New York, parlano i curatori della mostra

Apre oggi alla Morgan Library di New York la nuova mostra su Tolkien, di cui abbiamo parlato approfonditamente qui. Tolkien: Maker of Middle-earth, questo il titolo della mostra, è già stata per diversi mesi nel 2018 ad Oxford, attraendo visitatori da tutta Europa (potete leggere qui il nostro resoconto) con l’esposizione di pezzi provenienti non solo dal Tolkien Archive della Weston Library, parte delle Bodleian Libraries, ma anche da dalla Tolkien Collection della Marquette University di Milwaukee e da collezioni private. Da oggi fino al 12 maggio 2019 sarà il turno del Morgan Library & Museum di ospitare questa mostra eccezionale: un’occasione davvero unica per i tolkieniani americani e per coloro che si troveranno a New York questa primavera. «Questa mostra raccoglie la più grande collezione di materiale dello scrittore inglese mai organizzata negli Stati Uniti», spiegano i curatori. Tuttavia, sono in esposizione meno oggetti rispetto alla mostra di Oxford.

L’inaugurazione a New York

Colin B. Bailey, direttore del Morgan Library & MuseumL’esposizione è stata presentata in anteprima poche ore fa con due lunghi interventi del direttore della Morgan Library, Colin B. Bailey, e del curatore della mostra, John McQuillen. «Questa mostra presenta il lavoro di uno degli autori più ammirati del XX° secolo, J.R.R. Tolkien», ha esordito Bailey. «La mostra del Morgan è l’unica opportunità in America di vedere la più grande collezione mai raccolta di disegni originali, manoscritti e mappe di Tolkien». Subito dopo Richard Ovenden, responsabile delle mostre presso le Bodleian Libraries dell’Università di Oxford, ha descritto il grande successo del periodo britannico di questa mostra: «Sin dalla sua inaugurazione, il 1° giugno 2018, questa straordinaria mostra ha accolto oltre 100mila visitatori da tutto il mondo, rendendola l’esposizione estiva più popolare della Bodleian fino ad oggi».
È stato quindi il turno del curatore della Morgan, John McQuillen, di descrivere la nuova mostra: «Si tratta di una esposizione divisa in 6 sezioni: 3 sezioni (Origini Elfiche, Casa e famiglia, Pure Invenzioni) sono biografiche, incentrate sull’infanzia di Tolkien, sulla vita familiare e sull’importanza delle rappresentazioni visive nel suo processo creativo. Le 3 sezioni finali si concentrano sulle sue 3 opere letterarie principali: Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion.
Gli oggetti della sezione Origini Elfiche includono fotografie di famiglia e ricordi dell’autore, l’infanzia e i giorni di scuola di Tolkien, fino al periodo sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale». «Tolkien nacque nel 1892 nello Stato Libero di Orange, in quella che ora è la Repubblica del Sudafrica. In una lettera ai suoi suoceri, Mabel Tolkien nota la somiglianza del figlio appena nato con una fata o un elfo… un chiaro segno della sua vita futura! Nel 1896, Mabel portò il figlio di quattro anni Ronald e suo fratello minore Hilary in Inghilterra per visitare la famiglia. Il loro padre avrebbe dovuto seguirli, ma morì prima che potesse unirsi alla sua famiglia. Così Mabel, Ronald e Hilary rimasero in Inghilterra. Tolkien amava la campagna inglese ed era chiaro che per lui quella fu l’ispirazione diretta per la Contea nella Terra di Mezzo. Anche all’età di 10 anni, Tolkien era interessato alle raffigurazioni della campagna pastorale. Mabel aveva insegnato ai figli ad apprezzare le lingue, la letteratura e l’arte. Mabel morì però di diabete a 34 anni, nel 1904. Fu un duro colpo per il dodicenne Ronald, ma l’influenza di Mabel ha chiaramente acceso la scintilla della creatività in suo figlio. A 17 anni, Ronald ha incontrato Edith Bratt. È l’amore della sua vita e ha ispirato la grande storia d’amore di Beren e Lúthien al centro del Silmarillion.
La sezione Casa e famiglia include fotografie di famiglia e disegni che Tolkien fece per i suoi figli. Sebbene Tolkien lavorasse per molte ore al giorno come professore di lingua e letteratura inglese, i suoi figli erano una priorità assoluta. Furono il pubblico iniziale de Lo Hobbit e non furono molto entusiasti che “la loro storia” dovesse essere pubblicata. Ogni anno, per quasi 25 anni, Tolkien scrisse ai suoi figli le Lettere da Babbo Natale, in cui appaiono le simpatiche avventure degli abitanti del Polo Nord.
La sezione Pure Invenzioni include illustrazioni realizzate da Tolkien dai giorni di scuola fino alla pensione. Questi disegni e illustrazioni non sono specificamente correlati a nessun libro e mostrano la sua volontà di sperimentare con stili e colori diversi. I primi disegni del gruppo raffigurano immagini di foreste oscure. Queste immagini erano così radicate nella sua immaginazione che lui aveva il bisogno innato di esprimerle, prima ancora di sapere che cosa fosse la Terra di Mezzo. Negli anni ’60, dopo la pubblicazione e il successo iniziale di Il Signore degli Anelli, Tolkien produsse una serie di illustrazioni attribuite all’età Númenóreana, la Seconda Era della Terra di Mezzo. Sebbene Tolkien abbia scritto poco in relazione a questo periodo nella storia della Terra di Mezzo, era talmente preoccupato della creazione completa di quel mondo, che persino gli “scarabocchi” disegnati mentre faceva dei cruciverba divennero elementi visivi di quel mondo.
Alla fine degli anni ’20 del Novecento, Tolkien scrisse l’ormai famosa frase d’apertura de Lo Hobbit: «In un buco nel terreno viveva uno hobbit» e disegnò la mappa del tesoro di Thrór, che è in mostra nella sezione Lo Hobbit. Le illustrazioni di Tolkien per questa storia si classificano allo stesso livello di quelle di Beatrix Potter, Maurice Sendak e Saint-Exupéry tra i più famosi autori della letteratura per bambini. Le sue illustrazioni e acquerelli hanno introdotto milioni di lettori nella Terra di Mezzo. Tolkien fu coinvolto nell’intero processo di produzione della prima edizione di Lo Hobbit, compresa la progettazione della copertina e della sovraccoperta. La sovraccoperta, visibile in questa esposizione, è una delle più famose di tutta la letteratura inglese. In una lettera a un collega di Oxford, lo scrittore afferma che crede che tutte le illustrazioni, salvo la sovraccoperta, siano brutte. Nella stessa lettera scrive: «Io non approvo molto Lo Hobbit, preferendo la mia mitologia (che è appena stata toccata) con la sua nomenclatura coerente … e la storia organizzata…». E ancora: «… è questa una marmaglia di Nani dai nomi norreni usciti dalla Voluspà, Hobbit e Gollum (inventati in un momento ozioso) e rune anglosassoni».
Quella relativa la Signore degli Anelli è la sezione più grande della mostra. Contiene una grande varietà di materiale manoscritto testuale, mappe e disegni che Tolkien ha prodotto nel corso della scrittura dell’opera. Quello che doveva essere un sequel de Lo Hobbit, un’altra delle avventure di Bilbo con il suo anello magico, divenne rapidamente qualcosa che né Tolkien né il suo editore si aspettavano. C.S. Lewis si riferiva all’entusiasmo pubblico de Il Signore degli Anelli come “come un fulmine dal cielo”. La cronologia della storia è di importanza critica. La mostra include le distinte sequenze temporali della stesura per seguire le diverse azioni dei personaggi e il loro posto nella narrazione. Questa attenzione ai dettagli mantiene la veridicità interna del lavoro. Il Signore degli Anelli non era destinato ad essere illustrato. Tolkien produsse disegni di alcune scene e luoghi nella narrazione come suo proprio aiuto. Come ha scritto, il testo ha avuto un impatto sulle illustrazioni e le illustrazioni hanno informato il testo. I prodotti visivi più importanti realizzati da Tolkien per Il Signore degli Anelli furono principalmente le mappe. La geografia della Terra di Mezzo era un aspetto importante per la veridicità della storia, e Tolkien fu chiaro quando dichiarò che la mappa era venuta per prima e che la storia si era adattata a essa.
La sezione Il Silmarillion: Tolkien considerava Il Silmarillion il suo lavoro più importante. E dalle trincee della Prima Guerra Mondiale fino alla sua morte, non ha mai smesso di lavorare sulla storia degli Elfi. Anche se Il Silmarillion è stato il primo lavoro di Tolkien, l’ho messo alla fine come l’ultimo tassello della sua visione perché linguaggio, geografia e narrativa sono completamente intrecciati nella costruzione della Terra di Mezzo. Come filologo, non sorprende che il linguaggio abbia avuto un ruolo fondamentale nella formazione della Terra di Mezzo. Tolkien cominciò a scrivere le storie per sostenere e spiegare la storia delle lingue elfiche, non il contrario».

Le collezioni in esposizione

La mostra tolkieniana del Morgan però non sarà identica a quella tenuta ad Oxford: sono sempre presenti oggetti dalle collezioni precedentemente nominate, assieme a tre esclusive provenienti da collezioni private e del Morgan Library & Museum stesso. La parte più cospicua di documenti sarà messa a disposizione dalla Marquette University (Wisconsin) che, dal 1957 possiede una delle più ampie raccolte di manoscritti di Tolkien. Ma se la mostra oxoniense esibiva quasi 200 elementi, quella newyorkese ne proporrà molti meno, sebbene sempre spaziando sui vari aspetti e stadi della produzione creativa di Tolkien. Le novità della mostra a New York saranno invece le seguenti:

  • la lettera scritta a mano di Tolkien a Geoffrey Selby del 14 dicembre 1937, MA 4373 del Morgan Library & Museum, presente nel catalogo della mostra a pagina 312
  • la lettera di Tolkien, battuta a macchina, a Naomi Mitchison del 25 aprile 1954, da una collezione privata
  • due copie della prima edizione inglese de Lo Hobbit, una con la sovracoperta (da una collezione privata) e una copia senza sovracoperta per mostrare i disegni di Tolkien per la copertina sottostante del Morgan Library & Museum (PML 84830)

Tolkien, Maker of Middle-earth - Catherine McIlwaineLa mostra, come nell’edizione tenuta ad Oxford, sarà accompagnata dal catalogo Tolkien: Maker of Middle-earth della Tolkien Archivist Catherine McIlwaine: più di 400 pagine con oltre 300 immagini di manoscritti, schizzi, mappe, lettere tolkieniane, ma anche illustrazioni di grandi artisti del fantastico che hanno immortalato la loro visione della Terra di Mezzo. McIlwaine, curatrice della mostra alla Weston Library, ha dichiarato (sul sito delle Bodleian Libraries): “Sapevamo che Tolkien è popolare oggi come non mai, ma è stato sorprendente vedere la reazione alla mostra. Ho speso cinque anni per preparare la mostra ed è stato meraviglioso leggere i commenti, sentire le reazioni delle persone, e semplicemente vedere com’è stata affollata la galleria.”

Il Morgan Library & Museum, un complesso di edifici situato nel cuore di New York City, nacque nel diciannovesimo secolo come biblioteca privata del finanziere John Pierpont Morgan, la quale venne resa pubblica dal figlio John Pierpont Morgan Junior nel 1924. Il Morgan Library & Museum è oggi un museo, una biblioteca, un sito storico ed ospita anche concerti. Chiuso nel 2003 per una serie di lavori di ampliamento, ha riaperto nel 2006, dopo un rinnovamento che porta la firma del grande architetto italiano Renzo Piano.

Gli eventi legati alla mostra

Come durante ad Oxford, anche la mostra negli Stati Uniti sarà accompagnata da una serie di iniziative, a partire dalla fine di gennaio:

Studiosi: Christina Scull e Wayne Hammond

  • 31 gennaio – Tolkien and the Visual Image, ore 18:30
    Il primo appuntamento è con Wayne G. Hammond e Christina Scull, coppia di studiosi tolkieniani autori dei volumi The Lord of the Rings: A Reader’s Companion, J. R. R. Tolkien: Artist and Illustrator, The Art of The Hobbit e The Art of The Lord of the Rings, e del Tolkien Companion and Guide, di cui è uscita la seconda edizione nel 2017. I due esperi indagheranno in che modo l’arte e gli scritti di Tolkien si influenzavano a vicenda e come altri illustratori hanno interpretato le opere del Professore, specialmente Pauline Baynes, la sua artista preferita.
    Biglietti: 15 dollari, gratis per gli studenti
  • 1 febbraio – Tolkien: Maker of Middle-earth, ore 18:00
    Conferenza di John T. McQuillen, Associate Curator of Printed Books & Bindings
  • 9 febbraio e 13 aprile – Living Landscapes: Map Your Own Fantasy World
    Si tratta di due eventi collegati, destinati ai più giovani (8-14 anni):
    Ink Into Existence, 9 febbraio dalle 11:00 alle 13:00. Dopo una visita di mezz’ora, i bambini scopriranno le tecniche storiche per realizzare le mappe, tanto importanti per Tolkien, e diventeranno apprendisti cartografi. Assieme all’artista Simon Levenson, creeranno con inchiostra e carta la mappa del loro mondo fantastico. Biglietto: 20 dollari.
    Watercolor Your World, 13 aprile dalle 11:00 alle 13:00. In questo secondo appuntamento, dopo una visita di mezz’ora i ragazzi apprenderanno dall’artista Max Greis le tecniche degli acquarelli creando paesaggi fantasy, dando forma a flora e fauna. Biglietto: 20 dollari.
  • 16 marzo – Tolkien and Inspiration: A Multidisciplinary Symposium, ore 14:00
    NY Tolkien Conference 2019Simposio in partnership con la New York Tolkien Conference & Fellowship, prevede una serie di interventi quali:
    The Great Wave: How Tolkien reinvented Atlantis di John Garth (studioso di Tolkien autore di Tolkien e la grande guerra)
    “But the beauty of mithril did not tarnish”: Tolkien, Material Culture, and the Made Object di Nicholas Birns (New York University)
    Homo-amory, Tolkien’s Beowulf and The Lord of the Rings di Chris Vaccaro (Senior Lecturer di Lingua e Letteratura Inglese all’Università del Vermont)
    “And Menelmacar with his shining belt”: J.R.R. Tolkien the Amateur Astronomer di Kristine Larsen (professoressa di Astronomia alla Central Connecticut State University)
    Teaching Tolkien in the 21st Century di Leslie Donovan (University of New Mexico)
    Biglietti: 15 dollari, gratis per gli studenti
  • 4 aprile – A Long-expected Party, ore 19:00-21:00
    Una serata a tema hobbit in piena New York, a Gilbert Court: musica dal vivo e bevande ispirate alla Gente Piccola, assieme a una visita delle mostre in corso al Morgan e alla biblioteca storica. La partecipazione in costume è caldamente consigliata. Biglietti: 35 dollari.
    Sarà organizzata anche una versione V.I.P. dell’evento, definita V.I.H, Very Important Hobbit, con accesso anticipato alle 18:00, un incontro coi curatori, brindisi con champagne e molto altro ancora da scoprire. Biglietti: 100 dollari, posti limitati.
  • 12 aprile – Tolkien: Maker of Middle-earth, ore 13:00
    Conferenza di John T. McQuillen, Associate Curator of Printed Books & Bindings
  • 26 aprile – Workshop – Fantasy Watercolor Landscapes, ore 18:00-20:00
    Dopo aver scoperto i paesaggi fantastici di Tolkien in esposizione, i partecipanti passeranno alla creazione in prima persona. A guidare i visitatori sarà l’artista surrealista Max Greis, spiegando varie tecniche per utilizzare gli acquarelli. Pensato per un pubblico adulto.
    I posti sono limitati.
    Biglietti: 45 dollari

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo La mostra su Tolkien dal 25 gennaio a New York
– Leggi l’articolo Tolkien: Maker of Middle-earth, la mostra
– Leggi l’articolo Apre oggi la mostra su Tolkien a Oxford!
– Leggi l’articolo La mostra a Oxford: ci siamo stati per voi!
– Leggi l’articolo Visualizzare la Parola: Tolkien come artista
– Leggi l’articolo Il nuovo artbook di Alan Lee, dedicato a Lo Hobbit
– Leggi l’articolo Esce il nuovo Tolkien Companion and Guide

LINK ESTERNI:
– Vai al sito del Morgan Library & Museum
– Vai al sito della Weston Library, parte delle Bodleian Libraries
– Vai al sito della Tolkien Collection della Marquette University
– Vai al sito delle Bodleian Libraries
– Vai al blog di Wayne G. Hammond e Christina Scull
– Vai al sito della New York Tolkien Conference
– Vai al sito Tolkien Collector’s Guide

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