Per i Saggi AIST di maggio 2026 presentiamo un lavoro di Janet Brennan Croft, studiosa che già conosciamo per averne pubblicato altri due saggi e per averla vista citata nel Saggio AIST di marzo, Tolkien il drammaturgo: revisioni di manoscritti e drammi feerici nel “Ritorno di Beorhtnoth”, di Anna Smol. Il riferimento al saggio di Smol è doveroso in quanto quest’ultima non si limita a citare il saggio di Croft, ma fa di esso il dichiarato fondamento delle tesi originali che in seguito propone. In effetti forse sarebbe stato meglio pubblicare prima Croft e poi Smol, ma tant’è; siamo orgogliosi di aver reso disponibili entrambi i testi. Anche il saggio di Croft proviene da Mythlore, la rivista della Mythopoeic Society statunitense, dove è stato pubblicato nel Volume 32, 2 #4, Spring/Summer 2014 come Tolkien’s Faërian Drama: Origins and Valedictions (link alla versione orginale nell’allegato).
La studiosa
Janet Brennan Croft è responsabile dei Servizi di Accesso presso le biblioteche della Rutgers University di New Brunswick (NJ). È autrice di importanti saggi che si concentrano in particolar modo sul ruolo della Grande Guerra come generatrice di immaginario fantastico. A questo tema ha dedicato la monografia War in the Works of J.R.R. Tolkien (2004), opera vincitrice del Mythopoeic Society Award for Inklings Studies, e la raccola di saggi da lei curata Baptism of Fire: The Birth of the British Fantastic in World War I (2015). Croft è curatrice o co-curatrice di diverse raccolte tra cui Tolkien on Film: Essays on Peter Jackson’s Lord of the Rings (2004), Tolkien in the New Century: Essays in Honor of Tom Shippey (2014) e Perilous and Fair: Women in the Work and Life of J.R.R. Tolkien (2015). Ha inoltre pubblicato numerosi articoli scientifici su Tolkien e su altri argomenti in varie riviste accademiche.
Il Saggio
Il saggio di Croft fa del dramma feerico il suo tema centrale, con lo scopo di sistematizzare il concetto stesso definendo obiettivi e qualità caratteristiche essenziali, o “strutturali”, per usare le sue parole, che permettano di riconoscerlo quando si manifesta come elemento all’interno di un’opera. Croft affronta l’impresa con piglio scientifico, proponendo esempi che appaiono con naturalezza al lettore o spettatore come drammi feerici e quindi estraendo da questi, con una sorta di reverse engineering, le caratteristiche comuni qualificanti. È notevole il fatto che nella scelta degli esempi Croft non si limiti a Tolkien, spaziando invece fra autori e mezzi espressivi diversi estrapolando uniformità dalla diversità, a riprova del fatto che il concetto tolkieniano di dramma feerico non riguarda solo Tolkien stesso ma le narrazioni in generale.
Buona lettura!
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SAGGI AIST PRECEDENTI:
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LINK ESTERNI:
– Vai al sito di Janet Brennan Croft presso academia.edu
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