Nuovo saggio AIST:
Non c’è bisogno di eroi

Gandalf legge manoscrittiPer la delizia di quei lettori appassionati di J.R.R. Tolkien che hanno finito i suoi romanzi e vogliono approfondire sempre più le loro tematiche, tornano i Saggi AIST, cioè quelle traduzioni di saggi inglesi, francesi o tedeschi o studi originali in italiano che hanno lo scopo di far conoscere sempre più la grandezza dello scrittore inglese, che l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani pubblica su questo sito web a carattere aperiodico, ma con una cadenza ormai di almeno uno ogni sei mesi. L’elenco dei saggi si può trovare in calce all’articolo.
Studiosi: Thomas HoneggerStavolta presentiamo il saggio ‘We don’t need another hero’ Problematic Heroes and their Function in Some of Tolkien’s Works, di Thomas Honegger. Ringraziamo tantissimo il traduttore, Umberto De Tomi. Honegger è uno degli studiosi tolkieniani più importanti al mondo, è professore ordinario di studi medievali inglesi presso l’Università Friedrich Schiller di Jena (Germania), dove ricopre la carica di Direttore dell’Istituto di Anglistica e Americanistica. Membro della Deutsche Tolkien Gesellschaft, e del comitato scientifico delle riviste “Hither Shore” e “I Quaderni di Arda”. È fondatore e direttore della casa editrice Walking Tree Publishers, interamente dedicata agli studi sull’opera di Tolkien. È membro onorario dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

Gli eroi problematici di Tolkien

Eroi GermaniciNon è una novità tra gli studiosi il problema storico e letterario di come contenere le forme più aggressive dell’abilità marziale quando queste energie non erano impiegate sul campo di battaglia o nel combattere un avversario come un drago o un gigante. L’ascesa storica della nuova classe militare della cavalleria e la sua trasformazione in un’élite sociale, militare e cavalleresca sono state studiate, ad esempio da C. Stephen Jaeger nel suo libro The Origins of Courteness. Lo “addomesticamento” e la civilizzazione dei guerrieri originariamente feroci si rispecchiano e sono accompagnati da testi letterari che hanno influenzato e propagato i nuovi ideali eroici e successivamente quelli cavallereschi. Già l’epopea anglosassone Beowulf pone grande enfasi e dà ampio spazio alla descrizione di quelle che devono essere chiamate “maniere cortesi” e cerimoniale. Tuttavia, la fusione armoniosa di forza fisica, valore, coraggio e cortesia, come esemplificato in Beowulf, non è sempre la norma e abbiamo numerosi testi medievali Tolkien e Beowulfche presentano un quadro più inquietante di prodezza marziale ed eroismo. Tolkien era ben consapevole delle caratteristiche eterogenee e talvolta spiacevoli degli aspetti dell’eroismo, e Tom Shippey ha discusso alcuni aspetti dell’esplorazione e della lotta che Tolkien fece verso i problemi posti dal comportamento eroico. Honegger, riprendendo il filo di alcuni studi precedenti, va a indagare su alcuni degli eroi “problematici” di Tolkien e sui concetti eroici sottostanti.

La critica ai valori degli eroi germanici

Dragon helm of Dor-lominÈ ben evidenziata, così, la diversa natura del Silmarillion e dei racconti coevi rispetto a Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Túrin, ad esempio, vive la propria tragedia personale senza un’ottica consolatoria, lasciando il lettore disturbato e, al limite, testimone di quella drammatica catarsi tragica che – guarda caso – era elemento fondante della tragedia greca. Da qui il confronto dell’eroe Túrin con la figura di Ulisse/Odisseo: Entrambi tornano a casa, ma mentre il secondo riesce dopo aver ucciso i proci a riconquistare il potere, Túrin fallisce e anzi compromette ancor di più le vessazioni contro il suo popolo. Come Beorhtnoth, ha agito Ivan Cavini: "Eomer Eadig"senza considerare le conseguenze per il proprio popolo e Tolkien usa la sua storia per analizzare le conseguenze dell’ofermod, l’orgoglio smodato tipico dell’eroismo nordico. Nelle vicende raccontate nel Il Signore degli Anelli, l’ofermod fine a sé stesso smette di caratterizzare le azioni dei protagonisti, ma è riscontrabile in quelle di alcuni personaggi secondari, come Denethor o Éomer che continuano a seguire i valori della Teoria del coraggio nordico fino alla loro tragica fine, che però è in qualche caso risparmiata grazie alla eucatastrofe, cioè la catarsi del lieto fine.

SCARICA IL SAGGIO DI THOMAS HONEGGER

SAGGI AIST PRECEDENTI:
– Leggi Saggi AIST: le fonti per fare ricerca su Tolkien
– Leggi Saggi AIST: «Cultura di massa ed escatologia tolkieniana ne Il Signore degli Anelli»
– Leggi Saggi: «Ariosto e C.S. Lewis» di Edoardo Rialti
– Leggi Lewis e Tokien come li ho conosciuti (mai bene) di Eric Stanley
– Leggi I saggi dell’AIST: La Contea di Saruman
– Leggi I saggi dell’AisT: Tolkien e Platone
– Leggi Bilbo uno sbandato? Per la Contea era così
– Leggi Il perfetto gentilhobbit di Wu Ming 4
– Leggi Mito e verità in Tolkien di Verlyn Flieger
– Leggi Saggi AIST: Noblesse oblige: Immagini di classe in J.R.R. Tolkien di Tom Shippey
– Leggi Saggi AIST: Éowyn di Rohan e Dolasilla di Fanes
– Leggi La catabasi: Tolkien e l’antica tradizione

.


Share This Post

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More

Leave a Reply

 characters available

Iscriviti alla Newsletter

Pagine

Disclaimer

I contenuti di questo sito non hanno carattere periodico, non rappresentano prodotto editoriale (ex L.62/2001).

Licenza Creative Commons

Quest’opera di http:www.jrrtolkien.itè distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported. Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili nella pagina dei contatti.
Utilizziamo WP e una rielaborazione del tema LightFolio di Dynamicwp.