Tolkien e l’ambiente: una conferenza a Verona

Lunedì 16 febbraio, alle ore 17:30, presso la Sala Montanari della Società Letteraria di Verona, l’AIST patrocina e anima una conferenza dal titolo Ent, Elfi e Hobbit: la visione dell’ambiente nell’opera di J.R.R. Tolkien.

Si tratta evidentemente di uno dei temi più “caldi” connessi alla narrativa tolkieniana, la cui riscoperta prosegue inevitabilmente mano a mano che la crisi climatica e ambientale avanza inesorabile nel pianeta. Una riscoperta che oggi non avviene nella chiave di lettura hippie degli anni Sessanta o New Age degli anni Settanta-Ottanta, quanto piuttosto in quella cataclismatica imposta dalle circostanze storiche attuali. Frane, alluvioni, innalzamento dei mari, inquinamento, smog, siccità, ecc. condizionano sempre di più le nostre vite e la nostra percezione del mondo circostante. Come sempre accade, si finisce per cercare nei classici della letteratura i temi che ci incalzano da vicino.

In questo senso Tolkien è una risorsa letteraria interessantissima, perché, lungi dal fornire risposte preconfezionate o idealistiche, mette in scena una visione ambientale articolata, complessa e problematica, dai risvolti filosofici ed etici. Al tempo stesso non ci sono dubbi che dalla sua opera si alzi un grido di rabbia e disperazione per l’abbattimento dei boschi e la distruzione del paesaggio e una critica feroce all’industrialismo e alla civiltà dell’automobile. A questo proposito torna utile la considerazione che faceva un grande storico inglese del secolo scorso a proposito della storia, e che si adatta facilmente alla letteratura:

«La narrazione storica, la linea generale dei fatti, è un dato di fatto. Per quanto ci applichiamo a elaborare le testimonianze di cui disponiamo, non riusciremo a cambiare i fatti essenziali della storia. Ma quella che può variare è l’interpretazione, che dipende dalle nostre prese di posizione, dalla nostra vita nel presente. Una reinterpretazione non è dunque solo possibile, ma anche necessaria» (Christopher Hill, Il mondo alla rovescia, 1971).

Forse, anziché ricorrere sempre alla solita citazione tolkieniana sulla distinzione tra “allegoria” e “applicabilità”, bisognerebbe avere il coraggio di dire che la letteratura serve a qualcosa nella nostra vita, in primis perché il linguaggio, e conseguentemente la narrativa, sono essi stessi una forma di vita e ogni “subcreazione” è, prima di tutto, un commentario al mondo reale. Tanto più lo è l’opera di Tolkien, dove certe tematiche ambientali sono ricorrenti e per certi versi anche centrali.

I relatori

A moderare il dibattito sarà Elisabetta Zampini, membro della Commissione scientifico-letteraria della Società Letteraria di Verona, studiosa di letteratura, conduttrice del laboratorio di Lingua e grammatica italiana presso l’Università Cattolica di Brescia, e autrice di saggi letterari, tra cui Il Piccolo Vangelo di Giovanni Pascoli, «Quaderni di filologia romanza», n. 25 (2017), e della monografia Sognando un dolce andare: Rufina Ruffoni, una grande poetessa dimenticata (QuiEdit 2015).

Paolo Nardi, tra i più noti YouTuber tolkieniani italiani, socio e consigliere dell’AIST, oltre che di un numero enorme di videointerventi sull’opera di Tolkien sul suo canale YouTube, che conta quasi trentamila iscritti, è autore di numerosi libri sulla materia tolkieniana, tra cui Leggiamo insieme Il Signore degli Anelli (Fede & Cultura, 2022), Leggiamo insieme Lo Hobbit (Fede & Cultura, 2024), Alla scoperta della Terra di Mezzo (Fede & Cultura, 2023), con Nicola Nannerini, Guardare verso Occidente (Fede & Cultura, 2024), Maledizione e orgoglio (Eterea Edizioni, 2024). È anche traduttore del libro di Dickerson e Evans che dà il titolo (leggermente modificato) alla conferenza veronese: Ent, Elfi ed Eriador: la visione dell’ambiente nell’opera di J.R.R. Tolkien (Fede e Cultura, 2025).

Stefano Giorgianni, da tre anni presidente dell’Aist, conferenziere, traduttore professionista di narrativa fantasy e fantascientifica, è autore del libro J.R.R. Tolkien Il Signore del Metallo: l’immaginario tolkieniano nel panorama heavy metal, dal black al power (Tsunami, 2016). Soprattutto è traduttore della Storia della Terra di Mezzo (Bompiani) giunta al settimo volume, nonché dei Bovadium Fragments di prossima pubblicazione, dei quali parlerà nel suo intervento veronese.

Wu Ming 4 (al secolo Federico Guglielmi), romanziere e saggista, socio fondatore dell’AIST e redattore de «I Quaderni di Arda: rivista di studi tolkieniani e mondi fantastici», è autore dei saggi Difendere la Terra di Mezzo (Bompiani, 2023) e Il Fabbro di Oxford (Eterea 2022) e del romanzo Stella del Mattino (Einaudi, 2008), in cui Tolkien compare tra i protagonisti, nonché curatore del testo di J.R.R. Tolkien, Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani 2019) e traduttore dello Hobbit (Bompiani, 2024).

Insieme i relatori affronteranno la complessa visione ambientale che risulta dal racconto tolkieniano, interrogando il testo alla luce delle problematiche del mondo attuale. In coda ai loro interventi seguirà il dibattito con il pubblico.

ARTICOLI PRECEDENTI:

Leggi l’articolo Ent, Elfi ed Eriador: la visione ambientale di Tolkien
Leggi l’articolo Leggere Tolkien ai tempi dei cambiamenti climatici

LINK ESTERNI:

Ascolta Ecologia e ambientalismo in Tolkien, con Wu Ming 4 e Paolo Nardi

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