Aprirà a settembre il museo su Tolkien

Bernd GreisingerDopo circa 7 anni di lavori, a fine settembre verrà inaugurato il Greisinger Museum, ovvero il primo museo al mondo interamente dedicato alla Terra di Mezzo. È la più grande collezione di opere pittoriche, disegni, libri, armi, merchandising e tutto quel che è stato realizzato o ispirato dalle opere del professor Tolkien. Ci eravamo già occupati del museo, con un’intervista a Ivan Cavini, che potete leggere qui. Il museo deve il suo nome a uno dei più importanti collezionisti del mondo di Tolkien, che è riuscito a realizzare il sogno di molti appassionati di Tolkien: una vera e propria casa hobbit nel proprio cortile. Ma ad accogliere i visitatori ci saranno altri 300 metri quadrati di ambienti a tema, 6 sculture alte fino a sette metri (le cosiddette «big-ature lifesize»), quadri, libri, un cinema con schermo ad alta definizione, e molto altro ancora sul mondo immaginario dell’autore del Signore degli Anelli. Un luogo a metà tra la cultura e l’intrattenimento, voluta e creata da appassionati della Terra di Mezzo per gli appassionati della Terra di Mezzo.

Una passione per il professore

Padre e figlio GreisingerAnche se è originario di Magonza (Mainz), Bernd Greisinger vive da tempo in questo angolo di Svizzera. Dopo una carriera come gestore di fondi di grande successo, ora si dedica interamente alla sua passione per le opere di Tolkien e il suo sogno rendere reale la Terra di Mezzo sta lentamente prendendo forma. Ha scelto il villaggio di Jenins, paesino nel Cantone dei Grigioni di appena 847 abitanti al confine con il Liechtenstein. Greisinger ha deciso di costruire il museo dopo aver messo insieme nel giro di pochi anni una collezione di dimensioni notevoli. Nella biblioteca, sarà infatti, possibile ammirare oltre tremila libri, tra cui tutte le prime edizioni in lingua inglese del Signore degli Anelli e una copia di tutte le edizioni in inglese dello Hobbit dal 1937 al 1999. Il pezzo forte però della collezione sono i libri autografati dallo stesso Tolkien, tra cui la prima edizione dello Hobbit per cui Greisinger ha staccato un assegno a sei zeri (in franchi svizzeri). Vi è, inoltre, una prima edizione del Signore degli Anelli con una dedica in Quenya. Sul primo dei tre volumi è riportata la dedica autografa in elfico «Elainen tarin Periandion ar meldenya anyaran» («a Elaine, regina degli Hobbit e mia cara vecchia amica»). Mary Elaine Griffiths (1909 -1996), ex studentessa e amica di famiglia di Tolkien, era stata fra le pochissime persone che avevano letto il manoscritto dello Hobbit e fu determinante per la sua pubblicazione: lo consigliò caldamente a una sua amica (Susan Dagnall) che lavorava alla Allen&Unwin, la casa editrice di Londra che poi lo pubblicò. Il suo valore attuale è di 104mila dollari Usa (circa 73.800 euro) ed è il libro tolkieniano più costoso al mondo. In confronto, gli altri libri della collezione sembrano quasi banali: una prima edizione Usa (1955) del Signore degli Anelli, che Tolkien firmò per Deirdre Levinson e una prima edizione della traduzione italiana del Signore degli Anelli (1970), che lo scrittore dedicò al suo amico professor
Talbot D’Alessandro. Davide Martini Art DirectorPer non parlare di tutti gli altri libri di Tolkien autografati: Il cacciatore di draghi, Le avventure di Tom Bombadil, Fabbro di Wootton Major e altri ancora. Ognuno di questi libri, da solo, sarebbe probabilmente il pezzo più importante di qualsiasi altra collezione. Per Greisinger, però, il libro più prezioso è una copia molto rara del Red Book of Westmarch, scritto a mano e rilegato in pelle rossa (composto dallo Hobbit e Signore degli Anelli) dall’ungherese Istvan Hari. A seguire l’acquisizione dei libri per la biblioteca, è un consulente prezioso il belga Pieter Collier, mente e braccio dell’autorevolissimo sito Tolkien Library e recente curatore dell’Arazzo di Tolkien (Bompiani, 2011), che da molti anni studia il patrimonio letterario del professore.

I lavori a Jenins

Gmec: QuadriSolo uno dei 600 quadri è appeso. Per i restanti, imballati con cura, bisogna ancora trovare posto al museo. È la più grande raccolta di dipinti sulla Terra di Mezzo che si possa trovare: ben 600 dipinti originali di oltre 100 artisti, tra cui Alan Lee, Ted Nasmith, Roger Garland, i fratelli Hildebrandt e molti altri. «Ora siamo nella fase più emozionante», racconta Greisinger. Insieme al Creative Director Ivan Cavini e all’Art Director Davide Martini, oltre ovviamente al sostegno di suo padre Wolfgang, Bernd Greisinger sta costruendo delle «experience rooms», con creature enormi in spazi espositivi tematizzati. È convinto che i lavori finiranno in tempo. «Siamo in dirittura d’arrivo», dice con un sorriso compiaciuto. Greisinger non crede che la più grande collezione al mondo sulla Terra di Mezzo porterà un aumento di traffico a Jenins. «Non è nemmeno nelle mie intenzioni», dice. Fatta eccezione per uno o due eventi all’anno, solo piccoli gruppi si fermano a Jenins. I visitatori dovrebbero parcheggiare fuori dal paese e raggiungere il museo a piedi. Greisinger se la immagina come una breve escursione: «Dovrete guadagnarvi la visita», ride. E la visita merita davvero: nella sala Moria, ad esempio, un Balrog a grandezza “naturale” attende i visitatori, il passaggio dalla Sala Rohan alla Sala Gondor è custodito dagli Argonath, mentre nella Sala Fangorn, un Barbalbero alto sette metri si slancia sotto al soffitto. E nel cinema del museo un enorme Smaug vola sotto un cielo pieno di stelle sulle teste degli spettatori.

Cerimonia d’apertura privata

Gmec: Ivan Cavini e il BalrogTra il 6 e l’8 settembre si terrà la cerimonia d’apertura. Tuttavia potranno partecipare solo ospiti già invitati: le autorità locali, gli addetti ai lavori, giornalisti, artisti e dirigenti delle società tolkieniane. «Ne prevedo un centinaio», afferma Greisinger. Sono stati invitati anche alcuni artisti e autori conosciuti nell’ambiente. Si sta allestendo anche una “Locanda del puledro impennato” per
la festa serale. Greisinger spera che quel giorno non arrivino curiosi indesiderati. L’apertura al pubblico avverrà il primo ottobre 2013: «Ci saranno sufficienti possibilità di visita per tutti, ma solo su prenotazione». E aggiunge: «Non ci saranno orari precisi». Greisinger stesso è disposto a guidare gruppi attraverso il museo: farà visite guidate a gruppi di circa 20 persone per volta. Naturalmente anche i profani saranno i benvenuti: Gmec: Porta di Moria«È un museo per immergersi in un altro mondo… non solo per gli appassionati». L’interesse per la collezione è già ampio, persino all’estero si è molto parlato di lui e del suo museo. Pare che due gruppi si siano già prenotati. I dettagli sull’imminente cerimonia d’apertura sono discussi in questi giorni con il Comune. Greisinger ha invitato il sindaco di Jenins, Baseli Werth, ma anche quelli dei vicini Malans, Fläsch e Maienfeld, perché visitino il museo prima dell’apertura. Il sindaco Werth è lieto della nuova attrazione: «È una buona cosa per Jenins». E se un giorno il “lavoro” di guida comincerà a diventare noioso? «Non c’è problema», conclude Greisinger, «ho un’idea per un nuovo progetto: un Silmarillion Museum!».

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(Gran parte dell’articolo è frutto delle preziose traduzioni di Elena Sanna, che ringraziamo per il lavoro)

GUARDA LA GALLERY:

– Vai al sito ufficiale di Greisinger Museum
– Vai al sito ufficiale di Ivan Cavini
– Vai all’intervista a Ivan Cavini
– Vai al sito ufficiale di Tolkien Library

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1 Comment to “Aprirà a settembre il museo su Tolkien”

  1. Yuliya iskra ha detto:

    Che notizia meravigliosa! Sto seguendo gli aggiornamenti su Facebook e più passa il tempo più si sta materializzando la Terra di Mezzo! Notevole ^.^

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