Orecchie da elfo, una moda pericolosa

Jordan HoutzSta certamente ottenendo attenzione una ragazza, Jordan Houtz, che si è sottoposta, a Tempe (Arizona) a un intervento chirurgico per rendere le sue orecchie più appuntite, per avere le orecchie da elfo. L’emittente statunitense Abc, seguita da Foxnews, ha mandato in onda un servizio tv parlando di una nuova moda negli Stati Uniti: molti appassionati di fantascienza e fantasy si sottoporrebbero da alcuni anni a operazioni chirurgiche per assomigliare ai protagonisti del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, al signor Spock di Star Trek oppure alle creature del popolo na’vi di Avatar, firmato da James Cameron. «Ho pensato che sarebbe stato affascinante», ha risposto Houtz sulle motivazioni di un simile intervento. «Non posso dire di essere una fan scatenata di Star Trek, ma amo Il Signore degli Anelli da anni. In realtà, amo tutta la fantascienza, fa parte della mia personalità. È qualcosa che fa sempre parte di te.
Orecchie da elfoUna volta fatto è lì per sempre». «Ho aspettato 18 mesi prima di sottopormi all’intervento perché è doloroso», ha detto la ragazza. Avere le orecchie a punta come gli elfi è sicuramente molto doloroso, ma è soprattutto definitivo e irreversibile. L’intervento, praticato da un “artista in body modification”, costa circa 600 dollari per entrambe le orecchie e dura meno di 30 minuti. Ma siccome il body artist non è un medico, non può utilizzare alcun anestetico.

Spock di Star TrekFin qui la notizia. Ora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Non parliamo di tatuaggi, di chi li fa e di chi li vuole, né di chi ama travestirsi nel proprio personaggio preferito, come il Cosplay, il Gioco di ruolo dal vivo o le rappresentazioni (amatoriali o professionistiche) di scene tratte da libri, film, telefilm, fumetti, manga o altro ancora, ma di qualcosa di diverso. Proviamo a partire dall’immagine, che, tra le altre cose, ha la funzione o il potere di regolare, governare e orientare le persone. Essere più belli, ad esempio, non è solo una questione di salute, ma anche e sopratutto d’immagine: c’è sempre stata una corsa a essere più belli, a vestirsi bene e meglio, a essere sempre giovani. Da dieci anni a questa parte, anche la chirurgia estetica, nata per sanare le cicatrici deturpanti di una malattia, contribuisce ai valori del “sempre bello e giovane”. La differenza: non si tratta più di una questione di specchi, ma si incide sul corpo. Nel nostro discorso, la differenza che più colpisce è che non si tratta più di un truccarsi, di un vestirsi “come un elfo”, ma si arriva a dire e pensare “io sono un elfo”. Questo significa che si è superato un livello e bisognerebbe, anche sociologicamente,
indagare e capire queste persone. Probabilmente, la cosa importante da capire è che l’operazione, irreversibile e definitiva, va a rafforzare la convinzione di essere elfi («fa parte di me», dice Houtz).
L’emulazione è tra l’altro poco probabile, visto che non si può somigliare a una specie che non è mai esistita; se invece la si giustifica come emulazione di attori, cioè di Liv Tyler e Orlando Bloom, appunto di attori si tratta e Bloom e Tyler hanno rilasciato interviste e fatto altri film in cui dimostrano chiaramente di non essere elfi. In quel caso, si rientra nell’emulazione di un’immagine, che tale è e tale rimane, permettendo le forme naturali e “sane” come il truccarsi e travestirsi da elfo, in modo temporaneo e contingente alle situazioni in cui lo si fa (non crediamo che chi ama travestirsi da elfo sia disposto a farlo anche a scuola, all’università, al lavoro, al cinema, in pizzeria o l’estate in spiaggia!). Le orecchie a punta, come quelle a sventola, sono malformazioni con cui si può nascere. La chirurgia estetica è nata proprio per curare le malformazioni, come le cicatrici, le menomazioni o i danni causati da incidenti gravi. Normalmente, si cerca di evitare di avere sul corpo le cicatrici, che non sono belle in senso estetico (le scarificazioni sono un altro discorso che porterebbe lontano). In questo caso, si va in senso opposto, si tende a produrre una malformazione sul proprio corpo. Gli esseri umani non hanno le orecchie a punta, non le hanno mai avute, e volersele fare è il classico esempio di “alienazione”, si tratta di un soggetto alienato a un’immagine.
Se si pensa di essere già un elfo e si vuole lo stesso farsi fare le orecchie a punta, in quale campo siamo? Chi si fa le orecchie da elfo non pensa “come se fosse un elfo”, ma “è un elfo”? Le persone che gli stanno intorno possono pensare di lui che si vuole comportare “come se”, ma lui pensa ad altro, tirando le somme, è facile pensare ad una ricostruzione delirante (ricostruzione delle orecchie): non aveva le orecchie a punta, perché gli elfi sono costretti a mimetizzarsi in questo mondo;
Bafometto oppure può aver perso le orecchie precedenti, che cadono alla nascita o da bambini; oppure che gli elfi si sono trasformati in uomini, ma vogliono ora tornare alla loro specie originale, eccetera… Queste persone non sono forse poi diverse da chi si fa innestare i canini da vampiro (intervento in parte reversibile con l’utilizzo di una fresa), o interventi definitivi come chi vuole la faccia da gatto, chi si fa la lingua biforcuta o le corna sulla fronte per somigliare al diavolo Bafometto.

Orecchie da elfoRinunciando ad ogni sorta di facili generalizzazioni, resta pur sempre inquietante la richiesta di alcuni esseri, per cui non è sufficiente nascere umani e viene da chiedersi chi siano in realtà questi “body artist” (di cui bisognerebbe capire la professionalità e le specifiche limitazioni sul campo d’intervento). E poi è inevitabile chiedersi se la chirurgia estetica debba essere impiegata per produrre delle malformazioni, anziché porvi rimedio e se non dovrebbe anch’essa essere
fermamente limitata . Del resto, sono gli stessi chirurghi estetici a sconsigliare fortemente il taglio della cartilagine dell’orecchio perché può provocare facilmente una forte infezione. «Tra i rischi maggiori c’è soprattutto l’infezione», ha detto il dottor Arthur W. Perry, autore del testo “Straight Talk About Cosmetic Surgery” e professore associato di chirurgia plastica alla University of Medicine and Dentistry del New Jersey. «Se si verifica può distruggere l’orecchio in pochi giorni, con la perdita definitiva dell’udito. L’organo è poi molto difficile e doloroso da ricostruire in maniera completa e piacevole». Quindi, se proprio volete le orecchie da elfo, magari seguite queste istruzioni, che sono molto più sane, indolore e soprattutto, reversibili!
Infine, visto che siamo in argomento, allungate bene le orecchie, ma solo in senso metaforico: anche se qualcuno afferma il contrario, Tolkien non ha mai scritto che i suoi elfi avevano le orecchie a punta!





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24 Comments to “Orecchie da elfo, una moda pericolosa”

  1. Robert ha detto:

    Grande articolo: Finalmente qualcuno che dice la verità riguardo le orecchie a punta! 😉

  2. Norbert ha detto:

    Io trovo assurdo che per farsi “modificare” il corpo non si ricorra a un medico.

    Inoltre l’alterazione della forma dell’orecchio può modificare il modo in cui percepiamo i suoni e identifichiamo la loro direzione.

    Mah, a me chi si mutila le orecchie me pare matto

  3. Reina ha detto:

    Non capisco questa mania… Avere le orecchie a punta non ti rende un elfo, come avere canini affilati non ti rende un vampiro… Non ha senso! Se vogliono possono travestirsi per un giorno, ma farsi la chirurgia è eccessivo!

    • BoB ha detto:

      Il problema è proprio quello: che senza orecchie non possono essere elfi per più di un giorno!
      Vuoi mettere stare sulla spiaggia, tu, il tuo costume e le orecchie da elfo??
      🙂

      Ciao!
      BB

  4. Gwindor ha detto:

    A dir la verità un riferimento alle orecchie a punta c’è, anche se unico, almeno per quanto ne so, e fatto molto “di striscio”. Nella Lettera n. 27 Tolkien descrive come lui stesso si raffigura Bilbo e usa le seguenti parole: “I picture a fairly human figure, not a kind of ‘fairy’ rabbit as some of my British reviewers seem to fancy: fattish in the stomach, shortish in the leg. A round, jovial face; ears only slightly pointed and ‘elvish’; hair short and curling (brown)”. Personalmente ritengo (a) che Tolkien si raffigurasse Bilbo in questo modo prima di decidere definitivamente che gli Hobbit erano un ramo degli Uomini e (b) che la faccenda delle orecchie a punta fosse una caratteristica che aveva in mente agli inizi ma che rigettò del tutto successivamente. Per farla breve con le spiegazioni sono convinto che se al tempo del SdA Tolkien si fosse ancora raffigurato gli Elfi con le orecchie a punta sarebbe stato impossibile, vista la sua accuratezza nelle descrizioni, che tacesse un simile particolare nel romanzo.
    Bye
    Gwindor

    • BoB ha detto:

      Sì, seguendo l’ultimo link si arriva a un post in cui si diceva questo: forse le orecchie a punta erano un concezione iniziale di Tolkien. Forse. Ma, anche se ci sono state inizialmente, poi non ci sono più riferimenti. Soprattutto, in tutti i testi pubblicati Tolkien non descrive mai gli elfi con le orecchie a punta.

      Ciao!
      BB

  5. Luisa ha detto:

    Sì, comprendo perfettamente la filosofia di vita.
    La chirurgia estetica è stata concepita per normalizzare la vita delle persone.
    Adesso è diventata Arte.
    Ma pure i tatuaggi, i piercing, le tantissime body mod escluse queste orecchie qua dovresti condannare. Dovresti condannare la depilazione definitiva e il lifting, perchè non c’ entra con la salute.
    La bellezza a tutti i costi, la giovinezza a tutti i costi, la perfezione a tutti i costi, è “Alienazione”.
    E’ un discorso illogico il tuo, perchè giustifica una parte dell’ argomento, mentre condanna l’ altra.
    Non vedo dove stia scritto che la ragazza che si è sottoposta all’ intervento si creda un elfo.
    Ma anche se fosse, non vedo minor gravità che nella richiesta di somigliare ad Angiolina Jolie.

    Insomma, è un articolo con le contropàlle da un lato, ma con qualche timida incongruenza.
    O condanni le body mod, oppure no!!

    • redazione ha detto:

      Ciao Luisa,
      Grazie innanzitutto per i complimenti, il lavoro che facciamo è faticoso e ci fa sempre bene ricevere qualche piccola gratificazione.
      L’argomento affrontato nell’articolo è complesso e su più livelli. Può sembrarti un po’ incongruente perché la sua ottica era parlare
      di chi vuole somigliare a un elfo tanto da giungere a modificare in maniera irreversibile il proprio corpo. Noi semplicemente non siamo
      d’accordo su questo punto: la modifica irreversibile del corpo. È chiaro che su questa linea, la condanna sarà anche per le tante sfaccettature
      del “body mod”: vale per gli elfi come per Angelina Jolie. Infatti, come dici benissimo tu, «la bellezza a tutti i costi, la giovinezza a tutti i costi, la perfezione a tutti i costi, è “Alienazione”». Siamo perfettamente d’accordo su questo!
      Altra critica è quella legata ai cosiddetti “professionisti” che si prestano a queste cose. Qui una differenza c’è: il chirurgo estetico, per quanto esecrabile sia la sua offerta di lifting e depilazione definitiva, è comunque un medico, legato a un codice deontologico e al codice civile. Molti body artist non hanno questa forma di tutela (che tutela anche loro da possibili denunce): nel caso specifico l'”artista” in questione è costretto a “operare” senza anestesia perché, appunto, non è un medico e questo produce anche dolore al “paziente”!
      Ripeto, la critica è duplice e qui riguarda il caso specifico. Se avessimo generalizzato, avremmo condannato anche altre forme di “body mod” che producono malformazioni: non è detto che la ragazza non abbia infezioni, e potrebbe avere limitazioni anche in ambito sociale in futuro (troverà lavoro?).
      Infine, e scusa la lunghezza, abbiamo voluto specificare che travestirsi da elfo o giocare di ruolo è comunque una bellissima attività (che anche noi facciamo), che dà molte soddisfazioni, che inizia e finisce in momenti specifici, ed è nettamente diversa dall’argomento dell’articolo.
      Ciao!

      • Lucia ha detto:

        Io sono una cosplayer apppasionatatissima io sono stata a vari cosplay soprattutto quello organizzato durante la festa dell’unicorno a vinci Per tre anni di fila ho portato l’elfo come personaggio preferito e quindi usavo quelle finte

  6. Massimo ha detto:

    Tralasciando ragionevoli dubbi sul “come e dove” (senza anestesia da un tatuatore!?) credo che stiate dando palesemente la caccia alle streghe!
    l’essere umano fin dagli albori della civiltà ha da sempre modificato e ornato il proprio corpo, basti pensare ai Maori pieni di tatuaggi o alle popolazioni africane che si allungano il collo e via discorrendo, perciò le orecchie a punta rientrano di diritto in tali pratiche, certo nell’antichità nessuno aveva immaginato una figura fantasy ma a dirla tutta le orecchie sono sempre stato oggetti di “massacri” volontari mi riferisco ad altre popolazioni che allargano i lobo fino a farci entrare una palla da biliardo, oggi grazie alle possibilità si è semplicemente aggiunta una nuova forma alle migliaia già esistenti, certamente fortemente sponsorizzata dal cinema, ma ciò non significa per forza “io sono un elfo” o che si sia diventati pazzi, e francamente coi pircing ci si và a lavoro coi tatoo anche non sono pratiche di travestimento, non sono allegorie e in tutta onestà il paragone non regge affatto.
    In ultima analisi la ragazza in questione ci stà veramente bene con le orecchie a punta le donano moltissimo e a giudicare dalle foto che ho visto su internet è la sola a cui sono state fatte veramente bene!
    Affermare che adornare modificare il proprio corpo (in maniera tra l’altro che non compromette nulla a livello di funzionalità organica) sia frutto di un disturbo o di un’alienazione è ignoranza allo stato selvaggio!

    • redazione ha detto:

      A parte l’ultima frase, che non condivido affatto, visto che l’articolo è frutto di un ragionamento durato settimane, che si è avvalso di colloqui con medici e psicologi. Attenzione: noi non diciamo che “adornare modificare il proprio corpo (in maniera tra l’altro che non compromette nulla a livello di funzionalità organica) sia frutto di un disturbo o di un’alienazione”. Diciamo due cose solo, che ora chiarirò. È vero molto di quel che dici: l’umanità ha sempre fatto del corpo un portatore di messaggi e quindi lo ha modificato a piacimento. Ma il punto dell’articolo non è questo, anzi abbiamo chiarito fin dall’inizio che non abbiamo nulla da dire contro chi fa e chi vuole farsi il piercing, modificare parti del corpo o anche soltanto indossare un vestito e vivere come se fosse un’altra persona per un periodo di tempo. Tra l’altro il gioco di ruolo dal vivo è una pratica che piace anche a noi! 🙂
      L’articolo evidenzia due punti, contro cui ci scagliamo:
      1) la persona intervistata (puoi forse ancora reperire l’intervista integrale in rete) dice chiaramente: “io sono un elfo”. Le orecchie a punta sono solo un segnale esterno che lei vuole dare al mondo. Questa si chiama alienazione ed è un disturbo psicologico molto grave.
      2) al contrario del mondo del piercing in cui le regole a tutela dei “pazienti/clienti” iniziano a esserci, è diffuso ancora oggi un sottobosco di sedicenti “esperti della materia”, che praticano la modificazione del corpo senza adeguate precauzioni mediche, anche perché per farlo dovrebbero essere almeno specializzate in quel campo, chirurghi estestici o diplomati in un corso riconosciuto. Chi fa queste cose in questo modo, lo fa a rischio del “paziente/cliente”, esposto così spesso a infezioni. In generale è bene ricordare che, ad esempio, tutte le tecniche di scarificazione sono molto pericolose e la possibilità di contrarre infezioni è molto alta, se non fatta con le dovute precauzioni igienico-sanitarie. Pensa che le autoclavi usate dai tatuatori professionisti, che servono a sterilizzare gli strumenti, hanno addirittura un ciclo di sterilizzazione contro il morbo della mucca pazza. Le infezioni più comuni avvengono perché, facendo una cicatrice, il sangue viene esposto all’ambiente esterno: endospore, cellule vegetative e diversi agenti microbici possono infatti arrivare al sangue tramite gli strumenti utilizzati, il contatto con l’epidermide esterna, le polvere e pesino il sangue altrui.
      Il tatuatore abusivo è colui che nonostante possa regolarizzarsi, non lo fa per non pagare tasse, per non avere responsabilità e per poter svolgere le pratiche in un ambiente non autorizzato dalla Asl della propria zona.
      Sono gli stessi tatuatori professionisti, autorizzati e regolarizzati, che pagano tasse, rilasciano ricevute, operano con scrupolo, a fare la guerra a questi sedicenti esperti. Oggi in molte regioni vi sono corsi pubblici riconosciuti a livello nazionale.
      Ma le regole e gli obblighi di legge per chi modifica il corpo ancora sono poco chiare. In questo senso è molto attivo il comando dei carabinieri per la Tutela della Salute.
      Quando ci saranno regole chiare in materia e gli “esperti” si trasformeranno in specialisti professionisti, con un codice deontologico, ne riparleremo.

      Ciao
      Roberto

    • Lucia ha detto:

      Uf nn mi lascieranno mai allora

    • Lucia ha detto:

      Oppure ai pelle rossa o ai masai

  7. Massimo ha detto:

    Nell’intervista (almeno in quella che ho reperito) non dice sono un elfo, dice: “Ho pensato che sarebbe stato affascinante. Non posso dire di essere una fan scatenata di ‘Star Trek’, ma amo ‘Il Signore degli Anelli’ da anni. In realtà, amo tutta la fantascienza, fa parte della mia personalità. È qualcosa che fa sempre parte di te”

    • Lucia ha detto:

      io prediligo gli elfi della luce perché nn sono come gli orchi loro sono schiettissimi sinceri saggi intelligenti furbi(positivamente) Gentili però se a volte sono scontrosi con gli umani é perché per loro siamo sconosciuti qiundi difendono il loro popolo qiundi saprete il motivo del loro comportamento

  8. Massimo ha detto:

    Ovviamente concordo in pieno sul “dove e come” non a caso il mio post incominciava proprio così 😉

    Continuo a credere fermamente che fare la dilatazione dei lobi o farsi le orecchie a punta siano pratiche del tutto simili, come mettersi un piercing sul clitoride e via dicendo con qual si voglia pratica similare.
    (parla uno che non ha tatuaggi ne piercing e tantomeno un’osso rotto nè un solo punto di sutra in tutto il corpo) (guarda se domani nun me sfascio una gamba eh! 🙂 )

    • Lucia ha detto:

      io nn vedo l’ora di compiere 18 anni
      Anche se il primo tatuaggio me lo farò sarà il joker come ñengo flow poi un’altro che mi voglio fare è il nome di un cantante reggeaton (maluma) sulla spalla poi il nome di un cantante super (ovvero j balvin).

    • Lucia ha detto:

      A 17 anni

  9. redazione ha detto:

    Nell’intervista integrale trasmessa sulla Abc, non quella di Foxnews, dice esplicitamente “sono un elfo”.
    Sul resto mi pare che siamo d’accordo! Anche noi abbiamo dubbi, ma riguardo alla nascente professione per il momento da far west completo, non alle scelte di chi vuole modificare il proprio corpo.
    Ciao!
    Roberto

    • Lucia ha detto:

      io quando sarò abbastanza grande
      Volevo farmele fare però se cosí pericoloso addio orecchie da elfo
      Uffa non è giusto

      • Ellen ha detto:

        Io
        voglio farle comunque.
        pulire, disinfettare, prendersi cura delle orecchie, è una cosa che faccio da una vita ormai, grazie a tutti i piercing che ho (non che prima non mi lavassi le orecchie, semplicemente ora le disimfetto ogni giorno).

  10. Massimo ha detto:

    sicuramente si, un’operazione da far west rende bene l’idea 😉

    sulle scelte (al di là di qualche sporadico “nevrotico”) la modifica o abbellimento (secondo gusti socialmente accettati) non nasconde alcun elemento preoccupante.

  11. loli ha detto:

    Io le ho a punta e le odio ….

  12. Lucia ha detto:

    Io volevo farmele

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