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Shadow of the Past frenato dalla fusione Paramount-Warner

Paramount Warner BrosIl film Shadow of the Past di Stephen Colbert in pausa dopo la fusione Paramount-Warner. Secondo Knight Edge Media – che ha riportato la notizia in esclusiva – la nuova dirigenza avrebbe congelato il film in attesa dell’esito di The Hunt for Gollum. Sempre secondo quanto riportato dal sito, Warner Bros. ha poi voluto precisare che il progetto è ancora in sviluppo. Ma sullo sfondo ci sono molti elementi che fanno emergere sospetti di un intreccio con la politica. Per la Terra di Mezzo al cinema, quindi, il momento è delicato. Il problema principale è l’instabilità aziendale, perché pochi franchise sono esposti a questo rischio quanto uno basato su film così costosi. Quando Warner Bros. annunciò nel 2023 una nuova serie di film de Il Signore degli Anelli, con il team Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens – il trio di visionari che ha portato al cinema le due trilogie milionarie –, la domanda degli addetti ai lavori era se lo studio sarebbe stato abbastanza stabile per realizzarli. Quel timore sembra ora trovare conferma: secondo quanto riportato, il secondo film in programma sarebbe stato sospeso per un anno, pochi giorni dopo che Warner Bros. ha cessato di operare come società indipendente.

Che cosa è stato riportato e che cosa no

Stephen ColbertCome sempre, nell’oceano di notizie, rumors, opinioni e fake news, è meglio fare molta attenzione e separare ciò che è vero da ciò che è solo plausibile o, peggio, del tutto falso. Quindi facciamo chiarezza: il progetto è Il Signore degli Anelli: L’ombra del Passato (The Lord of the Rings: Shadow of the Past), il film che Stephen Colbert aveva annunciato di star scrivendo il 25 marzo, data che gli appassionati conoscono come il Tolkien Reading Day, l’anniversario della caduta di Sauron. Come scritto, la notizia della pausa porta la firma di Knight Edge Media, che parla di una sua esclusiva. Secondo il sito, la neonata Skydance avrebbe messo in «pausa» il film dopo il completamento dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, un accordo da circa 110 miliardi di dollari. L’operazione ha formalmente cancellato uno degli studios indipendenti più antichi di Hollywood. La notizia è stata rilanciata da diversi siti e dal podcast Mellon Heads, che ha scritto che il film non è «del tutto cancellato», ma che la situazione «non sembra promettente». Lo stesso Knight Edge Media ha poi aggiornato il pezzo: Warner Bros. avrebbe contattato la testata per ribadire che il film non è «canceled» ed è ancora in sviluppo. Anche World of Reel scrive di essere stato contattato dallo studio ricevendone lo stesso messaggio, cioè che il progetto non è stato scartato. Ad oggi, tuttavia, non risulta alcuna dichiarazione ufficiale e nominativa di Warner Bros. o di Skydance: la posizione dello studio è nota solo attraverso questi resoconti. Colbert podcast Mellon HeadsNon ho trovato conferme o approfondimenti dei principali giornali di settore americani. Rob Keyes di ScreenRant, ha definito la notizia come «confirmed not accurate», il che indica che è stato effettuato un controllo dei fatti direttamente con i soggetti coinvolti senza trovare riscontri… Il quadro, dunque, è questo: nessuna cancellazione, ma un progetto che ha incontrato importanti ostacoli nello sviluppo. Colbert potrebbe ancora lavorare alle bozze della sceneggiatura, ma non si prevede che le riprese comincino a breve. Si vociferava che sarebbero iniziate poco dopo la fine di The Hunt for Gollum in Nuova Zelanda, il che avrebbe permesso di partire entro pochi mesi, forse anche entro la fine del 2026. Questa tempistica, secondo la notizia, è ora saltata. Il film è in pausa per un anno e non ha una data di uscita.

Perché la pausa, secondo il rapporto

Sempre secondo Knight Edge Media, la nuova dirigenza vuole vedere come andrà The Hunt for Gollum prima di impegnarsi in altri progetti sulla Terra di Mezzo, e non considererebbe più il franchise redditizio come un tempo. Non è una cosa irragionevole: l’ondivago e criticato The Rings of Power ha appannato l’apprezzamento del pubblico generalista, frustrando al massimo gli appassionati lettori di J.R.R. Tolkien e anche La guerra dei Rohirrim ha avuto un modesto risultato al botteghino, senza dimenticare che l’ultimo film dal vivo tratto dalle opere di Tolkien è uscito nel 2014. Sul film d’animazione c’è però una lettura diversa. Pur splendidamente animato, non ha convinto la critica (49% di recensioni positive), ma ha ottenuto l’81% tra gli spettatori occasionali ed è andato bene sul mercato dell’Estremo Oriente. Il flop potrebbe essere attribuito altrettanto facilmente alla totale mancanza di marketing e al fatto che molti fan credevano sarebbe uscito direttamente in streaming, vista la velocità della produzione nel toglierlo dalle sale. Knight Edge Media suggerisce inoltre che i nuovi vertici potrebbero valutare di andare oltre il team creativo di Jackson, cercando nuove voci per affrontare l’universo di Tolkien, cosa che come minimo sarebbe un suicidio mediatico presso gli appassionati di Tolkien, che vogliono fortemente un ritorno di Jackson e dei suoi collaboratori. Bisogna dire, comunque, che il congelamento di un secondo film finché il primo non si dimostra all’altezza è una prassi standard nella gestione del portfolio, e fermare i progetti ereditati è praticamente una tradizione consolidata dopo una fusione. I fan Marvel hanno visto la Disney fare qualcosa di simile con i film della Fox nel 2019: la maggior parte di quei film non è mai stata ripresa.

Il cambio ai vertici e la fusione

La tempistica coincide con una profonda riorganizzazione. Michael De Luca e Pamela Abdy, che nel 2023 avevano facilitato la produzione da parte di Warner Bros. di futuri film del Signore degli Anelli con Jackson, sono stati fatti fuori e non fanno più parte dell’azienda. Il 30 settembre il giudice distrettuale statunitense Araceli Martínez-Olguín ha approvato un accordo che risolve una causa antitrust intentata da 12 procuratori generali statali, rimuovendo l’ultimo ostacolo principale all’operazione. Paramount aveva fissato la chiusura al 6 ottobre; secondo le indiscrezioni la fusione è già completata o quasi. L’intesa ha affrontato le preoccupazioni sulla concorrenza nella distribuzione cinematografica e nella tv via cavo. La società risultante ha accettato di: aumentare la spesa per la produzione cinematografica negli Stati Uniti; rispettare gli impegni minimi annuali di uscite in sala; preservare una finestra di distribuzione di 45 giorni per le uscite su larga scala; garantire l’indipendenza editoriale di CNN e CBS News.

Il nodo politico

Comicon di San Diego- StephenAlcune testate vedono sullo sfondo anche una questione politica. Colbert è noto non solo come comico e conduttore, ma anche come uno dei critici più accesi di Donald Trump, che ha regolarmente satirizzato nel suo The Late Show. La CBS, altra sussidiaria di Skydance, ha chiuso lo show all’inizio dell’anno. Secondo NPR, la cancellazione è arrivata pochi giorni dopo che Colbert aveva criticato Paramount, la casa madre di CBS, per i 16 milioni di dollari pagati per chiudere la causa intentata da Trump. CBS ha sempre sostenuto che si è trattato di una «purely financial decision», non legata ai contenuti del programma, come riportato dal New York Post. Secondo una ricostruzione tedesca, i commenti di Colbert sull’amministrazione Trump sarebbero stati all’origine della decisione. Un’altra fonte attribuisce a David Ellison un ruolo chiave nella chiusura, anche se lo stesso Trump si è detto soddisfatto dell’allontanamento di Colbert. Ora, con la fusione completata, Ellison è alla guida del nuovo conglomerato e Colbert, pur lavorando al film per Warner Bros., si ritrova di nuovo alla mercé dell’amministratore delegato. La famiglia Ellison è considerata vicina alla fazione politica di Trump: il padre, Larry Ellison, ha sostenuto la rielezione di Trump nel 2024 con una donazione di 45 milioni di dollari. Questo non dimostra che il film sia stato fermato per motivi politici, ma, data la storia, il sospetto è legittimo e simili ragioni appaiono molto più plausibili rispetto a un normale cambio di studio. Va ribadito che nessuna dichiarazione ufficiale lo conferma.

Cosa racconterebbe il film

Darrylgorn ColbertPochi vip amano la Terra di Mezzo con la stessa intensità di Colbert. Ha fatto un cameo come spia di Pontelagolungo ne Lo Hobbit – La desolazione di Smaug e nel 2019 ha diretto il cortometraggio Darrylgorn, con Jackson e le star Ian McKellen, Viggo Mortensen ed Elijah Wood. La sua conoscenza di Tolkien è ineccepibile e l’ha dimostrata ovunque, dal suo show al tour promozionale di The Rings of Power: non si tratta di una scelta dettata dalla vanità. Jackson, secondo Variety, avrebbe detto di non aver «never met anyone who knows more about Tolkien». Nel video di annuncio del 25 marzo, girato con Jackson mentre The Late Show era ancora in onda, Colbert ha spiegato di essere tornato più volte su quei capitoli. Parlando al regista, ha citato «the six chapters early on in the Fellowship» che i film non hanno sviluppato. Ha anche scherzato sulla lunga attesa: servirono anni per «scrape my courage into a pile» (“raccogliere il mio coraggio”) e telefonare a Jackson. E ha detto: «I could not be happier to say that they loved it» (“non potrei essere più felice di dire che l’hanno adorato”), riferendosi a Warner Bros. La sceneggiatura è firmata da Colbert, da suo figlio Peter McGee – che è già un affermato sceneggiatore – e da Philippa Boyens, già sceneggiatrice del franchise; Jackson e Fran Walsh producono. Il film è concepito come un racconto in flashback, ambientato circa 14 anni dopo gli eventi de Il Ritorno del Re. Seguirebbe Sam, Merry e Pippin mentre ripercorrono le prime tappe del loro viaggio, e la figlia di Sam, Elanor, scoprirebbe un segreto che ha quasi compromesso la loro vita. Invece di inventare personaggi o colmare lacune, la storia si baserebbe sui capitoli dal 3 all’8 de La Compagnia dell’Anello che Jackson non adattò: la Vecchia Foresta, le Colline dei Tumuli e Tom Bombadil, materiale che i fan desiderano vedere sullo schermo da venticinque anni. Sarebbe la prima volta che questi luoghi e personaggi appaiono in una grande produzione dal vivo. Non è il film che molti fan si aspettavano, ma sarebbe comunque un piacere avere nuovi contenuti cinematografici dopo La Caccia a Gollum. Secondo molti, è probabilmente la proposta più interessante tra quelle in cantiere.

Il film di Serkis procede

The Hunt for Gollum, diretto da Andy Serkis, procede invece a gonfie vele ed è una scommessa davvero azzardata. È in fase di riprese a Wellington fino a fine ottobre, con Ian McKellen, Elijah Wood, Jamie Dornan e Anya Taylor-Joy nel cast (con Aragorn tra i personaggi) e non uscirà prima del 17 dicembre 2027. Nulla può ormai fermare la produzione. Per Shadow of the Past, dunque, il futuro resta sospeso: non cancellato, ma più incerto, in attesa di capire se l’interesse del pubblico per la Terra di Mezzo al cinema sarà sufficiente.

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LINK ESTERNI:
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– Vai al sito web della Independent Online Cinema

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