Amazon compra MGM…
e i diritti su Lo Hobbit

Serie tv Amazon On PrimeUna notizia importante di questi giorni, a livello cinematografico, e che interessa anche il mondo tolkieniano, è l’acquisto, da parte di Amazon, degli MGM Studios, la vecchia e gloriosa Metro Goldwyn Mayer, la casa di produzione che ha fatto la storia del cinema hollywoodiano, al costo di quasi 9 miliardi di dollari (8,45 per la precisione!). Amazon non va più considerata solo come uno store online, un servizio di spedizione: oggi è un colosso del commercio online i cui interessi continuano ad ampliarsi, spaziando dal cloud computing ai servizi web, dalla proprietà del Washington Post per arrivare sino ai prodotti alimentari con Whole Foods e al cinema attraverso servizi come Imdb e Amazon Prime Video. Quest’ultima nasce proprio per ampliare il campo delle offerte e per primeggiare nel nuovo business dell’industria dell’intrattenimento, dove le aziende media e tecnologiche sono impegnate ad affermarsi nell’era dello streaming.

Un acquisto miliardario

La Metro Goldwyn Mayer (MGM) fu fondata nel 1924 e, con il suo leggendario logo del leone ruggente, è stata una fucina di arte prolifica e competenza cinematografica. Durante i tre decenni d’oro dal 1924 al 1954, lo studio ha dominato l’industria cinematografica, attirando notoriamente «più stelle di quante ce ne siano nei cieli» e ottenendo una nomination a miglior film agli Academy Awards ogni anno per due decenni consecutivi. I film prodotti dalla MGM prima del 1986 non fanno parte del catalogo ora acquisito da Amazon, in quanto erano già stati comprati a metà anni ottanta da Ted Turner e sono detenuti oggi da WarnerMedia con grandi classici Via col VentoCantando sotto la pioggiaIl mago di Oz e tanti altri. Tuttavia, nel catalogo comprato da Amazon ci sono ancora molti (e importantissimi) film realizzati prima del 1986: si tratta, in particolare, dei film della United Artists, oggi una sussidiaria della MGM. La casa di produzione vanta più di 177 Academy Awards, tra cui ci sono 12 vincitori del miglior film agli Oscar e due dei franchise cinematografici più longevi e di maggior successo nella storia del cinema: James Bond con 8 film e quasi 7 miliardi di dollari guadagnati al botteghino; i film Rocky e Creed con oltre 1 miliardo di dollari guadagnato a livello globale. Come ha ricordato Mike Hopkins, vicepresidente senior di Prime Video e Amazon Studios, «MGM ha un vasto catalogo con oltre 4.000 film (tra cui anche Basic InstinctPoltergeist, Robocop, Stargate, Thelma & Louise, Tomb Raider, I Magnifici Sette, La Pantera Rosa) e oltre 17.000 programmi Tv (inclusi Fargo, Il Racconto dell’ancella e Vikings), che hanno vinto insieme più di 180 Academy Awards e 100 Emmy».
Jeff BezosMettendo le mani su MGM Amazon rafforza così Prime Video in un momento in cui i grandi studios sono meno disponibili a dare in licenza i loro cataloghi alle piattaforme di servizi in streaming esterne. E si mette in condizione per competere al meglio con i giganti Netflix e Walt Disney, nei confronti dei quali è indietro nella produzione di film e serie non essendo finora riuscita ad avere lo stesso successo. L’appetito di Amazon per i film da offrire sulla sua piattaforma è aumentato con la pandemia che ha affamato di contenuti miliardi di persone costrette a casa. E per questo Amazon ha pagato 125 milioni di dollari per il film Coming 2 America con Eddie Murphy e 80 milioni per Borat Subsequent. «Il reale valore finanziario alla base di questo accordo», ha spiegato inoltre Hopkins, «è il tesoro di proprietà intellettuale che, attingendo alle profondità del catalogo MGM, intendiamo re-immaginare e sviluppare insieme ai talenti di MGM». Jeff Bezos, CEO di Amazon, parlando all’annuale assemblea degli azionisti della società, ha ribadito lo stesso concetto, evidenziando che MGM ha un «catalogo vasto e ampio di film e show molto amati», ha aggiunto che «noi possiamo re-immaginare e riqualificare quelle proprietà intellettuali per il XXI° secolo».

I diritti de Lo Hobbit

Trilogia Lo HobbitAl di là di queste dichiarazioni ufficiali, ciò che interessa qui sottolineare è che l’acquisto da parte di Amazon include i diritti de Lo Hobbit. MGM, infatti, attraverso la sua controllata United Artists, possiede i diritti di distribuzione (ma non di produzione) per gli adattamenti cinematografici di Lo Hobbit e per le quali ci fu un contenzioso durato anni tra la MGM stessa e la Tolkien Estate. In passato, inoltre, la precaria situazione finanziaria della MGM aveva causato ritardi nella produzione de Lo Hobbit e aveva costretto l’uscita dal progetto del regista Guillermo del Toro. Dopo gli accordi tra gli eredi di Tolkien e Amazon, con quest’ultima acquisizione Amazon così riesce a riunire insieme tutti i diritti cinematografici e televisivi su Il Signore degli Anelli, tutto ciò che è menzionato nei libri e nelle Appendici. Erano 45 anni – dai tempi dell’affare di Saul Zaentz – che questi diritti su film e libro, di produzione e distribuzione, erano divisi. Nella produzione della serie tv, Amazon ha scelto di non fare un “remake” de Il Signore degli Anelli, esplorando invece molte opzioni diverse, prima di concentrarsi su Númenor e la Seconda Era. Alcuni siti web e quotidiani generalisti hanno subito ipotizzato che – avendo ora i diritti anche de Lo Hobbit – potranno essere inseriti personaggi di questa razza nella prossima serie. Solo chi non ha letto Tolkien può però pensare di inserire gli Hobbit nella Seconda Era, perché in quel periodo neanche esistevano! Ma la nuova situazione, ovviamente, può fare decidere ad Amazon di raccontare anche le vicende della Terza Era oppure rifare Lo Hobbit in una serie spin off rispetto al progetto principale o in un cartone animato.
Serie Tv AmazonNon basterebbero l’oro e le gemme custodite da Smaug nella Montagna Solitaria a finanziare la prossima serie di Amazon, che sarà in streaming appunto su Amazon Prime Video. L’intera serie, si dice, costerà più di un miliardo di dollari e il budget della sola prima stagione toccherà l’astronomica cifra di 465 milioni di dollari, un livello mai raggiunto dalle più costose produzioni hollywoodiane della storia. Questo Signore degli Anelli, ha scritto il Times, cambierà per sempre la televisione, stabilirà nuovi standard nei costi e nella qualità e contribuirà forse anche alla fine delle sale cinematografiche.
Quindi, questa notizia non fa che mettere carne al fuoco in questo accordo: per l’ambiente tolkieniano, è la spia che tra Amazon e gli eredi di Tolkien ci sia una strategia condivisa per, si spera, trasporre ancor più Terra di Mezzo al cinema o in tv con maggior fedeltà verso le idee del Professore di Oxford rispetto alle produzioni precedenti. In questo siamo confortati dal fatto che una clausola del contratto tra l’Estate e Amazon prevede proprio un controllo da parte degli eredi su ogni puntata della serie. Insomma, aspettiamo prudenti ma relativamente fiduciosi!

 

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LINK ESTERNI:
– Vai alla pagina facebook Lords for the Ring on Prime
– Leggi il comunicato di Amazon

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