Quale edizione
comprare dello Hobbit?

Scelte difficiliDopo aver scelto quale edizione comprare per iniziare a leggere Il Signore degli Anelli, ora tocca allo Hobbit. Il lettore neofita può rimanere un po’ confuso dalla quantità di edizioni che esistono del primo romanzo di J.R.R. Tolkien, perché in commercio ne esistono almeno 6 edizioni diverse, mentre nel mercato dell’usato se ne possono trovare fino a dieci differenti.
Edizioni Lo HobbitE tutto questo, eliminando dal conto tutti i volumi collegati alla trilogia cinematografica di Peter Jackson, che tra almanacchi, guide, libri fotografici per i più piccoli, racconti del film, libri stickers con adesivi, e le bellissime Cronache dal set, e altri volumi di pregevole qualità come Lo Hobbit a Fumetti e L’Arte dello Hobbit: questi libri ammontano  complessivamente a ben 25 titoli, tutti disponibili in libreria. Come fare, quindi, a scegliere quale libro comprare? Questo articolo vuole essere una guida dettagliata per una scelta responsabile e mirata, spiegando ognuna delle diverse edizioni che sono state pubblicate in questi ultimi anni, così da fornire al lettore un metro il più possibile oggettivo per trovare il volume più adatto alle sue esigenze.
Se volete saltare subito alle conclusione, cliccate qui.

Il problema del doppio

Adelphi 1973 Grandi AdelphiIl doppio è il problema principale per chi si pone la questione di quale edizione italiana comprare dello Hobbit. Questo perché due sono le case editrici che detengono i diritti di pubblicazione, due sono le versioni del libro anche nel suo originale inglese, e due sono le traduzioni in italiano attualmente disponibili in libreria. Chi si intende di matematica può già intuire che dal calcolo combinato di questi doppi, potremmo avere fino a un massimo di 8 libri da comprare! Per fortuna, non è così, ma il problema del doppio rimane, e l’unica vera soluzione a questo problema sarebbe quella di comprare almeno due libri dello Hobbit. Ma proviamo ad affrontare un doppio alla volta.
Due case editrici per un libro – caso un po’ strano, in Italia sono due le case editrici che hanno i diritti di pubblicazione dello Hobbit: Adelphi e Bompiani. Adelphi 1989 copertina rossaE se si fa il conto delle loro edizioni si arriva a ben 9 versioni diverse (tre versioni per Adelphi e sei per Bompiani). Questo numero, per fortuna si può ridurre perché alcune di esse non sono più in circolazione. Vediamole nel dettaglio. Nel 1973 Adelphi pubblicò in Italia per la prima volta Lo Hobbit nella traduzione di Elena Jeronimidis Conte, nella “Biblioteca Adelphi”. Da allora il volume è stato ristampato decine di volte, con lo stesso testo, con mappe e illustrazioni di Tolkien, concedendo la licenza temporanea di pubblicazione a Mondadori, Rusconi, Bompiani e altre cose editrici. Ancora attualmente in commercio, è giunta alla 17ª ristampa a 24 euro (scontato sul sito della stessa casa editrice a 20 euro), ed è considerata la versione deluxe di casa Adelphi. Nel 1989, la casa editrice pubblicò una edizione in brossura con copertina rossa, inserendola nella collana “Gli Adelphi”. Giunta alla 36ª ristampa, non è più disponibile, anche se nel mercato dell’usato è ancora molto diffusa a un prezzo di 11 euro (scontato sul web si trova a 9,35 euro). Sull’onda del successo al botteghino dei film di Peter Jackson, nel 2012, infine, la casa editrice ha sostituito la versione economica del volume con una nuova versione a cui ha cambiato soltanto titolo e copertina per intercettare il pubblico degli appassionati: via il sottotitolo storico (“Lo Hobbit o la riconquista del tesoro”) per quello del primo film: “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”. Attualmente è alla 41ª ristampa con lo stesso prezzo del precedente, 11 euro, ma nel mercato dell’usato si può trovare spesso a 6 euro. Riassumendo, entrando in libreria si possono Bompiani-Alan-Leetrovare due edizioni Adelphi, la “deluxe” e l’economica “cinematografica”.
Da parte sua, Bompiani ha confuso ancor più le carte stampando ben 9 edizioni diverse in appena 15 anni. È quasi meglio non visitare il sito della Rcs-Bompiani, perché la confusione aumenterebbe: in esso sono elencati ben 44 edizioni, inclusi i libri Marietti, Effatà, Adelphi e Trelibri! Cerchiamo allora di fare chiarezza noi, affidandoci all’ottimo sito di Lorenzo Gammarelli: si scopre così che, nel 2000, la casa editrice Bompiani acquisì da Rusconi la pubblicazione delle opere di Tolkien, in pochi anni pubblicò tutte le sue opere. Lo Hobbit uscì soltanto nel 2003, ma prima era stato preceduto a un altro Hobbit. Quale? Questo ci permette di passare al secondo doppio.

Con o senza note? Nasce Lo Hobbit Annotato

Bompiani-2000Quando fu pubblicato nel 1937 tutte le storie della Terra di Mezzo erano ancora delle bozze e del Signore degli Anelli non v’era nemmeno traccia. Quest’ultimo nacque solo grazie al successo editoriale dello Hobbit e per molto tempo l’autore lo considerò soltanto un seguito della storia, un Nuovo Hobbit. Poi, la Terra di Mezzo irruppe nella storia e prese il sopravvento sullo stesso autore, espandendo la trama in maniera enorme al punto che Tolkien si vide costretto a modificare al sua favola per adattarla al nuovo romanzo: nel 1951 vide così la luce una nuova versione modificata dello Hobbit prima che Il Signore degli Anelli venisse pubblicato. In una ulteriore edizione del 1966, Tolkien corresse molti refusi e imprecisioni, ed è quest’ultima che giunse in Italia, pubblicata da Adelphi ne 1973, come detto. Qualcuno però non si accontentò di una semplice fiaba e volle legare Lo Hobbit ancor di più alla Terra di Mezzo e al Signore degli Anelli: nacque così nel 1988 Lo Hobbit Annotato a opera di Douglas A. Anderson, edita per commemorare il cinquantesimo anniversario di pubblicazione Usa del volume. Il compito, a detta dello stesso Anderson, non è quello di rendere più chiara l’opera bensì di approfondirne la vita e i collegamenti con le altre opere tolkieniane oltre che di evidenziare modifiche della stessa nel corso delle edizioni o le opinioni dello stesso autore. Caso emblematico sono le modifiche al capitolo V degli indovinelli di Gollum, ma ci sono anche notevoli ripensamenti su nomi dei personaggi e su parti del testo rese più scorrevoli o semplicemente modificate nel corso degli anni. Sono state poi aggiunte molte illustrazioni a varie edizioni in varie lingue dell’opera con commenti in parte dovuti all’autore, che in alcuni casi le definiva orribili mentre in altri mostrano le differenti interpretazioni sui personaggi da parte dei vari illustratori. Insomma, si tratta allora di una vera e propria enciclopedia di curiosità e aneddoti, con la spiegazione delle fonti, dei personaggi, dei luoghi della Terra di Mezzo.
Eccoci quindi giunti a due versioni diverse dello stesso testo, a seconda se si vogliono leggere le note. Bompiani le ha pubblicate entrambe: Lo Hobbit nel 2003, 2012 e 2013; Lo Hobbit Annotato nel 2000, 2004, 2005. Sarebbe bello finirla qui, ma queste edizioni non sono tutte uguali!
Lo_Hobbit_Annotato-2004Per Lo Hobbit Annotato l’edizione del 2000 è semplicemente la sostituzione del volume Rusconi con una con il logo Bompiani: l’immagine di copertina presenta un particolare di “The River at Ascutney” (1942) di Maxfield Parrish. Nel 2002 Anderson pubblicò una seconda edizione Lo Hobbit Annotato con un’impostazione totalmente rivista. Le note sulle revisioni al testo furono incorporate nel testo; venne aggiunta un’appendice con La cerca di Erebor, un racconto di come si sono originate le vicende che saranno poi narrate nel libro, che contiene anche l’esposizione da parte di Gandalf di come decise di mandare Bilbo Baggins in viaggio con i Nani. Si possono trovare più di 150 illustrazioni, tratte dalle versioni estere oltre ai disegni, le mappe e i dipinti a colori originali di Tolkien. Questa nuova edizione fu recepita in Italia e fu lo spunto per una revisione radicale del testo. L’edizione nell’ottobre 2004, appunto, era cartonata, rilegata, letteralmente deluxe: la carta è spessa e piacevole al tatto, le immagini a colori sono proposte su pagine patinate e distinte dal resto dell’opera, riunite al centro del libro, ma senza che questo interferisca con l’omogeneità della rilegatura. In copertina un particolare di “Bilbo Flies on Eagle’s Wings”, disegnato da Gerd Renshoff e Ron Ploeg. La mappa delle Terre Selvagge e la mappa di Thror sono riprodotte su una singola pagina interna ciascuna, quindi perfettamente fruibili nella loro interezza, dato il grande formato del volume, senza che il centro divenga invisibile, come invece accade in altre edizioni. Sono, però, notevoli anche i contenuti: la curatela è affidata a Oronzo Cilli, mentre la traduzione di note e apparati attribuita a lui e a Maria Grazia Griffini, si devono in gran parte a Raffaella Benvenuto (“Prefazione”, “La Cerca di Erebor”, “Appendice B”) e Lorenzo Gammarelli (note ai capitoli 7-19 e didascalie delle illustrazioni). Importante la revisione apportata da Cilli alla traduzione italiana, al fine di uniformarne il contenuto con quello del Signore degli Anelli. Tra le principali novità si possono segnalare: «Smaug» (era «Smog»), «Troll» (era «Uomini Neri»), «Sting» diventa «Pungolo» (era «Pungiglione»), «Dale» è tradotto in «Valle» (era invariato), «Carrock» invariato (era «Carroccia»), «Hobbiton» è convertito in «Hobbiville» (era «Hobbitopoli»), «Rivendell» è reso con «Gran Burrone» (era «Forraspaccata»), «Lake-town» si attiene al letterale «Città del Lago» (era «Pontelagolungo»). L’incipit «In a hole in the ground there lived a hobbit» diviene «In un buco nel terreno viveva uno Hobbit» (era «In una caverna sotto terra viveva uno hobbit»). L’intestazione di certi capitoli è alterata, così come il classico sottotitolo del libro, tornato ad essere più fedele a quello in inglese: «The Hobbit, or There and Back Again» corrisponde ora a «Lo Hobbit, o Andata e Ritorno» (era «Lo Hobbit, o la Riconquista del Tesoro»). LO-HOBBIT-ANNOTATO-JOHN-RR-TOLKIENAltre “correzioni”: «Midsummer» reso con «Mezza Estate» (era «Ferragosto»), «Yule-tide» con «gli ultimi giorni dell’anno» (era «il periodo natalizio»), «mince-pie» con «crostata di frutta fresca» (era «torta di frutta») e «cram» invariato (era «rimpinzimonio»). Per fortuna i cambiamenti si riflettono sia nel testo sia nelle mappe, una coerenza rilevante che non era affatto scontata. Tutte le iscrizioni runiche nel romanzo sono tradotte in italiano, compresa la “P” che contrassegna la porta segreta, consentendo agli appassionati il “gioco” della decifrazione in prima persona. Inoltre la trascrizione nell’introduzione delle rune lunari corrisponde a quella presente sulla mappa di Thror e il titolo recita giustamente «Lo Hobbit, o Andata e Ritorno». È quindi innegabile che il contenuto migliorò nettamente rispetto ai volumi pubblicati in precedenza (Rusconi e Bompiani del 2000) e questa edizione è la più ricca di informazioni tra tutte quelle disponibili attualmente sul mercato. Purtroppo questa edizione “deluxe” dello Hobbit Annotato dell’ottobre 2004 è esaurita, anche se vi è stata una ristampa nel gennaio 2005. Non resta che cercarla nel mercato dell’usato o su Ebay (con prezzi che partono dal triplo del suo costo in copertina). Altrimenti, bisogna accontentarsi della sua versione economica: Bompiani la pubblicò sempre nel 2005 in brossura, cioè con la copertina morbida (è la terza dell’elenco riportato sopra), ma presenta diverse pecche. Innanzitutto ha la medesima copertina di quella vecchia del 2000, cioè l’immagine di Parrish, cosa che può facilmente far cadere nell’equivoco un lettore distratto. Le dimensioni inferiori del formato influiscono sulle due mappe, che sono più piccole, mentre sono assenti le 16 tavole a colori delle immagini di Tolkien.

Un classico per ragazzi

Bompiani-Alan-LeeAvevamo però descritto come la Bompiani avesse pubblicato anche il testo senza note o appendici in tre occasioni. Per comodità espositiva ci concentreremo prima sulle illustrazioni: le due edizioni del 2003 e 2012 (entrambe cartonate e rilegate con sovraccoperta) presentano gli splendidi disegni di Alan Lee, notissimo artista di opere sulle opere di Tolkien che partecipò anche alle due trilogie di Peter Jackson. L’edizione più recente, quella del 2013 presenta invece oltre 150 illustrazioni a colori di Jemima Catlin, giovane artista inglese che restituisce al testo di Tolkien un po’ dell’innocenza originaria. Cartonato e rilegato in tela, il volume presenta le tipiche piccole immagini inserite anche nel testo che danno un indizio su quello che succede nella storia.
Tutti i maggiori studiosi di Tolkien concordano, infatti, che Lo Hobbit sia una fiaba per bambini, una delle migliori mai scritte, che si affianca a tutti i capolavori della cosiddetta “Età dell’Oro della fiaba letteraria inglese”: Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll (1865), Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum (1900), i libri su Peter Pan di James Matthew Barrie (1906), Il vento tra i salici di Kenneth Grahame (1908), Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett (1910), Winnie Puh di A. A. Milne (1926) le opere di Edith Nesbit e altri ancora. Tolkien stesso lo pensò e scrisse come tale, dopo averne raccontato i capitoli ogni sera ai suoi figli.
Lo-Hobbit-catlinLa casa editrice ha, così, deciso di colmare quella che era una lacuna nel mercato con l’edizione illustrata del libro come classico per bambini. Leggere Lo Hobbit senza note può rendere al meglio la meraviglia e la potenza di un’opera che, come detto in precedenza, è un vero e proprio classico della letteratura per ragazzi. Inoltre, la scelta è tutt’altro che scontata. Lo Hobbit Annotato ha moltissimi pregi, ma anche diversi difetti di approccio all’opera. Tolkien non aveva licenziato alcun apparato critico al suo primo romanzo, ma tutto è il frutto delle scelte editoriali dell’editore e di uno studioso inglesi; tutte le note possono generare molta confusione nella testa di un lettore che legge Tolkien per la prima volta; un libro semplice, immediato e divertente come Lo Hobbit dovrebbe essere letto tutto d’un fiato, senza le interruzioni continue delle note, che tra l’altro svelano molti dettagli della trama futura, anche perché Lo Hobbit Annotato è davvero concepito per esser letto da un appassionato che già conosca almeno Il Signore degli Anelli.

Scelte interpretative: la traduzione

Bompiani-2012_nuova_traduzioneSiamo così giunti all’ultimo doppio nella scelta dell’edizione dello Hobbit: la traduzione in italiano. Questo perché, contrariamente a quanto accade quando viene pubblicata una nuova traduzione, la vecchia dovrebbe andare un soffitta. In questo caso, invece, la nuova convive con la vecchia! E in alcuni casi per i libri dello stesso editore. Il 20 giugno 2012 Bompiani ha pubblicato una nuova traduzione dello Hobbit da parte di Caterina Ciuferri, con la collaborazione di Paolo Paron della Società Tolkieniana Italiana. Anche se si trattava della versione economica della collana “Tascabili Narrativa”, erano incluse le mappe di J.R.R. Tolkien e le illustrazioni di Alan Lee. Nonostante i molti editori, la ormai storica traduzione di Elena Jeronimidis Conte, realizzata oltre 40 anni fa, era infatti l’unica disponibile. Anche la Bompiani che aveva ricevuto le opere di Tolkien in eredità dalla Rusconi, a sua volta si avvaleva di questa traduzione su concessione della Adelphi. Ma proprio il fatto che sono due le case editrici a pubblicare Lo Hobbit, ora sono due anche le traduzioni, che coesistono tranquillamente. La nuova traduzione, inoltre, ha fatto fatica anche ad affermarsi nelle stesse opere Bompiani. Nello Hobbit Annotato, ad esempio, è stata introdotta solo con l’edizione del 2013. E solo a partire dalla quinta ristampa dello Hobbit con le illustrazioni di Alan Lee e dalla terza ristampa dello Hobbit Annotato, sono state anche sistemate tutte le rune nell’introduzione e nelle mappe, coerenti con la nuova traduzione in italiano. Certo, alcuni refusi e soprattutto alcune scelte terminologiche della vecchia traduzione erano ormai datate (“Smog” e “Uomini Neri”), ma altre si avvicinano maggiormente all’originale inglese, rimanendovi più fedeli. Considerando i destinatari a cui Tolkien voleva rivolgersi, inoltre, la “vecchia” traduzione risulta molto più scorrevole della nuova. Tutte queste considerazioni non fanno escludere del tutto la “vecchia” traduzione, anzi molti lettori la preferiscono.

La scelta finale

Eccoci finalmente al momento di rispondere alla domanda del titolo: quale edizione dello Hobbit comprare? Avrete capito da voi la risposta: non c’è un’edizione migliore delle altre, ogni edizione ha i suoi pregi e difetti. Per i puntigliosi, dovendo per forza consigliarne una, possiamo dire: «Vista la regola del doppio, dovrete comprarne almeno due!». Noi consigliamo una Adelphi, che rispetta più da vicino l’originale, con la traduzione “vecchia” e tutte le immagini disegnate da Tolkien, e una Bompiani, possibilmente l’edizione dello Hobbit Annotato del 2004, di grande formato, con le 16 immagini a colori nella sezione centrale, tutte le note e le copertine estere inserite da Anderson: è difficile trovarla, ma può essere lo spunto per una bella “caccia al tesoro” sul web e sulle bancarelle dell’usato. Anche così, però, rimane fuori qualcosa…

Riassumendo, quale edizione comprare dello Hobbit?

Dipende da molti fattori, soprattutto dalle preferenze del lettore: ecco i più comuni.
Vuoi risparmiare?
Lo Hobbit: Adelphi 2012La migliore è questa qui, a 11 euro, ma scontata a 9,35 euro sul web e sul sito dell’editore: Edizione Adelphi del 2012 (ISBN: 9788845927553).

Vuoi l’edizione deluxe?
Lo_Hobbit_Annotato-2004La migliore è questa qui, per un totale di 22 euro, ma di difficile reperimento: Edizione Bompiani del 2004, di grande formato, rilegata con sovraccoperta (ISBN-10: 8845232921 – ISBN-13: 978-8845232923).

Vuoi l’edizione illustrata?
Qui non ce n’è una migliore, ma ben tre diverse, a seconda dell’artista:
Lo-Hobbit-catlinIllustrata da Jemima Catlin – ISBN carta: 9788845274404. Presenta oltre 150 illustrazioni a colori inserite anche nel testo che danno un indizio su quello che succede nella storia.
Bompiani-Alan-LeeIllustrata da Alan Lee – (ISBN carta: 9788845271748). Presenta gli splendidi disegni di Alan Lee, notissimo artista di opere sulle opere di Tolkien che partecipò anche alle due trilogie di Peter Jackson.
Lo_Hobbit_Annotato-2004Illustrata da Tolkien stesso – (ISBN carta: 9788845271748). La migliore riproduzione (a colori su carta patinata) delle immagini realizzate dallo scrittore si trova nello Hobbit Annotato, versione deluxe Bompiani del 2004, come detto di difficile reperimento. In alternativa, qualunque edizione riparta le immagini in bianco e nero.

Vuoi l’edizione dello Hobbit Annotato?
LO-HOBBIT-ANNOTATO-JOHN-RR-TOLKIENLa migliore è sempre questa qui, per un totale di 22 euro, ma di difficile reperimento: Edizione Bompiani del 2004, di grande formato, rilegata con sovraccoperta. In alternativa, si può prendere quella Bompiani del 2012, economica e in brossura.

Vuoi l’edizione per ragazzi?
Lo-Hobbit-catlinLa migliore è questa qui, Illustrata da Jemima Catlin, che è praticamente l’unica destinata al pubblico dei lettori più giovani (ISBN carta: 9788845274404).

Vuoi l’edizione con la nuova traduzione?
Bompiani-2012_nuova_traduzionePraticamente tutte le edizioni Bompiani a partire dal 2013 contengono la traduzione di Caterina Ciuferri. Prima di acquistare un libro è però bene controllare i dati nelle prime pagine del volume, per evitare di comprare le copie del periodo 2012-inizi 2013 che presentano molte piccole mancanze!

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Riepilogo delle edizioni Bompiani e Adelphi:

2013 Bompiani Lo Hobbit – (Narratori stranieri) – illustrato da Jemima Catlin (rilegato)
2012 Bompiani Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato – Illustrato da Alan Lee (rilegato con sovraccoperta): nuova traduzione di Caterina Ciuferri – versione economica della collana “Tascabili Narrativa”
2012 Adelphi Lo Hobbit o la riconquista del tesoro – (gli Adelphi 3) Mappe e illustrazioni dell’Autore. Traduzione di Elena Jeronimidis Conte – in copertina il manifesto del film The Hobbit di Peter Jackson (brossura) 11 euro (scontato sul web si trova a 9,35 euro).
2005 Bompiani Lo Hobbit – Annotato da Douglas A. Anderson (I libri di Tolkien) – Traduzione di Elena Jeronimidis Conte (brossura con sovraccoperta), illustrazione di copertina Maxfield Parrish
2004 Bompiani Lo Hobbit Annotato da Douglas A. Anderson (edizione deluxe) – Traduzione di Elena Jeronimidis Conte (grande formato, rilegato con sovraccoperta). Illustrazione di copertina Gerd Renshoff and Ron Ploeg.
2003 Bompiani Lo Hobbit (I Libri di Tolkien) – illustrato da Alan Lee – mappe dell’Autore e traduzione di Elena Jeronimidis Conte (grande formato, rilegato con sovraccoperta). Copertina e Illustrazioni di Alan Lee
2000 Bompiani Lo Hobbit – Annotato da Douglas A. Anderson (I libri di Tolkien) – Traduzione di Elena Jeronimidis Conte (brossura con sovraccoperta). Illustrazione di copertina Maxfield Parrish
1989 Adelphi Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (gli Adelphi 3) (brossura con copertina rossa)
1973 Adelphi Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (Biblioteca Adelphi 47), con mappe e illustrazioni di J.R.R. Tolkien, traduzione di Elena Jeronimidis Conte.

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ARTICOLI PRECEDENTI:
– Vai all’articolo: Il Signore degli Anelli, quale edizione leggere?
– Vai alla sezione dedicata al libro dello Hobbit: Storia editoriale ed errata corrige
– Vai all’articolo: Esce una nuova edizione illustrata per Lo Hobbit
– Vai all’articolo: Lo Hobbit massacrato: uno sviluppo sulle rune
– Vai all’articolo: Pubblicata nuova traduzione dello Hobbit
– Vai all’articolo: Lo Hobbit a fumetti: ecco le nuove immagini di Wenzel

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6 Comments to “Quale edizione
comprare dello Hobbit?”

  1. Alice ha detto:

    “Smog” e “Uomini Neri” sono sempre stati fastidiosissimi per me da leggere, quindi sono stata più che felice di sperimentare la nuova traduzione leggendo Lo Hobbit Annotato (Bompiani 2012) e Lo Hobbit illustrato da Alan Lee, però concordo sul fatto che la vecchia traduzione fosse più scorrevole.

    Bell’articolo, grazie per i chiarimenti!

    • francesca virga ha detto:

      Veramente la versione più corretta e più attinente al testo originale di JRR Tolkien è quella di Caterina Ciuferri! La migliore in assoluto. Ha eliminato tutti gli errori traduttivi e ha rispettato lo stile asciutto di Tolkien. Infatti Lo Hobbit così non è più una favoletta! Meglio studiare prima di scrivere, no?

      • Norbert ha detto:

        Personalmente non sono d’accordo. Ritengo un errore traduttivo scrivere: “per prezzi che andavano da quasi niente a vecchie canzoni” in quanto in italiano non ha molto senso.

        Lo Hobbit è una favola – a parte le modifiche del 1951 a Gollum, è la “favola della buonanotte” dei figli di Tolkien

  2. Barry ha detto:

    Ciao, complimenti per l’articolo, avrei bisogno di una ulteriore delucidazione: Vi sono (a quanto ho capito) due edizioni del 2012 di Bompiani, con illustrazione di copertina praticamente identica (Smaug), su entrambe è presente la dicitura “con illustrazioni di Alan Lee”. Qual è l’effettiva differenza tra queste due edizioni?

    • redazione ha detto:

      Le edizioni del 2012 contengono due traduzioni diverse: la prima è quella “storica” di Elena Jeronimidis Conte, la seconda è quella più nuova di Caterina Ciuferri

  3. Norbert ha detto:

    Per chi fosse interessato, linko qui sotto la pagina con gli errori traduttivi delle principali opere in italiano di Tolkien. Non sono elenchi complleti, ma solo elenchi “in fieri” degli errori finora trovati

    http://www.jrrtolkien.it/jrr-tolkien/cronologia/errori-nelle-traduzioni-italiane/

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