Come iniziare a leggere Tolkien? I primi passi

CopertinaChi si avvicina a J.R.R. Tolkien è solitamente confuso dalla vastità del suo universo immaginario e dal miglior ordine in cui leggere i suoi libri. Le opere più famose si svolgono negli ultimi anni della storia del suo Legendarium, con moltissimi accenni al passato. Dall’altro lato, le storie che compongono lo sfondo mitologico e storico sono relativamente complesse e non hanno collegamenti evidenti con le opere più famose. Inoltre, in molti casi le storie-capitoli-saggi si sovrappongono tra loro o si svolgono simultaneamente, differendo solo per l’ampiezza dei dettagli. I lettori più appassionati stupiscono per la loro conoscenza del Legendarium e di solito hanno letto più di una volta le opere. Ad esempio, si può leggere prima Il Signore degli Anelli, poi Lo Hobbit e qualche tempo dopo di nuovo Il Signore degli Anelli, alla luce del retroscena ritrovato ne Lo Hobbit. Lo stesso si può fare con Il Silmarillion. Ma qual è l’opera migliore da cui iniziare a leggere Tolkien? C’è un ordine giusto o preferibile? Non c’è una risposta unica a questa domanda perché ogni lettore è diverso e diverse sono le esigenze che lo portano ad avvicinarsi a Tolkien.
Si può iniziare col dire che un lettore completamente a digiuno delle storie di Tolkien quasi non esiste. Se si sta avvicinando allo scrittore inglese è perché un amico o un parente gliene avrà parlato bene, descrivendo qualcosa del suo mondo e delle sue storie, oppure perché avrà giocato a un videogioco, un boardgame, un gioco da tavolo o di ruolo, o ancora avrà visto almeno uno dei film delle due trilogie di Peter Jackson. Si può dare, quindi, per scontato che il lettore completamente ignaro delle opere  di Tolkien non esista. Partendo da questo dato di fatto, si può ipotizzare che le minime conoscenze più diffuse sull’autore possano scoraggiare il neofita. Tolkien ha fama di essere uno scrittore difficile, complesso, lunghissimo e a volte noioso… ma lo scrittore non è nulla di tutto questo!!!

I primi passi

copÈ lecito domandarsi da quale libro iniziare a leggere Tolkien. Se chiedete a loro, moltissimi lettori vi risponderanno che in realtà lo scrittore inglese ha scritto troppo poco sulla Terra di Mezzo!!! Quei lettori vorrebbero molte più storie perché sono affascinati dai libri letti, anche se sono tanti. È una fase ultima di un percorso che deve avere avuto un inizio. Cercando di sintetizzare al massimo le esperienze di lettura, si può dire che il miglior modo di entrare nella Terra di Mezzo è iniziare dalle sue opere più famose. Le principali opere di Tolkien, infatti, sono probabilmente le più belle, le più complete e quelle meglio conosciute. Il libro più comprato e letto in Italia è ovviamente Il Signore degli Anelli, cui segue Lo Hobbit e poi Il Silmarillion. È lecito pensare che la maggioranza dei lettori abbia letto le opere di Tolkien in questo ordine. Quindi, restringendo il campo di lettura a queste tre opere, si può affermare che l’ordine appena elencato sia il più “naturale” e forse il più diffuso. Ma ognuna delle tre può rappresentare l’inizio del viaggio nella Terra di Mezzo e per ognuna di esse ci sono ottime ragioni.

Iniziare da Lo Hobbit

The Hobbit 1937Se si decide di iniziare con Lo Hobbit si hanno numerosi vantaggi. Il libro nasce come “fiaba della buonanotte” per i figli dello scrittore. È il libro che Tolkien ha scritto per primo ed è considerato una fiaba letteraria al pari di Alice nel Paese delle Meraviglie o Il vento tra i salici, ma esattamente come queste opere, ha numerosi livelli di lettura, una profondità che già C.S. Lewis – amico di Tolkien e autore delle Cronache di Narnia -, mise in evidenza: «Bisogna capire che questo è un libro per bambini solo nel senso che la prima delle numerose letture deve essere intrapresa nella scuola materna. […] risulterà divertente ai lettori più piccoli e, solo anni dopo, alla decima o dodicesima lettura, essi cominceranno a capire quale abile maestria e profonda riflessione ne abbiano fatto un qualcosa di così compiuto» (Times Literary Supplement, 2 ottobre 1937). Ciononostante, tono e stile de Lo Hobbit sono leggeri e fiabeschi e sono la giusta introduzione al mondo di Tolkien perché può essere letto senza avere molti retroscena e dettagli storici in mente. Seguendo le vicende di Bilbo Baggins si inizia a esplorare la Terra di Mezzo, conoscendo insieme al protagonista i diversi popoli e le tante regioni che lo compongono. In realtà, la trama e lo stile crescono lentamente e, quindi, negli ultimi capitoli il lettore si trova dentro una saga epica a tutti gli effetti. Avendo concluso Lo Hobbit, si può così affrontare la lettura de Il Signore degli Anelli che è un romanzo compiuto e che parte dallo stesso tono del precedente per divenire subito una saga. Infine, si può passare alla mitologia della Terra di Mezzo con Il Silmarillion, che ha uno stile aulico fin dall’inizio. L’unica controindicazione per iniziare da questo libro è solo il rischio di apparire troppo “leggero” al lettore che si avvicini al testo magari avendo visto la trilogia cinematografica del Signore degli Anelli di Jackson, ma sarà perfetto per capire le numerose libertà che il regista neozelandese si è preso nella seconda trilogia, basata proprio su Lo Hobbit.

Iniziare da Il Signore degli Anelli

Lord of the Rings 1954-55Iniziare da Il Signore degli Anelli è la cosa più naturale, come già scritto, perché si tratta del capolavoro di Tolkien che gli ha dato fama in tutto il mondo. Potrebbe essere uno splendido libro per entrare nella Terra di Mezzo, che può far apprezzare la profondità e la bellezza del suo universo immaginario. La vera genialità dello scrittore è che, sebbene Elfi, Nani e re degli Uomini siano personaggi importanti, la storia è incentrata sulla gente letteralmente piccola, gli hobbit. Sono persone semplici e normali a cui piace un buon pasto e starsene a casa tra i loro amici. Non sono fatti per l’avventura. Insomma, gli hobbit siamo noi. Questa saga non riguarda l’elevato e il potente, ma tratta delle persone normali che decidono di fare la cosa giusta ed essere coraggiosi quando l’avventura e i tempi bui li travolgono. I nostri eroi hobbit non ottengono poteri speciali o scoprono di essere eletti, o diventano re; loro continuano ad andare avanti perché si preoccupano della loro casa e delle persone che amano. Il romanzo di Tolkien ha molte altre qualità: è anche una storia sul trauma, sul non commettere errori, non riguarda solo la speranza, sull’importanza della scelta, e della scelta di sperare di fronte a una terribile oscurità. Anche la persona più piccola può fare la differenza, semplicemente rimanendo coraggiosa e vera. Ci sono però alcune controindicazioni per iniziare da questo libro: è il “seguito” naturale de Lo Hobbit e ne completa la storia (quella di Bilbo, almeno); il romanzo ha molte allusioni al mondo più grande e alla storia antica di Arda. Inoltre, la mole del volume (circa 1300 pagine) potrebbe scoraggiare i più giovani. C’è, infine, chi ha trovato difficile superare il Prologo e i primi capitoli, ritenuti “troppo lenti” (quantomeno nella traduzione della Alliata).

Iniziare da Il Silmarillion

Silmarillion 1977Sono molti gli appassionati che sostengono che bisogna leggere Il Silmarillion, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli in quest’ordine, perché è l’ordine effettivo in cui si svolgono gli eventi. Pubblicato dopo la morte di Tolkien, fornisce la cosmogonia e le storie dei Tempi Antichi di Arda. Iniziare a leggere le sue dal Il Silmarillion può fornire al lettore moltissime informazioni sul suo mondo immaginario. Il Silmarillion è il fertile alveo dal quale si dipartono – ed in virtù del quale possono essere meglio comprese – tutte le altre opere dello scrittore inglese. È un’opera che riveste, nel quadro della sua produzione letteraria, un ruolo di primo piano, non solo in senso cronologico, ma anche sul piano tematico e formale. Il Silmarillion si avvale di uno stile elevato ed aulico, che ricorda, nei suoi cataloghi genealogici, le cronache antiche e medievali. L’inclusione di brani poetici e un sapiente gioco metaletterario impreziosiscono l’opera ed offre un’interessante variazione al ritmo della lettura e del racconto. La controindicazione per iniziare da quest’opera può essere quella che si tratta di un testo meraviglioso, ma non facile e a tratti quasi troppo asciutto. Come già accennato, inoltre, le storie che compongono lo sfondo mitologico e storico sono relativamente complesse e non hanno collegamenti evidenti con i libri più famosi. Il Silmarillion piace di più dalle successive riletture, quando si ha un po’ chiaro il quadro e si notano più i dettagli. Infine, lo scrittore ne Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli gioca molto sul fatto di citare eventi, luoghi personaggi delle ere più antiche e sconosciute per dare al lettore un senso di profondità, il gusto misterioso di epoche remote e scomparse.

Per concludere, qualsiasi sia l’ordine con cui si inizia… buona lettura!

 

 

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Il Signore degli Anelli, quale edizione leggere?
– Leggi l’articolo Quale edizione comprare dello Hobbit?

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