La creazione dell’Unico Anello (seconda parte)

Copertina GioielliContinuiamo la seconda parte dell’approfondimento sulla creazione dell’Unico Anello nelle opere di J.R.R. Tolkien. L’articolo fa parte della rubrica «Tolkien’s Jewels» curata da Thomas Lorenzoni, orafo fiorentino ed esperto tolkieniano. La prima parte la si può leggere qui: La creazione dell’Unico Anello (prima parte). In precedenza erano stati pubblicati i seguenti articoli per inquadrare l’argomento da un punto di vista storico e tecnico, oltre che letterario: Tra anelli e gioielli nella Terra di Mezzo e L’Unico Anello e Vilya nei film di Peter Jackson.

L’Anello della Fiducia

Anello della fiducia - anello d’oro recante la scritta ‘ God be my help at nede’. Inghilterra, 1400-1500Frodo si fidava di Gandalf, ciecamente. “con grande sforzo, parlò, meravigliandosi di udire le proprie parole, come se qualche altra volontà… comandasse la sua piccola voce. “Prenderò io l’anello”, disse, “ma non conosco la strada”1. Dico ciecamente perché ripose il suo volere nelle mani di un volere più grande, che rispondeva direttamente alla Volontà divina2, che sapeva che il Male è necessario per un’esigenza di moralità, trova la sua giustificazione, è un elemento che concorre al bene e che si risolve in quest’ultimo. “Tutto quello che sappiamo, ed anche questo in larga parte per diretta esperienza, è che il male agisce sempre con grande potenza e successi continui — inutilmente: preparando sempre e solamente il terreno affinché il bene inaspettatamente germogli”3. Riferendosi a Sméagol/Gollum, Gandalf disse a Frodo: “Egli è legato al destino dell’Anello. Il cuore mi dice che prima della fine di questa storia l’aspetta un’ultima parte da recitare, malvagia o benigna che sia; e quando l’ora giungerà, la pietà di Bilbo potrebbe cambiare il corso di molti destini, e soprattutto del tuo”4. Anche l’Anello sembrava dotato di una volontà propria, infatti “l’evento più straordinario in tutta la storia dell’Anello”5 fu l’arrivo di Bilbo nel momento preciso in cui l’Anello abbandonò Gollum per tornare dal proprio padrone. “Dietro a questo incidente vi era un’altra forza in gioco, che il creatore dell’Anello non avrebbe mai sospettata. È difficile da spiegarsi, e non saprei essere più chiaro ed esplicito: Bilbo era destinato a trovare l’Anello, e non il suo creatore. In questo caso, anche tu eri destinato ad averlo, il che può essere un pensiero incoraggiante”6. “Dietro di quello, c’era qualcos’altro al lavoro, dietro ogni disegno di colui che fece l’anello. Non posso dire di più se non che era stabilito che Bilbo trovasse l’anello, e dal suo facitore”7.
Le volontà superiori erano probabilmente quella di Eru Ilúvatar e dei Valar, e quella di Sauron. Sembra di trovarci in una storia di Fede pura. Siamo nella storia del piccolo Davide che affrontò il gigante Golia. Frodo partì per andare a distruggere l’Anello. Verso il Monte Fato l’Anello divenne sempre più pesante e alla fine Frodo cedette all’altra volontà, quella malvagia. Smeagol fu il tramite attraverso il quale l’Anello si fece ritrovare, quindi del maligno, ma fu anche il tramite della volontà soprannaturale partecipando agli eventi del Sammath Naur, cadendo nel magma incandescente dell’Orodruin. In questo frangente si realizzò ciò che Gandalf disse riguardo alla pietà di Bilbo nei confronti di Gollum. “Il bene del mondo dipende dal comportamento di un individuo in circostanze che gli richiedono sofferenza e sopportazione oltre la norma. Frodo si trovò in una situazione sacrificale: era votato al fallimento”8. “La salvezza del mondo e di Frodo stesso vengono raggiunte grazie alla sua capacità di perdonare le offese. In questo modo si libera del suo fardello”9. Grazie alla fede in Gandalf e alla sua capacità di perdonare Gollum, Frodo riuscì a staccarsi del fardello dell’Anello. Si potrebbe pensare che l’Anello fosse un anello di fiducia, dato che nei progetti divini nella Terra di Mezzo fu creato sì da un malvagio, ma che rispondeva ai piani del divino, perché alla fine l’oro è effettivamente incorruttibile.

Dall’Anello di Fede alla fede

Anello in argento visto da due punti diversi. Forse Italia, 1400-1500. Da una parte vi è la ‘fede’ di due mani giunte; dall’altra due mani stringono un cuore. Da “Rings”, di Rachel Church, Thames & Hudson/Victoria and Albert Museum, 2017“Il castone a cuore offerto da due mani poste intorno, caratterizza il fede ring uno dei generi più fortunati di anelli. Il fede ring, modellato in Inghilterra dagli orafi Fletcher e Knight fra 1820 e 1830, si ispira a modelli seicenteschi e settecenteschi, come quelli tuttora conservati al Victoria and Albert Museum. Il significato delle mani che porgono Anello d’oro di matrimonio smaltato con incastonato un diamante taglio a rosa. Inghilterra, circa 1706. Nel gambo porta la scritta ‘Dudley & Katherine united 26 Mar.1706’. Da “Rings”, di Rachel Church, Thames & Hudson/Victoria and Albert Museum, 2017il cuore riprende comunque quello delle mani strette in segno di amore e amicizia, già noto in età romana e conservatosi nella stretta di mano fra le persone che si incontrano. Tali anelli ebbero grande diffusione fra le più diverse fasce sociali divulgando anche a livello popolare modelli inglesi. Solo a partire dalla fine dell’Ottocento furono soppiantati dal diffondersi della fede matrimoniale a banda10. La descrizione dell’Anello di Tolkien assomiglia un po’ al moderno anello matrimoniale. Gli inglesi, per tradizione, usano per le fedi l’oro a 22 carati11.

L’Anello nella mitologia

Knut Ekwall, Der Ring des Nibelungen, 1876Il Professor Tolkien fece molto probabilmente ottimo impiego dei suoi studi riguardo la mitologia e la letteratura germanica, norrena e anglosassone. Fra le ispirazioni ed i prestiti possiamo trovare ad esempio infatti la “Terra di Mezzo”, dove vivono i personaggi dei suoi libri, gli orchi, gli elfi e le figure spettrali, il drago, nel Beowulf12, un poema epico alto medioevale, di cui Tolkien fece una delle traduzioni che era pronta nel 1926, ma che dovette aspettare molti anni prima di essere pubblicata. Nel poema vi sono moltissimi riferimenti alle usanze dei sovrani di elargire anelli come dono ai propri guerrieri per le loro imprese, siano esse state appena compiute o da venire. La stessa sala all’interno di Heorot viene chiamata la “Sala degli anelli”13. Il Beowulf ci mostra come in antichità gli anelli fossero una dimostrazione del potere del sovrano, e come coloro che ricevevano anelli da lui ricercassero la sua protezione e si ponessero sotto la sua ala. Sauron, presentatosi agli Elfi nella Seconda Era come “Annatar”, elargitore di doni, sotto mentite spoglie insegnò loro molte tecniche relative all’arte di lavorare i metalli14. Si comportò come un re pre-vichingo, anche. Come nel Beowulf, donò gli anelli ai re degli Elfi, dei Nani e degli Uomini15 per tenerli in suo controllo, oltre che per premiarli. Non deve esserci stato solo questo poema fra i testi da cui attinse Tolkien. L’Edda16 di Snorri Sturluson, del XIII secolo, deve essere stato un altro. Nel testo viene spiegato l’uso di certe parole e certe frasi rispetto ad altre per mezzo delle kenning17, ad esempio: “Hnoss viene chiamato tutto ciò che è splendido e prezioso, gioiello dunque, dal nome della figlia della dea Freyia e di Ódhr, che era stupenda. Sua madre piangeva lacrime d’oro rosso quando aspettava Ódhr che partiva sempre per lunghi viaggi, e possedeva la collana Brísingamen”18. All’interno dell’Edda troviamo gli Skáldskaparmál, ovvero “Il linguaggio poetico”, ideato per educare professionalmente gli scaldi, cioè i poeti letterati19. Ci viene tramandato come, nella tradizione, un anello particolare abbia generato una storia interessante20. Attraverso l’utilizzo di una kenning un uomo di nome Aegir chiese a Bragi, figlio di Odino, e Dio legato alla Poesia, perché l’oro sia chiamato “chioma di Sif”21. Per rispondere, Bragi raccontò la storia del taglio dei capelli della moglie di Thórr e le vicende che seguirono fra cui vi è la forgiatura di un anello d’oro, da parte dei nani Brokkr ed Eitri, chiamato Draupnir, e andato al padre degli dei Ódhinn, da cui ogni nove notti sgocciolavano otto anelli di ugual peso. Uno dei punti fondamentali per chiarire le possibili origini dell’Anello, però è nella kenning successiva.
“Qual è la ragione per cui l’oro è detto ‘riscatto della lontra’?”22. Tre fra gli dei principali della mitologia nordica erano in viaggio. Vicino a un fiume, Loki il Dio degli inganni, uccise una lontra che in realtà era figlio di un contadino. Questi chiamò gli altri suoi figli, Fáfnir e Reginn che legarono gli dei e questi ultimi si offrirono di pagare un riscatto. Il contadino scuoiò la lontra e disse loro di riempire d’oro rosso la pelle, solo allora il risarcimento sarebbe stato tale. Odino, che era fra i tre dei della storia, inviò allora Loki nel paese degli Elfi neri, e questi giunse dal nano che aveva nome Andvari che era in acqua in forma di pesce. Loki lo prese e per riscatto gli chiese tutto l’oro della sua caverna. Il nano trattenne però un piccolo anello d’oro. Loki lo vide e gli ingiunse di consegnarglielo, ma il nano era restio perché grazie a quell’anello avrebbe potuto far crescere un altro ‘tesoro’. Il Dio glielo prese comunque e se ne andò, allora il nano maledì l’anello e dichiarò che sarebbe stata la rovina di chiunque l’avesse posseduto. E infatti fu così. I figli del contadino uccisero il padre per bramosia, dopodiché Fáfnir ingiunse a Reginn di andarsene subito dato che non aveva intenzione di dividere l’oro con lui, si infilò l’elmo del terrore del padre, salì in una landa e si scavò una tana, si trasformò in un drago e si accovacciò sull’oro.
Seguono le vicende in cui Reginn raccontò al figlio adottivo Sigurdhr dove avrebbe potuto trovare Fáfnir con un grande tesoro, l’uccisione del drago e di Reginn e l’appropriazione dell’oro da parte di Sigurdhr. Compreso l’anello. Poco dopo questo venne donato alla valchiria Brynhildr23, come dono di nozze da parte di Sigurdhr che aveva in quel momento le sembianze di Gunnar, mentre lei gli dona a sua volta un anello…
L’anello venne rubato24 da Loki, proprio come Gollum accusò Bilbo Baggins di avergli rubato il suo: “Ladro! Ladro! Ladro! Baggins! Noi lo odiamo, lo odiamo, lo odiamo per sempre!”25. Vi è il tema della maledizione, proprio come Sauron imprigionò, con una maledizione nell’Anello26, a sé tutti gli altri anelli caduti sotto la sua influenza, e i loro portatori. Ovviamente vi sono anche, fra le fonti, le cinque versioni de La Saga dei Volsung27 che raccontano le imprese di Sigurd e Brynhild. All’interno vi è la sottrazione del tesoro al nano Andvari, come nell’Edda, nel quale vi è l’anello Andvaranaut che venne maledetto. L’Anello è il leitmotiv della storia de Il Signore degli Anelli nonostante ricopra un ruolo importantissimo anche ne Lo Hobbit e nel Silmarillion, ed il mito dell’Anello maledetto, dell’Anello del Potere, viene inoltre ripreso nei quattro movimenti de L’Anello del Nibelungo di Richard Wagner, fra i massimi compositori del 1800.

Il 1800, secolo medioevale, e l’occhio

Occhio di Maria Miles Heyward, dipinto da Edward Greene Malbone, circa 1802. New York, Metropolitan Museum of ArtNel 1800, secolo in cui nacque Tolkien, vi furono “il gioiello sentimentale, i gioielli da lutto, il gioiello etnico, e quello nazionale in cui vi fu un recupero romantico delle tradizioni popolari e medioevali da mettere in rapporto con il nazionalismo e il romanticismo. La borghesia europea preferiva il recupero delle forme medioevali, che sembravano giustificare storicamente le passioni risorgimentali per il formarsi degli stati nazionali. In Irlanda il nazionalismo portò a una ripresa dei modelli celtici in una serie di spille anulari, chiuse o aperte alle estremità, con lunghi aghi che si appuntavano alle vesti. In Inghilterra il nazionalismo scozzese divulgato dai romanzi di sir Walter Scott lanciò la moda delle spille in metallo a disco, a semiluna o ad anello, intarsiate con agata tagliata a strati. Le forme erano ispirate alle fibule che assicuravano alla spalla sinistra il tartan scozzese”28. Negli ultimi decenni di questo secolo venne creato anche un nuovo movimento, Arts and Crafts, ad opera di John Ruskin e William Morris29. Tali artisti ed intellettuali propugnarono l’importanza del lavoro artigianale, in netta contrapposizione all’industria, basato sulla concezione delle antiche corporazioni medioevali. Se i romanzi ebbero un’influenza sulla gioielleria è possibile che alcuni tipi di gioielli abbiano influenzato in una certa misura la letteratura. A proposito dei gioielli sentimentali appare una figura particolare: “I gioielli sentimentali proprio per il loro forte contenuto emozionale contengono numerosi simboli amorosi: il cuore, i cupido, l’ancora, la freccia, la fiaccola ardente, la colomba, il chiavistello la chiave. Molti di questi simboli sono ripresi dall’arte neoclassica e possono essere letti in maniera diversa a seconda che l’amato sia vivo o morto.
Forti sono anche i legami con il simbolismo tradizionale e con quello religioso di alcune tipologie di gioielli sentimentali. In alcuni medaglioni e spille inglesi databili fra il 1800 e il 1820 compare la miniatura di un solo occhio… l’invenzione di questo tipo di gioiello è attribuita, probabilmente erroneamente, a Richard Cosway (1740-1821), …”30. Un anello del genere, con un occhio, può essere un anello sentimentale per alcuni, ma può aver suscitato altri sentimenti in altri. In sostanza potrebbe non essere solamente letteraria l’idea per l’Anello.
A proposito dell’Anello Bilbo disse a Gandalf: “A volte mi sembra come un occhio che mi guarda fisso e a ogni momento sono tentato di metterlo al dito e di sparire, sai?31”. Può essere nata da un tipo di anello come quelli con l’occhio, oppure semplicemente guardando un anello d’oro dalla parte dove viene infilato. Il saggio continua “….ma il motivo dell’occhio affonda le sue origini nel geroglifico egizio simbolo di Osiride, ripreso nel Rinascimento come simbolo di Dio e largamente diffuso nella Rivoluzione francese come simbolo della Ragione e della Saggezza. L’occhio assume anche un significato apotropaico di protezione che si concretizza sia nell’occhio di Allah, usato come amuleto nei paesi arabi, sia nei tondi dipinti sulla prua a protezione delle barche dei pescatori. Tutti questi contenuti esoterici, storici e magici convivono pacificamente nei gioielli inglesi e l’occhio inscritto in un triangolo raggiato compare anche su una corniola incastonata in un anello russo, datato al 1800 e di proprietà dello zar Nicola II32”.
Evil-eye. Malocchio“L’Occhio”. Sauron si presentò sotto questa forma, un “malocchio”. Era, questo, anticamente ritenuto una forza malefica generata da un bagliore malevolo33, mentre altri pensarono che fosse una specie di forza soprannaturale che gettava o rifletteva uno sguardo malevolo, come era ritenuto ad esempio dalle fonti classiche, quali Plutarco34. Per combatterlo si usavano anticamente vari rimedi. Uno di questi era il Nazar, un amuleto, un talismano, ritenuto in grado di combatterlo. In turco è noto col nome nazar boncuğu e storicamente è chiamato gökçe munçuk, cioè “perlina blu”, “occasionalmente contornata da un bordo giallo o dorato”35. “Poi all’improvviso se lo mise all’occhio, e scoppiò a ridere. Per un attimo gli Hobbit videro l’immagine, comica e impressionante al tempo stesso, del suo occhio blu intenso incorniciato da un cerchio d’oro”36. In fondo, come dice la bella Baccador agli Hobbit nella casa di Tom Bombadil, “Sappiate che nulla può attraversare porte o finestre e nulla penetra in questa casa, salvo il chiarore della luna e delle stelle e il vento della cima del colle”37.

L’Anello d’Oro

Lingotto d’oro. Foto dalla mia bottegaEsistono molti tipi di oro. I metalli nobili, in oreficeria e in gioielleria, si lavorano sempre in lega. Proprio per questo esistono degli indicatori, per riconoscere quanto metallo principale entra all’interno della lega, e quanto metallo vi è stato aggiunto. Avrete sentito parlare di “oro a 18 carati”, oppure di “oro a 750”. Sono la stessa cosa, solo si usano scale diverse per misurare il quantitativo di metallo principale nella lega. Il metallo aggiuntivo, ha un preciso scopo; spesso, molti scopi diversi. Possono essere estetici, quindi far diventare il metallo principale di una sfumatura o di un colore diverso dal suo. Possono essere meccanici, per cui il metallo può acquisire maggior resistenza fisica e/o chimica. La lega a 750 di oro si avvicina per la resistenza chimica al metallo nobile38. Sono alcuni degli esempi che si possono fare. Questa è una tabella39 relativa ad alcuni tipi di oro che si possono ottenere, ad esempio per creare un anello:

Tipi e colori di oro

Tipi di oro
Anello d’oro. Foto dalla mia bottegaPrendendo come esempio un paio di fedi, saranno create dallo stesso filo e poi tagliate, ritorte e messe in forma. Questo procedimento si esegue sia per un significato simbolico, nel quale è come se da una pianta ne germogliassero altre due, l’essere fatti della stessa sostanza, sia perché gli anelli abbiano lo stesso colore. È difficile che un anello o qualsiasi altro manufatto di oreficeria sia fatto in oro puro, dato che questo è il più duttile e malleabile dei metalli. Si deformerebbe praticamente subito, al minimo urto. Ma quello della Storia di Tolkien è un anello magico, al cui interno vi è la sostanza maligna del creatore, perciò non può rompersi, né può essere nascosto, perché “questi sono Anelli che si fanno ritrovare”40. La Volontà che si pone in un manufatto, e che acquista apparentemente volontà propria, è molto più potente e forte della materia di cui è composto.
Ne Il Signore degli Anelli troviamo molte descrizioni riguardanti l’Anello. Sappiamo ad esempio che era un anello d’oro, “Durante il discorso aveva giocherellato con l’anello d’oro nascosto in tasca: il suo magico anello”41, che “era liscio e uniforme”42, “tondo e disadorno”43, che era un anello di un certo valore qualitativo, “L’oro sembrava molto bello e puro, e Frodo ammirò la ricchezza e lo splendore del colore, la perfezione della forma. Era un oggetto straordinario e di altissimo pregio”44, “È del tutto liscio e non troverai né un graffio né un punto logoro”45, ed inoltre era piuttosto spesso rispetto ad un anello comune, “L’anello sembrava più spesso e pesante che mai”46. Inoltre l’Anello “non aveva sempre le stesse dimensioni e lo stesso peso. Si rimpiccioliva e si espandeva in maniera curiosa, e a volte scivolava all’improvviso da un dito al quale poc’anzi aveva stretto47”. Quando viene tramandato un anello, è possibile allargarlo o stringerlo a seconda del dito del futuro portatore. Per allargarlo si apre l’anello, tagliandolo in un punto per tutta la sua larghezza e inserendo un pezzetto della stessa lega48 in mezzo all’apertura. Questo viene successivamente saldato, e l’anello viene rimesso a misura e pulito. Per stringerlo viene tolto un pezzetto e l’anello viene risaldato. La pulitura che segue è magica. Attraverso l’utilizzo di carte abrasive e di spazzole si riesce a far scomparire il segno della saldatura. Solo un occhio attento può notare il segno dell’apertura precedente. Un anello che abbia vissuto a lungo avrà visto numerosi rimaneggiamenti, e la sua storia è visibile anche attraverso questi segni.
Frodo Hands the Ring to GandalfL’ultima prova, a cui Gandalf sottopose l’anello, non rivelò soltanto la scritta di fuoco ed il fatto che si trattasse dell’Anello del Potere. Dopo averlo buttato nel fuoco, “L’anello non subì alcuna apparente trasformazione”49. Inoltre “Lo stregone rimase in piedi fissando il fuoco, quindi, dopo essersi chinato per prendere l’anello con le molle e posarlo davanti al camino, lo raccolse subito50, perché “è perfettamente freddo51. Gandalf incitò Frodo ad accertarsene anche lui, “Prendilo”52. Il fatto che l’anello, quindi anche l’oro, non abbia subito alterazioni, e il fatto che appena tolto dal fuoco fosse freddo sono due caratteristiche di un particolare tipo di oro. “Gandalf lo guardò alla luce. Sembrava fatto di oro puro e solido”53. L’Anello è un anello di oro puro. Una delle prove che viene fatta per vedere se un gioiello o un pezzo di metallo sia di metallo puro, fin dall’antichità, è proprio la prova del fuoco. Viene riscaldato, e se il colore non si altera significa che è puro. Lo possiamo constatare attraverso un passo54 che ho trovato in uno dei manuali per gli orafi: “Il comportamento dell’argento e delle sue leghe al riscaldamento è già descritto da Plinio (I secolo); se un truciolo su una lastra di ferro viene riscaldata al rosso e non si altera, l’argento è puro; se raffreddato ha colore verso il rosso, la qualità è inferiore; se nero, il valore è nullo”. Lo stesso vale per l’oro. “In generale un metallo ha temperatura di ricottura più bassa di una sua lega”55. Quando l’oro è puro, poco dopo aver fatto la prova del fuoco, è possibile prenderlo in mano quasi subito, perché ha bisogno di una minor temperatura di ricottura per poter essere pronto alla lavorazione e quindi disperde il calore molto prima.

Thomas Lorenzoni

Note

1 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro II, Il Consiglio di Elrond, Bompiani Vintage, 2000, 2003

2 La Realtà in Trasparenza, Lettere 1914-1973, lettera 64 del 30 Aprile 1944, Bompiani, 2001, 2002

3 La Realtà in Trasparenza, Lettere 1914-1973, lettera 64 del 30 Aprile 1944, Bompiani, 2001, 2002

4 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

5 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

6 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

7 La Realtà in Trasparenza, Lettere 1914-1973, lettera 192, Bompiani, 2001, 2002

8 La Realtà in Trasparenza, Lettere 1914-1973, lettera 181, Bompiani, 2001, 2002

9 La Realtà in Trasparenza, Lettere 1914-1973, lettera 181, Bompiani, 2001, 2002

10 Da Donne e gioielli nella società ottocentesca: una questione di apparenza, di Gabriella Bucco, pagg: 29,30, in Gioielli in Italia. Donne e ori. Storia, arte, passione, Atti del convegno di studio, a cura di Lia Lenti, Quarto convegno nazionale tenutosi a Valenza, 5-6 ottobre 2002, Marsilio, 2003

11 Da Oreficeria Moderna, pagg. 202, Luigi Vitiello, Hoepli, 2005

12 Da Beowulf, tradotto da J.R.R. Tolkien, pag: 33, Bompiani, 2014

13 Da Beowulf, tradotto da J.R.R. Tolkien, pag: 153, Bompiani, 2014

14 Da The Silmarillion, di J.R.R. Tolkien, pag. 138, illustrated ebook

15 Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

16 Edda, di Snorri Sturluson, Adelphi, 2017

17 Si tratta di una frase poetica che sostituisce, attraverso l’uso di una perifrasi, un nome proprio o un oggetto. “In essa vi è un meccanismo per cui ogni nome è motivato da un accadimento mitico, da un modello originario del mondo. Sapere un nome significa ricordare quel modello”. Per maggiori approfondimenti Introduzione di Giorgio Dolfini all’Edda, pagg. 31-36, Adelphi, 2017

18 Dall’Edda di Snorri Sturluson, pagg. 84, 85, Adelphi, 2017

19 Dall’Introduzione di Giorgio Dolfini all’Edda, di Snorri Sturluson, pag.15, Adelphi, 2017

20 Come ci dice Tom Shippey nel suo Vita e Morte dei grandi vichinghi, Odoya, Bologna, 2018, a pagg: 88-93 e 98-104, il racconto su questo anello non è l’unico, sono almeno cinque i testi in cui è narrata la storia, tuttavia prendo in esame questo

21 Dall’ Edda, di Snorri Sturluson, pag.141, Adelphi, 2017

22 Dall’ Edda, di Snorri Sturluson, pag.143, Adelphi, 2017

23 Da qui rimando a Shippey per un approfondimento di alcune tematiche quali la “lite delle regine Vita e Morte dei grandi vichinghi, di Tom Shippey, pagg. 98-106, Odoya, Bologna, 2018, anche se prende in esame altre versioni della storia

24 Per i temi della sottrazione e della maledizione rimando a un articolo reperibile in rete riguardo gli Anelli Brancaster, secondo il quale uno di questi particolari anelli avrebbe ispirato il Professor Tolkien

25 Da The Hobbit, di J.R.R.Tolkien, The Lord of the Rings Collection

26 “Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli” da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

27 Per un approfondimento rimando a Tom Shippey, Vita e Morte dei Grandi Vichinghi, pagg: 87-93 e 98-106, Odoya, 2018

28 Da Donne e gioielli nella società ottocentesca: una questione di apparenza, di Gabriella Bucco, pag: 27-47 in Gioielli in Italia. Donne e ori. Storia, arte, passione, Atti del convegno di studio, a cura di Lia Lenti, Quarto convegno nazionale tenutosi a Valenza, 5-6 ottobre 2002, Marsilio, 2003

29 William Morris fu anche scrittore e venne considerato fra le fonti di ispirazione di Tolkien

30 Da Donne e gioielli nella società ottocentesca: una questione di apparenza, di Gabriella Bucco, pag: 29, in Gioielli in Italia. Donne e ori. Storia, arte, passione, Atti del convegno di studio, a cura di Lia Lenti, Quarto convegno nazionale tenutosi a Valenza, 5-6 ottobre 2002, Marsilio, 2003

31 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo I, Libro I, Una festa a lungo attesa, Bompiani Vintage, 2000, 2003

32 Da Donne e gioielli nella società ottocentesca: una questione di apparenza, di Gabriella Bucco, pag: 29, in Gioielli in Italia. Donne e ori. Storia, arte, passione, Atti del convegno di studio, a cura di Lia Lenti, Quarto convegno nazionale tenutosi a Valenza, 5-6 ottobre 2002, Marsilio, 2003

33 Da Ross, C, “Hypothesis:The Electrophysicological Basis of the Evil Eye Belief”. Anthropology of Consciousness, 2010, 21: 47–57

34 Nei Moralia, Libro VII e Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, Libro VII, 2

36 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo VII, Libro I, Nella Casa di Tom Bombadil, Bompiani Vintage, 2000, 2003

37 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo VII, Libro I, Nella Casa di Tom Bombadil, Bompiani Vintage, 2000, 2003

38 Da Oreficeria Moderna, di Luigi Vitiello, pag: 183, Hoepli, 2005

39 Da Oreficeria Moderna, di Luigi Vitiello, pag: 206, Hoepli, 2005

40 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

41 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo I, Libro I, Una festa a lungo attesa, Bompiani Vintage, 2000, 2003

42 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

43 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro II, Il Consiglio di Elrond, Bompiani Vintage, 2000, 2003

44 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

45 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

46 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

47 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

48 Della lega il più vicino possibile alle caratteristiche di quella dell’anello

49 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

50 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

51 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

52 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

53 Da Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, J.R.R. Tolkien, Capitolo II, Libro I, L’Ombra del Passato, Bompiani Vintage, 2000, 2003

54 Da Oreficeria Moderna, di Luigi Vitiello, pag: 183, Hoepli, 2005

55 Da Oreficeria Moderna, Luigi Vitiello, pag. 116, Hoepli, 2005

 

Tolkien ai tempi del coronavirus

Angelo Montanini: Gandalf vs il Covid19– Consigli su Tolkien ai tempi del coronavirus
– Quando la Grande Peste oscurò la Terra di Mezzo
– Il Salone di Torino in virtuale parla di Tolkien
– I video dell’AIST: Tolkien e la verità delle fiabe
– Gli audio dell’AIST: Shippey e Honegger su Tolkien e i Classici
– Gli audio dell’AisT: Iperborea e Fahreneit
– Anteprima de Le Due Torri nella traduzione di Ottavio Fatica
– Tre interviste integrali da I Quaderni di Arda
– Recensione al libro Colui che raccontò la grazia di Mauro Toninelli
– Saggio AIST: Non c’è bisogno di eroi di Thomas Honegger

 

Copertina GioielliRUBRICA TOLKIEN’S JEWELS:
– 1) Tra anelli e gioielli nella Terra di Mezzo
– 2) L’Unico Anello e Vilya nei film di Peter Jackson
– 3) La creazione dell’Unico Anello (prima parte)
.
 

 


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