Scompare Stanley, erede di Tolkien a Oxford

Eric Stanley nel 1982Il 21 giugno 2018 è scomparso all’età di 94 anni Eric Gerald Stanley, che era stato professore di inglese antico di Oxford, presso la cattedra Rawlinson e Bosworth del Pembroke College, tenuta da J.R.R. Tolkien dal 1925 al 1945. Stanley scrisse numerosi libri e innumerevoli articoli ed è ampiamente riconosciuto come una delle principali autorità del XX secolo nel campo della letteratura medievale.

Una vita dedicata allo studio

Eric Stanley nel 1945Eric Gerald Stanley era nato in Germania il 19 ottobre 1923. La sua famiglia si trasferì in Inghilterra nel 1934 per sfuggire alla crescente ondata di persecuzione nazista. Stanley fu ammesso all’università di Oxford dove sette anni dopo si laureò. Dopo aver insegnato all’Università di Birmingham per diversi anni, nel 1975 fu nominato professore di inglese all’Università di Yale. Due anni dopo fu ammesso al Pembroke College di Oxford e nominato professore della cattedra Rawlinson e Bosworth, un incarico che poi ha ricoperto per 15 anni prima di divenire professore emerito, ritirandosi dall’insegnamento nel 1991. Sebbene non fosse mai stato parte dello staff dell’Oxford English Dictionary, il dizionario faceva parte dei suoi impegni accademici fin da quando era uno studente universitario negli anni ’40. Suoi testi sono apparsi sui supplementi del 1957 e 1962, curati da Robert Burchfield di cui divenne un amico intimo. Quando poi negli anni ’90 iniziò il lavoro per una revisione completa dell’OED, Stanley svolse un ruolo chiave di consulenza. In seguito si è imbarcato in quello che è stato un lavoro di revisione di un ulteriore quarto di secolo con commenti approfonditi sulle bozze del dizionario, abbracciando tutte le voci che contenevano parole risalenti all’antico inglese o al primo medio inglese. Stanley era noto per stringere amicizie profonde ovunque andasse: i più importanti studiosi della sua Pembroke Chapel Quadgenerazione erano membri della sua cerchia di amici, oltre a Tolkien, inclusi luminari come CS Lewis, Hugh Lloyd-Jones, Harold Bloom, Dorothy Whitelock e Helmut Gneuss. Stanley possedeva una passione per la vita e gli amici dicevano che in lui «la praticità ha sempre ceduto all’avventura». Fin dagli anni ’90, faceva viaggi annuali in auto in Italia con la moglie, con cui era sposato da oltre 50 anni.

Tolkien, il professore

lezioneEric Gerald Stanley, da studente frequentò le lezioni che C.S. Lewis e Tolkien diedero tra il 1948 e il 1951. Anche se non appassionato di letteratura fantastica, aveva letto Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli ai suoi figli. Nell’aprile 2014, Stanley ha lasciato su The Journal of Inklings Studies, Vol. 4, no. 1 una bellissima testimonianza delle sue frequentazioni con i due scrittori nell’articolo dal titolo: «C.S. Lewis and J.R.R. Tolkien as I knew them (never well)» (C.S. Lewis e J.R.R. Tokien come li ho conosciuti (mai bene)). Ne riportiamo alcuni stralci che ci danno l’invidiabile possibilità di avere un’immagine nitida dello scrittore inglese mentre insegnava all’università (scarica qui l’originale).
«Non aveva una stretta conoscenza personale con C.S. Lewis. Conoscevo meglio J.R.R. Tolkien, anche se di nuovo non molto bene. Ho frequentato i suoi seminari settimanali per quattro o cinque sessioni. Eravamo in meno di una dozzina, credo, compreso uno studente norvegese serio e uno studente tedesco ancora più serio. I nostri testi, letti durante il seminario, non dovevano andare avanti per più di 15 o al massimo 20 minuti sull’argomento scelto da Tolkien. La sua pazienza non era infinita. Il dottorando tedesco andava avanti all’infinito, esemplificando ad nauseam un punto della grammatica, credo che la sintassi. Pembroke: InternoDopo circa mezz’ora, potrebbe essere stato di più – mi sembrava un’infinità – Tolkien lo fermò, dicendo qualcosa come: “Grazie mille. Ora a quale conclusione sei arrivato?”. Non ci fu una conclusione e dopo la lezione, durante la quale Tolkien poteva persino dispensare birra in boccali di vetro di discutibile pulizia, come faceva di tanto in tanto, il serio studente tedesco si lamentò amaramente di alcuni del nostro gruppo mentre scendevamo le scale del Merton, che il professore non gli aveva permesso di presentare le sue prove. Tolkien di solito era molto paziente, molto incoraggiante, molto educato, molto amichevole, tranne quando qualche errore filologico fondamentale aveva, ai suoi occhi, rovinato la relazione di uno studente. Tolkien era molto interessato al metro e al ritmo della prosa, oltre che al suo significato. […] Quando un errore fondamentale veniva pronunciato da uno studente, Tolkien diveniva schietto e diceva di non voler sentire altro di quella dissertazione. Tolkien trattava la filologia non come fine a se stessa ma come ancella della letteratura. La letteratura è ciò che conosceva, l’inglese antico e il medio inglese, l’islandese antico, le letterature medievali nelle lingue celtiche e, naturalmente, conosceva il greco e il latino fin dai giorni della scuola.[…]».
Eric Stanley«[…] Tolkien di solito non aveva bisogno di preparare i suoi seminari. Per fornire prove delle opinioni che andava esprimendo, erano sufficiente già i libri dai suoi scaffali ben forniti al Merton; lui era il Professore di letteratura medievale inglese. Non pubblicò spesso le sue opinioni, ma quando lo fece – per esempio, sul Beowulf in una celebre conferenza alla British Academy, su “Chaucer as a Philologist” e sulla lingua di un gruppo di testi delle West Midland, così come nell’edizione sua e di EV Gordon di Sir Gawain e il Cavaliere verde – i suoi contributi furono subito riconosciuti come molto brillanti, perché erano del tutto originali e giusti. Alcune delle sue idee furono pubblicate, con riconoscimento, da suoi studenti laureati, in particolare da Simonne d’Ardenne, diventata poi famosa professoressa di inglese a Liegi […] Per anni ho citato nelle mie lezioni, sempre con pieno riconoscimento, le varie idee filologiche che ho ricevuto da Tolkien. In un esempio nessuno degli studenti che ho conosciuto in oltre sessant’anni ha mai dato la risposta corretta di Tolkien alla domanda che ponevo […]».
«[…] Nessuno ha mai negato la genialità di Tolkien, ma forse lui non ha sempre adempiuto a quanto richiesto dal suo contratto come professore dell’Università di Oxford. Per più di un anno non ha tenuto lezioni, non perché – come ho poi saputo – si era avvalso del diritto dei professori di limitare tutte le sue lezioni prescritte per contratto in un anno accademico, ma perché aveva chiesto una sorta di congedo per malattia subito dopo aver messo i denti finti. Ero troppo in basso per poter conoscere i dettagli esatti del perché e del come il professor Tolkien non aveva adempiuto al suo obbligo di tenere lezioni, ma ricordo di avergli detto quando lo vidi per caso – lui era sempre molto amichevole – che non avevamo avuto lezioni da parte di nessun professore sui due testi in inglese medio scritti in dialetti che dovevamo studiare in maniera obbligatoria per i corsi I e II di Filologia del medio inglese. Lui mi disse che sarebbe tornato per la prossima sessione e avrebbe tenuto un seminario su uno dei due testi, i Sermoni nel dialetto del Kent. Quando arrivò la sessione successiva, lui iniziò le sue lezioni con il piccolo gruppo di studenti che frequentavano i corsi I e II pronunciando le parole usando la sh al posto della s […] non aveva mai pronunciato sibilanti come quelle prima».
Oxford University«Tolkien non era un buon docente e non sistemava regolarmente gli appunti delle sue lezioni. Mi è stato detto che quando tenne un corso sull’Exodus anglosassone negli anni ’50 e anche più tardi, tenne le lezioni (più tardi pubblicate da Joan Turville-Petre) più o meno come le aveva tenute negli anni ’20 o ’30. […] La sua comprensione della grande poesia, come Exodus, Beowulf e Sir Gawain era su un piano più alto, sensibile, arguto, fantasioso, filologicamente brillante e, occasionalmente, sbagliato.
Tolkien era sempre affabile e gli studenti universitari erano trattati gentilmente. […] La mia tutor, Stefanyja Olszewska (Mrs Alan SC Ross) […] era stata una studentessa a Leeds nei primi anni ’20 con Tolkien un giovane professore ispiratore. Lei parlava di lui con grande affetto e, lei stessa un insegnante meravigliosamente sensibile e colto di letteratura medievale, inglese antico e medio e soprattutto islandese antico, mi ha consigliato di non perdere mai nessuna occasione per ascoltarlo o seguire le sue lezioni. Era stata incantata dal suo insegnamento a Leeds».
Eric Stanley«Ho sentito il grande fascino e il calore di Tolkien personalmente in un’occasione più di due decenni dopo che l’avevo visto l’ultima volta quando ero uno studente universitario. Nel 1972 fu ospite a una festa […]. Era allora, un anno prima della sua morte, al culmine della sua grande fama internazionale. Come non è insolito nelle occasioni accademiche in Inghilterra, nessuno parlava con lui: nessuno dei presenti voleva apparire come se cercasse un’opportunità per mostrare che conoscevano Tolkien e che Tolkien li conosceva. Era tutto solo nella sala del St Peter’s College. Mi avvicinai a lui, dicendo: “Non si ricorderà di me, Professor Tolkien, ma secoli fa ho partecipato al suo seminario» e ho detto il mio nome. “Lo so”, rispose lui, “e ho letto anche qualcosa di tuo”. Sapevo bene che non era molto incline a leggere quel tipo di roba in inglese antico e medio che avevo scritto e ho pensato quanto fosse gentile dicendo quella che probabilmente era una bugia a fin di bene. Penso che fosse contento che lo avessi chiamato “Professor Tolkien”, che in un’occasione accademica non avessi menzionato Lo Hobbit o Il Signore degli Anelli e che avevo invece parlato cel fatto che alla Birmingham University e al Queen Mary College, a Londra, le mie lezioni e i seminari su lingua e letteratura inglese antica e media comprendevano molte idee che avevo tratto dalle sue lezioni e seminari; e che avevo sempre riconosciuto il merito dello studioso dal quale avevo tratto idee così brillanti. […] Abbiamo parlato per dieci minuti, forse di più. Non dimenticherò il suo calore, la sua gentilezza e il suo fascino a quella festa, e quando gli altri parlano di J.R.R. Tolkien, il famoso autore di fantasy, penso al professor Tolkien, il brillante filologo».

LINK ESTERNI:
– Vai al sito del Pembroke College
– Vai alla biografia di Eric Stanley di Wikipedia
– Vai al sito del Oxford English Dictonary

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