Saggi AIST: Tom Emanuel, la teologia tolkieniana oltre il dominio dell’autore

Copertina Saggi AISTConclusa la pausa estiva, riprendiamo i Saggi AIST presentando un contributo di Tom Emanuel dedicato a un problema critico che – a partire almeno dal fondamentale saggio di Verlyn Flieger “The Arch and the Keystone” – figura tra gli studi tolkieniani più discussi e metodologicamente delicati: il rapporto tra la fede religiosa di J.R.R. Tolkien, la sua intenzione autoriale e la libertà interpretativa del lettore. Pubblicato originariamente su Mythlore (vol. 42, n. 1, Fall/Winter 2023, pp. 29-53) con il titolo “‘It Is ‘About’ Nothing But Itself’: Tolkienian Theology Beyond the Domination of the Author”, il saggio mette in discussione la tendenza di una parte della critica cristiana a ricondurre la pluralità del Legendarium a un significato teologico univoco, garantito in ultima istanza dalla fede cattolica del suo autore. Emanuel non intende negare né ridimensionare l’importanza del Cattolicesimo nella vita e nell’opera di Tolkien né escludere la possibilità di un’interpretazione cristiana del Legendarium; il suo obiettivo, piuttosto, è quello di interrogare criticamente il passaggio attraverso il quale un’interpretazione cristiana viene elevata a interpretazione normativa, trasformando Tolkien stesso in un’autorità chiamata a stabilire in modo univoco, definitivo e sempre coerente che cosa le sue opere significhino. Ne deriva una riflessione che, a partire dagli studi tolkieniani, investe questioni più generali di teoria letteraria: l’intenzione dell’autore, l’autonomia dell’opera, il rapporto tra testo e lettore e la possibilità di una pluralità di interpretazioni.

L’autore

Tom Emanuel è teologo, studioso di Tolkien e ministro ordinato della United Church of Christ, denominazione protestante statunitense di orientamento progressista. Dopo una formazione nelle scienze politiche presso la University of South Dakota, ha conseguito il Master of Divinity presso la Pacific School of Religion di Berkeley e, nel 2026, il PhD in English Literature presso la University of Glasgow. La sua ricerca si colloca all’intersezione tra Tolkien studies, teologia, studi sul fandom, sociologia della religione e letteratura fantastica. La sua tesi di dottorato, The Tale We’ve Fallen Into: J.R.R. Tolkien’s The Lord of the Rings and the Post-Christian Quest for Meaning, studia in particolare la ricezione del Signore degli Anelli fra lettori non religiosi e le forme di costruzione di significato spirituale che possono svilupparsi intorno alla narrativa tolkieniana. Emanuel ha pubblicato contributi su riviste quali Mythlore, Mallorn, Journal of Tolkien Research e Tolkien Studies. Fra i suoi lavori più recenti si segnala An Aspirational Cultus? Tolkien Fandom at the Borders of Belief (2025), nel quale approfondisce ulteriormente il rapporto fra fandom, Credenza Secondaria ed esperienza religiosa.

Il saggio

Il saggio prende le mosse da un’esperienza autobiografica. Nel 2012 Emanuel, da poco avvicinatosi al Cristianesimo, riconobbe una corrispondenza tra il fallimento di Frodo sul Monte Fato e quello di Cristo sulla Croce: in entrambi i casi, ciò che appare come una sconfitta diviene condizione di una vittoria inattesa. Tornando oggi su quella intuizione, l’autore si domanda però se riconoscere nel Signore degli Anelli un significato cristiano equivalga necessariamente a individuare il significato voluto da Tolkien. Riprendendo Michel Foucault e la sua nozione di “funzione-autore”, Emanuel distingue così fra Tolkien come individuo storicamente determinato e Tolkien come Auctor(itas): una figura costruita dalla critica attraverso opere, lettere e testimonianze biografiche, alla quale viene attribuito un pensiero perfettamente coerente e il potere di stabilire quali interpretazioni della propria opera siano legittime. Il rischio, secondo Emanuel, è quello di applicare al Legendarium un modello analogo a quello dell’autorità biblica, trasformandolo in un corpus teologico dotato di un unico significato normativo. L’alternativa proposta non consiste però nella barthesiana “morte dell’autore”. La fede cattolica di Tolkien resta fondamentale per comprendere la sua opera; deve essere nondimeno posta in dialogo con le sue numerose dichiarazioni sulla libertà del lettore e sull’applicabilità del racconto. Da qui Emanuel sviluppa una ermeneutica dell’ispirazione tolkieniana chiaramente influenzata da Hans-Georg Gadamer, dall’ermeneutica biblica progressista e dalla tradizione del Midrash: il significato nasce dall’incontro tra testo, autore e differenti orizzonti di esperienza e non può essere definitivamente circoscritto dall’intenzione autoriale. Il saggio torna infine all’esperienza personale da cui era partito. Emanuel non rinnega il parallelismo tra Frodo e Cristo, ma ne rovescia la direzione: non stava necessariamente decifrando un messaggio cristiano nascosto da Tolkien nel Signore degli Anelli; stava piuttosto utilizzando il Signore degli Anelli per comprendere il Cristianesimo. È proprio questa capacità delle storie di generare nuovi significati nell’incontro con lettori differenti che, secondo Emanuel, deve essere preservata dal dominio dell’autore.

Buona lettura!

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