Qualche settimana fa davamo la notizia del ritrovamento di una lettera contenente elementi inediti sul rapporto fra Ent e Hobbit. Da domani, invece, a catturare l’attenzione degli appassionati sarà un frammento autografo sui Nani pronto a riemergere dall’oblio!
Il 9 luglio 2026, Sotheby’s ospiterà l’asta Books, Manuscripts and Music from Medieval to Modern, all’interno della quale spiccano cinque lotti provenienti dalla collezione privata di Eileen Elgar:
- Lotto 83: The Lord of the Rings (1961, 3 volumi) + Appunto autografo sui Nani;
- Lotto 84: The Hobbit (1961, prima edizione tascabile) + The Lord of the Rings (1963, edizione deluxe, 3 volumi);
- Lotto 85: The Adventures of Tom Bombadil (1963, prima edizione americana) + Lettera autografa sulla morte di C.S. Lewis;
- Lotto 86: Tree and Leaf (1964, prima edizione cartonata) + Biglietto di scuse e auguri (1967);
- Lotto 87: Tree and Leaf (1964, prima edizione tascabile) + Lettera dattiloscritta sugli sforzi di Tolkien nel completare Il Silmarillion.
Tutti i volumi, regalati dal Professore a Mrs. Elgar, sono edizioni rare e firmate di suo pugno, ma gli elementi più interessanti per gli studiosi e per gli appassionati sono senza dubbio le lettere e i testi autografi che li accompagnano.
Lettere e Appunti
Nella missiva del 14 dicembre 1963 (TCG #776), Tolkien ringrazia la signora Elgar per una cartolina ricevuta dalle Barbados e le invia, come regalo di Natale, «la promessa copia della sua raccolta di poesie» (The Adventures of Tom Bombadil). Nello stesso scritto, il Professore esprime il proprio profondo dolore per la scomparsa dello storico amico e Inkling, C.S. Lewis, avvenuta poche settimane prima (il 22 novembre 1963):
«Sono rimasto gravemente colpito dalla perdita del mio amico C.S. Lewis».
Successivamente Mrs. Elgar pose a Tolkien alcune domande proprio su Le Avventure di Tom Bombadil; a queste il Professore rispose con la celebre Lettera 255 (TCG #164), inclusa nella raccolta Lettere 1914-1973 a cura di Humphrey Carpenter.
Insieme alla prima edizione cartonata di Albero e Foglia (lotto 86) non troviamo una vera e propria lettera, bensì un biglietto di scuse e auguri di Natale risalente al 1967, nel quale Tolkien scrive:
«Cara signora Elgar, le invio un piccolo dono con i miei più cari auguri. Non ho dimenticato — ma ho attraversato un periodo insolitamente tormentato: tra il peso degli affari e altre preoccupazioni, che non mi hanno lasciato tempo per le lettere, il tutto culminato in una malattia che mi ha colpito a partire da settembre e dalla quale mi sto ora lentamente riprendendo. Con sincero affetto, Ronald Tolkien»
Secondo lo studioso Wayne Hammond, il “piccolo dono” menzionato in questo biglietto del 13 dicembre 1967 non coincide con la copia di Albero e Foglia (uscito nel 1964) all’interno della quale il foglio è custodito, bensì con una copia del Fabbro di Wootton Major, pubblicato qualche settimana prima, il 24 Novembre del 1964.
Il lotto 87 include un’altra interessante lettera, questa volta dattiloscritta, datata 29 agosto 1966 (TCG #2928). Qui Ronald si scusa con Mrs. Elgar per la risposta tardiva a una sua precedente missiva e le confessa le proprie difficoltà nella gestione del tempo e della salute. Nello scritto il Professore ammette apertamente di non aver fatto passi avanti con Il Silmarillion — si suppone proprio a causa dei problemi personali e fisici espressi poco prima — ma conclude esprimendo la viva speranza di potervisi dedicare nuovamente al più presto.
L’ultimo appunto, parte del lotto 83, considerando che l’attuale Silmarillion e la Storia della Terra di Mezzo sono stati pubblicati postumi, è il più interessante, sopratutto dal punto di vista mitopoietico, poichè contiene un piccolo riassunto del mito della creazione dei Nani da parte di Aulë e della successiva concessione della vita da parte di Eru Ilúvatar:
Soltanto il Creatore poteva “creare”. Tentar di farlo era un peccato capitale (1). I Valar avevano tuttavia un grande desiderio di vedere gli Elfi e gli Uomini. Aulë (uno dei Valar) tentò di “fabbricarli” in segreto. Dio lo sapeva; ma Aulë fu così umile e pentito che Dio li accettò e diede loro la vita — essi dovevano però dormire finché i Suoi stessi figli (Elfi e Uomini) non fossero giunti nel mondo. “Il popolo di Aulë” sono i Nani.
Tolkien e Eileen Elgar
Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Observer, la corrispondenza fra J.R.R. Tolkien e Mrs. Eileen Elgar ebbe inizio nella prima metà degli anni ’60. Spinta dalla figlia, la donna — allora cinquantenne — decise di scrivere al Professore, mossa dalla convinzione di poter migliorare Il Signore degli Anelli. Di quella prima lettera, contenente i suggerimenti dell’intraprendente ammiratrice, non resta oggi alcuna traccia. Da quel primo contatto nacquero però un fitto scambio epistolare e un’amicizia sincera che si protrassero fino agli ultimi anni di vita del Professore; l’ultima missiva nota risale infatti al dicembre del 1971 (TCG #825).
Eileen Elgar non era una semplice ammiratrice ma, come la descrisse lo stesso Tolkien nella celebre Lettera 249 (TCG #624) inviata al nipote Michael il 16 ottobre 1963, una donna «estremamente intelligente e colta», purtroppo però «sorda come una campana» (stone deaf). Proprio a causa di questa disabilità, i loro incontri dal vivo si trasformavano in lunghe e pazienti conversazioni scritte su un blocco per appunti. La nota sulla nascita dei Nani, con le sue cancellature e la grafia rapida, è chiaramente il frutto di uno di questi dialoghi silenziosi condotti faccia a faccia.
Sebbene molte delle lettere inviate a Eileen Elgar siano rimaste escluse dall’epistolario ufficiale — rimanendo per decenni un tesoro privato che solo oggi le aste stanno svelando al pubblico —, il suo continuo stimolare il Professore con domande acute e richieste di approfondimento lo spinse a mettere nero su bianco alcune preziose riflessioni che altrimenti sarebbero andate perdute.
Ricordiamo inoltre che il nome della Elgar è indissolubilmente legato a uno dei ritrovamenti più importanti della storia recente del Legendarium: il saggio autografo del 1964 intitolato Concerning “The Hoard”, inviato da Tolkien per spiegarle il tema del tesoro del drago e contenente l’ultima e più coerente versione de “La Rovina del Doriath”. Per saperne di più su questo manoscritto, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento dedicato nell’articolo Il Silmarillion, scoperto un manoscritto inedito.
(1) L’appunto di Tolkien riporta “prime sign”, che nel contesto ci sembra incomprensibile; leggiamo dunque “prime sin”, ossia “peccato capitale”; un refuso di Tolkien?
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LINK ESTERNI:
– Vai alla pagina dell’asta su Sotheby’s
– Vai alla pagina di Tolkien Collectors Guide dedicata alle lettere di Eileen Edgar
– Vai all’articolo su The Observer
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