Per i Saggi AIST di giugno 2026 ritorniamo con piacere a presentare un lavoro di Tom Shippey, che ci ha consentito di tradurre il suo saggio “Tolkien, scrittore postbellico”. Il saggio proviene ancora una volta da Mythlore, la rivista della Mythopoeic Society statunitense, dove è stato pubblicato nel Volume 21, 2 #16, Winter 1996 come Tolkien as a Post-War Writer (link alla versione originale nell’allegato).
Lo studioso
Tom Shippey è considerato pressoché universalmente il massimo esperto vivente di Tolkien, affiancato di solito in questa definizione da Verlyn Flieger. Non è certo una novità, lo sappiamo, e chi segue regolarmente questo sito ce lo avrà “sentito scrivere” decine di volte, ma repetita juvant e c’è sempre qualcuno che legge per la prima volta. Fra le opere di saggistica di Shippey citiamo La Via per la Terra di Mezzo (Marietti 1820, 2005, curato da un team che comprendeva molti amici e odierni soci dell’AIST) e J.R.R. Tolkien: autore del Secolo (Simonelli Editore, 2004, purtroppo da anni fuori catalogo). A tali imprescindibili volumi si affianca una produzione sterminata di saggi brevi, articoli, pubblicazioni non correlate a Tolkien e persino un ciclo fantastico di “storia alternativa” scritto a quattro mani (sotto pseudonimo) con lo scrittore di fantascienza inglese Harry Harrison. Tom è anche un buon amico dell’AIST, che in collaborazione con l’Istituto Filosofico Studi Tomistici di Modena e con l’Università di Trento lo ha condotto in Italia per ben quattro volte tra il 2010 e il 2022. Nella foto a destra potete vedere Tom presentare una conferenza esclusiva per i soci AIST presso la nostra sede alla Tana del Drago di Dozza (BO), mentre molti soci, tra cui chi scrive, ricordano ancora dopo anni con calore una finale di Champions vista insieme nel bar di un albergo di Modena tra tifo e pinte di birra.
Il Saggio
Il saggio di Shippey, come dichiarato dall’autore stesso, si propone di prendere in considerazione l’opera di Tolkien, ma specialmente Il Signore degli Anelli, inquadrandone l’autore «in un contesto sia contemporaneo sia storico» con riferimento a quando la sua opera fu pubblicata, ossia il biennio 1954-55. Shippey individua quattro autori britannici fondamentali con i quali Tolkien ha a suo parere forti punti di contatto – George Orwell, William Golding, Terence Hanbury White e C.S. Lewis – analizzandone similarità e differenze sul piano dell’esperienza di vita, della visione del bene e del male da questa formata e della loro complessa convivenza, o forse sarebbe meglio dire “non convivenza”, con l’establishment culturale britannico della loro epoca. Nonostante risalga al 1996, ben 30 anni or sono, il saggio non ha perso una briciola della sua importanza e incisività.
Buona lettura!
Scarica il saggio di Tom Shippey
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