Una copia de Lo Hobbit, direttamente collegata a J.R.R. Tolkien, ha raggiunto il prezzo più alto in una delle principali aste di fantascienza e fantasy negli Stati Uniti. Secondo Fine Books & Collections, il libro è stato venduto per 450.000 dollari (quasi 390.000 euro) in un’asta organizzata da Heritage Auctions. Questo volume appartiene alla categoria delle copie più ricercate del romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1937. Si tratta di una prima edizione, seconda ristampa, recante una dedica di Tolkien e donata alla governante di famiglia. La sua provenienza colloca il libro al crocevia tra la storia letteraria e la storia personale dell’autore.
Se la provenienza supera la rarità
Il mercato dei libri antichi ha da tempo attribuito un valore particolare alle opere appartenute all’autore o circolate nella sua cerchia ristretta. Nel caso di Tolkien, le copie autografate rimangono rare. Quelle di cui si può accertare la provenienza familiare sono ancora più rare. L’avviso di vendita pubblicato da Heritage Auctions, previsto per l’asta “David Aronovitz Collection of Important Science Fiction and Fantasy, Part I Rare Books”, sottolinea che il libro proviene direttamente dalla casa dell’autore. Questo fatto, unitamente al suo stato di conservazione e alla sua importanza bibliografica, contribuisce notevolmente al suo interesse da parte dei collezionisti. La copia venduta per 450.000 dollari non è stato l’unico volume degno di nota messo all’asta; Fine Books & Collections riporta anche che l’asta includeva altri lotti significativi di Tolkien, tra cui una copia di presentazione della prima edizione, seconda stampa de Lo Hobbit, con dedica dell’autore alla governante di famiglia e donata come regalo di Natale (venduta per 100.000 dollari, 86mila euro) conservata con la sovraccoperta originale non restaurata, e una serie di copie della prima edizione, prima stampa de Il Signore degli Anelli in tre volumi (venduta per 325.000 dollari, 280mila euro) che rappresenta un record per una copia senza dedica. La vendita ha inoltre stabilito un record per qualsiasi biblioteca di fantascienza venduta all’asta, con un totale di 3.353.626 dollari. La seconda parte della Collezione David Aronovitz si terrà a dicembre e la terza nella primavera del 2027.
Tolkien, una garanzia per i collezionisti
I risultati confermano il posto speciale che Tolkien occupa nel mercato dei libri rari. Le prime edizioni de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli sono da decenni tra le opere moderne più ricercate dai collezionisti internazionali. Questo fascino si fonda su diversi fattori: l’influenza globale dell’opera, l’esistenza di un pubblico di lettori particolarmente attivo e il numero limitato di copie conservate in buone condizioni mantengono alta la domanda. I volumi direttamente legati alla vita dell’autore raggiungono prezzi ancora più elevati rispetto a questo mercato già di per sé molto dinamico. L’asta organizzata da Heritage Auctions dimostra che una copia di un romanzo può trascendere il semplice status di oggetto da bibliofilo. In parte cimelio di famiglia, in parte pezzo da collezione e in parte pietra miliare nella storia del fantasy, questo Hobbit ci ricorda che i libri a volte conservano un valore storico e culturale che va ben oltre il loro prezzo di copertina. A quasi novant’anni dalla pubblicazione delle avventure di Bilbo Baggins, il fascino esercitato dall’universo di Tolkien continua a essere “smisurato” persino nelle case d’asta!
Le aste tra fallimento e speranze
Una casa d’aste si è detta “scioccata” dal fatto che tre libri recanti la firma di J.R.R. Tolkien, appartenuti a una famiglia che trascorse le vacanze con l’autore, non abbiano ricevuto nemmeno un’offerta, nonostante ci si aspettasse che raggiungessero un valore di migliaia di sterline. I volumi – Le Due Torri, Il Ritorno del Re e Lo Hobbit – contengono ciascuno una firma di Tolkien, e provengono dalla collezione della defunta Brenda Jocelyn Walden. C’è da dire che le edizioni sono del 1957, quinta impressione, e che la firma di Tolkien è ritagliata e incollata… non il massimo per attirare i collezionisti!
I genitori di Brenda Jocelyn Walden, Kathleen (nata Randall) Walden e Henry George Walden, erano amici di Tolkien e si scambiavano lettere e trascorrevano le vacanze insieme, soggiornando regolarmente all’Hotel Miramar di Bournemouth, il preferito di Edith
Tolkien. Kathleen raccontava ai suoi pronipoti che chiamavano Tolkien “JRR”. Questi tre libri furono donati da Tolkien ai Walden; si pensa che Kathleen abbia rimosso la firma su carta presente ne Le Due Torri da una lunga lettera, della quale non si conoscono né la posizione né il contenuto. La firma incollata ne Il Ritorno del Re si trova sul retro di un’illustrazione in bianco e nero dell’Hotel Miramar di Bournemouth, tratta da carta intestata del Miramar. La firma incollata ne Lo Hobbit è stata colorata in modo giocoso dalla figlia di Kathleen e George, dalla cui tenuta provengono le opere.
Si diceva che rappresentassero una rara opportunità per i collezionisti, ma non sono stati venduti all’asta di Quire Auctions a Stonehouse, nel Gloucestershire. Complessivamente, si prevedeva che avrebbero fruttato tra le 17.000 e le 23.000 sterline. Da notare che nelle fotografie è inclusa una lettera di Edith Tolkien alla signora Walden, scritta dopo una di queste festività, ma questa lettera non è inclusa nei lotti in vendita.
A proposito di lettere, bisognerà infine attendere il 17 giugno per vedere andare all’asta – presso la casa d’aste University Archives – una lettera autografa firmata da Tolkien, datata 17 novembre 1957 e indirizzata a uno studente di medicina californiano appassionato del Signore degli Anelli. La lettera contiene la smentita di Tolkien circa l’esistenza di qualsiasi simbolismo latente nella sua trilogia, soprattutto di natura politica (stima: $30.000-$40.000). La lettera è stata pubblicata più volte, a testimonianza della sua importanza per la comprensione della scrittura di Tolkien come storia fittizia. Fu pubblicata per la prima volta (in parte) in un articolo di Glen GoodKnight, “Death and the Desire for Deathlessness: The Counsel of Elrond” in Mythlore numero 10 (1975), p. 19; modificata e pubblicata (di nuovo in parte) in Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien, Lettere 1914-1973, lettera 203.
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LINK ESTERNI:
– Vai al sito della casa d’aste Heritage Auctions
– Vai al sito della casa d’aste Fine Books & Collections
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