Tolkien e Ildegarda tra erbe e pietre magiche

Tolkien LabL’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani promuoveranno, all’interno delle spazio condiviso dei TolkienLab, un incontro il 19 ottobre su J.R.R. Tolkien e Ildegarda di Bingen (seguite gli aggiornamenti sull’evento facebook “Tra pietre magiche ed erbe curative”). La relatrice della serata sarà Elisabetta Marchi, socia AIST che di recente ha presenziato alla sessione tolkieniana del Festival del Medioevo e i cui saggi La Contea di Saruman e Bilbo Baggins e la Contea: una carriera deviante sono scaricabili dal nostro sito. L’impegno di Elisabetta nel diffondere la conoscenza dell’opera tolkieniana riguarda anche gli ambiti scolastici: è infatti promotrice del progetto un Hobbit a Pontelago.
Le cediamo la parola, cosicchè ci presenti lei stessa i contenuti della serata.

Tra pietre magiche ed erbe curative:
Tolkien e Ildegarda di Bingen

Ildegarda 1Di seguito vorrei anticipare brevemente alcuni dei temi che verranno trattati nella serata e che forniranno, spero, materiale per condividere e ampliare una discussione proficua. Affrontare un argomento così vasto come quello che tratta di magia e aspetti curativi nelle opere di due figure così importanti, profonde e scomode (1), potrebbe essere paragonato al tentativo di addentrarsi in una buia foresta ostile senza avere per le mani almeno un paio di Ent che si prendano cura di te e del tuo cammino. La ricchezza delle opere trattate genera infatti complessità, che si traduce a mio avviso nell’impossibilità di racchiudere facilmente J. R. R. Tolkien e Ildegarda di Bingen dentro steccati, di qualunque tipo sia il legno di cui son fatti. Riflettere su questi due autori vuol dire allora partire innanzi tutto dalle diversità. Da una parte una donna del XII secolo, una monaca benedettina, badessa, esperta in scienza e medicina, filosofa e compositrice, dottore della Chiesa; dall’altra un uomo del XX secolo, un professore universitario, filologo, esperto in letteratura medievale, autore di uno dei libri più amati del Novecento. Come sia possibile accostare alcuni degli scritti di Ildegarda di Bingen, che offrono un’interpretazione teologica della natura, “che ha il suo fondamento nel e con il rapporto tra il Creatore e la creatura” (2), alla Terra di Mezzo, un mondo pagano/naturale in armonia con la rivelazione (3) è il punto di partenza della riflessione. L’inizio del percorso non guarderà tanto alla corrispondenza tra le piante della Terra di Mezzo e quelle del mondo primario, quanto piuttosto all’idea che la contemplazione della Natura, l’osservazione e la conoscenza delle scienze naturali e della medicina, rappresentano solo un modo particolare per legare in un rapporto complesso Dio, l’uomo e il mondo (4). Di qui inizia un viaggio che alla fine ci porterà a toccare con mano frammenti di una storia affascinante a cui l’acuita sensibilità verso la natura ha conferito carattere di attualità. In sintesi l’obiettivo dell’incontro non è principalmente legato ad una trattazione del tutto esaustiva ed organica della materia, quanto piuttosto alla ricerca di orientamenti significativi attraverso cui entrambi cercano di legare l’uomo alla natura. Per questo si impone una scelta che certamente includa l’accostarsi rigoroso ai testi, ma che sappia anche andare oltre il momento espositivo per cogliere, tra i tanti percorsi possibili, la sintonia nella descrizione di alcuni tratti essenziali all’interno del pensiero dei due autori. Per tracciare questo sentiero a mio avviso è indispensabile portare con sé un solido concetto di magia in relazione al rapporto armonico con la Natura e alla volontà sub-creativa (5) e la percezione dell’indissolubile rapporto tra spirito e corpo (6). In questo modo si può introdurre la possibilità di mettere in relazione il tema ildegardiano della comunione e dello scambio reciproco di tutta la Creazione, per cui una cosa sta sempre in rapporto con l’altra (7), con la connessione che in maniera più o meno marcata unisce i popoli della Terra di Mezzo (dagli Elfi ai Nani) al mondo naturale. Nella Silmarilsvisione della profetessa del Reno ogni elemento è infatti unito da un unico filo, che Ildegarda chiama viridità, e che possiede una duplice caratteristica: da una parte la forza risanante, sinonimo di integrità, dall’altra la forza vitale, quel verdeggiare vivo e palpitante che non si arresta mai, capace di generare vita anche là dove tutto richiama alla morte (8). L’armonia è il principio fondamentale su cui Ildegarda basa il concetto di salute (9), assimilabile all’idea di far parte di un tutto, di attingere ad una originaria organicità, che vale quanto l’utilizzo di profonde conoscenze mediche (10). La figura dell’esperto di erbe che si incontra nelle Case di Guarigione richiama invece un’idea di scienza che si perde in dettagli minuziosi e in inutili dissertazioni, dimenticando l’idea della totalità e della compenetrazione esistente tra spirito e corpo (11), nell’uomo come nei Silmaril (12). E proprio le diverse pietre che Ildegarda usa, “senza necessità di incantesimi o invocazioni di spiriti,”(13) ci accompagneranno alla fine di questo cammino mostrandoci così un altro aspetto della viridità.

Elisabetta Marchi

Note:
1. Che Ildegarda sia una personalità dal carisma scomodo lo dice lo stesso Cardinale Karl Lehman all’avvicinarsi della proclamazione di santa Ildegarda di Bingen a Dottore della Chiesa, il 7 ottobre 2012.
2. Suor Angela Carlevaris, La concezione ildegardiana nella armonia della persona, 12 11 2001
3. A questo proposito si veda Claudio Antonio Testi, Santi pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien, Bologna, Studio Domenicano, 2014
4. “Those who believe in a personal God, Creator, do not think the Universe is in itself worshipful, though devoted study of it may be one of the ways of honouring Him. And while as living creatures we are (in part) within it and part of it, our ideas of God and ways of expressing them will be largely derived from contemplating the world about us.” J.R.R.Tolkien, Lettera 310
5. Si veda Simone Bonechi, Per una definizione della magia in Tolkien, Endore n. 6
6. “Quando il fea è forte e non indebolito dall’Ombra così da essere sviato dal suo bene, esso sostiene la vita corporea (come un padrone può sostenere e soccorrere un servo), così che essa pure sia forte per completare sé stessa, resistere ad attacchi esterni e far scomparire ogni ferita inferta alla sua corporeità” J.R.R.Tolkien, La reincarnazione degli elfi e altri scritti, 2016, Marietti
7. “Tutto, infatti, tutto ciò che esiste nell’ordine di Dio, risponde con tutto”, Ildegarda di Bingen, Il libro delle opere divine
8. “Improvvisamente illuminata dai raggi paralleli al suolo, Frodo vide la testa del vecchio re: giaceva abbandonata lungo la strada. “Guarda Sam!” esclamò dallo stupore. “Guarda! Il re ha di nuovo in capo una corona!” (…) Una pianta rampicante dai fiori simili a stelle bianche gli si era avvolta intorno al capo, come per riverire il re caduto, e nelle fessure della sua capigliatura di pietra splendeva della gialla sassifraga.” J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani
9. “Quando gli elementi operano ordinatamente nell’uomo lo sostentano e lo rendono sano; mentre quando sono in disaccordo lo fanno ammalare e lo uccidono” Ildegarda di Bingen, Cause e Cure delle infermità, Sellerio
10. “As they travel with him, they quickly recognize his gifts of foresight and wisdom. In addition, as an Elf-friend, Aragorn understands and shares their desire to live in harmony with the land and heal it from its wounds.” L . Calco, The hands of healer, J.R.R.Tolkien understanding of kingship
11. “L’anima corrobora la figura del corpo, la vivifica e la illumina, sì che nel corpo vi è un fuoco ardente e come il fuoco risplende in tutta la casa e in ogni suo angolo e tutta la illumina” Ildegarda di Bingen, Cause e cure delle infermità, Sellerio
12. “Pure il cristallo era, per i Silmaril, null’altro di ciò che il corpo è per i Figli di Iluvatar: la dimora del suo fuoco interiore, che è in esso e insieme in ogni parte di esso, e che ne costituisce la vita.” J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, Bompiani
13. Ildegarda di Bingen, Il libro delle gemme, Il Leone Verde

ARTICOLI PRCEDENTI:
– Leggi l’articolo A Ferrara torna un Hobbit a Pontelago
– Leggi l’articolo Festival del Medioevo: una sessione per Tolkien
– Leggi l’articolo I saggi dell’AIST: La Contea di Saruman
– Leggi l’articolo Bilbo uno sbandato? Per la Contea era così
– Leggi l’articolo Laboratori Tolkieniani

LINK ESTERNI:
– Vai all’ evento facebook del Tolkien-Lab: Tra pietre magiche ed erbe curative
– Vai al sito dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici

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