Tolkien e il Metal – Gli anni ’70: i precursori

Black-sabbathEbbene sì amici, siamo dunque arrivati al punto di doverci “scontrare” con un lato nascosto della cultura musicale mondiale. In realtà classificare soltanto all’interno della musica ciò di cui stiamo per discutere è un po’ riduttivo, ma al momento limitiamoci maggiormente a questo. Vi siete mai chiesti per quale motivo coloro che ascoltano Metal (o hard rock per i nostalgici) conoscano più o meno bene le opere del professor Tolkien? Oppure, avete mai visto orde di uomini e donne sfilare per le città con le loro magliette rappresentanti maghi, orchi, elfi o hobbit? Questo perché il fantasy nella cultura Metal è da considerarsi un pilastro fondamentale che ha creato, nel corso dei decenni, addirittura dei sottogeneri (basti ricordare l’Epic Metal dei nostri Rhapsody o dei teutonici Blind Guardian) soprattutto fondendosi con la mitologia norrena o comunque pagana dei popoli scandinavi/ugro-finni (si guardi il Viking Metal nato dai compianti Bathory e proseguito da gruppi come Amon Amarth ed Ensiferum o il Folk-viking dei finlandesi Finntroll o il più Ambient degli islandesi Falkenbach fino all’Heavy-power-viking dei faroesi Tyr, dove in questi ultimi il cantato è rigorosamente nelle loro rispettive lingue madri) fino ad arrivare alla gola degli Argonath di questo genere, il Black Metal (il più ostico alle orecchie del profano, dove citiamo Burzum, forse il più discusso personaggio dell’universo metallico odierno). Le band menzionate sino ad ora sono soltanto da prendere come esempio, non si arrabbino coloro che non vedono fra di essi i loro beniamini. Detto questo oramai è scontato dire che gli amanti del Metal siano in larga parte dei nerd tolkieniani, sia per ciò che riguarda gli ascoltatori che gli esecutori.

Gli inizi: Zeppelin e Sabbath

Musica: Led Zeppelin IILe radici dell’opera di Tolkien in questo genere risalgono a diversi anni fa, quando già mostri sacri come Led Zeppelin e Black Sabbath inserivano elementi fantastici nelle loro canzoni. Per i primi possiamo citare Ramble on (album Led Zeppelin II, 1969) fortemente influenzata dagli scritti tolkieniani già nelle prime parole (Leaves are fallin’ all around), dove si crede ci sia una parafrasi di Namárië per poi seguitare e incontrare Mordor, l’anello e Gollum:

Mine’s a tale that can’t be told, my freedom I hold dear
How years ago in days of old when magic filled the air
‘twas in the darkest depths of Mordor, mm-I met a girl so fair
but Gollum and the evil one crept up and slipped away with her

(Testo completo)

Altri riferimenti a Tolkien nella discografia dei Led Zeppelin si trovano in Misty Mountain Hop (1971) dall’eccezionale finale “bilbiana” che sembra provenire da Lo Hobbit (So I’m packing my bags for the Misty Mountains- where the spirits go now,- over the hills where the spirits fly.- I really don’t know), in The Battle of Evermore (1971) dove si scorgono i preparativi alla battaglia fra i cavalieri di Rohan e l’esercito di Sauron nei campi di Pelennor (Side by side we wait the might, of the darkest of them all – I
hear the horses thunder down in the valley below
), in Starway to Heaven (1971) nella quale sembra raffigurato il triste pensiero di Bilbo che si incammina verso il Bosco Atro, con Gandalf intento a fumare poco distante da lui (There’s a feeling I get when I look to the West – And my spirit is crying for leaving. – In my thoughts I have seen rings of smoke through the trees – And the voices of those who stand looking) e in No quarter (Houses of the Holy, 1973), canzone per la quale vi sono diverse interpretazioni che coinvolgono l’incontro di Aragorn con le forze dell’oltretomba (Il Ritorno del Re) o l’avventura della Compagnia in quel di Moria (La Compagnia dell’Anello).

Musica: Black Sabbath 1970Lasciando ora i Led Zeppelin rechiamoci nella taverna dei Black Sabbath dove incontriamo Wizard (Black Sabbath, 1970) nella quale, stando anche ad una dichiarazione a Metal Sludge del 2005 del bassista Geezer Butler («I was reading Lord of the Rings at the time, and I just based the lyrics on that. Gandalf». Qui l’intervista completa), la figura di Gandalf troneggerebbe suprema:

Misty morning, clouds in the sky
Without warning, a wizard walks by
Casting his shadow, weaving his spell
Funny clothes, tinkling bell

Never talking
Just keeps walking
spreading his magic
Evil power disappears
Demons worry when the wizard is near
He turns tears into joy
Everyone’s happy when the wizard walks by
Never talking
Just keeps walking
spreading his magic
Sun is shining, clouds have gone by
All the people give a happy sigh
He has passed by, giving his sign
Left all the people feeling so fine
Never talking
Just keeps walking
spreading his magic

Il culto si espande

Musica: Grateful Dead (American beauty, 1970)Continuando l’excursus negli anni ’70 menzioniamo una band un po’ al di fuori del Metal: i Grateful Dead. Artisti universalmente riconosciuti come fondamentali per la storia del rock psichedelico, dallo stile eclettico che spaziava dal blues, passando dal country, sino al jazz, crearono una corrente di culto, contraddistinta dai loro fans, soprannominati Deadhead, che seguivano il gruppo in una sorta di pellegrinaggio vivendo come nomadi al seguito dei loro idoli. Fra le centinaia di influenze fluttuanti nell’universo di questa band si può notare anche il Signore degli Anelli, che molti riconoscono nella canzone Sugar Magnolia (American Beauty, 1970) specialmente in alcuni versi che richiamano la figura di Baccador (in inglese Goldberry), sposa di Tom Bombardil (qui il testo completo).
Musica: Rush Fly by nightProseguiamo con i Rush, storico gruppo rock progressive canadese nato nel 1968 a Toronto. Nell’album Fly by Night (1975) è presente Rivendell, pezzo chiaramente ispirato a Granburrone (in inglese
Rivendell
):
Sunlight dances through the leaves
Soft winds stir the signing trees
Lying in the warm grass
Feel the sun upon your face
Elfin songs and endless nights
Sweet wine and soft relaxing lights
Time will never touch you
Here in this enchanted place

(Qui il testo completo)

Musica: Genesis (Trespass)Sempre dei Rush è (Caress of steel, 1975) il cui titolo proviene dall’epiteto identificante Sauron nello Hobbit. Seguitiamo nel rock progressivo, incontrando i Genesis di Phil Collins e Peter Gabriel con la loro Stagnation (Trespass, 1970) dove si scorge un’immagine che sembra evocare Gollum (Will I wait forever, besides the silent mirror/And fish for bitter minnows amongst the weeds and slimy water). Terminiamo il nostro percorso negli anni ’70 balzando qualche anno addietro con un gruppo che non ha bisogno di presentazioni: i Pink Floyd. La canzone The Gnome (The Piper at the Gates of Dawn, 1967) racconta la storia di uno gnomo di nome Grimble Gromble, che intraprende un viaggio attraverso il bosco; anche se non esplicitamente di ispirazione tolkieniana, essa potrebbe essere uno dei primi omaggi velati alle avventure di Bilbo e Frodo Baggins. Cari Amici, il nostro flashback nel rock-metal nei 70s finisce qui, ma non temete, la lunga strada che attraversa la Terra di Mezzo rivestita di metallo è soltanto agli inizi; sperando di avervi regalato qualche momento lieto vi dico di prepararvi perché fra poco il volume si alzerà, le chitarre si distorceranno e la gran cassa comincerà a aumentare i propri battiti! Il Tolkien Metal ha inizio…

Intanto godetevi il concerto qui sotto:
1) Led Zeppelin in Ramble On

2) Led Zeppelin in Misty Mountain Hop

2) Black Sabbath in Wizard

3) Grateful Dead in Sugar Magnolia

4) Genesis in Stagnation

– L’articolo precendente Tolien e il Metal: un’introduzione

.


 


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4 Comments to “Tolkien e il Metal – Gli anni ’70: i precursori”

  1. Interessante come articolo…però c’è una sottigliezza da correggere: io non ce lo vedo proprio l’epic nei Blind Guardian, sono più power, e di quello molto buono peraltro! 😛

    • Stefano Giorgianni ha detto:

      Il discorso relativo ai Blind Guardian è un po’ lungo da affrontare qui, verrà dedicata una parte intera solo a loro. Per ciò che riguarda il genere essi possono essere considerati speed (nei primi album) power (fino a Imaginations) poi con Nightfall la fusione con l’epic è molto forte, fino alle loro ultime opere peraltro. Quindi per essere esaustivi bisognerebbe scrivere heavy speed power epic metal come genere. In questa sede ho optato per il solo epic trattandosi di un articolo incentrato su Tolkien, ma non temere il tutto verrà approfondito.

      Grazie

      Stefano

  2. Gilby ha detto:

    Ottimi ed interessanti articoli! Noi di ST attraverso la nostra Radio Brea ne discutiamo da oltre due anni (delle correlazioni Tolkien-Metal) e sarebbe carino collaborare!

  3. Stefano Giorgianni ha detto:

    I nostri articoli su metal.it!!!

    http://www.metal.it/note.aspx/33728/jrr-tolkien-ed-il-metal/

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