Il Libro di Mazarbul svela nuovi segreti

Book of MazarbulIn questi ultimi giorni Édouard J. Kloczko, linguista francese tra i massimi esperti al mondo delle lingue artificiali di Tolkien, ha ripreso in mano un suo vecchio lavoro dedicato al Libro di Mazarbul, pubblicato nel 2011 sulla rivista Mythprint (vol. 48, nº6, p. 7), intitolato “The Mysterious Book of Mazarbul Reveals More”. Il Libro di Mazarbul era la cronaca del ritorno di Balin a Moria con un gruppo di Nani nel 2989 della Terza Era, quasi 50 anni dopo i fatti narrati ne Lo Hobbit. Il Regno di Moria così risorse, per poi essere distrutto dagli Orchi dopo solo 6 anni di vita. Il Libro narra questi tragici eventi fino all’ultima disperata resistenza dei Nani superstiti intorno alla tomba di Balin, nella Camera di Mazarbul. Lì il Libro omonimo è ritrovato 24 anni dopo dalla Compagnia dell’Anello: era in parte bruciato, strappato e macchiato di sangue, mancante di molte pagine, ma ancora leggibile in alcune parti. Cop Book of MazarbulNe Il Signore degli Anelli, Gandalf legge in fretta alcuni brani per poi passarlo a Gimli che lo porterà presumibilmente al re dei Nani di Erebor alla fine della Guerra dell’Anello. Ora Kloczko ha scoperto che Gandalf, per la fretta, non ha letto tutto quel che è scritto sulle pagine del Libro. O meglio, che Tolkien ha dato la possibilità ai suoi lettori di essere anch’essi “filologi”, leggendo da sé le pagine riprodotte!

Nuove rivelazioni dal misterioso Libro di Mazarbul

Book of MazarbulJ.R.R. Tolkien lavorò duramente per presentare al pubblico de Il Signore degli Anelli alcuni esempi di pagine scritte con le rune e le tengwar. Ma negli anni ’50 non era uno scrittore famoso (o almeno non abbastanza famoso) e il costo di riprodurre le tre pagine a colori del «Libro di Mazarbul» trovato a Moria dalla Compagnia sarebbe stato troppo costoso per la sua casa editrice, Allen & Unwin. Tolkien rimase piuttosto rattristato dal loro rifiuto, e il testo così com’è nella narrazione era per lui piuttosto inutile senza di loro. Così probabilmente decise di scrivere un testo in bianco e nero in rune e lettere elfiche per il frontespizio. Secondo Wayne G. Hammond (Tolkien: The Artist and Illustrator, p. 163) lo scrittore realizzò i tre “facsimili” prima del marzo 1947. Pianificò di includerli all’inizio del libro 2, capitolo 5. Christopher Tolkien pubblicò queste pagine per la prima volta nel calendario de Il Signore degli Anelli del 1977. Ma sembra che non abbia cercato di decifrare tutto ciò che poteva essere decifrato. Con una lente d’ingrandimento e un po’ di tempo trascorso sulle pagine originali molti anni fa a Oxford, Kloczko è riuscito ad avere un testo molto più completo, che negli scorsi giorni è stato rivisto e corretto con la collaborazione di Beatrice Mazzoleni. I due studiosi ci tengono a precisare che «decifrare le pagine del Libro di Mazarbul non significa semplicemente trovare una corrispondenza tra rune o tengwar e lettere dell’alfabeto latino. Se da un lato la lettura del libro di Gandalf è riportata ne Il Signore degli Anelli in un inglese perfetto, non è così che il testo appare nei manoscritti. Qui il testo è sì in inglese, ma non segue sempre l’ortografia di questa lingua, ma la sua pronuncia, come preferiva Tolkien». Nelle tre immagini a fianco si può leggere la traslitterazione realizzata dallo studioso francese e da Mazzoleni.
Libro di Mazarbul - Folio 01Ecco quindi che il Libro di Mazarbul rivela molti dettagli della spedizione di Balin a Moria e del suo breve e tragico regno. Tutto inizia, come scritto, nel 2989 T.E. Balin, insieme a Flói, Óin, Ori, Frár, Lóni, Náli e molti altri Nani, risale la Vallea dei Riombrosi e, dopo una breve battaglia il gruppo entra nelle miniere di Moria passando per il Cancello dei Riombrosi, l’accesso ovest dell’antico Regno di Khazad-dûm. Dopo 1000 anni rinasce Moria. Il Libro di Mazarbul inizia però da pagina 3 e narra la conquista e gli anni successivi alla venuta. Gandalf legge quello che è il Folio 1 (immagine a fianco), ma salta molti dettagli: «Abbiamo respinto gli orchi dal grande cancello e dal corpo – credo; la parola seguente è confusa e bruciata: probabilmente di guardia». Qui c’è il prima novità leggendo invece la traslitterazione del Folio 1, le prime righe sono molto più precise: abbiamo respinto gli orchi dal grande cancello e dalla [stanza del] corpo di guardia e abbiamo conquistato il primo salone. Quindi, è la descrizione della conquista sistematica di Moria, partendo dal Cancello dei Riombrosi. Gandalf continua la lettura: «Ne abbiamo trucidati molti alla luce – credo – del sole nella vallata. Flói è rimasto ucciso da una freccia. Lui ha ammazzato il grande…».  Nella traslitterazione si può leggere però la parola Cheftai[n]. Evidentemente i Nani si sono fatti strada combattendo per raggiungere l’ingresso Est, mentre le bande di Orchi che giungevano da Moria. Flói uccise il comandante di un gruppo di Orchi, forse proprio il capitano del Cancello, ma fu ucciso a sua volta e forse fu seppellito lì fuori. Infatti, continua Gandalf: «… Flói sotto l’erba vicino a Speculago». Altra novità regalata dalla traslitterazione: si può leggere le parole [ma molti di più] sono venuti. Probabilmente, le incursioni degli Orchi si sono fatte via via più numerose. Gandalf legge: «Non riesco a leggere le due o tre righe successive. Poi viene Abbiamo scelto di vivere nella ventunesima sala dell’estremità Nord. C’è non riesco a leggere che cosa. Si parla di un condotto». Anche qui ci viene in aiuto la traslitterazione, che ci dà molte informazioni in più: la scelta della 21ª sala è dovuta al fatto che c’è aria buona e può essere facilmente sorvegliata. E il “condotto” a cui fa riferimento Gandalf? Anche qui troviamo la spiegazione grazie alla traslitterazione: si può leggere la frase e il condotto è aperto. Quindi, si tratta di un pozzo di areazione che serviva a fornire luce e aria alla stanza, cosicché l’aria della sala era salubre e tutto si poteva difendere più facilmente grazie alla visibilità più ampia. Per tutti questi motivi, quindi, la zona divenne il nuovo centro operativo, man mano che la colonia dei Nani esplorava e conquistava Moria. Continua infatti Gandalf: «Balin ha stabilito la sua residenza nella Camera di Mazarbul». Poi, però, lo stregone dice di non riuscire a legger altro per diverse righe «a parte la parola oro e Ascia di Durin ed elmo qualcosa». Anche in questo caso ci viene in aiuto la traslitterazione di Kloczko che riporta e rende chiara la connessione tra le parole: [noi] abbiamo raccolto [molto] oro, … la meravigliosa Ascia di Durin e il [suo] elmo d’argento. Balin li ha presi per sé. È il momento della gloria per la colonia che raduna un enorme bottino. Infatti, la lettura di Gandalf lo conferma: «Balin è ora signore di Moria. Sembra la fine di un capitolo. Dopo qualche stella comincia un’altra mano e riesco a vedere abbiamo trovato argentovero, e più avanti la parola benforgiato, e poi qualcosa, ho trovato! mithril».
Mappa di MoriaChe significa? È un mistero per il lettore del libro, ma se si legge la traslitterazione tutto è più semplice: oggi noi abbiamo trovato l’argentovero. È il nome che gli uomini davano al Mithril, metallo immaginario più resistente dell’acciaio e al tempo stesso leggerissimo. Poi, …un elmo benforgiato e un’armatura di squisita fattura tutta [realizzata] col mithril più puro. Quindi, probabilmente, i Nani hanno trovato nelle miniere una grossa vena del metallo. Le Montagne Nebbiose era famose per avere dei giacimenti di mithril e Moria era stata il principale punto di estrazione nei tempi antichi. È l’apice del regno di Moria, che è in fase espansiva e talmente forte da voler andare alla conquista di altre sale. Le ultime due righe del Folio 1 sono lette correttamente da Gandalf: «[Abbiamo inviato] Óin alla ricerca delle armerie superiori del Terzo Abisso, qualcosa andare a ovest, una macchia, al cancello di Agrifoglieto».

Libro di Mazarbul - Folio 02A questo punto Gandalf salta diverse pagine, salta gli anni della conquista e arriva subito al quinto anno della colonia e passa a leggere il Folio 2 (immagine a fianco) in cui si distingue la calligrafia di Ori, un altro dei Nani della compagnia di Thorin le cui gesta insieme a Bilbo Baggins sono narrate ne Lo Hobbit: «La prima parola chiara è dolore, manca però il resto della riga, a meno che non termini con eri. Sì, dev’essere ieri». Il misterioso dolore è probabilmente una frase introduttiva. Kloczko la traslittera così: [dopo 5] anni [da quando ci insediammo] a Moria, il dolore si è [abbattuto su di noi]. Ieri… Poi lo stregone legge: «essendo il dieci di novembre Balin signore di Moria è caduto nella Vallea dei Riombrosi. Era andato da solo a guardare nello Speculago. Un orco lo ha trafitto da dietro una roccia. noi abbiamo ucciso l’orco, ma molti altri… su da est lungo il Roggiargento». La traslitterazione aggiunge: abbiamo recuperato il c[orpo] di BalinThe book of MazarbulGandalf continua: «Il resto della pagina è così confuso che riesco a cavarne poco o niente, ma mi sembra di leggere abbiamo sbarrato i cancelli, e poi trattenerli a lungo se, e poi forse orribile e soffrire. Povero Balin! Sembra aver conservato il titolo che portò per meno di cinque anni». Il lettore normale ci capisce poco, cosa succede alla colonia dopo la morte del suo re? La traslitterazione aggiunge dettagli: [dopo] un’aspra battaglia… abbiamo sbarrato i Cancelli ma dubito che possano trattenerli a lungo. Se non c’è una via di fuga ci sarà da subire un orribile destino. Ma terrò duro. Ma Gandalf ha fretta: «Non c’è tempo per decifrare le ultime poche pagine. Questa è quella finale».

Libro di Mazarbul - Folio 03Lo stregone passa a leggere infine il Folio 3 (immagine a fianco), cioè l’ultima pagina scritta del Libro di Mazarbul. «È una lettura angosciosa» disse. «Temo che abbiano fatto una fine atroce. State a sentire! Non possiamo uscire. Non possiamo uscire. Hanno preso il Ponte e il secondo salone. Frár e Lóni e Náli sono caduti lì». La traslitterazione ci spiega la causa della loro morte: i tre Nani sono periti lì coraggiosamente, mentre il resto di noi si ritirava nella Camera di Mazarbul. Controlliamo ancora il pass[aggio], ma la speranza ora se ne è [andata]. Quindi, hanno difeso la retroguardia rallentando il nemico. La via verso il Cancello orientale è ormai presidiata dagli Orchi. Gandalf: «Poi ci sono quattro righe imbrattate e riesco solo a leggere andati 5 giorni fa». Mappa di MoriaDi cosa si parla? Sempre la traslitterazione ci viene in aiuto: il gruppo di Óin è partito 5 giorni fa, ma oggi soltanto 4 di loro sono tornati. Assediati nelle poche stanze rimaste sotto il loro controllo, avendo perso però il Ponte di Durin, non possono più raggiungere agevolmente la porta ovest. La colonia dei Nani quindi invia un gruppo alla ricerca di un’altra via d’uscita, ma invano. «Le ultime righe dicono lo stagno è arrivato al muro del Cancello Ovest. La Sentinella nell’Acqua ha preso Óin. Non possiamo uscire». Quindi, il gruppo di Óin aveva raggiunto l’uscita, il Cancello di Agrifoglieto, ma solo per scoprire che era ormai presidiato dallo stesso mostro che aveva attaccato La Compagnia dell’Anello, cercando di prendere Frodo, cioè dal Guardiano dello Stagno. La strada è sbarrata anche da lì e non si può più uscire. Continua Gandalf: «Arriva la fine, e poi tamburi, tamburi nell’abisso. Chissà cosa significa». La traslitterazione chiarisce: «La fine arriva presto. Sentiamo tamburi, tamburi nell’abisso. Ori corpse Mazarbul book moriaCome accadrà anche alla Compagnia, gli Orchi hanno individuato il nemico e stanno chiamando a raccolta i guerrieri… Gandalf e la traslitterazione concludono allo stesso modo: «Stanno arrivando».
Si conclude così la triste storia narrata nel Libro di Mazarbul, con il sogno effimero di restaurare l’antico Regno di Khazad-dûm, il grande Regno dei Nani di Moria.
L’obiettivo del professor Tolkien nel realizzare queste tre pagine era trasformare il lettore occasionale in un “filologo”. Decifrandoli cercando di leggere e risolvere i misteri dei Nani, ogni lettore diventa come un filologo che cerca di decifrare un manoscritto medievale consumato. E Tolkien riuscì a rendere leggibile molto più di quanto Gandalf sia stato in grado di decifrare a Moria (nel testo de Il Signore degli Anelli) dando al lettore la possibilità di dimostrarsi ancora più brillante del grande Gandalf stesso! Tutto sommato, questa è una delle tante tecniche impiegate da Tolkien nel farci “credere” nella realtà del suo mondo secondario.
Un ringraziamento sentito a Édouard J. Kloczko e Beatrice Mazzoleni per il loro lavoro!

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2 Comments to “Il Libro di Mazarbul svela nuovi segreti”

  1. ironmaiden ha detto:

    si sa se gli autori di questa ricerca pubblicheranno qualcosa in merito?
    grazie

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