Non è andato tutto liscio, perché non va mai tutto liscio. Ma quando si fa presto a dire cosa è andato storto significa che per lo meno la lista è corta. In effetti, per quanto pertiene l’organizzazione AIST a FantastikA 2026 soltanto due cose non sono andate come avrebbero dovuto. La prima è stata il rapporto quantità-prezzo della ristorazione, a volte un po’ critico; la seconda è stata l’area giochi allestita nel garage della Tana del Drago, troppo nascosta rispetto al passeggio dei visitatori. Ma almeno a quello si è potuto rimediare già il secondo giorno:
trasferita all’interno della Tana, l’area giochi si è subito riempita di giocatori.
Per il resto, la partecipazione dell’AIST a FantastikA non può che avere un bilancio positivo. E bisogna dire che mai come quest’anno non era scontato, con un Consiglio Direttivo rinnovato al 100% e insediato da quattro mesi, con le ferie estive di mezzo, una gran quantità di incombenze da gestire e un conseguente ridimensionamento delle attività dell’AIST all’interno del festival rispetto alle scorse edizioni.
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Rings 70: i due giorni
di studio dell’AIST
È stato un fine settimana intenso quello del 27 e 28 settembre a Dozza Imolese, dove, nella suggestiva sala grande della rocca sforzesca, l’AIST ha celebrato a modo suo il settantennale della pubblicazione di The Lord of the Rings. E il modo dell’AIST è come al solito organizzare conferenze che approfondiscano i vari aspetti dell’opera del Professore. Al tavolo dei relatori nell’arco delle due giornate si sono alternati studiosi dell’AIST, traduttori, accademici e divulgatori tolkieniani, provenienti da vari angoli d’Italia e appartenenti a varie generazioni.
Tuttavia il primo dato che è bello rilevare riguarda la partecipazione. A fronte di argomenti anche complessi e quanto mai variegati, la sala da sessanta posti è sempre stata piena o quasi, e non solo di soci e socie dell’AIST. Andrebbe aggiunto anche un dato anagrafico non secondario: oltre metà dell’uditorio era giovane.
