La History in libreria:
il 22 l’incontro al Salone

History of Middle-earth in edizione ingleseFinalmente è arrivato sugli scaffali delle librerie “Il Libro dei Racconti Perduti” ovvero il primo volume de “La storia della Terra di Mezzo” di J.R.R. Tolkien. Il team di consulenti editoriali dell’AIST – Associazione Italiana Studi Tolkieniani ha revisionato i primi due volumi, mentre il terzo è stato tradotto da Luca Manini. Il progetto verrà presentato domenica 22 maggio al Salone del Libro di Torino, alle ore 18:30 (Sala Granata, Pad. 3) da Roberto Arduini e Edoardo Rialti, con la moderazione di Loredana Lipperini, scrittrice, voce di Fahrenheit Radio 3 e tolkieniana doc. La History of Middle-Earth è una collana di 12 volumi (pubblicati a cura di Christopher Tolkien dal 1983 al 1996), che narra quelle storie che in seguito sono diventate Il Silmarillion e Il Signore degli Anelli.
History - Storia della Terra di MezzpUn tredicesimo volume è stato pubblicato nel 2002, The History of Middle-earth Index, che ha integrato completamente tutti gli indici del set in un unico grande indice. In seguito i volumi 6, 7, 8 e parte del 9 sono stati pubblicati anche come The History of the Lord of the Rings. L’ultimo volume è stato re-intitolato The End of the Third Age in quanto, rispetto al corrispettivo della HoME, non contiene le sezioni The Notion Club Papers e The Drowning of Anadûnê, ma solo le sezioni relative alla Terza Era.
In occasione della pubblicazione italiana ospitiamo l’intervento di Giampaolo Canzonieri, tesoriere AIST, responsabile dei rapporti con Bompiani per l’Associazione e membro del team di consulenti. Il testo fa luce sul lavoro dell’AIST svolto in tutti questi mesi sui primi due volumi della History of Middle-Earth.

Il Libro dei Racconti Perduti, Prima parte:
vecchi compagni crescono

Stand BompianiE così, dopo gli annunci, è iniziato con il primo volume il nuovo, attesissimo viaggio della pubblicazione integrale in italiano dei dodici volumi della History of Middle-earth. I tolkieniani diversamente giovani come chi scrive ricorderanno bene che il viaggio era già iniziato nel 1986 con la pubblicazione del primo volume, proseguito nel 1987 con il secondo, per poi fermarsi fra le nebbie.
Certo, i primi due volumi avevano continuato ad essere ristampati, ma degli altri dieci si erano perse le tracce senza che ne giungesse più notizia, se si esclude la mai confermata leggenda, perché di leggenda probabilmente si è sempre trattato, del “veto” di Christopher Tolkien maturato dopo la proposta di una traduzione italiana del terzo volume giudicata non all’altezza. Da allora il mondo è cambiato, Tolkien ha definitivamente occupato un posto centrale nel mondo della letteratura fantastica e, negli ultimi anni, grazie all’opera di numerosissimi studiosi, ha iniziato finalmente ad essere riconosciuto per quel che era sempre stato, un Classico della letteratura del Novecento.
Storia della Terra di Mezzo Prima ParteErano dunque mature le condizioni perché il viaggio riprendesse, e questo è ciò che è accaduto con l’uscita in libreria del primo volume di quella che ora possiamo finalmente chiamare “La Storia della Terra di Mezzo”. Come la mettiamo, tuttavia, con il fatto che i primi due volumi erano già stati pubblicati? Quale relazione c’è tra quel che uscì allora e quel che esce adesso? In questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questo punto che, nelle settimane precedenti l’uscita del primo volume, è stato oggetto di numerose discussioni tra persone informate, meno informate e, come spesso purtroppo accade, sedicenti informate.
La prima cosa che salta agli occhi, naturalmente, è il ripristino del titolo originale. Finalmente The Book of Lost Tales Part One è diventato Il Libro dei Racconti Perduti, Prima Parte, e se siamo tutti d’accordo che un libro non si giudica dalla copertina lasciatemi dire che vedere finalmente su di essa il “vero” titolo voluto da Christopher Tolkien è già un’emozione per chi, da trentasei anni o meno, cerca di spiegarsi il bizzarro “Racconti Ritrovati” attribuito dall’allora editore Rusconi. Va da sé che se si trattasse solo di questo sarebbe ovviamente un po’ poco, ma per fortuna c’è dell’altro, e molto altro.
Per prima cosa occorre dire che l’Editore, avendo deciso di avviare una pubblicazione integrale dei dodici volumi della “Storia”, ha preso per prima cosa due decisioni importanti: affidare la cura redazionale dell’intera serie a un gruppo di esperti e verificare che i primi due volumi, i “vecchi compagni” del titolo, fossero all’altezza di un’operazione “filologica” destinata a un mondo e a un pubblico che, occorre dirlo, da una pubblicazione tolkieniana si aspettano oggi assai più che trentasei anni fa.
Riguardo al primo punto possiamo dire con un certo orgoglio che Bompiani ha deciso di proseguire l’ormai duratura e fruttuosa collaborazione con l’AIST, affidando la cura redazionale a un team composto da membri dell’Associazione, nelle persone di Roberto Arduini, Giampaolo Canzonieri, Barbara Sanguineti, Norbert Spina e Claudio Antonio Testi. Quanto al secondo, il primo grande impegno del team è stato proprio quello di effettuare una revisione completa e accurata del testo del 1986, con lo scopo di preservarne i pregi e correggerne gli eventuali difetti. La traduzione originaria di Cinzia Pieruccini è stata dunque rivista e confrontata letteralmente parola per parola con l’originale inglese, individuando gli interventi da effettuare per farla “crescere”, ove necessario, al livello di quel che non è un semplice libro di narrativa, come forse era stato inteso nel 1986, ma qualcosa che sta in mezzo tra la narrativa e l’accademia.
Il risultato di questo impegno, che lasciatecelo dire è stato non poco gravoso, ha portato a quella che Bompiani stessa ha definito una “Edizione riveduta e ampliata”; oltre ai normali interventi tipici delle revisioni – refusi, piccoli errori, “imprecisioni tolkieniane” e simili – sono infatti emerse anche necessità più significative, quali l’aggiunta di parti mancanti o la necessità/opportunità di sostituire parti esistenti. Questo ha richiesto la traduzione ex novo di alcune parti, incarico che l’Editore ha affidato a Luca Manini, impegnato nel frattempo nella traduzione del terzo volume della “Storia”, I Lai del Beleriand, in uscita a ottobre.
pubblico salone torinoCon questo pensiamo di aver fornito un quadro chiaro a chi non lo aveva – e forse anche a qualcuno che non desiderava averlo – e alla domanda “ha senso che acquisti questo libro se ho già la versione precedente?” rispondiamo senz’altro di sì. A chiarire ulteriormente il concetto forniamo di seguito una tabella che mostra l’elenco delle parti su cui si è dovuto – o si è ritenuto opportuno – intervenire; pensiamo si tratti di uno strumento sintetico ma utile per verificare sul campo i cambiamenti e godersi fino in fondo la nuova versione, mentre per altri dettagli rimandiamo alla “Nota alla presente edizione” collocata a pag. 21 del libro. Nel frattempo il viaggio continua con il secondo volume della serie, Il Libro dei Racconti Perduti, Seconda Parte, per la cui revisione si è effettuato un lavoro identico al primo.
Con l’augurio di avervi a bordo fino alla dodicesima tappa (e forse, chissà, anche oltre).

Tabella Racconti Perduti

Giampaolo Canzonieri

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo L’AIST: sarà tradotta la History of Middle-earth
– Leggi l’articolo La History di Tolkien: Bompiani e la traduzione
– Leggi l’articolo Bompiani pubblicherà la History of Middle-earth?

LINK ESTERNI:
– Vai al sito di Bompiani

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