Mitopoiesi 2021: l’8/5
dal mito al racconto

Tolkien Studies Day 2020: presentazioneLo avevamo anticipato più volte (come anteprima qui, e poi qui e ancora qui) ed ora è finalmente arrivato il momento di illustrare il primo degli eventi che si svolgeranno a Dozza in primavera legati a Mitopoiesi: Miti, leggende, storie tra Dozza e la Terra di Mezzo. Il progetto è organizzato dall’AIST – Associazione Italiana Studi Tolkieniani e dal Centro Studi Tolkieniani “La Tana del Drago”, con il patrocinio del Comune di Dozza e la collaborazione della Fondazione Dozza Città d’Arte.

L’8 maggio è il turno degli storici

Il primo evento si volgerà sabato 8 maggio presso dalle ore 15.00 alle 17.30. Sarà un incontro online gratuito su Zoom, ma con obbligo di prenotazione (per partecipare si può scrivere a: mitopoiesi2021@jrrtolkien.it) che vedrà gli interventi di tre storici locali illustrare le leggende e le tradizioni del borgo. Giulia Nanni, classe 1995, è dottoressa in lettere classiche con una specializzazione in Scienze storiche antiche. Giulia NanniAppassionata di storia, arte, cinema e musica, è sempre in cerca di nuovi modi di divulgare la cultura, unendo la didattica tradizionale alle ultime tecnologie. Fondatrice di un blog, in cui quotidianamente s’impegna a pubblicare approfondimenti inerenti a varie tematiche, da quasi quattro anni è attiva nel ramo dell’istruzione e di recente ha iniziato a collaborare con la Fondazione Dozza Città d’Arte. Nel suo intervento Il drago e il grifo: leggende e folklore dozzese partirà dal grifo, questa creatura leggendaria che con il drago ha in comune l’avidità e l’amore per l’oro, per arrivare all’esegesi del drago, una figura mitico-leggendaria la cui reputazione varia da luogo a luogo e che nel territorio dozzese resta legata alla figura di San Basilio. Senza contare un doveroso richiamo alla nascita del drago Fyrstan, che dal 2016 ha iniziato a dimorare nel mastio della Rocca Sforzesca come monito di un passato leggendario. Lisa EmilianiLisa Emiliani è laureata in conservazione dei beni culturali, indirizzo storico artistico e lavora dal 2008 con la cooperativa il Mosaico in qualità di operatrice museale, ricercatrice storica, bibliotecaria, libraia, responsabile di laboratori didattici e organizza mostre ed eventi culturali. Svolge attività di formatrice per operatori del settore culturale e tiene da anni conferenze su arte, letteratura e cinema, oltre al lavoro di ricercatrice per musei ed enti pubblici. Nel suo intervento Il grifone e l’acqua. Storia e simbologia tra mito, folklore e letteratura entrerà nel cuore della storia di Dozza partendo dalla presenza di una figura simile a quella di un drago che risiede nello stemma dei Riario-Sforza, raffigurante un grifo rampante nell’atto di dissetarsi da una gronda. Dallo stemma del Comune ai ritrovamenti di un antico acquedotto proveniente da Monte del Re, fino a toponimi delle chiese, tutto collega il nome di Dozza alla “doccia”, condotto in cui scorre l’acqua, rendendo il tema dell’acqua fondamentale nella storia mitopoietica del territorio. Enrico AngioliniEnrico Angiolini, laureatosi in storia medioevale all’università di Bologna ha poi conseguito il dottorato di ricerca in filologia mediolatina presso l’università di Firenze. Affianca l’attività di archivista libero-professionale alla ricerca storica. I suoi interessi storiografici sono orientati principalmente verso lo studio delle vicende sociali, politiche e istituzionali della Romagna tardo-medioevale. Nell’ambito degli studi di storia istituzionale romagnola Enrico Angiolini conta numerosi contributi relativi alla produzione statutaria e alle fonti cronachistiche. Nel suo intervento Caterina Sforza tra l’evidenza storica e l’elaborazione mitica e popolare traccerà una linea tra quella che è la figlia del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, sotto la cui signoria la Rocca di Dozza divenne un forte baluardo contro le mire espansionistiche degli avversari politici dei Riario-Sforza, e la “tigre di Romagna”, una donna dipinta come sanguinaria ed estremamente spietata che attirò su di sé una la cospicua quantità di miti e leggende.
Questo incontro pubblico si definisce quindi come un primo appuntamento imperdibile per conoscere quel patrimonio materiale e immateriale che ha contribuito nel tempo a formare l’identità culturale del territorio di Dozza e che sarà fonte di dialogo, analisi e scambio interattivo diventando materia per i laboratori pratici che si succederanno all’interno del progetto.

 

Elisabetta Marchi

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