Pescara, visita alla mostra su Angelo Montanini

L’immaginario fantasy tolkieniano è stato plasmato da una lunga tradizione di illustrazioni, pubblicazioni, riviste, libri, prima che questo mondo approdasse al cinema e subito dopo invadesse internet. A Pescara in questi giorni è possibile fare quasi un’immersione visiva nella geologia stratigrafica di questo immaginario. Prima di Jackson, prima che videogiochi e serie TV di Amazon rivoluzionassero la tipica immagine di alcuni dei protagonisti delle nostre storie immaginarie preferite, a farla da padroni erano appunto i calendari Rusconi, i giochi di ruolo della Stratelibri e le riviste per appassionati della ICE. E tutti questi avevano un autore di riferimento, Angelo Montanini. A lui è dedicata “Oltre le Terre di Mezzo: visioni tolkieniane di Angelo Montanini”, che si svolge durante Cartoons on the Bay, il Festival Internazionale di Animazione e Transmedialità dal 27 al 30 maggio, curata da Lucca Comics & Games, storica collaboratrice RAI, che è Main Media Partner dal 2020 della manifestazione. È tra l’altro l’inizio dei festeggiamenti del 60° anno del community event lucchese.

Un precursore di Peter Jackson

Mostra MontaniniLucca Comics & Games ha deciso di dedicare una mostra personale all’art director Angelo Montanini, eccezionale creatore di immagini evocative di giochi di avventura, ma anche artista e storyteller apprezzato prima da Gio5vanni Ingellis (direttore della storica casa editrice di giochi Stratelibri) e poi da Pete Fenlon (direttore della Iron Crown Enterprises). «Montanini ha dato forma, con le sue immagini iconiche, Mostra Montaninial ricco mondo creato da Tolkien ben prima che tutti pensassero alla Terra di Mezzo e all’universo di Tolkien con le immagini della trilogia colossal Il Signore degli Anelli di Peter Jackson», ha spiegato Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics & Games. Grande professionista, Montanini «ha illustrato quasi settanta carte per il gioco di carte collezionabili della Terra di Mezzo infondendo in ognuna una grande espressività, emozione e personalità», ha scritto Fenlon, che ricorda: «Che doni ha lasciato ai nostri giocatori e alla grande comunità della Terra di Mezzo!».

La mostra dedicata a Montanini

Mostra MontaniniGli appassionati di Tolkien conoscono l’artista milanese da sempre. E nel sul viaggio personale nella Terra di Mezzo ci sono moltissime avventure: Montanini ha fatto la storia dell’illustrazione fantastica in Italia, avendo annoverato collaborazioni con case editrici come Rusconi, Mondadori, Longanesi, Editrice Nord e Società Tolkieniana Italiana (per cui ha realizzato diversi calendari), mentre per quanto riguarda l’estero è universalmente noto per la pubblicazione del gioco di carte del Signore degli Anelli edito dalla I.C.E. nel 1995-96, per il quale ha realizzato tantissime tavole (il suo Unico Anello è stata la carta più famosa dell’intero gioco). Dal 1996 al 1999 ha svolto anche l’attività di coordinamento artistico per la casa editrice Stratelibri di Milano, collaborando alla realizzazione di vari moduli di gioco, con illustrazioni sia di copertina che interne del Manuale di gioco di ruolo per Il Signore degli Anelli (Girsa), ma anche per Stormbringer, Fantasy Warriors e altri). L’ultima in ordine di tempo è la sua partecipazione al progetto calendario Lords for the Ring dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani per le edizioni 2017 e 2018, in cui due illustrazioni sono un tribute a Frank Frazetta e un omaggio a Caravaggio e al suo quadro La vocazione di San Matteo.
Proprio dal progetto del gioco di carte del Signore degli Anelli della ICE sono tratti gran parte degli originali in mostra, che si concentrano su nani, hobbit e altri popoli e personaggi della Terra di Mezzo. Ed è guardandoli che si capisce quanto l’immaginario collettivo di quegli anni sia debitore ad Angelo Montanini e ad Angus McBride, che con giochi di ruolo e carte collezionabili della ICE contendevano il campo ai calendari della Tolkien Estate dominati dal trio Ted Nasmith, John Howe ed Alan Lee. A distanza di anni è chiaro come alcuni soggetti illustrati da Montanini siano ormai iconici, soprattutto in relazione a Guerrieri del nord, Nani e soprattutto Orchi.

Gli Uomini del nord

mostra MontaniniDipinti come “I Cavalieri di Rohan”, “Men of Anfalas”, “Beornings”, “Men of Northern” ed “Eowyn” delineano in pochi tratti le differenze tra le varie culture degli uomini. Montanini si rifà a un immaginario medievale che si concentra su frammenti di una vita quotidiana dura e selvaggia, dove guerra e vita si intrecciano e sono sempre insieme in un mondo minacciato costantemente dall’Ombra.

I Nani

Uno sguardo particolare è dedicato ai Nani della Compagnia di Thorin Scudodiquercia, protagonisti dello Hobbit. Sfila così una galleria di personaggi che oggi sono molto più vicini ai Nani di Biancaneve in versione seria che ai Nani mostrati nella trilogia cinematografica di Peter Jackson. È un immaginario che oggi può apparire datato, ma che in realtà è stato dominante per trent’anni dal 1970 al 2000. Era un viaggio fatto soprattutto sulla carta, visto che non solo ancora internet e il digitale non erano diffusi, ma anche al cinema erano pochissimi i film fantasy e ancora meno quelli che lasciavano il segno. mostra MontaniniRispetto ai successivi, i Nani di Montanini hanno il pregio di seguire fedelmente il testo di Tolkien, portando una serie di particolari che poi saranno ricordati negli anni a venire. Il volto accigliato di Thorin, lo sguardo sospetto di Nori, che porta anche il cappuccio viola come descritto da Tolkien (nella descrizione fatta dei film di Jackson si riporta che «nessuno sa bene, invece, di cosa si occupi Nori nella maggior parte del suo tempo. Quello che è certo è che si tratta di qualcosa di sospetto e, molto probabilmente, di illegale»). Come nel testo dell’autore inglese, Ori porta il cappuccio grigio e Dwalin quello verde scuro.

Gli Orchi

Mostra MontaniniMa è soprattutto con gli Orchi, gli Orchetti e i Goblin che Montanini lascia il segno. Seguendo una via tracciata da Tim Kirk già negli anni Settanta (si pensi a quadri come “Two Orcs”, “Deceiving the Orcs” o “The Road to Minas Tirith”), gli Orchi di Montanini divengono estremamente realistici, a partire dall’illustrazione “Blazon of the eye”, lo stendardo che rappresenta l’Occhio per gli Orchi di Mordor. In quadri come “Merry e Pipino catturati dagli Orchetti”, “Olog-hai” e “Lieutenant of Dol Guldur” l’artista delinea caratteristiche iconografiche che ancora oggi vengono rappresentate nelle diverse tribù della Terra di Mezzo. Qui, alcune illustrazioni acquistano una dimensione talmente iconica, come “Merry e Pipino catturati dagli Orchetti” dipinto ispirato a una fotografia che mostra ’esercito tedesco che invade l’Unione Sovietica con soldato che guarda in camera: Monstra Montaninil’illustrazione ha un Orchetto con una lancia al posto del soldato con la baionetta. A distanza di trent’anni, l’immagine è stata richiamate dallo stesso Montanini nel calendario AIST del 2016 in “The Hunting”, in cui un Orchetto in primo piano si guarda indietro perché scorge Aragorn e gli altri, ma l’effetto finale è anche quello di guardare in faccia lo spettatore… Insomma, quante copertine, locandine e manifesti in questi trent’anni hanno ospitato gli Orchi di Montanini!

Conclusione

Mostra MontaniniLa rassegna è arricchita da alcuni rarissimi bozzetti – come quelli su “Gandalf” – e immagini preparatorie per le copertine di riviste, manuali e companion come Fantasy Warrior, che testimoniano come l’arte di Montanini sia molto più ampia della dimensione fantasy, come del resto dimostrano le sue docenze, tenute per anni, di anatomia dell’immagine figurativa presso lo IED Moda Lab di Milano e d’illustrazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Como.
Questa mostra è il giusto riconoscimento di una carriera lunga e costellata di pubblicazioni e dipinti, in cui delle semplici illustrazioni per delle carte collezionabili sono divenute il simbolo di un’epoca in cui l’immagine accendeva la fantasia dei lettori e ogni sera faceva viaggiare gli appassionati insieme ai membri della Compagnia dell’Anello.
Ricordando anche lo splendido allestimento curato da Luca Bitonte, la mostra all’Aurum è aperta al pubblico ed è ad accesso gratuito con un catalogo in tiratura limitata realizzato esclusivamente da Lucca Comics & Games per Cartoons on the Bay 2026.

 

Roberto Arduini

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.