Tolkien in cosplay alla Festa dell’Unicorno

Mappa Festa dell'Unicorno 2018L’attesa per la Festa dell’Unicorno, a cui quest’anno prenderà parte anche l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, è ormai giunta al termine: da venerdì 27 a domenica 29 Vinci si trasformerà nella città del fantastico. Parte di questa atmosfera magica è creata dai tanti visitatori che scelgono di prendere parte alla festa indossando i panni di propri personaggi preferiti tratti da manga, libri, film o telefilm e per l’occasione abbiamo rivolto alcune domande ai rappresentanti dei due principali gruppi di cosplayer tolkieniani, i quali saranno presenti questo weekend, per scoprire qualcosa di più di questo hobby che ogni anno attira sempre più tolkieniani, giovani e non.

La Quarta Era

Quando e come è nata la vostra associazione?
Con l’uscita del primo film della trilogia de Lo Hobbit, nel 2012, La Quarta Era muove i primi passi come gruppo cosplay. Con il passare degli anni il gruppo cresce finché, alla fine del 2015, nasce l’idea di diventare associazione culturale. Da gennaio 2016 La Quarta Era diviene associazione a tutti gli effetti ed arriva a contare nel primo anno associativo circa 150 associati, sparsi in quasi tutte le regioni italiane. Ad oggi l’associazione partecipa a fiere ed eventi principalmente di carattere fantasy presenti soprattutto nel nord Italia.

Film ma non solo: le fonti di ispirazione per creare costumi ed ambientazioni non si limitano agli adattamenti jacksoniani dei romanzi. Quali sono le maggiori influenze?
La festa del'unicorno - premio Quarta EraPer la nostra associazione le due trilogie di Peter Jackson sono state fondamentali, sia per la realizzazione di gran parte dei costumi che per le scenografie. La porta di Casa Baggins è una riproduzione fedele di ciò che appare nella pellicola, a partire dalla runa luminosa incisa sul legno della porta, fino ad arrivare alla cassetta della posta del giardino. Anche il trono di Erebor nasce da una minuziosa ricerca del dettaglio nella trilogia de Lo Hobbit.
Un progetto portato a termine con successo dall’associazione in occasione della Festa dell’Unicorno 2016 è stata la realizzazione del gruppo Valar. In questo caso non avendo alcun riferimento cinematografico a riguardo, la creazione dei costumi è avvenuta prendendo spunto principalmente dagli scritti contenuti nel Silmarillion. I costumi sono stati realizzati dai singoli associati, i quali hanno potuto esprimere la loro fantasia nel design dell’abito, seguendo una linea guida precedentemente dettata dal coordinatore del progetto.

Il rapporto con l’opera: perché scegliere di esprimere la propria passione per Tolkien attraverso la recita.
Una delle peculiarità della nostra associazione è la rievocazione dei personaggi delle opere tolkieniane. Questo avviene non solo attraverso la realizzazione di costumi e scenografie, ma anche mediante l’interpretazione dei personaggi. Durante gli eventi, alcuni associati si esibiscono infatti con scenette dalla durata di qualche minuto per rievocare momenti dei film o dei libri. Attraverso file audio elaborati per l’occasione e qualche piccolo dettaglio scenografico, gli associati riescono a riportare in vita i momenti salienti dei film. Un progetto che ci ha dato molte soddisfazioni è stata la rievocazione del compleanno di Bilbo Baggins alla Festa dell’Unicorno 2017. Replicando gli addobbi della festa e anche grazie all’interpretazione degli associati, abbiamo riportato a Vinci tutto lo splendore della Contea . L’evento ha riscosso grande successo nel pubblico della Festa dell’Unicorno.

Qual è la soddisfazione più grande di portare le opere di Tolkien alla vita?
Da un lato la soddisfazione personale di essere riusciti a rievocare, attraverso i propri sforzi, i personaggi che caratterizzano questo universo, dall’altro poter vedere lo stupore e l’ammirazione suscitata negli occhi del pubblico. Vedere quest’ultimo che si emoziona per qualcosa realizzato con impegno è il maggior compenso che un rievocatore possa ricevere.

La Festa dell’Unicorno è una città trasformata in un altro mondo, in un teatro dove dar vita ai propri sogni: com’è prende parte a questo grande progetto?
La Festa dell’Unicorno è il principale evento fantasy in Italia e come associazione, La Quarta Era è già il terzo anno che vi partecipa. Ogni anno portiamo sempre nuove attività in quanto è la fiera che più ci sprona a dare il meglio. Attraverso questo evento della durata di tre giorni infatti, riusciamo anche a fortificare il rapporto creatosi con gli associati e a divertirci tutti insieme.

Alex Vezzelli

Terra di Mezzo Cosplayers

Quando e come è nato il vostro gruppo?
Terra di Mezzo Cosplayers - Tolkien Day 2017Quest’avventura è iniziata ben 10 anni fa, siamo partiti in pochissimi amici, non raggiungevamo la decina, ma abbiamo avuto occasione di conoscere altri ragazzi appassionati alla saga, che come noi indossavano cosplay a tema Lord of the Rings. E’ nata fin da subito una bella amicizia e così piano piano, di fiera in fiera, siamo aumentati di numero. Oggi siamo in tanti e di diverse parti d’Italia, prevalentemente Toscana e Lazio. Arrivati a Lucca Comics & Games 2014 complice anche il continuo aumento, abbiamo sentito l’esigenza di dare una struttura più organizzata al nostro gruppo di amici e abbiamo creato attraverso i social un gruppo autogestito e la nostra pagina ufficiale Terra di Mezzo Cosplayers, che ci permette di mantenere un contatto con le persone che ci seguono.

Film ma non solo: le fonti di ispirazione per creare costumi ed ambientazioni non si limitano agli adattamenti jacksoniani dei romanzi. Quali sono le maggiori influenze?
Alla base della realizzazione di un costume, qualsiasi esso sia, partiamo dal nostro personaggio e quindi da come è stato rappresentato nella filmografia. In un secondo momento si può sentirsi liberi di apportare delle modifiche all’oufit, purché non ne risenta la riconoscibilità del personaggio. Per far questo ovviamente si può far riferimento ad altre fonti, che possono essere altri film fantasy, illustrazioni ecc. Altre volte invece come è successo anche a noi, si ha l’esigenza di interpretare personaggi dei quali è stato scritto, ma che non sono mai stati rappresentati nei film. E quindi diventa una ricerca molto personale. Ci si ispira ovviamente alle descrizioni nelle letture, ma anche alle fanart sparse sul web, fino a trovare una soluzione originale che viene incontro al proprio gusto. Anche per quanto riguarda le nostre scenografie e i nostri allestimenti, fin dove possiamo facciamo riferimento ai film, per il resto c’è una forte componente medievale e per quel che possiamo cerchiamo di realizzare un piccolo angolo di Terra di Mezzo.

Il rapporto con l’opera: perché scegliere di esprimere la propria passione per Tolkien attraverso la recita.
Penso che il cosplay sia un modo costruttivo, originale e divertente attraverso il quale esprimere la propria passione, per Tolkien in questo caso. Sia perché hai la possibilità di creare qualcosa a livello artistico (costume, accessori ecc.) e quindi c’è una forte parte didattica in questo percorso, sia perché attraverso il cosplay hai la possibilità di conoscere persone di tutte le età, lontane e vicine, che condividono le tua stessa passione e molto altro. Quindi il cosplay ha una funzione sociale molto importante. Diventa un mezzo per “creare”, “conoscersi”, “fare squadra”, “mettersi in gioco” e queste sono cose che arricchiscono. Diventa anche un modo per far conoscere agli altri ciò di cui raccontiamo e, perché no, trasmettere la nostra passione sia per il cosplay che per la tematica.

Qual è la soddisfazione più grande di portare le opere di Tolkien alla vita?
La soddisfazione più grande sta nel realizzare i nostri progetti tutti insieme, perché è divertente partecipare alle fiere singolarmente con il proprio costume, ma lo è molto di più farlo in compagnia. Ovviamente è bello incontrare il fotografo di turno e collezionare i tuoi scatti migliori, è bello partecipare ad una gara cosplay e magari vincere, ma farlo in compagnia di quella che ormai è una famiglia è qualcosa di magico. Noi ragazzi della Terra di Mezzo Cosplayers facciamo questo. Quando sfiliamo assieme, partecipiamo ad una gara, allestiamo il nostro stand o celebriamo i matrimoni elfici, è lì che troviamo la conferma di portare avanti un progetto bellissimo. Siamo diventati una famiglia e non c’è soddisfazione più grande dello stare insieme. I progetti realizzati sono stati tanti e ancora ne abbiamo tanti nel cassetto. Quindi non ci fermiamo mai!

La Festa dell’Unicorno è una città trasformata in un altro mondo, in un teatro dove dar vita ai propri sogni: com’è prende parte a questo grande progetto?
La Festa dell’Unicorno è davvero magica. E per quanto piccola possa essere, rispetto magari ad un Lucca Comics, non smette mai di sorprendere e di affascinare. È stata scenario di momenti bellissimi che ci appartengono a livello di gruppo ed ormai ci sentiamo a casa. Ovviamente gestire un gruppo di persone molto numeroso come il nostro non è uno scherzo. Quando si decide di partecipare ad una fiera ci sono tante cose alle quali star dietro, tante cose da organizzare, perché ognuno ha le sue esigenze e la fiera ne ha altrettante. Fra tempistiche, attività, pubblicità su facebook, nuovi progetti e coordinare tutti quanti diventa un’impresa. Quindi partecipare alla Festa dell’Unicorno è molto impegnativo. Ma lo stare insieme ripaga di tutto il sacrificio.

Alessandro Casini

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo L’AIST alla Festa dell’Unicorno 2018
– Leggi l’articolo Quando Tolkien e il cosplay si incontrano
– Leggi l’articolo Quando Tolkien e il cosplay si incontrano 2
– Leggi l’articolo Quando Tolkien e il cosplay si incontrano 3
– Leggi l’articolo Quando Tolkien e il cosplay si incontrano 4

LINK ESTERNI:
– Vai al sito della Festa dell’Unicorno
– Vai al sito dell’associazione La Quarta Era
– Vai al sito di Terra di Mezzo Cosplayers
– Vai alla pagina facebook Terra di Mezzo Cosplayers

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