Lord Edward Dunsany, nonno e nipote

Edward Carlos Plunkett, Lord DunsanyEdward Plunkett, ventesimo barone di Dunsany, è scomparso il 24 maggio, all’età di 71 anni. La notizia desta un certo rilievo anche per gli appassionati di J.R.R. Tolkien perché questo Lord Dunsany era il nipote del diciottesimo barone, anch’egli Edward Plunkett, Lord Dunsany (1878–1957), scrittore amato da Tolkien. Due parole, quindi, sul nipote prima di ricordare il nonno. Edward Carlos Dunsany è stato un noto architetto e artista irlandese, che ha vissuto e lavorato a Londra, Roma e New York, per brevi periodi in Brasile e in Francia, prima del suo ritorno alla tenuta di famiglia in Irlanda, nei pressi della collina di Tara, era uno dei luoghi più venerati nell’Irlanda dei primi secoli, perché lì i re gaelici dovevano dimostrare di essere stati scelti dagli dei. A Roma visse dal 1969 al 1976, e una sua mostra, allestita alla galleria “Il collezionista” nel 1975, riscosse enorme successo di critica e di pubblico. Giulio Carlo Argan vide nei quadri di Plunkett «una soglia-diaframma tra due dimensioni che tendono a fondersi, che s’incrina e frattura, come uno schermo che ceda ad opposte pressioni, dando una doppia e tripla lettura della stessa immagine». Una sospensione della realtà (vi ricorda qualcosa?!) che si vede anche nel colore «tonalità di bianchi, di neri, di grigi e di bruni, saturi di una loro luce coagulante, al di là di ogni possibilità di vibrazione, come nei paesaggi preromantici di David Caspar Friedrich o negli interni surreali di Magritte». Alcune delle sue opere sono visibili sul suo sito personale (andando nella sezione “Catalogo”).

Lo Hobbit e il Tolkien Reading Day

Il regista Peter JacksonMentre dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda per intenderci, sono iniziate ufficialmente oggi le riprese per i due film de Lo Hobbit e Peter Jackson ha superato brillantemente anche un’ulcera perforata pur dare il ciak alle riprese, gli appassionati di J.R.R. Tolkien si preparano a festeggiare una delle date più sentite del calendario.

Il 25 marzo sarà la migliore occasione per parlare dei prossimi due capitoli cinematografici sulla Terra di Mezzo perché cadrà, infatti, il Tolkien Reading Day. Creato dalla Tolkien Society inglese nel 2003 per incoraggiare i lettori a esplorare insieme alcuni dei racconti di Tolkien a scuola, all’università, in gruppi di lettura o in famiglia, ogni anno presenta un tema specifico. Il 25 marzo ha un significato per i lettori di Tolkien, in quanto è il giorno della caduta di Sauron, a conclusione della “Guerra dell’Anello” nel Signore degli Anelli.

Locandina del Tolkien Reading DayIl tema di quest’anno, Gli Alberi di Tolkien, è legato all’Anno Internazionale delle Foreste lanciato dall’Onu e incoraggia a scoprire i confini della foreste descritte nei racconti di Tolkien o a concentrarsi su alberi dal carattere particolare. I lettori si possono avventurare nel Bosco Atro dello Hobbit, oppure sfogliando Il Signore degli Anelli possono inoltrarsi nella Vecchia Foresta ai confini della Contea, vedere l’albero d’oro di Lothlórien, o incontrare gli Ent di Fangorn. Altrimenti si possono leggere le bellissime pagine sugli alberi e il loro significato in «Foglia», di Niggle o discutere sull’importanza dei due Alberi di Valinor (Telperion e Laurelin) amati dagli Elfi nel Silmarillion, dove ci sono le foreste più grandi da scoprire. Se il tempo di lettura è breve, possono essere argomento di conversazione l’odio nei confronti di tutto ciò che si muove del Vecchio Uomo Salice (Old man willow) o il simbolismo dell’Albero Bianco di Gondor. Altre idee per esplorare i libri di Tolkien sono disponibili qui. Anche noi dell’Associazione abbiamo una particolare predilezione per gli alberi e la natura e abbiamo organizzato anche delle visite tolkieniane all’Orto botanico di Roma. Per il 25 marzo abbiamo organizzato un incontro per leggere insieme brani di Tolkien, bere una birra e parlare degli alberi della Terra di Mezzo. Se qualcuno volesse partecipare può scriverci qui per informazioni




Frank Frazetta, 1928-2010. R.I.P.

Illustrazione È stato sinonimo di forza e avventura, di muscoli e spade, di epica e fantasy. Negli Stati Uniti Frank Frazetta è un’icona di un genere che si può riassumere da noi con un nome, Conan il Barbaro. Ben prima che Arold Schwarzenegger rubasse l’immaginario collettivo del personaggio nato dalla fantasia di Robert E. Howard, il suo Conan, con le copertine e le storie a fumetti, spopolava tra gli appassionati di fantasy. Illustratore, scultore, pittore, Frazetta si è spento all’età di 82 anni a causa di un infarto, dopo una lunga carriera.

Eowyn e il NazgulNegli anni Settanta Frazetta realizzò le nuove copertine per i romanzi di Edgar Rice
Burroughs (Tarzan) e Robert E. Howard (Conan): la sua rivisitazione iconica non solo ridefinì i connotati del genere “sword and sorcery”, ma fu talmente potente da imporsi addirittura su quella definita dai suoi predecessori. Di qui l’inizio del successo di un autore che ha fatto scuola. Il suo stile di disegno, con le linee pulite e il suo modo di usare la luce, la notevolissima padronanza del colore e dello sfumato, pervaso da un erotismo tipico per l’epoca, fu assolutamente rivoluzionario.

The Akallabêth, di Archangel

AkallabethIn una famosa lettera scritta nel 1951 e indirizzata a Milton Waldman, Tolkien scriveva fra le altre cose: «Alcuni dei racconti più vasti li avrei raccontati interamente, e ne avrei lasciati altri solo abbozzati […] e tuttavia sarebbe rimasto lo spazio per altre menti e altre mani che inserissero pittura e musica e dramma». Fra i musicisti sono stati numerosissimi quelli che hanno colto la “sfida” implicita in queste parole; tra questi, merita senz’altro la nostra attenzione Gabriele Manzini, in arte Archangel, tastierista e compositore milanese ben noto nella ristretta ma agguerrita scena progressive italiana e internazionale. Il suo primo album solista è questo The Akallabêth, ispirato naturalmente al racconto della caduta di Númenor, al quale hanno partecipato numerosi artisti italiani e stranieri.

Musicisti: Gabriele ManziniPer quanto possa avere senso suddividere la musica in categorie (provate a chiedere su un forum dedicato “qual è la definizione di Progressive”: è come chiedere “chi è Tom Bombadil” su un forum tolkieniano), la musica di questo album è un progressive con più di qualche traccia di hard-rock melodico; numerosi sono i richiami alle band che hanno formato il gusto dell’autore (in primis ELP e Genesis). Le linee melodiche, affidate soprattutto alle tastiere, sono affiancate da chitarre presenti quanto necessario, ma senza mai esagerare; la sezione ritmica riesce a confezionare un buon “tappeto sonoro”, dignitoso e senza inutili tecnicismi, sul quale si svolge tutta l’azione; per finire, le voci: i tre cantanti anglosassoni (Damian Wilson, Zachary Stevens, Ted Leonards) sono superbi: in particolare Stevens risulta un Sauron davvero terrificante, mentre Leonards è un Ar-Pharazôn tronfio e pieno di sé, proprio come deve essere; unica perplessità, la voce di Elayne in “See Myself in You”: gotica e rarefatta, dove forse sarebbe stata più indicata una voce più concreta e terrena.
Dato che alcuni soci della nostra associazione hanno dato il loro aiuto come “consulenti” ai testi, non ci sembra corretto analizzarli dettagliatamente; basti dire che si tratta di un concept album, nel quale è raccontata tutta la parabola dell’isola di Númenor, dalla fine della Prima Era fino alla Caduta; protagonisti indiscussi delle canzoni sono Ar-Pharazôn e Sauron, ma compaiono anche Aldarion ed Erendis, Isildur e varie voci narranti. Fra le dodici canzoni dell’album, le nostre preferite sono “Raise the Sword”, potente inno di sicuro sucesso dal vivo, e la lunga ballata “The Downfallen”. Per finire, merita di essere lodato Davide Pagin, l’artista autore della copertina e delle illustrazioni del libretto.

– Vai al sito di Archangel
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Aspettando i film dello Hobbit!

Hobbiton - Nuova ZelandaMarzo 2010? Non è poi così lontano. Si avvicina quindi il momento del primo ciak de Lo Hobbit, firmato ovviamente Peter Jackson che, dopo la spettacolare trilogia su Il Signore degli Anelli, ha deciso di misurarsi col primo romanzo di Tolkien, vero e proprio prequel del capolavoro letterario. Stavolta, però, Jackson lascerà il posto dietro alla macchina da presa al visionario Guillermo Del Toro (già autore de Il labirinto del fauno), per restare nelle retrovie ad occuparsi della sceneggiatura, assieme alle fedeli Fran Walsh e Philippa Boyens, e a Del Toro stesso.
In questi giorni, il regista neozelandese ha dichiarato:
“Lo Hobbit sarà diviso in due film; noi abbiamo finito il primo copione e l’abbiamo consegnato allo Studio (la Warner Bros., ndr). Ci sono sembrati molto contenti. Siamo già a metà del secondo copione e Philippa, Fran, Guillermo e io ci stiamo divertendo parecchio a scriverlo”.

Pater Jackson e Gullermo Del ToroJackson ha anche spiegato perché ha preferito passare il timone ad un altro regista:
“Si è trattato di un’esperienza molto interessante: otto o nove anni fa (in realtà, più di dieci, ndr) abbiamo adattato Il Signore degli Anelli e temevo che sarebbe stato bizzarro o difficile tornare alla Terra di Mezzo. Ma nel momento in cui abbiamo cominciato a scrivere, tutto s’è rivelato semplice. Volevo Guillermo alla regia, perché sentivo che mi sarei sentito in competizione con me stesso, se fossi stato io a dirigere i due film, e che dunque li avrei fatti diversi dai precedenti. Questo non è il modo in cui voglio lavorare, preferisco che tutto sia spontaneo”.
Ian McKellenAttualmente, il regista sta facendo i sopralluoghi per le location, in Nuova Zelanda: “E stiamo anche scrivendo con Guillermo i dialoghi di Ian McKellen (che tornerà nei panni di Gandalf). Una cosa è certa: è Guillermo il regista e quindi sarà lui a mettere in scena tutto quanto, alla sua maniera. Sarà interessante vederlo”. Perché due film? La trama del libro sullo schermo si arricchirà con episodi tratti dalle Appendici de Il Signore degli Anelli, cos’ da renderà evidente il continuum tra i due romanzi. La prima parte de Lo Hobbit è annunciata nelle sale alla fine del 2011. Un anno dopo arriverà anche il secondo. Non resta che aspettare.
 

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