Sarà lo scrittore Brandon Sanderson il titolare della Tolkien lecture sulla letteratura fantasy del 2026, che si terrà martedì 19 maggio alle 18:00 presso l’Oxford Town Hall di Oxford. Sanderson ha recentemente spiegato di aver esaminato attentamente i film del Signore degli Anelli di Peter Jackson, in particolare le edizioni estese. L’autore, noto soprattutto per la saga di Mistborn, i romanzi delle Cronache della Folgoluce e per aver completato la serie della Ruota del Tempo di Robert Jordan dopo la sua morte, ha avuto un’intuizione semplice ma efficace: quei film, presi insieme, corrispondono più o meno alla lunghezza e alla densità narrativa di un’intera stagione televisiva. Quell’equilibrio tra portata e sobrietà è esattamente ciò di cui le sue Cronache della Folgoluce avrebbero bisogno. Invece di inseguire una traduzione pagina per pagina, Sanderson si concentra sulla comprensione di ciò che il team di Jackson ha scelto di preservare e di ciò che ha avuto il coraggio di tagliare. Questa disciplina editoriale è ciò che ha permesso agli imponenti romanzi di Tolkien di diventare film universalmente amati, anziché adattamenti mastodontici e inaccessibili.
Il confronto con l’autore
Sanderson ha un’opinione molto audace sugli autori fantasy, in particolare su quelli che ammirano e seguono le orme di Tolkien. Parlando con Nerd of the Rings al Dragonsteel Nexus, l’autore ha parlato di come la precedente generazione di scrittori abbia cercato di replicare la saga della Terra di Mezzo di Tolkien e di come gli autori fantasy moderni abbiano deciso di non voler seguire questa tendenza. Ecco le parole di Sanderson: «Quella generazione ha preso molto da Tolkien. La mia generazione ha reagito negativamente. E credo che reagire negativamente possa essere altrettanto lusinghiero, spero. Non è tipo: “Oh, Tolkien era così orribile”. È tipo: “Guarda, dobbiamo portare questo genere verso nuovi orizzonti. Non possiamo passare l’eternità nella sua ombra”». Sanderson ha affermato che i primi tre libri di Robert Jordan ricordavano molto le opere di Tolkien, così come gli intrighi politici di Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin. Non poteva però biasimarli, perché era ciò che interessava a molti lettori all’epoca.
L’interpretazione del fantasy epico
Sanderson ha a lungo creduto che il genere fantasy epico si basasse in larga misura su Tolkien, il che ha finito per impedire agli scrittori di esplorare oltre ciò che è già stato fatto. Molte opere del passato hanno utilizzato lo stesso tropo più e più volte, ed è per questo che Sanderson «non ha alcun interesse a scrivere di elfi o nani o di altre cose» che sono state affrontate in precedenza.
Nella pagina FAQ del suo sito web, ha affermato che il fantasy epico non ha ancora raggiunto la sua età dell’oro, nonostante esista già da molti anni. Come lettore, lo infastidisce il fatto che continui a essere il genere in cui legge sempre le stesse narrazioni e gli stessi cliché, spesso ispirati a Tolkien. Crede che il fantasy epico dovrebbe essere il genere più fantasioso. «Se vogliamo avvicinarci alle vette della grande narrazione e fare qualche passo in più senza limitarci a copiare ciò che ha fatto Tolkien, dobbiamo fare ciò che ha fatto Tolkien, ovvero guardare oltre la tradizione e costruire le nostre estrapolazioni». Grazie a questa consapevolezza, Sanderson ha creato il suo mondo fantasy unico e ha ideato il Cosmere, l’universo immaginario in cui sono ambientati i suoi romanzi. Tra le ultime fatiche dell’autore ci sono anche i quattro romanzi segreti (i due volumi inediti in Italia Yumi and the Nightmare Painter [2023] e The Sunlit Man [2023], oltre a Tress del Mare Smeraldo [Mondadori, 2024] e il romanzo dal titolo Manuale del Mago Modesto per Sopravvivere nell’Inghilterra Medievale [Mondadori, 2025]) scritti tra il 2019 e il 2021 e rilasciati a partire dal 2023 come parte di una campagna per Kickstarter che ha portato nelle tasche del suo team quasi 42 milioni di dollari (per l’esattezza 41.754.153 $, che corrispondono a circa 36 milioni di euro).
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