L’Associazione Italiana Studi Tolkieniani è da sempre attenta ai progetti che mirano a portare Tolkien nelle scuole; ci fa pertanto molto piacere constatare che quest’anno una scuola primaria abbia portato in scena Lo Hobbit.
Al termine di un percorso didattico iniziato nel dicembre 2025 con la lettura integrale del romanzo e proseguito con l’adattamento della storia in un copione teatrale, le classi quinte della scuola primaria di Bassano Romano hanno infatti messo in scena, lo scorso 5 giugno 2026, l’opera prima di J.R.R. Tolkien.
Gli adattamenti di Tolkien a teatro
Nel mondo anglosassone esiste una lunga tradizione di opere teatrali ispirate ai testi di Tolkien. Uno dei primi adattamenti de Lo Hobbit risale al 1967, quando un giovane Humphrey Carpenter — allora non ancora biografo del Professore — ne realizzò una versione musicale. Più recente è invece quello di Greg Banks, andato in scena a Minneapolis nel maggio di quest’anno.
In Italia, tuttavia, questa tradizione è meno consolidata e, per quanto ci risulta, l’adattamento realizzato dalla scuola primaria di Bassano Romano rappresenta uno dei primi esempi di questo tipo.
Dalla lettura integrale alla messa in scena
L’attività di rielaborazione del testo, che ha coinvolto alunni e maestre nel corso dell’anno scolastico, è consistita in un processo di sintesi dei diciannove capitoli del romanzo in un copione originale. Questo lavoro ha richiesto agli studenti un approccio attivo al testo: non solo comprensione, ma anche selezione dei contenuti e riorganizzazione in forma dialogica.
Accanto alla preparazione attoriale si è sviluppato un lavoro parallelo di allestimento scenico, che ha previsto la realizzazione di:
– costumi,
– scenografie,
– oggetti di scena.
Il progetto ha inoltre permesso di avviare collaborazioni che hanno coinvolto, oltre alla scuola, anche le famiglie e il territorio. Questo elemento ha contribuito a configurare l’iniziativa come un’esperienza collettiva, in cui la costruzione dello spettacolo è stata sostenuta da una partecipazione diffusa.
Si tratta dunque di un esempio concreto di come un classico della letteratura possa essere utilizzato nella didattica di base, permettendo agli alunni di acquisire competenze multidisciplinari legate alla trasposizione di un testo narrativo in una rappresentazione scenica.
Di seguito, una galleria di immagini tratte dal blog di Silvia Spadaccini, alla quale si deve l’adattamento teatrale:
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LINK ESTERNI:
– Vai al blog di Silvia Spadaccini
– Vai al sito della scuola di Bassano Romano
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Vorrei ringraziare l’autore dell’articolo che è riuscito a sintetizzare in modo perfetto tutto il lavoro di almeno sei mesi di scuola. Ha evidenziato gli elementi fondamentali: la lettura, la riduzione e l’adattamento teatrale; la scelta dei personaggi da disegnare, i costumi e il coinvolgimento delle famiglie e del territorio. È stato un lavoro imperfetto, ma talmente soddisfacente per i ragazzi che vi hanno preso parte interamente, che ritengo sia stato un vero successo. Grazie davvero Valerio per per aver realizzato questo articolo.
Grazie a te, Silvia per aver portato nella scuola italiana questo progetto! Mi avrebbe fatto molto piacere vederlo dal vivo!
Io c’ero.
Da appassionato de Lo Hobbit (lo rileggo ogni anno, insieme al fratellone maggiore), non mi potevo lasciar scappare una rappresentazione teatrale a pochi chilometri da casa.
Al netto dei limitati mezzi a disposizione e del fatto che i numerosissimi personaggi sono stati interpretati da bambini e non da attori professionisti, il risultato è stato sorprendente e ben al di sopra delle mie aspettative. Contro ogni previsione di caos totale, ogni piccolo attore ha interpretato la propria parte con grande impegno (menzione speciale al giovane Gollum, davvero spassoso), affrontando e imparando a memoria passi molto impegnativi. Mi vengono in mente, per esempio, gli indovinelli nell’oscurità, recitati tutti a memoria.
Ma ciò che ho apprezzato più di tutto è stata la trasposizione dell’intero libro in un adattamento teatrale, con l’originale trovata dei tantissimi narratori (più degli attori stessi, o quasi), ognuno dei quali ha dato vita, a modo suo, a una piccola parte della storia.
Sarebbe stato facile tagliare qualche scena perché troppo complessa o considerata marginale; invece c’era davvero tutto, e anche molto fedele all’originale. Insomma, una sceneggiatura che ha spazzato via a mani basse quella imbarazzante di Peter Jackson.
Fantastico il drago Smaug, con tanto di alette svolazzanti.
Anche il clima è stato perfetto: sarebbe potuto uscire un sole rovente, che avrebbe di sicuro arrostito gli spettatori per la cena dei tre troll, oppure un acquazzone degno dell’attraversata del fiume nei barili di vino. Invece le nuvole si sono addensate nel modo migliore e un piacevole venticello ha reso la visione gradevolissima.
Complimenti Silvia, e complimenti a tutti; la magia di Tolkien non finisce mai di stupire. Per l’anno prossimo mi aspetto il Signore degli Anelli.
P.S. Credo di aver incontrato anch’io Gollum, ma al ristorante del paese; e invece di mangiare pesce crudo, ha ordinato una amatriciana.
Grazie Lock; il fatto che tu abbia deciso di venire mi ha resa veramente felice: in fondo era solo uno spettacolo di bambini di quinta elementare!
Ci hai messo tanto impegno e tanta passione, il tuo blog ne è la testimonianza. Dopo mesi di lavoro non sarebbe potuto non uscire qualcosa che non fosse magico. 🙂