Edizione Astrolabio, ecco la tabella dei nomi

Studiare«La precisione è la farina senza la quale non si ottengono né pane né dolci», recita un vecchio adagio. E visto che, da piccoli Hobbit appassionati delle opere di J.R.R. Tolkien, vogliamo avere sia il pane sia i dolci per le nostre numerose colazioni e merende di ogni giorno, ecco che dobbiamo essere per forza precisi al punto che di noi il buon Bilbo Baggins potrebbe dire: «È un Hobbit che non lascia passare una mosca davanti al naso!!!» Questo è il motivo per cui l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani vuol fare un servizio ai lettori e ha realizzato delle tabelle con tutta la nomenclatura presente nel volume Astrolabio e che vuole aiutare i lettori che possiedono una delle successive edizioni Rusconi o Bompiani con la traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca,
Scrivaniai possessori dell’Atlante della Terra di Mezzo (di imminente ripubblicazione) che presenta stranamente i toponimi nelle mappe mantenuti in inglese, o anche per i lettori che hanno comprato la nuova edizione tradotta da Ottavio Fatica e si chiedono a cosa corrisponda un dato nome nelle edizioni precedenti.

Un’usanza consolidata

LibriÈ un po’ una nostra tradizione iniziata ormai tre lustri fa quella di raccogliere le tabelle sinottiche e gli elenchi di possibili refusi e proposte di modifica. Tutto parte dalla constatazione che ben 18 traduttori per 8 diversi editori si sono occupati delle opere di Tolkien. Già questo dato può far intuire come siano stati trattati i testi dello scrittore, visto che ovviamente non c’è mai stato alcun tentativo di armonizzazione dei termini più usati. Caso eclatante è sempre stato quello dei toponimi, come ad esempio: l’inglese Rivendell tradotto Forraspaccata, Granburrone, Gran Burrone e Valforra, Hobbiton tradotto Hobbiville, Hobbitopoli e Hobbiton, e ancora Mirkwood tradotto Bosco Atro, Bosco Tetro e Boscuro. Già in passato abbiamo fornito numerose tabelle, creando gli elenchi dei possibili errori ed eventuali proposte di modifica che troverete in fondo alla pagina. Tali elenchi non sono una raccolta sistematica, ma una collezione di errori trovati nel tempo da diversi appassionati lettori. Tali raccolte non hanno mai mirato a biasimare o sbeffeggiare i traduttori, le cui scelte sono dettate da molti fattori, anche teorici, come si è cercato di spiegare in questo articolo, ma solo consentire all’appassionato italiano di notare alcuni particolari che la traduzione in italiano a volte non rivela appieno. Con l’uscita della nuova traduzione de Il Signore degli Anelli, sul sito web sono state messe a disposizione ben tre tabelle relative alle mappe che consentono ai lettori di destreggiarsi tra il testo in inglese (e le sue mappe) e le traduzioni in italiano: Traduttoreuna tabella basata sui nomi in inglese, una basata sulla traduzione Alliata/Principe e una basata sulla traduzione Fatica. In occasione, infine, della pubblicazione dell’edizione deluxe illustrata de Il Signore degli Anelli a ottobre 2020, è stata pubblicato l’elenco delle modifiche apportate rispetto all’edizione in tre volumi, che può essere scaricata qui.

L’edizione Astrolabio e la sua tabella

AstrolabioSi parla sempre del 1970 e dell’edizione Rusconi del Signore degli Anelli. In effetti, quella fu la prima edizione integrale, che poi nei successivi 50 anni fu rimaneggiata in varie occasioni (ci sono stati almeno tre interventi) fino al suo ritiro all’inizio del 2020. Ma tutto era in realtà iniziato tre anni prima, nel 1967, con la pubblicazione da parte di Astrolabio del primo volume, La Compagnia dell’Anello. La casa editrice purtroppo non riuscì a proseguire l’operazione editoriale e dovette cedere i diritti. L’edizione Astrolabio, però, aveva moltissime qualità. Era un’edizione di pregio per l’epoca, con copertina rigida, sopraccoperta e mappa generale della Terra di Mezzo. I collezionisti sanno benissimo di cosa si tratta. Se volgiamo lo sguardo alle edizioni italiane fino al 2019, l’edizione Astrolabio è praticamente l’unica ad avere la mappa della Contea realizzata da Tolkien (quella introdotta da Bompiani nel 2003 è la versione disegnata da Francesco Bisaro). Ecco la prima particolarità presente anche nella tabella: ben 16 toponimi sono presenti solo nella mappa della Contea e quindi solo nella colonna dell’edizione Astrolabio e non in quelle delle edizioni Rusconi e Bompiani dal 1970 al 2003! Solo con l’edizione Bompiani con la nuova traduzione di Fatica i lettori italiani hanno potuto di nuovo leggere quei toponimi. Del resto, ci sono anche alcuni casi in cui Fatica è più simile (perfino uguale) ad Alliata più che a Principe. Nella lista ci sono luoghi importanti, come ad esempio Deephollow, cioè Finfosso (tradotto Concafonda da Fatica) che segnava il confine settentrionale del regno elfico perduto del Hollin, dalle cui alture la Compagnia poté vedere le montagne di Moria in lontananza.
Vittoria AlliataCome è noto, l’edizione Astrolabio fu tradotta dall’allora giovanissima Vittoria Alliata di Villafranca e, pur con qualche inesattezza, presenta numerose scelte notevoli. Prima dell’ormai famosa “incursione” di Quirino Principe che la modificò radicalmente, se in meglio o in peggio ancora si discute, la traduzione originale risulta in un testo pregevole per l’epoca. Alliata cercò di applicare le indicazioni compilate da Tolkien stesso a uso dei traduttori del romanzo, laddove ad esempio l’autore suggeriva di rendere nelle lingue locali i nomi degli Hobbit. Così in quel volume pionieristico comparivano Frodo Sacconi (Frodo Baggins), Samio Gamigi (Samwise Gamgee), Felice Brandibucco (Merry Brandibuck), la famiglia Borsi-Sacconi (Sackville-Baggins), Thorinio Ochenscudo (Thorin Scudodiquercia), ecc. I termini per gli Elfi, Elf/Elves, sono tradotti con Gnomo/Gnomi. Come si può ora vedere bene nella tabella questa scelta però produce simpatiche conseguenze perché nella poesia dell’Anello, oltre a Nani e Uomini, sono i Re Gnomici (Elf-kings) a cui vanno i tre anelli; queste creature vivono in un Reame Gnomico (Elvendom) e parlano una lingua gnomica (Elven-tongue) e la loro stirpe più nobile è quella – con effetti anche comici – degli Alti Gnomi (High Elves). Inoltre, Elrond oltre che Signore di Gran Burrone (Rivendell) è conosciuto anche come Gnomezzo (Half-elven, cioè “Mezzelfo”). Bisognerà aspettare non il 1970, ma addirittura quella l’edizione in tre volumi del Signore degli Anelli per Rusconi nel 1974 per vedere finalmente Elfi sostituirsi a Gnomi, come aveva sempre chiesto Tolkien ai suoi traduttori.
Edizione AstrolabioIn termini di titoli, si trovano altre scelte particolari come il Commissario di Gondor (per l’inglese Steward, poi tradotto Sovrintendente in Rusconi e Castaldo da Fatica) o il Maggiore di Pietraforata (per l’inglese Mayor Of The Shire, poi tradotto Sindaco della Contea in Rusconi e da Fatica), mentre il famoso giardiniere Tobaldo – a cui si deve la varietà molto pregiata di erba piperina (la Vecchio Tobia!) – è chiamato incomprensibilmente “il Conquistatore” (per l’inglese Hornblower, poi tradotto Tobaldo Soffiatromba in Rusconi e Soffiacorno da Fatica), ed infine Cirdan è chiamato correttamente Il Costruttore di navi (per l’inglese the Shipwright, poi tradotto in maniera poco appropriata Il Timoniere in Rusconi e Il Maestro d’ascia da Fatica). È interessante poi leggere come erano resi altri termini che poi l’edizione Rusconi ha cambiato, come ad esempio Orienteni per gli Easterling, Vagabondi per Troll (ma in una occasione vengono tradotto incomprensibilmente cannoni (a pag. 15), Tuchilia per Tookland (poi tradotta Tuclandia e Terra di Took) e Dunlandio per la regione del Dunland. Ci sono ancora la Gente Pulchra per Fair Folk (poi i Luminosi) e i Venusti per i Fairbairns (cioè il nome della famiglia dei discendenti di Sam Gamgee). E infine il vecchio Maggot era trasformato in Signor Maggiotti! Queste e altre curiosità si possono trovare nella tabella dei nomi della prima traduzione della Alliata de Il Signore degli Anelli per l’edizione Astrolabio del 1967.

SCARICA LA TABELLA QUI

 
TABELLE
– Scarica la tabella dei Nomi in base all’originale inglese di Tolkien
– Scarica la tabella dei Nomi in base alla traduzione di Alliata/Principe
– Scarica la tabella dei Nomi in base alla traduzione di Ottavio Fatica
– Scarica la tabella delle Modifiche alla nuova traduzione del Signore degli Anelli
– Scarica la tabella dei Possibili errori nelle traduzioni italiane
 
ARTICOLI PRECEDENTI
– Leggi l’articolo Con Il Ritorno del Re anche 2 mappe “inedite”
– Leggi l’articolo Tolkien e le mappe de Il Signore degli Anelli
– Leggi l’articolo La versione di Fatica: contributo per una messa a fuoco
– Leggi l’articolo Editori e traduttori: gli errori in Tolkien
– Leggi l’articolo Possibili errori nelle traduzioni italiane

 

 

 


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5 Comments to “Edizione Astrolabio, ecco la tabella dei nomi”

  1. Haltron ha detto:

    Ottima lista

  2. Luca ha detto:

    Salve, ottima tabella, ho un dubbio però, dato che non ho mai letto “Il Signore degli Anelli” tradotto dall’Alliata ed essendomi avvicinato all’opera tramite Ottavio Fatica, nella tabella ho spesso riscontrato la voce “non presente” nel caso di Alliata/Principe. Mi chiedevo in che modo questi nomi non fossero presenti nella vecchia traduzione. Significa che Alliata/Principe saltarono proprio la traduzione degli stessi e che quindi non comparivano proprio nella lettura del romanzo?

    • Norbert ha detto:

      Una nota a margine

      Se questa edizione della “Compagnia dell’Anello” avesse avuto successo, quesi sarebbero i nomi che troveremmo “normali”

      È ovvio, no?

  3. Norbert ha detto:

    Grazie Luca,
    lieto le tabelle ti siano utili.

    Come puoi vedere la stragrande maggioranza dei nomi “non presenti” riguardano nomi geografici: nella precedente traduzione era sostanzialmente assente la mappa della Contea (con tutti i nomi che trovi solo lì e non nel testo). Non escludo che alcuni degli altri nomi mancanti nomi non fossero presenti sulla mappa acclusa al libro da tradurre nel ’71.

    Tra i nomi assenti nel testo ricordo chiaramente, Fasolagro (Bamfurlong) (la tenuta del vecchio Maggot) e i riferimenti ai re pagani (Heathen Kings).

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