Tolkien’s Lost Chaucer: a settembre l’inedito

Canterbury Tales e TolkienIl 2019 continua la tradizione editoriale stabilitasi negli ultimi anni che vede l’annuncio di una nuova pubblicazione inedita tolkieniana dal 2013: il lungo silenzio che aveva seguito l’uscita del racconto breve Roverandom nel 1998 era stato rotto prima da The Children of Húrin nel 2007, seguito due anni dopo da The Legend of Sigurd and Gudrún, che aprì il filone delle rielaborazioni di tradizioni letterarie medievali, a cui seguì nel 2013 The Fall of Arthur, Beowulf con Sellic Spell (2014), The Story of Kullervo (come volume a sé stante nel 2015, ma già apparso nei Tolkien Studies n. 7), The Lay of Aotrou and Itroun (2016), per poi tornare ai Grandi Racconti della Terra di Mezzo con Beren and Lúthien (2017) e, l’anno scorso, con The Fall of Gondolin. Per il 26 settembre 2019 la casa editrice Oxford University Press ha annunciato l’uscita del volume Tolkien’s Lost Chaucer a cura del professor John M. Bowers dell’Università del Nevada a Las Vegas, studioso di letteratura in inglese medio, che già il primo dicembre del 2017 tenne presso l’Università dell’Arkansas una conferenza in merito, dal titolo Tolkien as a Chaucerian: The Reeve’s Tale.
John M. Bowers - 2Il mugnaio violento presente nel Racconto del fattore (The Reeve’s Tale) ha molti echi in campo tolkieniano: dall’esperienza personale in giovane età, quando uno dei mugnai di Sarehole spaventava John e il fratello Hilary, al campo accademico con il saggio Chaucer as a Philologist: The Reeve’s Tale del 1934 a quello creativo, con l’influenza nel Signore degli Anelli.
John M. Bowers ha già pubblicato vari studi sulla letteratura medievale inglese quali The Crisis of the Will in Piers Plowman (Catholic University of American Press, 1986), The Politics of ‘Pearl’: Court Poetry in the Age of Richard II (D. S. Brewer, 2001) e An Introduction to the ‘Gawain’ Poet (University Press of Florida, 2012), approfondendo Chaucer in particolare nei volumi The Canterbury Tales: Fifteenth-Century Continuations and Additions (Western Michigan University TEAMS Medieval Institute Publication, 1992, rev. 1999) e Chaucer and Langland: The Antagonistic Tradition (University of Notre Dame Press, 2007).

La storia e i contenuti

Prima pagina del Knight's Tale - Ellesmere manuscriptIl Clarendon Chaucer, come è conosciuto questo lavoro di Tolkien, fu la sua peggior impresa editoriale. L’idea era molto semplice: l’editore voleva seguire il successo del volume Reader of Fourteenth Century Verse and Prose di Kenneth Sisam con un libro simile su Geoffrey Chaucer per gli studenti universitari. Tolkien aveva fornito al libro di Sisam il Glossario, ma come suo solito, lo aveva consegnato troppo tardi per essere incluso nella prima edizione. Visto che i testi di Chaucer sarebbero stati quelli già stampati dalla Oxford University Press, la Clarendon Press affidò a Tolkien il compito di realizzare note esplicative ed un glossario per il Clarendon Chaucer, una selezione di brani e versi di Chaucer. Tolkien ci iniziò a lavorare nel 1922, ma tra angoscianti ritardi e confusioni – tutti dettagliati già da Peter Gilliver in un saggio del 2008: The Word as Leaf: Tolkien as Lexicographer and Philologist – trent’anni dopo ancora non si era giunti alla pubblicazione. Così nel 1951 la casa editrice rinunciò al progetto e, anche se Tolkien consegnò i propri appunti affinché un altro studioso portasse a compimento l’opera, l’impresa venne considerata chiusa.

Prima della pubblicazione nel 2006 del J.R.R. Tolkien Companion and Guide di Wayne G. Hammond e Christina Scull l’esistenza stessa del Clarendon Chaucer era conosciuta solo agli studiosi. Dopo anni di quiescenza, il professor Bowers con l’aiuto anche di Peter Gilliver (tra gli autori del volume di critica The Ring of Words, che affronta il lavoro di Tolkien all’Oxford English Dictionary) ha spulciato negli archivi della casa editrice, scovando bozze, note e appunti di Tolkien, oltre a una presentazione di George Gordon, amico e sponsor del professore. Grazie anche a lettere e conferenze ancora inedite, Tolkien’s Lost Chaucer permetterà quindi ai lettori di esplorare come il Professore percepisse la lingua e la narrativa chauceriane, nonché l’influenza del poeta sulle opere tolkieniane.
Ecco cosa troverete nel volume in uscita a settembre:

  • Prologue: Concerning Chaucer
  • Unexpected Journeys
  • Four Chaucerians: Walter W. Skeat, Kenneth Sisam, George Gordon, and C.S. Lewis
  • Tolkien as Editor: Text and Glossary
  • The Chaucerian Incubus: The Notes
  • Tolkien as Chaucerian: The Reeve’s Tale
  • Chaucer in Middle-Earth
  • Appendices
  • Works Cited

Tolkien e Chaucer

Geoffrey ChaucerTolkien incontrò Chaucer già in giovane età, cominciando a leggere i Canterbury Tales a soli dieci anni, fino ad arrivare a tenere diversi corsi accademici su di lui. In quanto professore di lingua e letteratura inglese, Tolkien inevitabilmente si occupò anche del poeta che viene generalmente considerato l’iniziatore della tradizione letteraria inglese, sebbene il suo punto di vista in merito fosse assai differente, come asserisce chiaramente nella lettere n. 32 dove confuta l’erronea concezione che Chaucer sia stato il primo poeta inglese, e che prima di lui tutto fosse muto e barbarico. Questo ovviamente non è vero, ed è forse sbagliato anche come modo per enfatizzare il fatto che egli possedeva un singolare genio, che in ogni periodo avrebbe prodotto opere di gusto originale. Personalmente non associo il nord alla notte o all’oscurità, specialmente non in Inghilterra, dei cui 1200 anni di tradizione letteraria Chaucer si trova nel mezzo, piuttosto che all’inizio. Inoltre a me non sembra primaverile, ma autunnale (anche se dell’inizio dell’autunno) e non regale ma borghese.
Copertina Tolkien e i ClassiciEppure il Professore vedeva nel poeta medievale anche un modello, verso il quale è debitore per la struttura di alcune opere, lo stile, i modi di dire, alcuni personaggi e l’ambiente sociale in cui si muovono. Tra gli studiosi che hanno esplorato i legami delle opere tolkieniane con la poetica di Chaucer oltre a Bowers figurano anche William H. Green e Jane Chance, ma ai lettori che hanno poca confidenza con la lingua inglese segnaliamo, per approfondire ulteriormente il rapporto tra i due maestri della letteratura, il saggio L’oste e il mugnaio: la gente comune in Geoffrey Chaucer e J.R.R. Tolkien di Roberto Arduini (presidente AIST) pubblicato nel primo volume Tolkien i Classici. Questo studio è stato presentato anche alla conferenza del 10 marzo 2015, parte del ciclo dei TolkienLab, in collaborazione con l’Istituto Filosofico di Studi Tomistici a Modena.

DATI ESSENZIALI

Titolo: Tolkien’s Lost Chaucer
Autore: John Ronald Reuel Tolkien
Pagine: 360 pagine, con 15 illustrazioni
Editore: Oxford University Press
Collana: Literary Studies – Early & Medieval
Curatore: John M. Bowers
Dimensione: 23.4 × 15.3 cm
ISBN – EAN: 9780198842675
Prima edizione: settembre 2019
Prezzo: 25 sterline (circa 29 euro)

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Esce Tolkien i Classici per l’editrice Effatà
– Leggi l’articolo A Modena il 10 marzo ecco Tolkien e Chaucer
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– Leggi l’articolo Esce in Gran Bretagna The Fall of Gondolin!
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– Leggi l’articolo Il crowdfunding per il mulino di Tolkien

LINK ESTERNI:
– Vai al sito dell’Oxford University Press
– Vai alla pagina del professor John M. Bowers
– Vai al sito dell’Università dell’Arkansas

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