Scoperta una poesia di Tolkien sconosciuta

Studiosi: Christina Scull e Wayne HammondI due infaticabili cacciatori di note Wayne Hammond e Christina Scull ne hanno combinata un’altra delle loro. Non contenti di aver pubblicato una cronologia della vita di J.R.R. Tolkien che riporta giorno per giorno le attività rilevanti del professore di Oxford, un commentario al Signore degli Anelli che costituisce un’appendice della trilogia e vari altri volumi fondamentali, tra cui il recente The Art of The Hobbit, ora hanno anche scovato una poesia dello scrittore che era totalemente sconosciuta! Si tratta di uno dei tanti componimenti che Tolkien aveva scritto per diletto e poi inviato a diverse riviste specializzate. Ma cerchiamo di capire come i due studiosi l’hanno scoperta.

Le Avventure di Tom Bombadil

LeAvventurediTomBombadil-RusconiHammond e Scull erano partiti dalle Avventure di Tom Bombadil. Come è noto, sono una raccolta di 16 poesie di J.R.R. Tolkien pubblicata nel 1962 e il suo titolo è dovuto al fatto che Tom è il protagonista delle prime due composizioni. Il libro è presentato come fosse una traduzione dal Libro Rosso dei Confini Occidentali e contiene alcune informazioni sulla Terra di Mezzo che non si trovano altrove (ad esempio, il nome della torre di Dol Amroth e il nome dei Sette Fiumi di Gondor). Alcune delle poesie appaiono anche nel Signore degli Anelli. La raccolta viene presentata come se appartenesse al folklore degli hobbit, con poesie che parlano delle leggende della Contea e dei territori circostanti. Le canzoni che Tom canta nella Compagnia dell’Anello sono, infatti, varianti di una lunga canzone che si trova qui: la canzone, che dà il titolo al libro, narra vari aspetti della vita di Tom e del suo matrimonio con Baccadoro. Nella raccolta, segue un’altra poesia di uguale lunghezza, “Bombadil va in barca”, in cui Tom si reca nella Contea per far visita al fattore Maggot. Nel capitolo 9 della Compagnia dell’Anello mentre balla “All’insegna del Puledro Impennato” di Brea, Frodo canta una filastrocca prima di cadere giù dal tavolo. La canzone, chiamata L’Uomo della Luna andò a letto troppo tardi, si può trovare anche nelle Avventure. Nella Prefazione del libro si dice che la canzone è stata scritta da Bilbo Baggins. A Sam Gamgee, invece, la prefazione attribuisce una canzone che nel Signore degli Anelli canta nel capitolo “Fuga al Guado”, dopo aver spiegato che «non è quel che io chiamo vera e propria poesia». Si tratta della poesia che qui ha il titolo Il Troll di Pietra. Bilbo compone poi una canzone eseguita la notte prima del Consiglio di Elrond, che Aragorn aiuta a rifinire proprio prima della performance. Si tratta di quella che nelle Avventure di Tom Bombadil ha il titolo di Il cavaliere errante, che Bilbo riscrisse nella forma della storia di Eärendil. La poesia Il Tesoro è riecheggiata nel capitolo VIII delle Due Torri, quando Gandalf la intona questa poesia parlando a Théoden degli Ent sostenendo che siano «un potere che era sulla terra prima che l’Elfo cantasse o il martello battesse», cioè prima degli Elfi e dei Nani. Infine, davanti al Cancello Nero è chius, Sam recita L’Olifante a Gollum che gli chiede se esistano davvero. «No, niente olifanti», dice Gollum. «Smeagol non ne ha sentito parlare. Non vuole vederli. Non vuole che esistano». Ma un Olifante apparirà davvero nel capitolo successivo. Il volume comprende anche quella che W.H. Auden considerava la miglior poesia di Tolkien, La campana del mare, sottotitolata Il sogno di Frodo. Insomma, quasi tutte le poesie delle Avventure sono riscritte o riecheggiate nel Signore degli Anelli.

Le vere poesie delle Avventure

Poesie: La Sposa dell'ombraL’ultima frase è volutamente anacronistica. Dovrebbe essere il contrario, visto che Il Signore degli Anelli (1954-55) è stato pubblicato quasi dieci anni prima delle Avventure di Tom Bombadil (1962). In realtà, Tolkien scrisse le poesie negli anni Venti e Trenta, molto prima di iniziare il suo capolavoro. Queste poesie, scritte per diletto, vennero pubblicate su riviste specializzate: la poesia che dà il titolo alla raccolta apparve nel 1934 sull’Oxford Magazine, ad esempio, e l’anno prima la stessa rivista aveva ospitato Il cavaliere errante. Altre poesie furono pubblicate su Yorkshire Poetry, Stapeldon Magazine e The Gryphon. Proprio qui entrano in scena Hammond e Scull. Seguendo le tracce della poesia La sposa dell’ombra (Shadow-Bride in inglese), hanno scoperto che in realtà non era inedita come si credeva: fu pubblicata nel 1936 nella rivista annuale della Our Lady’s School di Abingdon (vicino Oxford). I due studiosi sono giunti alla scoperta grazie un riferimento contenuto in un’altra rivista, The Tablet. «In seguito a questa scoperta, abbiamo chiesto alla scuola, che è ancora attiva», raccontano i due studiosi, «se avessero una copia del numero annuale nel loro archivio. Non ce lo avevano, ma ci hanno messo in contatto con le Suore della Misericordia a Bermondsey, che invece conservavano il numero del 1936. In questo modo abbiamo scoperto ancora di più su quella pubblicazione». Una versione precedente della Sposa dell’ombra si trovava a pagina 9, con il titolo The Shadow Man, cosa che cambiava di molto la prospettiva perché la poesia racconta di una donna che trova un compagno in un uomo che non getta ombra. Anche se lo spunto rimase lo stesso, Tolkien fece numerosi cambiamenti nella sua revisione del 1962. Ad esempio, i primi quattro versi di The Shadow Man sono le seguenti:

There was a man who dwelt alone                                    C’era un uomo che abitava da solo
beneath the moon in shadow,                                            sotto la luna in ombra,
He sat as long as lasting stone,                                         sedeva da tanto come fosse una roccia,
and yet he had no shadow.                                                 eppure non aveva l’ombra.

Per la Sposa dell’ombra questi versi sono stati modificati in:
There was a man who dwelt alone,                             C’era un uomo che abitava da solo,
as day and night went past                                          mentre giorno e notte passavano
he sat as still as carven stone,                                     sedeva immobile come una statua scolpita,
and yet no shadow cast.                                               eppure non produceva l’ombra.

Soprattutto, il cambiamento del titolo ha spostato l’attenzione
della poesia dall’«uomo che abitava da solo» alla «signora vestita di grigio». A margine di questa scoperta, i due studiosi inglesi ne hanno fatto però un’altra, ancor più eclatante.

Una poesia dedicata al Natale

Riviste: The TabletNel numero di The Tablet del 15 febbraio 1936 si fa riferimento a «due poesie» di Tolkien nell’Annuale del 1936. «Abbiamo chiesto alle suore di poter avere una copia dell’indice del numero speciale», raccontano Hammond e Scull, «e in effetti, era elencata un’altra poesia di Tolkien». Si trova alle pagine 4-5 del numero 12, quello del mese di dicembre. E il suo titolo è dedicato al Natale: «Noel». Si è rivelata essere una poesia dello scrittore inglese non riportata da nessuna parte. Lettere, biografia, libri e testimonianze di amici e conoscenti non ne avevano mai parlato. Sono pochissime, quindi, le informazioni che abbiamo su di essa. Una poesia sconosciuta di Tolkien, anche se i suoi primi versi sembrano familiari:

Grim was the world and grey last night:                      Fosco era il mondo e grigio ieri sera:
The moon and stars were fled,                                         La luna e le stelle erano fuggiti,
The hall was dark without song or light,                      Il salone era buio senza canzoni o luce,
The fires were fallen dead.                                               I fuochi erano soffocati.

Naturalmente, la rima ABAB e le immagini di buio e luce, la luna e le stelle, si possono trovare in molti altri versi di Tolkien. Ad esempio, i versi riecheggiano alcune strofe della canzone dei Nani nello Hobbit (Over Misty Mountains Cold), anche se in questo caso la rima è AABA. La data di pubblicazione della poesia sarebbe anche molto vicina a quella del libro, dato alle stampe a settembre del 1937. Noel è insolita, tuttavia, perché si tratta di una poesia che celebra il Natale, che ha portato la luce a un mondo che era triste, freddo e buio. Una poesia che non sembra ricollegarsi alla Terra di Mezzo. Forse è per questo motivo che lo scrittore inglese non la usò più in seguito, nemmeno quando aveva bisogno di versi per la raccolta del 1962.

– Vai al blog di Wayne G. Hammond & Christina Scull
– Vai al sito della Our Lady’s School di Abingdon

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1 Comment to “Scoperta una poesia di Tolkien sconosciuta”

  1. AlQua ha detto:

    A me sembra comunque molto affine a certe atmosfere de ISdA. Potrebbe ricordare una dimora umana (o nanica o degli hobbit) caduta (ieri sera) (temporaneamente?)sotto l’ombra di Sauron per qualche motivo. Certo che se il titolo è Noel è difficile affiancarla a situazioni del Legendarium.

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