Medioevo fra noi: città
tra Storia e Fantastico

Minas Tirith at Dawn, by Ted Nasmith

Ultimo dei Monti Bianchi dell’Ered Nimrais, Pipino vide, come promesso da Gandalf, la cupa massa del Monte Mindolluin, le ombre viola e profonde delle sue alte valli, la sua imponente figura rischiarata dal sorgere del giorno. Sopra una propaggine sporgente s’innalzava la Città Protetta, con le sue sette cerchie di mura, così antiche e possenti che non parevano costruite, ma scolpite da giganti nell’ossatura del mondo.
Sotto lo sguardo meravigliato di Pipino le grigie mura volgevano al bianco, macchiandosi del pallido rossore dell’alba. Il sole, improvvisamente emerso dalle ombre dell’Oriente, proiettò il suo raggio sul volto della Città. Allora Pipino gridò di stupore, perché la Torre di Ecthehon, che s’innalzava entro la cerchia interna, sfavillò nel cielo come una cuspide d’argento e perle, slanciata e splendente, e il suo pinnacolo brillò come cristallo sfaccettato; bianchi vessilli svolazzavano dalle torri merlate alla brezza del mattino, e lontano si udì come un limpido squillare di trombe d’argento.

Città ideali, invisibili, immaginate, questo il tema attorno al quale ha ruotato la sesta edizione del convegno Il Medioevo fra noi, l’unico convegno italiano interamente dedicato al medievalismo, ossia al medioevo reinventato, immaginato e riscritto, svoltasi tra Urbino e Gradara dal 6 all’8 giugno. Un viaggio lungo più di mille anni, raccontato in tre giorni durante i quali abbiamo ritrovato alcuni dei relatori dell’anno precedente (qui il nostro articolo in merito) assieme a nuove voci. Spostandoci di città in città, tra memorie oniriche di luoghi che possiamo visitare ancora oggi e fantasie che possiamo vedere impresse su carta o pellicola, un pellegrinaggio fino alla Terra di Mezzo ed oltre ancora, alla Terra del Sogno, di cui percorrere le strade solo nella nostra mente.

Tre giorni e infinite città

Dopo i saluti d’apertura di Peter Aufreiter (direttore della Galleria nazionale e del Polo museale delle Marche), del rettore nell’Università di Urbino Vilberto Stocchi e di Maria Elisa Micheli, direttrice del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Urbino, il professor Tommaso Di Carpegna Falconieri ha introdotto al tema del convegno: la città, la città del medievalismo che ha mille e una forma. Una città eternamente presente nell’idea che si ha del medioevo italiano, nella nostra memoria, nei sogni, siano essi ad occhi aperti o sotto il velo della notte, nelle vecchie pagine di un libro e sugli schermi televisivi di ultima generazione.
Ci inoltriamo in un mosaico costruito dai frammenti dello specchio dei desideri, un caleidoscopio iridescente di idealizzazioni trasfigurate dalla nostalgia in La mer gotique. Venezia medievale tra Ruskin e Proust della professoressa Daniela Rando (Università di Pavia), e racconti accurati, della più famosa così come del tesoro nascosto, redatti con attenzione per una riscoperta più cosciente in «Mediaeval towns series» Le città medievali italiane in British style all’alba del Novecento del professor Francesco Pirani (Università di Macerata). Troviamo il medioevo, reale e immaginario, che ritorna nei secoli successivi per continuare a plasmare le città in Bisanzio fantasma: parafrasi del medioevo nell’architettura di Belgrado tra le due guerre mondiali della professoressa Jelena Jovanovic (Sapienza Università di Roma), e incontriamo città che l’autore fonda, di cui posa la prima pietra, la prima parola, e che si completano dapprima nella mano dell’artista e poi nella fantasia del lettore in «Meschite rosse» e «dolenti case»: l’immaginario della città di Dite dopo Dante del professor Filippo Fonio (Université de Grenoble-Alpes), luoghi che popolano, quasi affollano, l’universo cinematografico quando esso guarda all’Età di Mezzo in Il medioevo urbano nell’immaginario cinematografico della professoressa Domitilla Campanile (Università di Pisa) e che ritroviamo anche nel teatro con Ravenna lirica. Pietre, avori, mosaici bizantini in prestito alla Fiamma di Respighi di Geraldine Leardi (MiBAC, Galleria Borghese). Luogo del genio, luogo del marcio, e delle infinite sfumature, declinazioni, tra i due poli ideali, in Fantasie urbanistiche e medioevi letterari della professoressa Roberta Capelli (Università di Trento, relatrice anche al convegno Tolkien e la letteratura della Quarta Era), luogo immaginati in armonia fiabesca con la natura o freddo inferno di acciaio in Disneyland o «Nido di Ratti»? La città medievalista in un’ottica transmediale di Davide Iacono e Riccardo Facchini (rivista «MedioEvo. Un passato da riscoprire»).
Lo spettro delle conferenze è ampio, tanto da passare dalle basi solide della realtà, cercata, recuperata scavando nel profondo della terra con Mito e realtà della città altomedievale del professore Daniele Sacco (Università di Urbino), alla trasformazione in simbolo di ideali anche negli studi politici e storici in Democrazia, repubblica, comune: miti politici e ideologie nella storiografia italiana fra Otto e Novecento del professor Massimo Vallerani (Università di Torino) e in Le libertà fragili. I comuni medievali nella storiografia italiana dell’Ottocento di Fabiana Fraulini (Università dell’Insubria), dalla ricerca di un’identità in Torino reale, Torino neomedievale: ambizioni medievaliste nella capitale sabauda di Tommaso Zerbi (University of Edinburgh) e in Scenari medievali nelle esposizioni universali e nazionali di fine secolo del professor Guido Zucconi (Università Iuav di Venezia) a città-idee che non hanno luogo, identificabili più che un luogo fisico come un punto dell’anima, una sensazione, in Città invisibili, città invivibili. Il medioevo atopico di Italo Calvino del professor Salvatore Ritrovato (Università di Urbino), il cui intervento si ricollega a quello tenuto l’edizione precedente, ovvero Un «Milione» di viaggi. La strana fortuna di un libro che abolì le frontiere.
Proprio nelle Le città invisibili di Italo Calvino possiamo trovare le parole adatte per descrivere la lente del medievalismo su questo argomento:
È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra.

Al termine della sessione di sabato mattina, come l’anno scorso, Federico Fioravanti (ideatore e direttore del Festival del Medioevo) e Giuseppe Maria Bianchi (Associazione Italia medievale), hanno presentato l’edizione 2019 del Festival del Medioevo, che si terrà dal 25 al 29 settembre, come ogni anno a Gubbio, ed il cui tema centrale sarà la donna.

In attesa della pubblicazione degli atti del convegno (questa è la prima edizione per la quale verranno realizzati), condividiamo il video della sessione di venerdì mattina:

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Il Medioevo, e il Fantastico, fra noi
– Leggi l’articolo Tra Medioevo e Medievalismo
– Leggi l’articolo Una Tolkien session al Festival del Medioevo
– Leggi l’articolo Tolkien e la letteratura il resoconto di Trento

LINK ESTERNI:
– Vai al sito del Festival del Medioevo
– Vai alla pagina facebook di MediaEvi, il Medioevo al Presente
– Vai al sito dell’associazione Italia medievale
– Vai al sito dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo

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