Moseley Bog, il paradiso di J.R.R. Tolkien

Lo stagno Millpond«Il suono selvaggio della sega elettrica continua a farsi sentire dove gli alberi crescono», scriveva J.R.R. Tolkien. Per fortuna non è sempre così, anzi a volte buone notizie giungono proprio dove gli alberi crescono. Se poi si tratta proprio di quelli in cui lo scrittore visse parte della sua infanzia, allora la buona notizia è doppia! Nuovi sentieri, un teatro all’aperto e il ripristino delle siepi, sono le novità introdotti nella riserva naturale nota come la Moseley Bog a Birmingham. Di proprietà del comune e gestita dagli Amici di Moseley Bog e dal Wwf locale, la riserva ha messo a frutto uno stanziamento di oltre 280mila euro per preservare l’area dall’urbanizzazione. «Abbiamo fatto ogni sforzo per assicurarci che che il bosco e il fiume rimassero nel loro stato naturale», ha detto alla Bbc News Neil Wyatt, capo del Wildlife Trust a Birmingham. «Lo abbiamo reso più accessibile e fruibile al pubblico». Il miglioramento è notevole se si pensa che una parte della riserva naturale una volta era utilizzata come discarica, mentre ora è un parco nazionale per la conservazione della natura. Wyatt ha raccontato che molti visitatori fanno lunghi viaggi pur di vedere i luoghi in cui Tolkien è vissuto da bambino: «Alcuni vengono anche dal Giappone!».

Il paradiso perduto

Moseley Bog è una profonda conca boscosa selvaggia e solitaria, anche troppo per i bambini di oggi per potere scorrazzare da soli. Il fiume Cole Bath Brook attraversa la riserva facendosi strada fino alla stagno del mulino di Sarehole. Originariamente, era un grande serbatoio d’acqua, poi in parte prosciugato intorno al 1850, lasciando solo il piccolo stagno. Dal 1896 al 1900 Tolkien visse con la madre e il fratello più giovane Hillary in un cottage in affitto proprio sul lato opposto di questo mulino. Le scorribande dei due fratelli (Hillary aveva poco meno di 3 anni) fendevano l’erba del prato fino al mulino, e racconta Humphrey Carpenter nella Biografia (p. 47), «dove si fermavano a guardare la ruota che girava all’interno di una cavità scura, o si avventuravano oltre il cancello per sbirciavano dalla porta socchiusa, dove si potevano vedere le grandi cinghie di cuoio e le enormi pulegge. I mugnai erano due, padre e figlio. Il vecchio aveva la barba nera, ma era il figlio che terrorizzava i ragazzi con i suoi vestiti ricoperti di polvere bianca e il volto con occhi torvi. Ronald lo aveva soprannominato l’Orco Bianco. Quando questi gridava loro di andarsene i due bambini se la svignavano dal cortile e correvano fino a una radura dietro il mulino, al centro della quale, in un’ansa placida, nuotavano i cigni. All’estremità opposta le acque si facevano scure e improvvisamente si gettavano aldilà della chiusa verso la grande ruota: un luogo pericoloso ed affascinate». È un atmosfera molto simile alla Foresta Vecchia del Signore degli Anelli, con quei suoi prati che Tom Bombadil «attraversava a passo di carica erbe e cespugli come una mucca che s’affretta all’
abbeveratoio». Il ricordo di quei posti accompagnerà il professore per tutta la vita: «Se conosco il mulino di Sarehole? Ha dominato la mia fanciullezza», scriveva ancora nel 1968. «Io abitavo in una casetta lì vicino e il vecchio mugnaio che c’era ai miei tempi e suo figlio erano personaggi che incutevano meraviglia e terrore in un bambino».

Tolkien a Moseley BogLa campagna intorno al bosco di Moseley è stata ridotta ormai a un fazzoletto, ma ne è rimasto abbastanza per spiegare come Tolkien si rimasto legato a questi luoghi. «Era una sorta di Paradiso Perduto», disse Tolkien nel 1966 in un’intervista al Guardian, «c’era un vecchio mulino in cui due mugnai macinavano ancora il grano, un grande stagno con i cigni, una buca di sabbia in cui giocare, una conca meravigliosa piena di fiori, qualche casa rustica in vecchio stile e, più lontano, un ruscello con un altro mulino». Quando il giornalista finì le sue domande, Tolkien gli chiese di visitare la zona e scrivere una storia che poteva essere l’inizio una campagna per salvare quel fazzoletto di verde assediato ormai dalla periferia di Birmingham. Quella volta non funzionò, ma i residenti locali ne condussero in seguito un’altra, Save our Bog, cui anche Tolkien contribuì. La mobilitazione riuscì, salvando un’area verde che altrimenti sarebbe andata perduta per lo sviluppo residenziale e il mulino, lo stagno e il bosco sono ora disponibili ai bambini e alle famiglie.

Viaggio in Inghilterra

Effatà TourProprio Moseley Bog e il mulino di Sarehole saranno le tappe di un viaggio full-immersion alla scoperta dei luoghi più cari al Professore di Oxford. La Effatà Tour ha, infatti, lanciato una serie di viaggi culturali, tra cui c’è anche “In compagnia di Tolkien” che, dal 25 al 29 agosto 2011 permetterà agli appassionati di Tolkien di visitare con l’accompagnatore culturale Ives Coassolo città come Birmingham, Oxford, Hereford, Buckland e Brill. La quota di partecipazione è di 690 euro, aereo, hotel e spostamenti compresi.
– Maggiori informazioni sul sito della casa editrice Effatà
– si può scaricare la brochure da qui
– Si può guardare qui un video della visita al Moseley Bog:




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