Tolkien Estate e Warner Bros trovano l’accordo

Slot machine online del Signore degli AnelliNel 2012, poco prima dell’uscita nelle sale cinematografiche del primo capitolo della trilogia jacksoniana tratta da Lo Hobbit, la Tolkien Estate, assieme alla HarperCollins Publishers aveva citato in tribunale la Warner Bros, la famosa casa di produzione cinematografica statunitense che gestisce La società sussidiaria New Line Cinema e la Saul Zaentz Co., ovvero la casa di produzione indipendente che detiene i diritti d’autore (il cinematografo Saul Zaentz acquistò tali diritti nel 1976 e oggi, attraverso la Middle-earth Enterprises possiede in tutto il mondo i diritti di sfruttamento di Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli nelle versioni per il cinema, il teatro e i diritti di merchandising). La Tolkien Estate aveva intrapreso le vie legali a seguito della creazione di giochi d’azzardo online quali Lord of the Rings Casino Game, di cui era venuta a conoscenza in maniera alquanto peculiare: una e-mail di spam era arrivata al suo avvocato nel settembre 2010.
Quando la Tolkien Estate aveva mosso i primi passi nel 2012 l’AIST aveva riportato la notizia (leggi l’articolo Ora le slot machine: la denuncia della Tolkien Estate) e ne aveva seguito gli sviluppi l’anno successivo (con l’articolo Primo round a Warner sulla Tolkien Estate): non potevamo quindi mancare di riportare la risoluzione della vicenda.

L’inizio della battaglia legale

Logo della "Tolkien Estate"Secondo la denuncia (che è possibile leggere per intero qui), la Tolkien Estate sosteneva che fosse avvenuta una violazione dei diritti sul copyright, in quanto era stato fatto un uso improprio del materiale tolkieniano: era stata infatti creata una slot machine online facendo uso dei personaggi e delle ambientazioni del Signore degli Anelli.
La Tolkien Estate sosteneva che i diritti di licenza riguardassero solo il merchandising materiale, come statuette, abbigliamento, cancelleria e simili, e che tale licenza non comprendesse la possibilità di sfruttare i personaggi del film per merchandising digitale come videogiochi o slot machine (si ricordi che il contratto sui diritti d’autore risale alla fine degli anni Sessanta e alcuni media ancora non si erano sviluppati), ritenute quest’ultime offensive e particolarmente lesive per l’eredità del Professore e la reputazione delle sue opere. L’ammenda richiesta per la supposta infrazione era di 80 milioni di dollari, una cifra che per quanto consistente impallidisce al confronto dei miliardi che i film e l’indotto pubblicitario frutteranno in seguito alla Warner Bros.
Film: Locandina "Lo Hobbit: Un Unexpected Journey"La Warner Bros rispose alle accuse presentando a sua volta un esposto nel quale sosteneva di essere stata danneggiata dalla situazione poiché aveva già preso accordi con la società WMS Gaming per la creazione di slot machine dedicate al film dello Hobbit ed è stata costretta ad abbandonare il progetto perdendo milioni di dollari in licenze in quanto molti produttori avrebbero smesso di utilizzare i filmati dei personaggi tolkieniani nelle slot machine e nei giochi online. Nella controquerela, Warner e Zaentz sostengono che l’Estate ha precedentemente ripudiato delle sovvenzioni, in violazione del contratto. L’Estate ha risposto a sua volta che non avrebbe potuto ripudiare questi accordi, in quanto tali diritti non sono mai stati assegnati. La Warner Bros ha anche lamentato una minore visibilità per le trilogie jacksoniane, sebbene non si possa mancare di notare che la stessa causa legale abbia puntato i riflettori sui film in oggetto. La richiesta della Tolkien Estate di non accogliere la controquerela non era però stata accettata.

La conclusione

Così, dopo anni di contesa legali, infine le due parti in causa sono giunte a una risoluzione il 29 giugno. I termini dell’accordo non sono stati resi pubblici, sebbene la conclusione sia stata definita amichevole dal portavoce della Warner Bros. La richiesta presentata contro Warner Bros e contro Saul Zaentz Co. è stata interamente respinta, così come la controquerela della Warner Bros e di Zaentz, con il pregiudizio per tutte le parti in causa, e nessuna delle parti coinvolte ha ottenuto il diritto di recuperare eventuali oneri e costi (è possibile leggere per intero qui l’archiviazione del caso).
La volontà di collaborare in futuro sarebbe stata altresì ribadita, e l’uscita ad ottobre del videogioco Middle-earth: Shadow of the War, in cui farà la sua comparsa anche Shelob, può essere vista come una conferma di tale intento, in particolar modo se si considera che i videogiochi ispirati alle opere tolkieniane non sono mai stati apprezzati dagli eredi del Professore.

GUARDA IL TRAILER:

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Ora le slot machine: la denuncia della Tolkien Estate
– Leggi l’articolo Primo round a Warner sulla Tolkien Estate

LINK ESTERNI:
– Vai al sito della Tolkien Estate
– Vai al sito della Middle-earth Enterprises

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