Spunta la trilogia: sono tre gli Astrolabio

Due-astrolabio_risvoltoNon ci saremmo mai aspettati di essere testimoni di un simile evento, e abbiamo a lungo valutato la possibilità di pubblicare questa notizia un altro giorno, magari domani. Ma per dovere di cronaca crediamo sia giusto testimoniare gli eventi nel corretto ordine cronologico in cui questi accadono. Pochi giorni fa abbiamo pubblicato l’intervista sulla figura di Mario Ubaldini, realizzata una decina di giorni prima, intorno al 15 marzo, durante una visita alla casa editrice Astrolabio Ubaldini, in via Guido d’Arezzo a Roma. Giovanna Meschini Ubaldini, figlia dell’editore, scomparso nel lontano 1984, ci aveva accolto, mostrandoci anche gli archivi relativi al 1967, l’anno in cui la casa editrice tentò di pubblicare Il Signore degli Anelli in tre volumi. La prima parte del volume fu effettivamente pubblicata nel novembre di quell’anno e riportava la notizia che gli altri due volumi sarebbero stati pubblicati ad aprile e giugno 1968. Tutto si fermò perché le vendite de La Compagnia dell’Anello furono troppo scarse. Nel ripercorre quelle vicende, avevamo voluto conoscere meglio la figura di Mario Ubaldini, l’uomo che credette per primo nel sogno di portare in Italia il capolavoro di Tolkien. Ieri sua figlia ci ha contattato di nuovo e ci siamo precipitati da lei per ricevere un enorme regalo, un pacco che mostriamo nelle immagini e nel video in calce. Ma prima facciamo un po’ di storia.

L’avventura editoriale del 1967

AstrolabioSi parla sempre del 1970 e dell’edizione Rusconi del Signore degli Anelli. In effetti, quella fu la prima edizione integrale, che poi nei successivi 50 anni fu rimaneggiata in varie occasioni (ci sono stati almeno tre interventi) fino al suo ritiro all’inizio del 2020. Ma tutto era in realtà iniziato tre anni prima, nel 1967, con la pubblicazione da parte di Astrolabio del primo volume, La Compagnia dell’Anello. La casa editrice purtroppo non riuscì a proseguire l’operazione editoriale e più tardi cedette i diritti a Rusconi. L’edizione Astrolabio, però, aveva moltissime qualità. Era un’edizione di pregio per l’epoca, con copertina rigida, sopraccoperta e mappa generale della Terra di Mezzo. I collezionisti sanno benissimo di cosa si tratta. Se volgiamo lo sguardo alle edizioni italiane fino al 2019, l’edizione Astrolabio è praticamente l’unica ad avere la mappa della Contea realizzata da Tolkien (quella introdotta da Bompiani nel 2003 è la versione disegnata da Francesco Bisaro). Questa edizione così ben curata fu voluta da Mario Ubaldini che dal gennaio 1967 tenne una corrispondenza con l’editore britannico Allen & Unwin.  Vittoria AlliataCome è noto, l’edizione Astrolabio fu tradotta dall’allora giovanissima Vittoria Alliata di Villafranca e, pur con qualche inesattezza, presenta numerose scelte notevoli. Prima dell’ormai famosa “incursione” di Quirino Principe che la modificò radicalmente, Alliata cercò di applicare le indicazioni compilate da Tolkien stesso a uso dei traduttori del romanzo, laddove ad esempio l’autore suggeriva di rendere nelle lingue locali i nomi degli Hobbit. Così in quel volume pionieristico comparivano Frodo Sacconi (Frodo Baggins), Samio Gamigi (Samwise Gamgee), Felice Brandibucco (Merry Brandibuck), la famiglia Borsi-Sacconi (Sackville-Baggins), Thorinio Ochenscudo (Thorin Scudodiquercia), ecc. I termini per gli Elfi, Elf/Elves, sono tradotti con Gnomo/Gnomi. Come si può vedere bene in una precedente tabella questa scelta però produce simpatiche conseguenze perché nella poesia dell’Anello, oltre a Nani e Uomini, sono i Re Gnomici (Elf-kings) a cui vanno i tre anelli; bisognerà aspettare non il 1970, ma addirittura l’edizione in tre volumi del Signore degli Anelli per Rusconi nel 1974 per vedere finalmente Elfi sostituirsi a Gnomi, come aveva sempre chiesto Tolkien ai suoi traduttori.

Le copie ritrovate

Due-astrolabio_coverSe siete giunti fin qui, questo è il piatto forte: il contenuto della scatola che ci ha donato la figlia di Ubaldini, mantenendo la promessa fatta. Se è vero che il progetto fallì e si fermò al solo primo libro commercializzato, quel che nessuno sapeva fino a ieri è che esisteva già una copia (benché di prova) anche dei due volumi successivi, che sarebbero sicuramente arrivati in libreria se le cose fossero girate per il verso giusto! Una copia unica de Le Due Torri e Il Ritorno del Re, oltre a volantini pubblicitari e la bolla di spedizione per la casa editrice… Due-astrolabio_frontespizioSi tratta delle bozze di stampa che la tipografia inviò all’editore per il controllo dei colori di copertina. La figlia di Ubaldini ne ha fatto dono alla nostra Associazione, dopo aver svuotato un baule in casa sua! Sono in pratica le uniche copie al mondo mai esistite… Come mai questa stranezza? Visto che i tre volumi sarebbero dovuti uscire a pochi mesi l’uno dall’altro, i tempi di lavorazione delle immagini delle sovraccopertine erano una questione che richiedeva un tempo tecnico un po’ lungo – siamo in un’epoca pre internet, pre computer e addirittura con la stampa a piombo – e che era iniziata già dalla metà del 1967. Qui si apre una serie di scoperte importanti e questo dimostra la grandezza di un uomo come Ubaldini: le tre copertine sono collegate e formano insieme una sola lunga illustrazione. L’autore dovrebbe essere Rachele Conti, segretaria di redazione della casa editrice, che aveva un vero talento per la pittura. Il suo nome non si era mai saputo perché firmò solo con l’iniziale. Due-astrolabio_internoDopo la prima copertina, in cui appare un drago (sarà quello Verde della locanda?), probabilmente l’artista avrà avuto modo di leggere il libro (o di avere maggiori informazioni sulla trama) e così i successivi disegni sono molto più coerenti. Le immagini, infatti, rispecchiano i contenuti del libro: si parte dalla Contea (primo libro), si superano le Montagne Nebbiose (secondo libro) e si giunge fino a Mordor (terzo libro). Così, nell’immagine del secondo libro, un paio di casupole sulla sinistra rappresentano Gran Burrone e si riallacciano a quelle del primo volume, la catena delle Montagne Nebbiose con la torre di Isengard a sud e il fiume Isen che scorre verso il mare. Due Astrolabio terzo volumePiù a destra Lothlórien, l’Anduin, e Bosco Atro. La zona scura sotto la pancia del drago è la Via dei Morti, sotto le montagne. Proseguendo sulla terza copertina abbiamo la fine delle Terre Selvagge e Mordor, col suo Nero Cancello, il Monte Fato, la torre di Sauron e una ragnatela che rappresenta Shelob. Al di sotto dell’Anduin ecco Minas Tirith con i suoi sette livelli e l’albero bianco sulla sommità. Da un libro all’altro il cielo, che prima è sereno e illuminato dal Sole, va sempre più rabbuiandosi (si possono vedere le immagini sopra a sinistra). Ci è venuto però un dubbio e chi ha letto l’intervista sicuramente se lo chiederà: Due Astrolabioma le copertine della Astrolabio non erano monocrome, azzurro o ocra e basta? Come mai una copertina così chiassosa? La spiegazione è proprio nella novità di introdurre la narrativa in una casa editrice che faceva solo saggistica. Quei libri dovevano essere percepiti come una novità e da qui l’incarico a realizzare un’opera unica con molti colori, così appariscente. Perché quella era narrativa e per lo più fantastica. La trilogia in tre colori sicuramente avrebbe fatto risaltare l’eccezionalità del romanzo di Tolkien.
I volumi sarebbero stati messi in vendita a tremila lire ed era pronto anche altro materiale pubblicitario come le brochure per le librerie. Due-astrolabio_terzacopC’è però un altro dettaglio importante: la traduttrice non aveva ancora finito la sua traduzione, anzi completò la terza parte solo in seguito per Rusconi. Come era possibile avere allora tutti e tre i libri? In realtà, i libri sono tre ma solo due hanno il testo italiano già tradotto da Alliata, mentre il terzo presenta l’originale in inglese a comprovare il fatto che l’attenzione non era tanto sul contenuto, ma proprio sulle copertine e sui colori. Ecco perché il terzo volume è più breve (non ha neanche le Appendici!), perché serviva soltanto da “contenuto” per le misure esatte di stampa e soprattutto per tarare i colori, cosa che era molto difficile per quell’epoca. Fortunatamente, alcuni soci possiedono già una copia de La Compagnia de l’Anello di Astrolabio, così si potrà completare Due-astrolabio_spettriil trittico per avere la unica e sola edizione al mondo in tre volumi edita da Astrolabio, anche se mai commercializzata. La scoperta è così sensazionale che il set dei tre libri, con tutto il materiale donato e una documentazione del ritrovamento, verranno presto esposti presso il nostro Centro Studi La Tana del Drago, a Dozza Imolese (Bologna). Rimarrà esposto al pubblico in una mostra permanente.

Se siete giunti fin qui, sappiate che questo è il pesce d’aprile per l’anno 2021!

GUARDA IL VIDEO:

 

ARTICOLI PRECEDENTI
– Leggi l’articolo Mario Ubaldini, l’uomo che portò Tolkien in Italia
– Leggi l’articolo Edizione Astrolabio, ecco la tabella dei nomi

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2 Comments to “Spunta la trilogia: sono tre gli Astrolabio”

  1. Ivan Cavini ha detto:

    Un bellissimo tesoro 🙂

  2. Enrico Introini ha detto:

    Geniacci! Bellissimo pesce d’aprile!

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