Lords for the Ring 2019: la tavola di gennaio

Lords for the Rings 2019 - Ivan CaviniIl progetto Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar nasce nel 2016 da un’idea di Paolo Barbieri, che ha coinvolto l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e Lucca Comics and Games: da allora il calendario d’arte tolkieniana italiana ha portato nelle case di tutti coloro che hanno scelto di sostenere questa iniziativa le creazioni dei più grandi artisti del fantasy italiano. Paolo Barbieri, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Angelo Montanini, Dany Orizio e Lucio Parrillo: una pluralità di voci, un coro che ha dato una nuova forma alla Terra di Mezzo dopo che l’immaginario dei film di Peter Jackson era divenuto uno standard a cui moltissimi sceglievano di aderire.
La terza edizione del calendario ha segnato una svolta, un ulteriore rinnovamento, proponendo una monografia dedicata all’artista dozzese Ivan Cavini ed una delle novità di quest’anno è stata la preparazione di alcune note sulle illustrazioni realizzate, un dietro le quinte artistico che spiega scelte compositive e contestualizza le scene all’interno del Signore degli Anelli.
Dopo aver registrato, in collaborazione con Radio Gente Nerd, due interviste al pittore in merito alle quattro tavole delle edizioni precedenti (A Casa di Beorn e Io non sono un uomo per il 2017 e Celebrimbor e Sauron forgiano gli anelli del potere e L’arrivo degli Stregoni nella Terra di Mezzo per il 2018), che potete trovare sulla pagina facebook dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, affronteremo il 22 di ogni mese la tavola ad esso dedicata, con le dichiarazioni dell’autore ed ulteriori approfondimenti.

Gennaio, Il passo del Caradhras

Il passo del Caradhras - Lords for the Ring 2019Il mese di gennaio inaugura il calendario con l’opera Il passo del Caradhras: nell’anno 3019 della Terza Era la Compagnia arriva al Cancello Occidentale di Moria il 13 gennaio, e due giorni precedenti nevica sul monte Caradhras (Appendice B del Signore degli Anelli), pertanto la tavola allinea cronologicamente mondo primario e mondo secondario.
Ivan Cavini descrive così questa scena:

Dopo una copertina piuttosto intimista e dark, apriamo il calendario gettando un primo sguardo sui membri della Compagnia con un immagine luminosa, a campo lungo.
Gandalf è la guida del gruppo, quindi domina la scena in primo piano mentre mette in guardia tutti dal pericolo della tempesta in arrivo.
Gimli è abituato alle asperità della montagna che non considera mai nemica, quindi impugna la sua ascia quasi in cerca di un avversario fisico, mentre in contrapposizione Legolas, osserva impotente, presagendo l’influenza di una potente magia malefica.
Sullo sfondo gli hobbit cadono e si disperano confortati da Boromir, mentre il ramingo sta in retroguardia a protezione del gruppo.

Il passo del Signore degli Anelli che in particolare ha ispirato Ivan si trova nel capitolo L’Anello va a sud nella Compagnia dell’Anello:

Durante la sosta il vento si calmò e i fiocchi caddero sempre più lenti, finché smise quasi di nevicare. Ripartirono con passo pesante. Ma non ebbero il tempo di fare duecento passi che la tempesta tornò all’assalto con furia rinnovata. Il vento fischiava e la tormenta era accecante. Persino Boromir avanzava penosamente. Gli Hobbit, quasi piegati in due, si inerpicavano con fatica dietro ai loro compagni più alti, ed era chiaro che se la neve continuava non sarebbero stati in grado di proseguire. I piedi di Frodo erano di piombo. Pipino si trascinava. Finanche Gimli, che pur aveva la corporatura robusta e ben piantata caratteristica dei Nani, avanzava borbottando.
La Compagnia s’arrestò all’improvviso, come di comune accordo, senza che alcuna parola fosse stata pronunciata. Udivano rumori raccapriccianti nel buio che li circondava. Forse non si trattava che di un gioco del vento tra le fessure e le crepe della parete rocciosa, tuttavia il suono era quello di stridule grida e di selvaggi scoppi di risa. Dei massi rotolarono giù dai fianchi del monte, ululando sulle loro teste, sfracellandosi sul sentiero accanto a loro. Di tanto in tanto udivano un brontolio sordo, mentre un grosso macigno precipitava da alture nascoste.
«Non possiamo andar oltre, stanotte», disse Boromir. «Chi vuole lo chiami pur vento; vi sono nell’aria voci crudeli, e codeste pietre sono dirette contro di noi».

Curiosità

Cavini ci fa notare che l’aspetto di Boromir è molto differente da quello cinematografico, ma più fedele alla descrizione letteraria:

Un po’ scostato dagli altri Frodo notò un uomo alto dal volto bello e nobile, dai capelli scuri e dagli occhi grigi, dall’espressione orgogliosa e severa.
Portava mantello e stivali, come fosse reduce da un lungo viaggio a cavallo; infatti, benché gli abiti fossero sontuosi e la cappa foderata di pelliccia, le tracce della sua cavalcata erano piuttosto evidenti. Aveva una collana d’argento ornata da un’unica pietra bianca, e i capelli erano tagliati sopra le spalle. Appeso al balteo portava un grande corno dalla punta d’argento, che teneva ora posato sulle ginocchia. Guardava Frodo e Bilbo con grande meraviglia.
«Questi è Boromir», disse Elrond rivolgendosi a Gandalf, «un uomo del Sud. É giunto nella grigia mattina e chiede consiglio. L’ho pregato di essere anch’egli presente, poiché questo consesso risponderà alle sue domande».

(Il consiglio di Elrond, La Compagnia dell’Anello, Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien)

Proprio il personaggio di Boromir viene nominato per primo da Tolkien nel respingere l’accusa di eccessiva semplificazione rivolta al Signore degli Anelli:

Alcuni recensori hanno scritto che il tutto è una sciocchezza, solo una banale lotta fra Bene e Male, in cui tutti i buoni sono solo buoni, e i cattivi solo cattivi. Scusabile, forse (anche se non hanno tenuto conto almeno di Boromir), da parte di gente frettolosa che ha letto solo una parte, e a cui ovviamente mancano tutte le storie elfiche precedenti, scritte ma inedite. […] Ma in ogni caso, questo è il racconto di una guerra, e se si ammette la guerra (almeno come argomento scenario), non ha molto senso lamentarsi che tutti i personaggi di una parte siano contro quelli dell’altra. E del resto non ho semplificato troppo questo punto: ci sono Saruman, e Denethor, e Boromir; e anche fra gli Orchi ci sono tradimenti e conflitti.
(Lettera 154, a Naomi Mitchison)

Nato nell’anno 2978 della Terza Era da Finduilas di Dol Amroth e Denethor II, Boromir è tanto imponente fisicamente quanto orgoglioso e l’eccesso di orgoglio, l’ofermod, è un difetto che Tolkien espone chiaramente nella sua breve opera Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, di cui è stata pubblicata una nuova traduzione agli inizi di questo mese. Il conflitto interno di Boromir è stato oggetto di studio per vari critici: Katharyn Crabbe, Marjorie Burns, Sherrylyn Branchaw (si veda il suo saggio nei Tolkien Studies 12) e Tom Shippey, forse il maggior studioso tolkieniano al mondo, che lo affronta nel suo La via per la Terra di Mezzo (Marietti 1820). Shippey sottolinea che il patriottismo esasperato di Boromir, chiaramente espresso durante il consiglio di Elrond (“Noi di Minas Tirith siamo rimasti fedeli attraverso anni e anni di sofferenze. Non bramiamo il potere dei Re di Angmar, ma solo la forza necessaria per difenderci, per difendere una giusta causa. E meraviglia! nell’ora del bisogno il fato mette alla luce l’Anello del Potere. È un dono, ne sono convinto: un dono ai nemici di Mordor. È pura follia non adoperarlo, non adoperare il potere del Nemico per lottare contro di lui.”), lo porta a ritenere che il fine giustifichi i mezzi e proprio attraverso questo amore disperato per la propria gente l’oscuro potere dell’Unico si insinua nella sua volontà, corrompendola. Ma Boromir non è perduto nell’ombra, e dopo aver tentato di sottrarre l’Anello a Frodo, darà la vita nel tentativo di difendere Merry e Pipino dagli Uruk-hai: «Ho cercato di togliere a Frodo l’Anello. Chiedo perdono. Ho pagato».

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Bassano Fantasy con Ivan Cavini, il 19 e 20
– Leggi l’articolo Università di Parma, a lezione da Cavini
– Leggi l’articolo Di ritorno da Lucca Comics & Games 2018
– Leggi l’articolo Tolkien a Lucca C&G 2018: AIST e non solo
– Leggi l’articolo Fantastika 2018: Il risveglio del drago
– Leggi l’articolo Fantastika 2018: tra arte e artigianato
– Leggi l’articolo Fantastika, programma del 22 e 23 settembre
– Leggi l’articolo Lords for the Ring 2019 da oggi su Kickstarter!
– Leggi l’articolo Gennaio 2019, ritradotto Il ritorno di Beorhtnoth
– Leggi l’articolo Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 12

LINK ESTERNI:
– Vai alla pagina facebook Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar
– Vai al sito di Ivan Cavini
– Vai alla pagina facebook dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani
– Vai alla pagina facebook di Radio Gente Nerd

.


 


Share This Post

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More

Leave a Reply

 characters available

Iscriviti alla nostra Newsletter

Commenti più recenti

Pagine

Disclaimer

I contenuti di questo sito non hanno carattere periodico, non rappresentano prodotto editoriale (ex L.62/2001).

Licenza Creative Commons

Quest'opera di http:www.jrrtolkien.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili nella pagina dei contatti.
Utilizziamo WP e una rielaborazione del tema LightFolio di Dynamicwp.