La notizia, rimbalzata nel web su molte testate da un report esclusivo di TheOneRing.net, ha scosso il mondo del cinema e del fantasy: Sam Heughan si è ufficialmente unito al cast principale del nuovo attesissimo film The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, diretto da Andy Serkis.
Per la star scozzese di Outlander si tratta di un vero e proprio traguardo del destino. I dettagli trapelati dai set neozelandesi parlano di un ruolo di primo piano non ancora svelato ufficialmente, sebbene tra gli addetti ai lavori si rincorrano già le voci che lo vorrebbero nei panni del leggendario elfo Glorfindel.
Quel che è certo è che per Heughan questo casting non rappresenta un semplice ingaggio, ma la chiusura di un cerchio poetico iniziato il giorno stesso della sua nascita. La Terra di Mezzo, infatti, scorre nel suo sangue da sempre, impressa in modo indelebile a partire dal suo stesso nome.
Un destino scritto nei nomi: l’eredità di Gandalf’s Garden
Per capire il legame tra l’attore e l’universo di J.R.R. Tolkien bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino alla fine degli anni ’60, nel quartiere londinese di Chelsea (per la precisione a World’s End, una zona all’epoca molto alternativa di King’s Road). Fu lì che nacque Gandalf’s Garden, un movimento culturale e una comunità mistico-spirituale fondata da Muz Murray. I genitori di Sam facevano parte di questo mondo underground e Gandalf’s Garden si definiva un movimento “Overground” (alla luce del sole, votato alla crescita dello spirito), caratterizzato da stanze di meditazione, una celebre rivista psichedelica colorata (cui collaboravano la cantante Joan Baez e il comico Spike Milligan) e incontri a cui partecipavano icone del calibro di David Bowie. Per i membri della comune, la figura di Gandalf lo Stregone Bianco era il simbolo assoluto della saggezza e della protezione della natura contro la deriva del mondo moderno.
Intorno al 1971, l’affitto a Chelsea divenne troppo costoso e la comunità di Londra si sciolse, disperdendosi in vari “centri-seme” agricoli e artistici nel resto del Regno Unito. I genitori di Sam, impregnati di questa cultura pacifica, artistica e legata alla terra, si trasferirono nel sud della Scozia. Quando nacquero i loro figli, decisero di portare avanti l’omaggio a Tolkien iniziato a Londra: il fratello maggiore fu chiamato Cirdan (come il famoso elfo costruttore di navi), mentre l’attore di Outlander , nato il 30 aprile 1980 a Balmaclellan, venne battezzato Sam in onore di Samwise Gamgee.
Dalle rovine di Kenmure al successo globale di Outlander
La giovinezza di Sam non è stata segnata dalle ricchezze, ma da una profonda libertà di pensiero e da un forte legame con la terra, trasmessi dalla madre Chrissie, artista e artigiana della carta che crebbe i due figli da sola dopo l’abbandono del padre. Sam è cresciuto nella Scozia rurale, frequentando una scuola primaria a New Galloway con appena quattro alunni in classe, e vivendo in vecchie stalle ristrutturate nei terreni del Castello di Kenmure. In quella solitudine magica, tra i boschi e le rovine, il piccolo Sam nutriva la sua immaginazione giocando con spade di legno, circondato dall’affetto di una grande famiglia allargata. Suo fratello Círdan ricorda ancora oggi come Sam fosse il classico ragazzo che si presentava a ogni riunione di famiglia con un pallone sotto il braccio e una storia da raccontare, sempre pronto ad aiutare a sparecchiare i piatti e a far sentire ascoltato ogni singolo zio o cugino.
A 12 anni arrivò il trasferimento a Edimburgo, l’ingresso alla scuola Steineriana (fondamentale per la sua flessibilità creativa) e i primi passi sul palco con il Royal Lyceum Youth Theatre. La strada è stata tutta in salita: durante il primo anno alla Royal Scottish Academy of Music and Drama di Glasgow, un insegnante gli disse persino che non sapeva recitare. La svolta arrivò interpretando Romeo al secondo anno, dando inizio a una lunga gavetta teatrale e televisiva che, dopo anni trascorsi a dormire sui divani degli amici quando il budget stringeva, lo ha portato nel 2013 a conquistare la fama mondiale con il ruolo di Jamie Fraser in Outlander. Nonostante il successo globale, chi lo conosce sa che Sam è rimasto lo stesso ragazzo di sempre, legato a quel senso di appartenenza che si respira anche nei momenti più intimi della serie tv.
La caccia a un ruolo nella Terra di Mezzo
Nonostante il successo, Sam Heughan non ha mai fatto mistero di avere un chiodo fisso: recitare in un adattamento di Tolkien. Negli anni ha scherzato spesso sul fatto di essere “praticamente nato” per questo scopo, ma il percorso per arrivarci è stato segnato da numerosi rifiuti ed esilaranti aneddoti.
L’attore ha confessato di aver sostenuto diversi provini andati male sia per la trilogia originale de Il Signore degli Anelli che per quella de Lo Hobbit, candidandosi nello specifico per interpretare degli Elfi. In un incontro con Peter Jackson per Lo Hobbit,
Heughan ha ammesso con totale onestà: «Ero terribile». In un’altra occasione, durante una visita ai laboratori della Weta Workshop, si è cimentato in una trasformazione da Nano dando vita a un personaggio sopra le righe di nome “Groin”, un’esperienza scherzosamente definita dall’attore come «qualcosa che mi ha cambiato la vita». Questa passione per il trucco protesico è stata persino inserita nella serie Men in Kilts, in cui è stato truccato da Nano al fianco del collega Graham McTavish
(il quale, ironia della sorte, ha interpretato davvero il nano Dwalin nella trilogia de Lo Hobbit).
Dopo aver fallito audizioni importanti a Hollywood — tra cui Game of Thrones, James Bond e Superman — Sam non si è mai arreso. Solo l’anno scorso aveva lanciato un appello pubblico alla conduttrice Kelly Clarkson per ottenere una parte nella serie Amazon Gli Anelli del Potere, proponendosi ironicamente per qualunque ruolo, forte della sua “parrucca rossa naturale”.
Oggi, con l’avvio ufficiale delle riprese di The Hunt for Gollum nei pressi di Hobbiton, quel bambino scozzese chiamato Samwise può finalmente dire di aver trovato la sua personalissima strada verso la Terra di Mezzo.
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