Lords for the Ring 2019: la tavola di maggio

Lords for the Rings 2019 - Ivan CaviniProsegue il nostro viaggio alla scoperta di tutti i segreti che si celano dietro ad ogni illustrazione della terza edizione del Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar, progetto nato nel 2016 da un’idea di Paolo Barbieri, che ha coinvolto l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e Lucca Comics and Games. Dopo aver proposto sulla pagina facebook dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani due video dedicati alle opere dell’artista dozzese Ivan Cavini presenti nei calendari degli anni precedenti (2017 e 2018), abbiamo presentato le tavole di gennaio, febbraio, marzo e aprile 2019. Oggi scopriamo l’origine dell’immagine scelta per il mese di maggio, la raffigurazione di Sammath Naur, il luogo dove la storia dell’Anello ebbe inizio e l’unico in cui possa davvero concludersi.

Maggio, Sammath Naur

Sammath Naur - Lords for the Ring 2019Gollum osserva i due hobbit che ormai sfiniti cercano di concludere la loro lunga missione.
L’illustrazione è composta da linee oblique non parallele per dare l’idea del baratro e del terreno instabile, mentre la figura più scura di Gollum irrompe su una diagonale contrapposta, quasi a presagire le sue intenzioni bellicose.
Tolkien dice che il sentiero che porta alla Voragine del Fato è interrotto da colate laviche e frane, per cui ho tenuto conto della descrizione. L’uso di dettagli, lava e fumi solfurei rendono l’ambientazione opprimente, facendoci apparire frodo e Sam ancora più piccoli e indifesi.

Ad ispirare questa tavola è stato un passaggio del capitolo Monte Fato, da Il Ritorno del Re:

Sollevò di nuovo Frodo, tenendogli le mani strette contro il proprio petto e lasciando che le sue
gambe ciondolassero. Poi chinò il capo e s’incamminò per il sentiero in salita. Non era tanto semplice percorrerlo come era parso a prima vista. Fortunatamente, le grandi colate sprigionatesi quando Sam si trovava a Cirith Ungol, erano discese soprattutto lungo i pendii a sud e ad ovest, e non avevano quindi bloccato la strada. Tuttavia in molti punti essa era franata o squarciata da lunghe fessure. Dopo essersi arrampicata verso est per un certo tratto, si ripiegava su se stessa descrivendo un angolo acuto, e procedeva verso ovest. Proprio all’angolo, attraversava un’antica colata vomitata molto tempo addietro dalle fornaci della Montagna. Affannando sotto il suo carico, Sam voltò lungo la curva […] Il sentiero continuava a salire. Dopo un breve tratto curvò ancora una volta, ma verso est, e poi penetrò in una fessura che si apriva nel fianco del cono, la porta del Sammath Naur. Lontano a sud il sole sorgente ardeva minaccioso, un disco rosso opaco che penetrava fra fumi e brume; tutt’intorno alla Montagna, Mordor si stendeva come una terra morta, silente, avvolta nell’ombra in attesa di un colpo terribile.

Curiosità

La rappresentazione di Gollum è divenuta una sfida per gli artisti tolkieniani, poiché l’immagine che se ne ha è spesso fortemente influenzata dalle trilogie cinematografiche di Peter Jackson; nel realizzare questa illustrazione l’aspetto fisico della creatura tormentata è stato ripreso da un servizio televisivo di Emergency sui bambini africani denutriti.

Libri: copertina Lo HobbitNei romanzi di Tolkien incontriamo Gollum per la prima volta ne Lo Hobbit, nel capitolo Indovinelli nell’oscurità, e poi di nuovo nel Signore degli Anelli già nel secondo capitolo, L’ombra del passato, dove Gandalf racconta di come Bilbo sia entrato in possesso dell’Unico Anello, una storia che differisce dalla prima edizione de Lo Hobbit. Infatti, quando venne scritta l’avventura di Bilbo Tolkien non aveva ancora stabilito l’evolversi degli eventi della Terza Era, né quanto grande fosse l’importanza dell’Anello. Successivamente, nell’edizione del 1951 de Lo Hobbit, il Professore modificò il quinto capitolo in modo che il comportamento di Gollum fosse coerente con i successivi sviluppi: l’Anello così non era più un regalo fatto a Bilbo per aver vinto la gara degli indovinelli come nell’edizione del 1937, e la prima versione della storia diventò la variante “edulcorata” che Bilbo aveva raccontato ai Nani. Ma le rivelazioni dello stregone nel corso del Signore degli Anelli non si limitano alla riconquista del tesoro, bensì ripercorrono tutti i passi che hanno portato Sméagol a diventare la sventurata creatura che è Gollum, da quando ancora viveva sulle sponde del Grande Fiume, ancora dall’aspetto di un Hobbit, all’omicidio dell’amico Déagol per un ninnolo d’oro che gli avvelenò l’animo oltremisura, fino a quando rinunciò al sole andando a nascondersi nelle viscere delle Montagne Nebbiose. Eppure, Tolkien ci fa capire che di tanta malvagità c’è da aver pena: “mi rattrista moltissimo quando Gollum non riesce (per poco) a pentirsi perché viene interrotto da Sam: a me sembra proprio come il mondo reale dove gli strumenti della giustizia sono raramente in sé giusti o santi; e i buoni spesso sono pietre di inciampo” (lettera 165, alla Houghton Mifflin Co.).

LORDS FOR THE RING 2019

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Lords for the Ring 2019: la Tavola di aprile
– Leggi l’articolo Lords for the Rings: la Tavola di marzo
– Leggi l’articolo Lords for the Ring 2019: la tavola di febbraio
– Leggi l’articolo Lords for the Ring 2019: la tavola di gennaio
– Leggi l’articolo Università di Parma, a lezione da Cavini
– Leggi l’articolo Gollum protagonista di un nuovo videogioco

LINK ESTERNI:
– Vai alla pagina facebook Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar
– Vai al sito di Ivan Cavini
– Vai alla pagina facebook dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani

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