Tolkien e Auden su Aragorn e Arwen

Poeti: W.H. AudenWystan Hugh Auden, il popolare poeta britannico, ammiratore e recensore delle opere tolkieniane, tentò di convincere J.R.R. Tolkien  verso l’eventualità di escludere la storia d’amore fra Aragorn e Arwen dalla trama del Signore degli Anelli, in quanto trovava l’idillio «inutile e superficiale». Tutto questo si scopre in una lettera non pubblicata e recentemente venuta alla luce. Questa la notizia lanciata dal Guardian, ma che andrebbe un po’ contestualizzata. La stampa nostrana già ci si sta buttando a pesce, senza capire che il consiglio del poeta era leggittimo e che lo stesso scrittore lo condivideva. È sufficiente leggere le Lettere di Tolkien per capire di che si tratta. E alla fine, si scopre che tutto serve solo a far vendere la lettera inedita all’asta. Il documento, risalente al 12 maggio 1955, vedeva Tolkien scrivere alla casa editrice circa le difficoltà di completamento del  Ritorno del Re, terza e ultima parte del suo magnum opus, nel quale Aragorn e gli altri personaggi affrontavano la battaglia finale contro le malefiche truppe di Sauron, oltre alla fine del percorso di Frodo e Sam verso la distruzione dell’Unico Anello al Monte Fato. Alla fine del romanzo Aragorn verrà incoronato re di Gondor e sposerà Arwen, figlia di Elrond. Lettera di Tolkien a Rayner Unwin del 12 maggio 1955Il Professore scriveva: «Auden approva in toto la bozza del terzo volume», facendo capire che il poeta britannico appoggiava la scelta di quello che Tolkien stesso chiamava l’Éowyn-Faramir affair, dove Éowyn si prende una iniziale cotta per Aragorn, ma finisce con l’innamorarsi di Faramir quando il futuro re di Gondor non ricambia il sentimento. Per citare il libro: «Then the heart of Éowyn changed, or else at last she understood it. And suddenly her winter passed, and the sun shone on her…». Ma, continua l’autore nella lettera a Rayner Unwin, «[Auden] pensa che la storia Aragorn-Arwen sia inutile e superficiale, spero che il frammento della “saga” lo curi. Lo trovo ancora commovente: un’allegoria di pura e semplice speranza, come spero lo veda tu».

Auden e Tolkien

Poeti: W.H. AudenAuden era stato un allievo di Tolkien e da suo sincero ammiratore nel 1954 aveva scritto recensioni ai primi due volumi del Signore degli Anelli. Le Due Torri venne pubblicato l’11 novembre 1954. Intanto, l’autore era al lavoro per chiudere il terzo volume e in una lettera di quel periodo dice: «Sono disperatamente indietro con le Appendici al vol. III». Auden aveva ricevuto le bozze del Ritorno del Re e aveva scritto a Tolkien nell’aprile del 1955 per porgli varie domande riguardo al libro. Non aveva ricevuto le Appendici, perché non erano ancora finite. La risposta di Tolkien non è stata conservata perché Auden di solito buttava via le lettere dopo averle lette. È qui che si inserisce la lettera inedita che lo scrittore inviò all’editore Rayner Unwin. Quindi, Tolkien non fu tentato di eliminare
la storia d’amore tra Aragorn e Arwen, visto che era già stata scritta e pubblicata.
Auden aveva letto il capitolo finale e trovava «inutile e superficiale» la relazione tra i due. E la reazione di Tolkien è scritta nella lettera: «Spero che il frammento della “saga” lo curi». Quindi, avendo già scritto e consegnato la prima parte delle Appendici all’editore nel marzo 1955, Tolkien evidentemente si riferisce al fatto di aver inviato ad Auden l’Appendice A, quella che contiene la lunga storia tra Aragorn e Arwen e che avrebbe “curato” lo scetticismo del poeta inglese.

Uomini ed elfi

Anke Eissmann: "Aragorn e Arwen"Perché la storia d’amore tra i due era così importante? Tolkien l’aveva inserita nel Signore degli Anelli pur sapendo che poteva essere vista come esattamente come Auden l’aveva trovava, cioè «inutile e superficiale». Perché è uno dei temi centrali del libro! Jane Johnson, romanziere e già editore di Tolkien, concorda con l’autore, descrivendo l’idillio fra Aragorn e Arwen «così struggente, l’amore di un uomo mortale per un’elfa immortale che dovrebbe sacrificare la propria immortalità se decidesse di seguire il suo cuore, e che dovrà in qualsiasi caso (dal momento che gli elfi sono così longevi) soffrire vedendo il proprio amato morire, lasciandola pertanto da sola con molti vuoti anni di vita davanti a lei». «È una scelta che spezza il cuore: Arwen sceglie di restare nella Terra di Mezzo con Aragorn piuttosto che seguire il resto della sua gente nelle Terre Immortali», riferisce la Johnson, che ha scritto anche le guide ai film de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit Poeti: W.H. Audensotto lo pseudonimo di Jude Fisher. «Si riprende così anche il tema della storia fra Beren e Lúthien dal Silmarillion, nel quale, ancora una volta, un uomo si innamora di una elfa. Racconto che Tolkien accosta al suo stesso idillio con la moglie Edith, tanto che gli stessi nomi sono stati incisi sulla loro tomba». Lette anche le Appendici, Auden finì per convincersi: in una recensione sul New York Times del Ritorno del Re, pubblicata nel 1956, scrisse: «Le pretese poste sulle capacità dello scrittore in un’epopea come Il Signore degli Anelli sono enormi e aumentano man mano che il racconto procede, le battaglie devono diventare più spettacolari, le situazioni più critiche, le avventure più emozionanti, posso soltanto dire che il signor Tolkien si dimostra tale e quale a queste ultime».

Anche libri e disegni all’asta

Disegno a a mano di Tolkien: "New Lodge Stonyhurst"La lettera è destinata a essere messa all’asta da Bonhams a Londra il 19 marzo, dove è presumibile che raggiunga una cifra tra le 6.000 e le 8.000 sterline (dai 7 ai 10mila euro). Il documento mostra anche che Tolkien continuava a trattare con la casa editrice sulle Appendici del suo lungo romanzo, che ormai avevano raggiunto una mole considerevole. Scrive lo scrittore: «Io, credo, infine di avere tenuto troppo. Se
qualcosa dovrà esser eliminato, per favore, non lasciare che siano le Rune e la Tabella che ho faticosamente sistemato (spero di averle adattate allo spazio e che sia loro risparmiato il triste destino delle lettere Fëanoriane che ora appaiono molto sconnesse!). Delle ultime due Family Trees, potrei sacrificare quelle di Bolger e Boffin». Il Professore continua a chiedere a Rayner Unwin, che a 10 anni persuase suo padre Stanley a pubblicare Lo Hobbit e che da adulto divenne l’editore del Signore degli Anelli : «Cosa ne pensi. In questa sezione, non c’è nulla che non sarebbe triste perdere. Sono ancora molto dispiaciuto del facsimile del Libro di Mazarbul che non è incluso. E, naturalmente, l’esclusione delle liste dei nomi, che mi avrebbero dato la possibilità di fornire un vocabolario Elfico…». «Questa lunga e complessa lettera, illustra al meglio le difficoltà che Tolkien stava sperimentando nel far uscire questo ultimo volume, le sue perplessità e la mancanza di fiducia in se stesso, che si disse disposto a rinuniciare persino all’intera appendice sulla traduzione, chiedendo un parere a Rayner», fa sapere il responsabile della casa d’aste Bonhams. La lettera fu data, il 26 febbraio 1956, al marito dell’attuale proprietaria da Rayner Unwin. «Questa lettera, che non è mai stata pubblicata prima, getta nuova luce sui metodi di lavoro di Tolkien e sulla attenzione al dettaglio che egli ha profuso sui mondi immaginari delle sue opere», dice Matthew Haley, capo del dipartimento librario di Bonhams nel Regno Unito. Libro-firma«Quei mondi li percepiva come reali e voleva che i lettori condividessero questa sensazione». L’asta includerà anche un raro disegno a matita fatto da Tolkien durante un suo soggiorno a New Lodge di Stonyhurst, nel Lancashire: è datato 1947 in basso a sinistra e sul retro è scritto «per i signori Bailey, in ricordo di una bella vacanza, agosto 1947». Altri due lotti comprendono una prima edizione dello Hobbit, stimata fra le 10.000 e le 15.000 sterline (tra i 12mila e i 18mila euro), e una seconda edizione del Signore degli Anelli in tre volumi, ciascuno dei quali è autografato dall’autore sul frontespizio (dai 4 ai 6mila euro).

(Gran parte dell’articolo è frutto delle preziosa traduzione di Stefano Giorgianni, che ringraziamo per il lavoro)

– Vai alla recensione di WH Auden alla “Compagnia dell’Anello” sul New York Times del 1954
– Vai alla recensione di WH Auden a “Il Ritorno del Re” sul New York Times del 1956
– Vai al sito della Casa d’aste Bonhams

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