Tolkien Society Awards 2019: ecco i vincitori

Tolkien SeminarLa Tolkien Society ha finalmente annunciato i vincitori dei suoi Awards 2019! Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ecco una breve spiegazione: ogni anno la Society seleziona le eccellenze nel campo degli studi tolkieniani, ma anche del semplice fandom. Le nominations vengono raccolte dal pubblico che segue le iniziative dell’associazione, per poi venire scremate ed infine sottoposte ad un voto online.
I vincitori di quest’anno sono stati annunciati durante la cena annuale della Tolkien Society, tenutasi a Londra il 6 aprile.

I Tolkien Society Awards 2019

Nella categoria “Artwork” erano presenti cinque candidature:

Winter in Rivendell di Soni Alcorn-Hender,
The Two Towers Condiment Set di Heather Coleman,
Song for a Queen di Elena Kukanova,
The King’s Tower Falls di Alan Lee,
ed il vincitore Durin’s Crown and the Mirrormere di Ted Nasmith.

Da notare come due opere fossero tratte del Silmarillion e tre (comprese la vincitrice) dal Signore degli Anelli, che si confermano ancora e sempre come le due massime fonti di ispirazione per l’arte tolkieniana. Notevole anche il duello artistico tra i due giganti Alan Lee e Ted Nasmith, che quest’anno ha visto la vittoria di quest’ultimo.

Nella categoria “Article” i candidati erano:

A Fall of Heavenly Iron di Martin Beech (pubblicato su Amon Hen numero 274, Novembre 2018),
‘Tolkien in Oxford’ (BBC, 1968): A Reconstruction di Stuart D. Lee (pubblicato sui Tolkien Studies numero 15, 2018),
Hildebrandt: "Merry and Pippin Captured by Orcs"ed il vincitore Was Tolkien really racist? di Dimitra Fimi (pubblicato sul sito internet The Conversation in data 6 Dicembre 2018).

Molto interessante questa scelta di premiare un articolo che affronta un tema scottante, cioè le idee politiche e sociali di Tolkien; tema che in Italia è sempre stato al centro di aspre polemiche e diatribe. In Was Tolkien really racist? l’autrice si chiede se l’esistenza in Arda di una razza priva di pregi quale gli orchi sia la prova che Tolkien pensasse che alcune razze sono migliori delle altre. L’articolo è molto interessante e non vogliamo rovinarne la lettura con troppe anticipazioni, consigliando ai nostri lettori di dedicare qualche minuto a questa interessante approfondimento.
In questa sede, riguardo a tale argomento, mi preme soltanto ricordare che Tolkien nella lettera numero 61 scrive di provare orrore per l’apartheid sudafricano e, sul razzismo in generale, la sua parola definitiva si trova nella lettera 81 quando scrive “I tedeschi hanno lo stesso diritto di definire polacchi ed ebrei -vermi da schiacciare- e -creature subumane- quanto noi di definire così i tedeschi: cioè nessuno, qualunque cosa abbiano fatto“.

Tolkien, Maker of Middle-earth - Catherine McIlwaineNella categoria “Book” c’erano tre candidature
The Fall of Gondolin dello stesso J.R.R. Tolkien, curata dal figlio Christopher,
A Wilderness of Dragons: Essays in Honor of Verlyn Flieger a cura di John D. Rateliff,
ed il volume vincitore Tolkien: Maker of Middle-earth di Catherine McIlwaine.

In questo caso è curioso notare come in una competizione tolkieniana il volume vincitore sia un libro su Tolkien e non di Tolkien stesso (sebbene si tratti di testi curati dal figlio), ma in questo caso parliamo di ricerche di tutto rispetto: ricordiamo che il voto è avvenuto su una base popolare online alla quale potevano partecipare tutti i membri della Tolkien Society; possiamo quindi immaginare l’impatto che lo scritto della McIlwaine ha avuto per vincere in competizione contro la stessa Caduta di Gondolin.

Tolkien: Maker of Middle-earth è un libro che esplora immagini inedite di opere d’arte, illustrazioni, mappe, lettere e manoscritti del Professore, a cura di Catherine Mcilwaine, archivista di Tolkien alla Bodleian Library. Il volume documenta in maniera esaustiva il processo creativo di Tolkien che si trova dietro Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli ed Il Silmarillion, attingendo non solo alle fonti della Bodleian stessa ma anche a quelle della Marquette University e da collezioni private.

Nella categoria “Website” i candidati erano
il sito di Luke Shelton,
www.elfdict.com, Parf Edhellen,
TolkienBooks.us,
ed il vincitore TolkienGuide.com.

Il sito che ha conquistato il primo posto ha il pregio di dare una panoramica globale delle opere di Tolkien, su Tolkien e dell’accoglienza ad esse riservate da libri, riviste, programmi televisivi, film ed altri siti internet. Si tratta di un sito assai curato e molto dettagliato (specie per quanto riguarda il mondo anglosassone) e forse proprio questo suo sguardo generale lo ha fatto preferire agli altri candidati, ottimi website ma di impostazione più specifica.

Catherine McIlwaneLa carrellata di vincitori della Tolkien Society si chiude con un “Outstanding Contribution Award” vinto da Catherine McIlwaine (già premiata nella categoria “Best book”) per il suo lavoro presso le Bodleian Libraries di Oxford, sopratutto nell’organizzazione dell’importantissima mostra su Tolkien che si è svolta l’estate scorsa e della quale vi abbiamo proposto anche un nostro resoconto.
L’appuntamento adesso è per le nominations dell’anno prossimo!

Stefano Mangusta

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo I vincitori dei Tolkien Society Awards 2018
– Leggi l’articolo Annunciati i vincitori dei Tolkien Society Awards
– Leggi l’articolo Ad agosto La Caduta di Gondolin di Tolkien
– Leggi l’articolo A Wilderness of Dragons, nuovi saggi
– Leggi l’articolo Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 15
– Leggi l’articolo Tolkien: Maker of Middle-earth, la mostra
– Leggi l’articolo La mostra a Oxford: ci siamo stati per voi!

LINK ESTERNI:
– Vai al sito della Tolkien Society
– Vai alla pagina facebook di Soni Alcorn-Hender, Bohemian Weasel – Soni
– Vai alla pagina facebook di Heather Coleman, Heather Coleman Jewellery
– Vai alla pagina deviantart di Elena Kukanova
– Vai al sito di Ted Nasmith
– Vai al sito di Luke Shelton
– Vai al sito Parf Edhellen
– Vai al sito Tolkien Books
– Vai al sito Tolkien Guide
– Vai al sito The Conversation
– Vai al sito di Dimitra Fimi
– Vai al sito Project MUSE

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