Tolkien all’università: le lingue elfiche a Parma

Università Parma D'AzeglioMolti lettori conoscono che J.R.R. Tolkien amava le lingue e ne conoscenza molte tra quelle antiche e quelle moderne. La sua passione lo spinse a crearne anche di nuove e a diversi livelli nelle sue opere, da alcuni frammenti (ad esempio la lingua degli Ent) fino a una struttura quasi completa per le lingue parlate dagli Elfi (Quenya e Sindarin). Il viaggio dello scrittore inglese per l’invenzione linguistica sarà al centro di una lezione all’università di Parma, tenuta da Roberto Arduini, presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, martedì 29 novembre, ore 14.30/16.30 dal titolo “Il vizio segreto di Tolkien: una passione per le lingue”. È un altro segno dell’attenzione del mondo accademico per un autore che è sempre più oggetto di corsi, tesi e pubblicazioni universitarie e l’Associazione è sempre disponibile a incoraggiare questo tipo di studi.

Una lingua per l’Europa?

Università Parma dipartimentoIl tema dell’Europa e delle sue lingue, preso da diversi punti di vista, non disdegnando da un lato il tema delle politiche linguistiche, dall’altro aspetti più particolari di creatività linguistica. È questo l’obiettivo del corso intitolato Quale/i lingua/e per l’Europa? Alcune riflessioni tra pianificazione, economia, creatività e diritti linguistici (si può scaricare la brochure con il programma completo), tenuto da Davide Astori all’interno dell’insegnato di Linguistica generale che si tiene fino al 9 dicembre 2016 del Dipartimento di Antichistica, Lingue, Educazione, Filosofia (A.L.E.F.), nell’Università degli Studi di Parma. «Il ciclo di incontri nasce come volontà di approfondimento delle tematiche del corso di Linguistica generale – spiega Astori -. I diversi temi proposti legano, come in un fil rouge, filoni culturali antichi a grandi questioni contemporanee, in un tutto organico. Così la creatività linguistica, e quella particolare sua forma che si pone finalità forse meno ludico-culturali e Davide Astoripiù pragmatiche, ossia la pianificazione, entra a pieno titolo, amalgamandovisi, nel profondo dibattito di un continente alla ricerca della sua identità, anche attraverso le sempre più cogenti sfide linguistico-comunicative del presente». Gli argomenti del corso sono trattati in 15 lezioni di due ore ciascuna che si terranno in Aula K14, via Kennedy, del Nuovo polo didattico. Parallelamente al corso si svolgerà un seminario di Introduzione alla lingua e cultura esperanto. Essi saranno, inoltre, affiancati da tre presentazioni di libri, ospitate dal “Dulcamara” (via D’Azeglio, 106), alle ore 18:00. Martedì 29 novembre sarà l’occasione per presentare Tolkien e i Classici. Coordinato da Elisa Sicuri, l’incontro fa parte degli Aperitivi interlingustici, organizzati in collaborazione con la FEI – Federazione Esperantista Italiana e qui si può scaricare la brochure con il programma completo.

Approfondire l’interlinguistica

Bruegel: Torre di BabeleL’unione tra filoni culturali dell’antichità, grandi questioni contemporanee e creatività linguistica, è una caratteristica di una branca del sapere che sembra nuova, ma risale agli anni Trenta del secolo scorso. Secondo la definizione data, infatti, da Otto Jespersen (in “A new science: Interlinguistics”) è una disciplina linguistica che studia ogni questione e problema relativi alla comunicazione linguistica internazionale nei suoi aspetti politici, storici, economici e linguistici. Come tale essa costituisce un ramo della linguistica applicata. Vi si distinguono due indirizzi: uno storico e retrospettivo, mirante alla descrizione, alla classificazione e allo studio comparativo dei progetti di lingue pianificate (lingue gestuali, pasigrafie, pasilalie, lingue «a priori» e lingue «a posteriori», a partire da Komensky (Comenius), Wilkins, Cartesio e Leibniz, passando da Graziadio Isaia Ascoli e Giuseppe Peano fino a Jespersen, Zamenhof: "Fundamento de Esperanto"Orwell e i moderni linguaggi uomo-macchina. Uno teorico e prospettivo, mirante alla soluzione più efficace e razionale possibile del problema della comunicazione linguistica internazionale, in alternativa al cosiddetto «darwinismo linguistico». Davide Astori fa parte della «nuova generazione» di interlinguisti italiani, di cui fanno parte anche altri studiosi come Federico Gobbo (linguista e informatico, docente di sociolinguistica nelle università di Torino e in quella di Amsterdam) e Paolo Valore (storico della filosofia e logico, docente all’univeristà di Milano). Astori, linguista, si occupa delle radici ideali Zamenhofiane dell’esperanto, e di poesia esperantista. Fra i suoi interessi primari si sono l’indoeuropeo, le lingue in contatto, le traduttologia, le minoranze e le politiche linguistiche.

Le creazioni linguistiche di J.R.R. Tolkien

Le tengwar e il sindarinÈ in un contesto come questo che si inseriscono bene le riflessioni linguistiche che Tolkien fece in tutta la sua vita. Tolkien era un filologo e conosceva i meccanismi di funzionamento di molte lingue antiche e moderne. Non stupisce quindi che fosse in grado di idearne di nuove. Erano proprio le sue creazioni linguistiche a dargli continui spunti per le storie. «Nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro – scrive Tolkien – è un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale. Ma è vero». Creare lingue era quello che Tolkien considerava il suo “vizio segreto”. Le regole per le variazioni sonore furono disegnate in modo che le lingue elfiche ebbero il genere di musicalità che Tolkien cercava: l’uno prossimo alla fonologia “finnica” (Quenya), l’altro molto simile al gallese (Sindarin). «Avrei preferito scrivere in elfico Il Signore degli Anelli!», ammette Tolkien, spiegando poi che «tranne che per alcuni frammenti nella Lingua Nera di Mordor [l’iscrizione sull’Anello, una frase pronunciata dagli orchi di Barad-dûr e la parola “Nazgûl”], un po’ di nomi e un grido di battaglia nella lingua dei Nani, questi sono quasi interamente elfici (Sindarin e Quenya)». Il seminario vuole illustrare la passione dello scrittore per le lingue e come maturò il suo gusto estetico.

PROGRAMMA COMPLETO DEL CORSO
– 7 novembre, lunedì, ore 12:30-14:30
“Europa e lingue. Come un’introduzione” (I) DAVIDE ASTORI
– 8 novembre, martedì, ore 14:30-16:30
“Europa e lingue. Come un’introduzione” (II) DAVIDE ASTORI
– 10 novembre, giovedì, ore 12:30-14:30
“Utopie linguistiche nell’Antichità” NICOLA REGGIANI, storico antichista, Università di Trier (Germania)
– 14 novembre, lunedì, ore 12:30-14:30
“Unità e disunità dell’Europa” GIORGIO VECCHIO, Storia contemporanea, Università di Parma
– 15 novembre, martedì, ore 14:30-16:30
“Incontro con un conlanger” MASSIMO ACCIAI, saggista, creatore della ‘lingua indaco’
– 17 novembre, giovedì, ore 12:30-14:30
“Limite – confine – frontiera” EDOARDO RIPARI, Filologia classica e Italianistica, Università di Bologna
– 21 novembre, lunedì, ore 12:30-14:30
“Europa latina” DONATELLA VIGNOLA, già docente di latino e greco, Liceo “Gioia” – Piacenza, membro dell’Associazione “Europa Latina”
– 22 novembre, martedì, ore 14:30-16:30
“La letteratura in esperanto” CARLO MINNAJA, Akademio de Esperanto, Premio della Cultura (1990) della Presidenza del Consiglio
– 24 novembre, giovedì, ore 12:30-14:30
“Scritture brevi e veloci: esempi dì pasitelegrafie da Wilkins a Emojitaliano” FRANCESCA CHIUSAROLI, Linguistica generale, Università di Macerata
– 28 novembre, lunedì, ore 12:30-14:30
“Il poeta Emilio Villa e la sua passione per le lingue” BIANCA BATTILOCCHI, dottoranda, Trinity College (Dublino)
– 29 novembre, martedì, ore 14:30-16:30
“Il vizio segreto di Tolkien: una passione per le sue lingue” ROBERTO ARDUINI, giornalista, presidente Associazione Italiana Studi Tolkieniani
– 1 dicembre, giovedì, ore 12:30-14:30
“Far scrivere schizofrenici” GIAN LUCA BARBIERI, Psicologia dinamica, Università di Parma
– 5 dicembre, lunedì, ore 15:00-17:00 L’incontro si terrà in Aula Magna (Sede Centrale)
“Tradurre per un’Unione Europea multilingue” KATIA CASTELLANI, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea (Antenna della Direzione generale della Traduzione, Rete di eccellenza dell’Italiano istituzionale)
– 6 dicembre, martedì, ore 14:30-16:30
“Facciamo il punto della situazione. Quasi una conclusione” DAVIDE ASTORI


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  1. Perché i linguaggi immaginari di Tolkien hanno avuto più successo dell’Esperanto « Tutto sul mondo di J.R.R. Tolkien e dintorni – Tolkien Society of Italy

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