Tolkien, Il Mago dell’Anello – la recensione

Lo scorso 19 agosto 2026 la casa editrice francese Futuropolis ha dato alle stampe Tolkien, Le Magicien de L’Anneau, una graphic novel sceneggiata da Chantal Van Den Heuvel e illustrata da Henrik Rehr. La pubblicazione si inserisce nel sempre più ricco panorama delle biografie a fumetti dedicate al Professore di Oxford, un filone particolarmente prolifico nel mercato della Bande Dessinée franco-belga.  Tra i precedenti figurano infatti J.R.R. Tolkien et la bataille de la Somme: Dans un trou sous la terre (À Contresens Éditions, 2019) e Tolkien – Éclairer les ténèbres (Soleil, 2019), uscito in italiano nel 2021 per i tipi di ReNoir Comics con il titolo Tolkien – Rischiarare le Tenebre.

A queste si aggiungono altre due pubblicazioni, questa volta per il mercato americano: J.R.R. Tolkien: The True Lord of the Rings (Bluewater Productions, 2017) e The Mythmakers: The Remarkable Fellowship of C.S. Lewis & J.R.R. Tolkien (Abrams Books, 2024) – che abbiamo recensito qui – e del quale uscirà, in occasione delle prossime feste natalizie, un’edizione in italiano  per Tunué con il titolo Maestri del mito: dalla Terra di Mezzo a Narnia. Quest’abbondanza di fumetti biografici mostra da una parte l’interesse del mercato per J.R.R. Tolkien, mentre dall’altra trova spiegazione nella ferrea politica della Tolkien Estate, da sempre restia a concedere i diritti per l’adattamento in forma di graphic novel dei capolavori del Professore. Gli unici adattamenti a fumetti ufficiali della Terra di Mezzo rimangono, infatti, lo storico Lo Hobbit illustrato da David Wenzel e l’incompiuto adattamento de Il Signore degli Anelli di Luis Bermejo, basato sul film d’animazione di Ralph Bakshi. Per un approfondimento su questo tema rimandiamo agli articoli Tolkien e i fumetti, un amore mai sbocciato e The Hobbit Graphic Novel (Revised and Expanded), la Recensione, già pubblicati su questo sito.

Struttura e contenuto

A differenza delle Bandes Dessinées precedentemente citate, che si focalizzano prevalentemente sul periodo della Grande Guerra, Le Magicien de L’Anneau ripercorre l’intera biografia dell’autore inglese. Le prime vignette mostrano quattro amici vestiti da personaggi della Terra di Mezzo che si recano a Washington nel 1967 per protestare contro la guerra in Vietnam: un chiaro riferimento all’adozione dell’autore de Il Signore degli Anelli come vera e propria icona del movimento hippie.

Da questa scena, la storia si snoda a ritroso attraverso un efficace uso dei flashback, accompagnando il lettore tra le tappe più significative della vita di J.R.R. Tolkien: l’infanzia con il fratello Hilary e la madre, segnata dalla cagionevole salute di quest’ultima; il fondamentale intervento di Padre Francis Morgan dopo la sua scomparsa; gli anni alla King Edward’s School, l’incontro con Edith e la nascita del T.C.B.S.; il dramma della Grande Guerra e i primi germogli di quella che diverrà la Terra di Mezzo; la carriera accademica a Leeds e a Oxford; fino al legame di amicizia con C.S. Lewis e alla decisione finale di far incidere il nome Lúthien sulla lapide della moglie.

Pregi e difetti

Oltre all’uso dei flashback, l’altra caratteristica che contraddistingue la sceneggiatura di Chantal Van Den Heuvel è l’abbondante impiego di citazioni. Molti dialoghi, infatti, sono stati costruiti estraendo interi periodi dalle Lettere di J.R.R. Tolkien e adattandoli al contesto della scena illustrata. L’utilizzo delle parole stesse del Professore — seppur estrapolate dal loro contesto originario — unitamente alla scelta di non omettere gli aspetti più conflittuali del rapporto tra Ronald ed Edith, contribuisce a restituire al lettore un ritratto di Tolkien decisamente veritiero.

Le tavole di Henrik Rehr sono funzionali alla narrazione: l’alternanza tra colori caldi e tonalità più fredde aiuta il lettore a orientarsi tra il tempo presente della storia, i frequenti flashback nel passato e le sequenze più oniriche, capaci di dare forma visiva sia ai miti tanto cari al filologo inglese sia alle sue visioni della Terra di Mezzo.

Se proprio si vuole trovare un limite all’opera, risiede forse nella caratterizzazione grafica del protagonista, il cui volto — sia da giovane sia da anziano — si discosta leggermente dalla fisionomia a noi ben nota del Professore.

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LINK ESTERNI:
– Vai al sito della casa editrice Futuropolis

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