere la possibilità di un’interpretazione cristiana del Legendarium; il suo obiettivo, piuttosto, è quello di interrogare criticamente il passaggio attraverso il quale un’interpretazione cristiana viene elevata a interpretazione normativa, trasformando Tolkien stesso in un’autorità chiamata a stabilire in modo univoco, definitivo e sempre coerente che cosa le sue opere significhino. Ne deriva una riflessione che, a partire dagli studi tolkieniani, investe questioni più generali di teoria letteraria: l’intenzione dell’autore, l’autonomia dell’opera, il rapporto tra testo e lettore e la possibilità di una pluralità di interpretazioni.

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La Storia della Terra di Mezzo: esce oggi La Guerra dell’Anello

Oggi, 21 ottobre 2026, arriva nelle librerie, per le edizioni Bompiani, La Guerra dell’Anello (The War of the Ring), l’ottavo volume della monumentale Storia della Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien, curata dal figlio Christopher tra il 1983 e il 1996. Pubblicato originariamente nel 1990 e finora inedito in italiano, il libro prosegue la ricostruzione della genesi del Signore degli Anelli, accompagnando i lettori attraverso le varie stesure del romanzo. La traduzione è affidata a Stefano Giorgianni, già presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e da anni impegnato nella traduzione delle opere del Professore. Quanto alla cura redazionale, prosegue, come fin dal primo volume, l’attività del team AIST composto da Roberto Arduini, Giampaolo Canzonieri, Barbara Sanguineti, Norbert Spina e Claudio Antonio Testi.
La sezione della Storia della Terra di Mezzo dedicata al Signore degli Anelli è iniziata con Il Ritorno dell’Ombra (2024) e proseguita con Il Tradimento di Isengard (2025). Il nuovo volume, terzo dei quattro che la compongono, documenta l’elaborazione delle vicende che intercorrono tra la parte conclusiva delle Due Torri e la prima metà del Ritorno del Re.

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La ricerca di Bilbo: Lo Hobbit entra all’università

È uscito per Paolo Loffredo Editore La ricerca di Bilbo. Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, volume a cura di Oriana Palusci , docente di Lingua e linguistica inglese presso l’Universita di Napoli ‘L’Orientale’, e Giuseppe Pezzini, docente e tutorial fellow presso il Corpus Christi College di Oxford, che riunisce sette studi dedicati al primo romanzo pubblicato da Tolkien. Il libro, 214 pagine, raccoglie contributi di Mark Atherton, Piero Boitani, John Garth, Carlo Pagetti, Oriana Palusci, Giuseppe Pezzini e Paolo Pizzimento (socio AIST).
La ricerca di Bilbo nasce come numero speciale della rivista accademica ContactZone e raccoglie, in forma libraria, una serie di ricerche italiane e britanniche che affrontano Lo Hobbit nella sua autonomia letteraria, senza ridurlo – come troppo spesso è accaduto e accade tuttora – a un mero antefatto del Signore degli Anelli. La Premessa chiarisce inoltre la doppia valenza del titolo: la «ricerca di Bilbo» è insieme la quest intrapresa dallo hobbit e dai suoi compagni e l’indagine critica sull’identità di un protagonista la cui invenzione segna una svolta decisiva nell’opera tolkieniana.

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Verlyn Flieger, A Real Taste for Fairy-stories: la recensione

Da oltre trent’anni Verlyn Flieger occupa una posizione centrale negli studi tolkieniani. Autrice di A Question of Time (1997), Splintered Light (2002; in italiano Schegge di luce, 2007) e Interrupted Music (2005), oltre che di numerose raccolte e importanti edizioni di testi di Tolkien, ha contribuito in modo decisivo a spostare l’attenzione critica verso la storia compositiva, il linguaggio, la temporalità e le tensioni interne del legendarium. A Real Taste for Fairy-stories, pubblicato da Walking Tree Publisher nel 2025, raccoglie sedici saggi pubblicati su rivista o sviluppati a partire da conferenze o interventi nel corso dell’ultimo decennio. Un materiale assai eterogeneo, dall’autrice stessa definito «as diverse as focus on a single subject will allow them to be» (Flieger 2025: 199). Eppure percorso da un sottile filo rosso…

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Saggi AIST: David Bratman, Appunti di uno studioso degli Inklings

Per i Saggi AIST di aprile presentiamo un contributo di David Bratman che non si limita a esporre i risultati di una ricerca ma delinea altresì possibili direttrici di sviluppo per gli studi su Tolkien e gli Inklings. Il saggio, pubblicato in Mythlore (vol. 41, n. 1, art. 2, Fall/Winter 2022) con il titolo Notes of an Inklings Scholar: Musings on Myth and History, Promises and Secrecy, Ethical Reviewing, and the Limits of Authorial Intent, trae origine dal discorso di ringraziamento pronunciato dall’autore in qualità di ospite d’onore al Mythcon 52, tenutosi ad Albuquerque (New Mexico) nel 2022 (si rimanda all’allegato per il link alla versione originale).

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Michael D.C. Drout, The Tower and the Ruin: la recensione

Michael D.C. Drout non ha certo bisogno di presentazioni: docente presso il Wheaton College di Norton (MA) e direttore del Center for the Study of the Medieval del medesimo istituto, è autore del volume Beowulf and the Critics by J. R. R. Tolkien (2002) e curatore della fondamentale J.R.R. Tolkien Encyclopedia (2007). Il suo volume più recente, The Tower and the Ruin: J.R.R. Tolkien’s Creation (New York, W.W. Norton & Co., 2025), si configura come un contributo critico di notevole rilievo nel panorama degli studi tolkieniani contemporanei. Drout muove dalla constatazione che le opere di J.R.R. Tolkien presentano una natura distinta rispetto a gran parte della produzione letteraria del Novecento, in quanto caratterizzate da una peculiare «experiential quality» (p. 12) che rende la loro fruizione più assimilabile a un’immersione in un universo narrativo coerente e autonomo che non a una lettura tradizionale. Una simile premessa potrebbe, a prima vista, apparire autoreferenziale o persino ingenua. Tuttavia, ciò che risulta interessante – e, nell’economia generale del saggio, vincente – è la modalità con cui l’autore sviluppa tale assunto. Nell’indagare la specifica qualità esperienziale dell’opera tolkieniana, infatti, Drout evita di ricorrere al pur consolidato apparato teorico sollecitato dalla riflessione dello stesso Tolkien — quali le categorie di sub-creazione, mondo secondario e credenza secondaria — preferendo adottare una prospettiva differente che si concentra primariamente sull’atto della lettura e sugli elementi dell’opera che ne fanno un’esperienza al tempo stesso emotiva e intellettuale. In tale contesto, l’autore non esita a integrare nella riflessione anche un filtro personale, richiamando la propria esperienza di incontro con l’opera tolkieniana, che assume così valore non meramente autobiografico, bensì euristico all’interno dell’argomentazione critica.

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Saggi AIST: Holmes su Tolkien e Dante

I Saggi AIST tornano in questo mese di febbraio con la traduzione di un testo di John R. Holmes. Pubblicato sulla rivista Mythlore (40, 1, 2021) con il titolo “How Tolkien Saved His Neck: A lusinghe Proposition to the Oxford Dante Society”, il saggio ricostruisce e analizza una conferenza inedita, intitolata “Neck Verse”, che J.R.R. Tolkien tenne l’11 novembre 1947 alla Oxford Dante Society. La tesi di Holmes è che il testo di questa conferenza smentisca l’immagine di un Tolkien “antimediterraneo”, esclusivamente interessato alle “cose del Nord”.

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I Quaderni di Arda: Call for Papers 2026

Tolkien Ludens: Narrazione, Mito e Gioco nella Terra di Mezzo
A cura di Nicola Nannerini e Paolo Pizzimento

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Negli ultimi due decenni, la ricerca ha evidenziato come il Mondo Secondario di Tolkien non sia soltanto un artefatto letterario ma anche un laboratorio esemplare per la costruzione di mondi transmediali in cui logica narrativa, progettazione dei sistemi e pratiche dei giocatori convergono in giochi di carte, giochi di ruolo da tavolo e dal vivo, videogiochi e piattaforme online. Sulla scorta di quadri teorici consolidati negli studi sulla transmedialità e sui mondi immaginari, «I Quaderni di Arda» intende indagare la molteplice galassia dei giochi tolkieniani e la relazione – ora diretta, ora dialettica – che in essi si stabilisce fra fedeltà narrativa e trasformazione progettuale; intende, inoltre, riflettere su come i sistemi interattivi negozino canonicità, aspettative e partecipazione del pubblico (Wolf 2018; Freeman e Gambarato 2019).

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Nuovo numero e nuova serie editoriale per «I Quaderni di Arda»

Esce oggi il nuovo numero de «I Quaderni di Arda», che inaugura una rinnovata serie editoriale e una nuova numerazione. A partire da questa uscita, la rivista entra a far parte del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Messina e allinea la propria produzione scientifica ai principi dell’open access, rendendo i contenuti liberamente fruibili e valorizzando la diffusione della ricerca. È un evento che corona un percorso iniziato vent’anni fa, con la nascita dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani e della collana Tolkien e dintorni delle Edizioni Marietti, proseguendo con la nascita dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e della Tana del Drago di Dozza (BO), nonché con la pubblicazione dei primi quattro numero cartacei de «I Quaderni di Arda» (Eterea Edizioni), nei quali sono stati pubblicati gli atti dei convegni organizzati all’Università di Trento e il frutto del Gruppo di Studi legato all’AIST. Il 2025 è una data storica, quella in cui nasce la prima rivista accademica italiana dedicata a J.R.R. Tolkien. La nuova serie de «I Quaderni di Arda» si apre con un numero monografico dal titolo Tolkien oltre Tolkien: eredi ed eretici, a cura di Wu Ming 4, Roberto Arduini e Paolo Pizzimento. Un inizio programmatico, che invita a varcare le soglie dell’interpretazione canonica per esplorare le molteplici traiettorie di eredità, riscrittura e dissenso nate dall’opera tolkieniana.

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Il nuovo numero di «ContactZone» dedicato allo Hobbit

Giunge alle stampe il nuovo numero (2, 2024) di «ContactZone», con una ricca selezione monografica di articoli interamente dedicati allo Hobbit. Il volume, intitolato Nel tempo di Bilbo Baggins: (ri)leggere The Hobbit di J.R.R. Tolkien, è curato da Oriana Palusci (Università “l’Orientale” di Napoli) e Giuseppe Pezzini (Corpus Christi College di Oxford) e ospita i saggi di alcuni tra i più importanti Tolkien scholars della scena internazionale.

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Mythopoeic Awards: i vincitori di quest’anno

Mythpoeic AwardsA breve distanza dai Tolkien Society Awards (di cui abbiamo parlato qui) arrivano anche i Mythopoeic Awards 2025, riedizione di un appuntamento annuale che dall’ormai lontano 1971 premia tanto i principali contributi nell’ambito della ricerca su Tolkien, gli Inklings e la letteratura fantastica sia le più interessanti novità letterarie del mondo del fantasy. Dopo aver comunicato i finalisti lo scorso 2 giugno, la Mythopoeic Society ha annunciato i vincitori in occasione dell’Online Midsummer Seminar 2025 “More Perilous and Fair: Women and Gender in Mythopoeic Fantasy” tenutosi il 2 e 3 agosto. I premi, suddivisi nelle cinque categorie di Adult Fantasy, Young Adult Fantasy, Children Fantasy, Inklings Studies e Myth and Fantasy Studies, sono stati assegnati a opere in lingua inglese pubblicate tra il 2023 e il 2024.

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Saggi AIST, Janet Croft: Il Nome dell’Anello

La pubblicazione dei Saggi AIST prosegue con un prezioso contributo di Janet Brennan Croft dedicato a un tema assai caro all’autrice, ovvero il rapporto tra le potenze del male e del linguaggio inquadrate nella loro degradazione lungo il corso delle Ere di Arda. Si tratta di un aspetto vitale del Legendarium tolkieniano, nel quale la questione linguistica acquisisce, com’è noto, un’importanza centrale e procede di pari passo con la grande tematica della “Luce frantumata” già oggetto degli studi di Verlyn Flieger nel seminale saggio Schegge di Luce. Croft analizza la questione con la competenza e l’attenzione al dettaglio che da sempre la contraddistinguono, offrendo riflessioni preziose su aspetti relativamente poco considerati dell’opera di Tolkien.

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A Velletri, Mito, oralità e scrittura nella TdM

Sabato 12 e domenica 13 luglio, presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri, si terrà il convegno Mito, oralità e scrittura nella Terra di Mezzo. Tradizioni della voce, trasmissioni manoscritte e interpretazioni del Legendarium tolkieniano. L’incontro di studi è promosso dall’AIST, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, in collaborazione con Eterea Edizioni e il Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”. L’ingresso al convegno è libero e gratuito ma è comunque necessario registrarsi come “uditori” entro il 10 luglio, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica igorbaglioni79@gmail.com e riportando contestualmente i propri dati essenziali: nome, cognome, telefono, indirizzo di posta elettronica, giorno di possibile presenza. L’iscrizione al convegno offre la possibilità di ricevere direttamente, tramite la propria posta elettronica, eventuali avvisi e materiali informativi riguardanti l’incontro di studi.

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Agrigento: Tolkien a Libri in Cortile 2025

Venerdì 20 giugno, nella suggestiva borgata di Montaperto, avrà ufficialmente inizio la quinta edizione di Libri in Cortile, una rassegna letteraria nel centro storico di Agrigento organizzata da Roberto Bruccoleri, Operatore Culturale Indipendente, in collaborazione con Audi Meridiano, Sciabica Soluzioni Assicurative, Studio Dentistico Zicari, l’Associazione Anthos Oltre La Valle, il Castello Ducale Colonna, il Ristorante Sal8 e il B&B Panoramica dei Templi, gli sponsor tecnici di Scaro Cafè e Il Mercante dei Libri e il patrocinio del Comune di Agrigento.

L’evento inizierà alle ore 19.30 presso Piazza Caduti di Marcinelle con una serata dedicata a J.R.R. Tolkien che prevede la presentazione della nuova edizione de Lo Hobbit  tradotta da WuMing 4 e un dialogo tra il Presidente dell’AIST Stefano Giorgianni e il socio AIST Paolo Pizzimento, moderati da Roberto Bruccoleri, mentre l’attore Giuseppe Innocente eseguirà delle letture tratte dall’opera dello scrittore inglese.

Tra le novità di questa edizione di Libri in Cortile, ce ne sarà anche una gustosissima! I partecipanti, infatti, avranno la possibilità di degustare piatti ispirati alle opere letterarie trattate grazie alla maestria dei ragazzi di BioMelograno. In onore della serata tolkieniana, in particolare, sarà proposto uno speciale Menù Lo Hobbit in un’esperienza sensoriale unica che assemblerà il piacere del viaggio immaginifico con quello culinario.

A Parigi un convegno sulla consonanza cristiana della Terra di Mezzo

Dal 16 al 18 maggio, al Collège des Bernardins di Parigi – suggestivo scenario che da marzo ospita la mostra Aubusson tisse Tolkien – si terrà un convegno universitario internazionale dal titolo “Colloque international « La consonance chrétienne de la Terre du Milieu »” che sin d’ora si propone come un evento di riferimento per gli studi tolkieniani sul ruolo della componente religiosa nell’opera del professore di Oxford.
Il titolo di questo convegno si basa sulla celebre lettera n. 269 del 12 maggio 1965, in cui Tolkien scriveva a W.H. Auden: «Non sento alcun obbligo di rendere la mia storia compatibile con la teologia cristiana formale, anche se in realtà ho voluto renderla compatibile con il pensiero e la fede cristiani».
In linea con la vocazione del Collège des Bernardins, le risorse impiegate saranno culturalmente ricche e spiccatamente interdisciplinari: le specializzazioni accademiche coinvolte, infatti, saranno un mix di storia, classici, linguistica, letteratura e lingua inglese, filosofia e, naturalmente, teologia. I temi annunciati sono: l’immaginazione e la redenzione, la questione dell’allegoria, l’analogia della fede, l’intreccio tra fede e opera in Tolkien e la questione del soprannaturale. Infine, una tavola rotonda aprirà la questione del contributo spirituale dell’opera di Tolkien ai non credenti.
Parteciperanno sedici relatori di fama internazionale, con un equilibrio tra stranieri di lingua francese e inglese (provenienti da Germania, Brasile, Spagna, Stati Uniti, Regno Unito e Italia – quest’ultima rappresentata, tra gli altri, da un socio fondatore AIST, Claudio Testi).

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Gli Anelli del Potere: alla fine gli ascolti totali sono calati

MMO-Amazon-GamesGiungono finalmente nuovi dati sugli ascolti de Gli Anelli del Potere e, a dire il vero, non sembrano molto positivi. Infatti, secondo ScreenRant – un rapporto della società di analisi dello streaming di terze parti Luminate –, la seconda stagione dello show diretto da Patrick McKay e J.D. Payne avrebbe registrato un notevole calo dell’audience rispetto alla precedente. Più precisamente, il numero di spettatori della Stagione 2, nelle sue prime 12 settimane di disponibilità, sarebbe diminuito del 60% rispetto alla Stagione 1 in termini di minuti totali guardati. Questo dato appare in netto contrasto con i feedback estremamente entusiastici rilasciati da Jennifer Salke, capo degli Amazon-MGM Studios, secondo la quale ben 55 milioni di persone avrebbero “interagito” con la serie dal lancio della seconda stagione il 29 agosto scorso.

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Call for Papers: Oralità e scrittura in Tolkien

L’AIST (Associazione Italiana Studi Tolkieniani), in collaborazione con Eterea Edizioni e con il Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”, promuove un convegno di studi interdisciplinare dal titolo Oralità e scrittura nella Terra di Mezzo. Tradizioni della voce, trasmissioni manoscritte e interpretazioni del Legendarium tolkieniano, per indagare lo statuto e il ruolo dell’oralità e della scrittura nella Terra di Mezzo e inquadrare il loro rapporto all’interno del Mondo Secondario creato da J.R.R. Tolkien.
Nel nostro Mondo Primario, il passaggio dall’oralità alla scrittura e, in seguito, alle moderne tecnologie della comunicazione ha costituito una trasformazione tale da influenzare profondamente la cognizione, la cultura e la società umana. Molti studiosi hanno approfondito la questione: Convegno Castelli Romani: Igor Baglionida Milman Parry e Albert Lord, coi loro scritti pionieristici sull’epica orale, a Eric A. Havelock e Paul Zumthor, che hanno indagato il passaggio dall’oralità alla scrittura nell’antica Grecia e nel Medioevo romanzo, fino a Marshall McLuhan e Walter J. Ong, interessati ai profondi cambiamenti culturali innescati dall’evoluzione dei media moderni.
Tolkien, da filologo e studioso di opere letterarie medievali, guardò sempre con grande attenzione alla questione dei rapporti tra oralità e scrittura e la mise a tema nelle sue opere letterarie. Desiderava, ad esempio, che “Il Silmarillion” – così come lo concepiva nella sua mente – assumesse la forma di «una compilazione, un compendio narrativo steso tardivamente sulla scorta di fonti assai diverse (poemi, annali, racconti di tradizione orale) trasmesse per retaggio antichissimo» (Il Silmarillion, p. 6) affinché replicasse o, per dir meglio, ricreasse il carattere essenzialmente “cumulativo” del mito del Mondo Primario. Nel fondamentale saggio Sulle fiabe, inoltre, propose l’allegoria del “Calderone del Racconto”, ovvero della tradizione narrativa nella quale gli “ingredienti” (storia, racconto popolare, leggenda e mito etc.) sono gettati in epoche diverse, cambiano durante la “cottura” e contribuiscono al sapore della “minestra”, ogni porzione della quale è una storia (Il Medioevo e il fantastico, pp. 189 ss.). Ed ancora, nel Signore degli Anelli ricorse ad un complesso meccanismo metanarrativo, il Libro Rosso della Marca Occidentale, di cui si presentava come il “traduttore”, non senza descriverne la multiforme tradizione manoscritta e le intrinseche complessità (Il Signore degli Anelli, pp. 26 ss.).
Come nel Mondo Primario, insomma, anche nel Mondo Secondario di Tolkien quello fra oralità e scrittura è uno degli elementi dialettici su cui si è costruita un’intera cultura. La questione, finora indagata solo in parte dagli studiosi tolkieniani, merita di essere affrontata alla luce di un approccio interdisciplinare consapevole dei recenti sviluppi degli studi sul tema. Gli organizzatori accolgono quindi con favore proposte di relazione che esplorino il ruolo di oralità e scrittura e il loro rapporto nella Terra di Mezzo, in particolare in relazione ai seguenti filoni di ricerca:

  • Le relazioni tra la mitopoiesi tolkieniana e le mitografie del Mondo Primario;
  • La tradizione orale degli Elfi e la sua messa per iscritto nel “Silmarillion”;
  • I sistemi di scrittura della Terra di Mezzo (sarati, tengwar, cirth, etc.);
  • La questione delle voci autoriali e dei punti di vista nel “Silmarillion” progettato da Tolkien e nella sua versione pubblicata;
  • La questione delle voci autoriali e dei punti di vista nello Hobbit e nel Signore degli Anelli;
  • Il Libro Rosso in quanto elemento narrativo e in quanto dispositivo metanarrativo;
  • Le Traduzioni dall’Elfico di Bilbo Baggins e il loro rapporto con il Silmarillion;
  • Biblioteche e archivi della Terra di Mezzo (Valforra, Minas Tirith etc.);
  • La cultura dei popoli «saggi ma incolti» (Il Signore degli Anelli, p. 459);
  • La relazione tra le lingue della Terra di Mezzo e l’inglese utilizzato da Tolkien in quanto “lingua di destinazione”;
  • I proverbi, gli indovinelli e le canzoni della Terra di Mezzo;
  • Questioni di taglio generale su oralità e scrittura che facciano il punto sul dibattito contemporaneo sul tema.

 

Comitato Scientifico:

Roberto Arduini (Eterea Edizioni, AIST);

Igor Baglioni (Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”);

Cecilia Barella (Eterea Edizioni, AIST);

Alessandro Campus (Università di Roma Tor Vergata);

Andrea Ercolani (CNR);

Stefano Giorgianni (Traduttore e autore, AIST);

Paolo Nardi (Autore e divulgatore, AIST);

Oriana Palusci (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”);

Paolo Pizzimento (Università degli Studi di Messina, AIST);

 

Organizzazione:

Roberto Arduini (Eterea Edizioni, AIST);

Igor Baglioni (Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”);

Stefano Giorgianni (Traduttore e autore, AIST);

Alessandro Leonardi (AIST);

Paolo Pizzimento (Università degli Studi di Messina, AIST);

 

Gli studiosi interessati possono inviare una proposta di relazione di non oltre 2.000 battute, comprensiva di due o tre fonti bibliografiche di riferimento, entro e non oltre il 30 aprile 2025 all’indirizzo: paolo.pizzimento@unime.it. La proposta dovrà comprendere un titolo e un abstract, una breve nota biografica dell’autore, un recapito di posta elettronica e un recapito telefonico.

L’accettazione delle proposte di relazione sarà comunicata via posta elettronica agli interessati entro il 15 maggio 2025. Il convegno si terrà in presenza da venerdì 11 a domenica 13 luglio 2025 nei comuni dei Castelli Romani e la partecipazione sarà gratuita.

 

Date da ricordare:

Chiusura della Call for Papers: 30 aprile 2025.

Comunicazione di accettazione delle proposte: 15 maggio 2025.

Convegno: 11-13 luglio 2025.

I partecipanti al convegno potranno alloggiare nelle strutture convenzionate, usufruendo di una riduzione sul normale prezzo di listino delle stesse. Sono previste visite serali gratuite ai musei e ai monumenti dei comuni presenti nell’area dei Castelli Romani. Il programma delle visite sarà reso noto contestualmente al programma del convegno.

È prevista la pubblicazione degli Atti a cura di Eterea Edizioni previa peer review finale delle relazioni.

Per informazioni: paolo.pizzimento@unime.it.

 

 

Bibliografia di riferimento:

  • Dufau, Jean-Christophe, Mythic Space in Tolkien’s Work (The Lord of the Rings, The Hobbit and The Silmarillion), in Thomas Honegger (ed.), Reconsidering Tolkien, Zollikofen, Walking Tree, 2005, pp. 107-128.
  • DuPlessis, Nicole, Bridging Orality and Literacy in The Lord of the Rings:  the “Wise but Unlearned” among the Cultures of Middle Earth.
  • Flieger, Verlyn, Myth and Truth in Tolkien’s Legendarium, in There Would Always Be a Fairy Tale, Kent (OH), The Kent State University Press, 2017, pp. 157-164.
  • Gymnich, Maryon, Reconsidering the Linguistics of Middle-earth: Invented Languages and Other Linguistic Features in J.R.R. Tolkien’s The Lord of the Rings, in Thomas Honegger (ed.), Reconsidering Tolkien, Zollikofen, Walking Tree, 2005, pp. 7-30.
  • Hammond, Wayne. Books, Literature, and Literacy in Middle-earth, «Mallorn», 26, 1989, pp. 35-38.
  • Havelock, Eric A., La Musa impara a scrivere. Riflessioni sull’oralità e l’alfabetismo dall’antichità al giorno d’oggi, trad. di M. Carpitella, Roma-Bari, Laterza, 2005.
  • Havelock, Eric A., Cultura orale e civiltà della scrittura. Da Omero a Platone, trad. di M. Carpitella, Roma-Bari, Laterza, 2019.
  • Lord, Albert B., The Singer of Tales, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1960.
  • McLuhan, Marshall, La Galassia Gutenberg, trad. di Stefano Rizzo, Roma, Armando Editore, 1991.
  • Ong, Walter J., Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola, trad. di Alessandra Calanchi, Bologna, Il Mulino, 2011.
  • Parry, Milman, L’epiteto tradizionale in Omero. Saggio su un problema di stile omerico, trad. di Michele Loré, Cerenasco (TO), Ivo Forza Editore, 2016.
  • Tolkien, J.R.R., Il Silmarillion, trad. di Francesco Saba Sardi, Milano, Bompiani, 2001.
  • Tolkien, J.R.R., Il medioevo e il fantastico, trad. di Carlo Donà, Milano, Bompiani, 2004.
  • Tolkien, J.R.R., Il Signore degli Anelli, trad. di Ottavio Fatica, Milano, Bompiani 2021.
  • Vanderbeke, Dirk, Language, Lore and Learning in The Lord of the Rings, in Thomas Honegger (ed.), Reconsidering Tolkien, Zollikofen, Walking Tree, 2005, pp. 129-152.
  • Zumthor, Paul, La presenza della voce: introduzione alla poesia orale, trad. di Costanzo Di Girolamo, Bologna, Il Mulino 2001.
  • Zumthor, Paul, La lettera e la voce. Sulla “letteratura” medievale, trad. di Mariantonia Liborio, Bologna, Il Mulino 1990).

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I Collected Poems di Tolkien: la recensione

Collected PoemsGiunge alle stampe The Collected Poems of J.R.R. Tolkien, in un’edizione curata da Christina Scull e Wayne G. Hammond; un’opera – certamente tra le più importanti degli ultimi anni nel panorama tolkieniano – attesa a lungo dagli studiosi e dagli appassionati. Tre corposi volumi, per un totale di 1500 pagine, presentano gran parte dell’opera poetica dello scrittore inglese con un ricco apparato di annotazioni storico-biografiche. I pregi sono evidenti; non mancano, tuttavia, alcuni aspetti che lasciano perplessi.

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Messina, un giorno su Tolkien all’università

pubblico MessinaNon sarà travolgente ma, di certo, procede al passo lento e costante degli Ent l’avanzata dei Tolkien Studies nell’accademia italiana. Un filone che fino a pochi anni fa sembrava relegato all’interno di un fandom talvolta poco propenso alla riflessione critica – con la compiaciuta ed ironica suffisance della cultura high-brow – adesso suscita un’attenzione trasversale tra numerosi studiosi e ricercatori, interessati a esplorare “scientificamente” ogni aspetto del Mondo Secondario creato dal Professore oxoniense con la passione per le lingue e i miti. Ancora una volta, la città peloritana mostra la propria vivacità nel panorama dei Tolkien Studies italiani.

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Gli Anelli del Potere: il finale di stagione

Eccoci giunti al tanto atteso finale di questa seconda stagione de Gli Anelli del Potere: un episodio che raccoglie le linee narrative e prepara la strada per una terza stagione sulla quale, al momento, Amazon MGM Studios mantiene il più stretto riserbo. La narrazione è a tratti incalzante, i bei momenti non mancano ma alcune scelte di scrittura restano fin troppo approssimative.

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Gli Anelli del Potere: il settimo episodio

Il settimo episodio dello show targato Amazon ci ha finalmente mostrato un po’ d’azione, offrendo scene di battaglia e duelli che, pur non esaltanti, appaiono quantomeno godibili. La narrazione si svolge quasi per intero in una stretta unità di tempo, di luogo e di azione e forse per questo motivo appare più coesa che nelle precedenti puntate. E tuttavia, i difetti tecnici e i problemi di consistenza non mancano nemmeno adesso.

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Gli Anelli del Potere: il quinto episodio

Ed eccoci al quinto episodio degli Anelli del Potere, che ha il sapore di un momento di passaggio tra gli eventi narrati sinora e quelli ancora di là da venire e si concentra in particolare sulle vicende di Khazad-dûm e di Númenor, non senza alcune scene dedicate a Celebrimbor e Annatar e a Galadriel, ora in mano a Adar, che le propone un’insolita alleanza.

 

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