Roma, fino a febbraio una mostra su Tolkien

Roma Galleria Nazionale d'Arte ModernaA cinquant’anni dalla scomparsa e dalla prima edizione italiana de Lo Hobbit, il 16 novembre arriva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato una nuova mitologia per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta. L’esposizione “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” racconta il percorso umano e professionale dello scrittore inglese. Rispetto alle grandi retrospettive allestite a Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022), che hanno esaltato particolari aspetti delle opere letterarie, quella di Roma pone al centro l’uomo, collezionando curiosità sulla vita dell’autore e analizzando poi l’influenza che il suo lavoro ha avuto sul mondo dell’arte, della musica e dei fumetti.

Tre mesi di esposizione

Locandina Mostra Roma L’immersione nell’universo da lui creato si realizza mediante un articolato percorso: nel dettaglio, molti manoscritti autografi (tra cui le prove di stampa del Ritorno del Re inglese e il suo frontespizio con una citazione in elfico), lettere (una 50ina tra libri e lettere di Tolkien, di cui tre lettere inedite), memorabilia (il baule originale e un libro di preghiera di Mabel Tolkien, le ricevute degli assegni di padre Morgan ai due fratelli Tolkien, tutti documenti dall’oratorio di Birmingham), fotografie (tra cui quelle inedite di Simone d’Ardenne) e opere d’arte (moltissimi acquerelli originali di Piero Crida e oltre 100 altri artisti) ispirati alle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. In totale, su oltre 600 mq saranno esposte oltre 150 opere tra foto, manoscritti autografi, lettere, filmati e ricostruzioni virtuali e opere d’arte a lui ispirate. In mostra inoltre anche alcune prime edizioni dei libri di Tolkien e in più fumetti, serie animate e giochi dedicati allo scrittore inglese. Sarà anche allestita la proiezione, in loop, della versione integrale della trilogia de Il Signore degli Anelli girata da Peter Jackson e del film d’animazione di Ralph Bakshi. Ideata e promossa dal Ministero della cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, la mostra è curata da Alessandro Nicosia Oronzo Cilli, membro della Tolkien Society britannica e presidente dei Collezionisti Tolkeniani Italiani. La mostra si svolgerà dal 16 novembre 2023 all’11 febbraio 2024. Gli orari di apertura della mostra: dal martedì a domenica, ore 9.00 – 19.00. Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura. Nel corso del 2024, Tolkien. UomoProfessoreAutore farà poi tappa anche in altre città italiane. Dal 15 marzo al 30 giugno la mostra arriverà, infatti, al Palazzo Reale di Napoli, che, per l’occasione, aprirà nuovi spazi espositivi da poco rinnovati, le Sale Belvedere.

Critiche e polemiche

Giorgia Meloni legge TolkienPer alcuni potrebbe essere una sorpresa, non è una novità per gli studiosi di Tolkien e soprattutto per i lettori italiani. La mostra, fortemente voluta e promossa dal governo di destra italiano, ha rinfocolato le polemiche che dagli anni ’70 tornano periodicamente e che sembrano essere belle e sepolte già 20 anni fa e ora il primo ministro Meloni è solo un altro nome in una lista molto lunga. La grande novità di questa volta è che le critiche sono partite addirittura dalla stampa britannica e la lista è cospicua: How did The Lord of the Rings become a secret weapon in Italy’s culture wars? [Guardian]; Inside Giorgia Meloni’s Hobbit fantasy world [Politico]; Why a Lord of the Rings exhibition matters to Italy’s far-right PM Giorgia Meloni [euronews.culture]; Is a Tolkein Exhibition in Rome Part of Italian Prime Minister Giorgia Meloni’s Far-Right Agenda? [artnet]; Meloni e Tolkien, la stampa inglese all’attacco [Repubblica]. Due dei più importanti quotidiani britannici, il Times e il Guardian, con accenti diversi, dedicano la loro attenzione alla passione della Meloni per Tolkien. Per il Times la premier italiana «vuole controllare la cultura» e il Guardian ci va ancora più pesante e si chiede: «Cosa sta cercando di ottenere questo governo imprimendo il proprio marchio in modo così aggressivo su una delle saghe fantasy più amate al mondo?». Ministro SangiulianoÈ un dato di fatto che il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha annunciato la mostra all’ala giovanile del partito della Meloni a luglio come «un regalo». Per Hannah Roberts su Politico, il governo Meloni vuole tracciare «un cambiamento di direzione nelle istituzioni culturali italiane, ma una delle loro mosse più insolite è una grande mostra che celebra Tolkien». «Mercoledì, presentando la mostra, Sangiuliano ha affermato che la mostra “non è stata casuale ma deliberata e desiderata”». La mostra costerà 250.000 euro, ma «il Ministero spera di recuperare i fondi dalla vendita dei biglietti». Jo Lawson-Tancred su Artnet ricorda che quando ha annunciato la mostra, il ministro italiano della Cultura Gennaro Sangiuliano ha detto di Tolkien: «Era un cattolico convinto che esaltava il valore della tradizione e della comunità a cui si appartiene. Un vero conservatore, si potrebbe dire». Sempre il Times ricorda che il sottosegretario italiano alla Cultura Vittorio Sgarbi ha detto che Sangiuliano ha preparato la mostra come «un favore al premier» e ha ricordato che «da quando i Fratelli d’Italia sono saliti al potere lo scorso autunno, hanno esercitato la loro influenza sul settore artistico e culturale italiano». Presentazione mostraIl Guardian fa un’analisi approfondita di questa manovra: «L’attuale amministrazione sembra insolitamente ossessionata dall’affermare il controllo sull’immaginazione pubblica. Una delle prime cose che Meloni ha fatto quando è salito al potere è stato nomina Giampaolo Rossi, giornalista noto per aver difeso Vladimir Putin, direttore generale del servizio pubblico Rai. Il mandato dell’organizzazione viene ora riscritto per includere l’obbligo di promuovere “la ricchezza della nascita e della genitorialità”. Successivamente, ha nominato Alessandro Giuli, critico conservatore ed euroscettico schietto, presidente del più importante museo d’arte contemporanea di Roma, il Maxxi. La settimana scorsa, il governo ha nominato Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale pubblico ed ex membro del comitato centrale dell’organizzazione giovanile postfascista Fronte della Gioventù, come prossimo presidente della Biennale di Venezia. In vista della decisione, Buttafuoco ha dichiarato “In questa stagione le recinzioni verranno abbassate. Poster mostra RomaUna casa sarà data a coloro che non ne hanno avuta una fino ad ora”… Durante l’estate, con una mossa uscita proprio dal programma di Viktor Orbán, il governo italiano ha compiuto il passo drammatico di attribuirsi il potere diretto a nomina il gestione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, una delle più importanti scuole di cinema italiane. Il deputato Igor Iezzi ha motivato la decisione sulla base della necessità di “modernizzare” l’istituzione, aggiungendo che la sinistra deve fare uno sforzo per “togliere gli artigli dalla cultura”. È interessante notare che il governo sembra non avere tali scrupoli di fronte al numero apparentemente crescente di editori di estrema destra che stanno ristampando libri di autori fascisti come Giovanni Gentile e Julius Evola per una nuova generazione di lettori (molti di questi editori, tra l’altro, utilizzano Il Signore degli Anelli per attirare nuovo pubblico)».

ARTICOLI PRECEDENTI

– Leggi l’articolo Il ministro Sangiuliano: «La mostra su Tolkien è un regalo»

LINK ESTERNI
– Vai al sito web della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

 

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