Lo scorso 25 marzo Restoration Games e Space Cowboys hanno annunciato il lancio di un nuovo progetto a tema Tolkien che promette di essere davvero interessante per gli appassionati del genere: The Lord of the Rings – The King’s Gambit, un gioco da tavolo ambientato nell’universo tolkieniano dove i giocatori potranno prendere parte ed immergersi in alcune delle più epiche battaglie de Il Ritorno del Re.
Categoria: Curiosità
La Fonstad Collection è stata acquisita dall’AGSL
L’American Geographical Society Library (AGSL), custode della più importante collezione cartografica del Nord America, ha acquisito la Karen Wynn Fonstad Collection, ovvero l’archivio lasciato dalla cartografa statunitense costituito da quasi mille bozze, incluse le mappe manoscritte originali dell’Atlante della Terra di Mezzo, e quaranta libri contenenti i suoi schizzi a matita ed ampie note geografiche che ne illustrano il processo cartografico. Attualmente il personale dell’AGSL sta elaborando la collezione Fonstad, proseguendo il lavoro iniziato dal marito e dal figlio della Fonstad, anch’essi entrambi geografi, che qualche anno fa avevano cominciato a digitalizzare le mappe originali per poi trovare un archivio dove ospitarle. Molto probabilmente non si sarebbero mai aspettati di trovare un archivio delle propozioni e dell’importanza di quello dell’AGSL. Continua a leggere La Fonstad Collection è stata acquisita dall’AGSL
Lettera di Tolkien, Crickhowell vince l’asta e fa un appello
La cittadina gallese di Crickhowell, nel Powys (Brecknockshire all’epoca di Tolkien), è riuscita a vincere l’asta della lettera dattiloscritta di Tolkien a Jenny Hall (per l’articolo precedente si veda qui) nella quale viene detto che Crickhowell ha effettivamente ispirato il nome di Crickhollow della Contea ne Il Signore degli Anelli.
L’imprenditore Frank Ady aveva istituito una raccolta fondi online e la cittadina è stata aiutata da persone di tutto il mondo, che hanno contribuito a raccogliere la somma di oltre 9.000 sterline in poco tempo. La lettera era stata inizialmente pubblicizzata con una stima di 5.000 – 7.000 sterline, ma l’8 luglio l’asta si è aperta con un’offerta minima decisamente superiore a quella cifra. Questo avrebbe dovuto abbattere le speranze di Ady che, tuttavia, non si è perso d’animo e ha vinto l’asta con un’offerta di 15.000 sterline, rischiando un significativo deficit da coprire.
La corrispondenza fra Tolkien e Eileen Elgar
Qualche settimana fa davamo la notizia del ritrovamento di una lettera contenente elementi inediti sul rapporto fra Ent e Hobbit. Da domani, invece, a catturare l’attenzione degli appassionati sarà un frammento autografo sui Nani pronto a riemergere dall’oblio!
Il 9 luglio 2026, Sotheby’s ospiterà l’asta Books, Manuscripts and Music from Medieval to Modern, all’interno della quale spiccano cinque lotti provenienti dalla collezione privata di Eileen Elgar:
- Lotto 83: The Lord of the Rings (1961, 3 volumi) + Appunto autografo sui Nani;
- Lotto 84: The Hobbit (1961, prima edizione tascabile) + The Lord of the Rings (1963, edizione deluxe, 3 volumi);
- Lotto 85: The Adventures of Tom Bombadil (1963, prima edizione americana) + Lettera autografa sulla morte di C.S. Lewis;
- Lotto 86: Tree and Leaf (1964, prima edizione cartonata) + Biglietto di scuse e auguri (1967);
- Lotto 87: Tree and Leaf (1964, prima edizione tascabile) + Lettera dattiloscritta sugli sforzi di Tolkien nel completare Il Silmarillion.
Tutti i volumi, regalati dal Professore a Mrs. Elgar, sono edizioni rare e firmate di suo pugno, ma gli elementi più interessanti per gli studiosi e per gli appassionati sono senza dubbio le lettere e i testi autografi che li accompagnano.
…Monete e francobolli celebrano ‘Il Signore degli Anelli’ cinematografico
Il 2026 rappresenta un anno di grande interesse per il mondo del collezionismo, segnato com’è dal 25° anniversario dell’uscita cinematografica de “La Compagnia dell’Anello”. Questa ricorrenza ha dato impulso a una serie di iniziative che coinvolgono istituzioni prestigiose e propongono prodotti destinati a diventare oggetti di culto per gli appassionati.
Lo Hobbit, nuovo record per un’asta: 450mila dollari
Una copia de Lo Hobbit, direttamente collegata a J.R.R. Tolkien, ha raggiunto il prezzo più alto in una delle principali aste di fantascienza e fantasy negli Stati Uniti. Secondo Fine Books & Collections, il libro è stato venduto per 450.000 dollari (quasi 390.000 euro) in un’asta organizzata da Heritage Auctions. Questo volume appartiene alla categoria delle copie più ricercate del romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1937. Si tratta di una prima edizione, seconda ristampa, recante una dedica di Tolkien e donata alla governante di famiglia. La sua provenienza colloca il libro al crocevia tra la storia letteraria e la storia personale dell’autore.
George R.R. Martin riprende in mano Winds of Winter
Se Brandon Sanderson sta cercando di evitare di incorporare altri elementi dell’opera di J.R.R. Tolkien nei suoi libri, potrebbe essere ormai troppo tardi perché George R.R. Martin faccia marcia indietro o addirittura li ometta dai suoi romanzi. È un grande appassionato dell’autore de Il Signore degli Anelli. Fu alle scuole medie che Martin venne introdotto all’affascinante mondo dei romanzi di Tolkien. Era già un appassionato del genere, ma nulla ebbe lo stesso profondo impatto dello scrittore inglese. I suoi libri ridefinirono davvero il fantasy moderno. Nella sua conversazione con The Guardian, l’autore di Game of Thrones ha sottolineato il suo profondo disprezzo per gli imitatori di Tolkien, scrittori che si limitano a copiare lo stile dell’autore e tutto il resto, ma non capiscono mai le sue opere. «C’è stato un periodo buio nella storia del fantasy epico, in cui uscivano molte imitazioni di Tolkien, tutte pessime. Non volevo necessariamente essere associato a quei libri, che mi sembravano solo imitare i lati peggiori di Tolkien, senza coglierne i lati migliori». I libri di Martin sono stati spesso citati insieme alle opere di Tolkien, ma è riuscito a distinguere Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dalla saga de Il Signore degli Anelli. Ha affermato che molti di questi autori che copiano Tolkien presentano ambientazioni quasi medievali nelle loro storie, che sembrano quasi una versione Disneyland del Medioevo. Chiunque legga romanzi storici sa che sono molto più cupi e crudi, e vivere in castelli non significa necessariamente banchetti e balli ogni sera. Il talento di Martin nella scrittura combina gli elementi realistici del romanzo storico con la magia e le meraviglie del fantasy. Pur non facendo nomi nell’intervista, ha affermato che è più probabile che ogni scrittore che lavora su romanzi fantasy contemporanei si ispiri a Tolkien . Evidentemente, lui è uno di loro, ma ha ammesso che non potrebbe mai catturare lo stesso mondo creato da Tolkien perché è un uomo di un’epoca diversa. Come ha detto Sanderson, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è in gran parte ispirato alla saga della Terra di Mezzo. The Winds of Winter continuerà senza dubbio a trattare lo stesso tema tolkieniano presente nei capitoli precedenti. Tanto più ora che l’elemento magico sta lentamente dominando la trama e la guerra politica tra casate si sta facendo ancora più aspra.
Sanderson: Tolkien? Non passiamo l’eternità nella sua ombra
Sarà lo scrittore Brandon Sanderson il titolare della Tolkien lecture sulla letteratura fantasy del 2026, che si terrà martedì 19 maggio alle 18:00 presso l’Oxford Town Hall di Oxford. Sanderson ha recentemente spiegato di aver esaminato attentamente i film del Signore degli Anelli di Peter Jackson, in particolare le edizioni estese. L’autore, noto soprattutto per la saga di Mistborn, i romanzi delle Cronache della Folgoluce e per aver completato la serie della Ruota del Tempo di Robert Jordan dopo la sua morte, ha avuto un’intuizione semplice ma efficace: quei film, presi insieme, corrispondono più o meno alla lunghezza e alla densità narrativa di un’intera stagione televisiva. Quell’equilibrio tra portata e sobrietà è esattamente ciò di cui le sue Cronache della Folgoluce avrebbero bisogno. Invece di inseguire una traduzione pagina per pagina, Sanderson si concentra sulla comprensione di ciò che il team di Jackson ha scelto di preservare e di ciò che ha avuto il coraggio di tagliare. Questa disciplina editoriale è ciò che ha permesso agli imponenti romanzi di Tolkien di diventare film universalmente amati, anziché adattamenti mastodontici e inaccessibili.
Oxford, una collezione dal Black Pine di Tolkien
Una promessa è una promessa. Avevamo seguito fin dal 2014 e continuiamo a raccontare la storia – al tempo stesso tragica e affascinante – dell’albero più amato dallo scrittore J.R.R. Tolkien. Il leggendario Pino Nero (Pinus nigra) era cresciuto all’Oxford Botanic Garden dai primi anni del 1800 fino al 2014, quando perse tragicamente due grandi rami e dovette essere abbattuto. Questo magnifico pino era l’albero sotto cui Tolkien era solito fermarsi a leggere e riflettere nelle sue visite regolari al giardino. L’8 giugno 2021, per celebrare il 400° anniversario della fondazione dell’Orto Botanico, il re Carlo III ha poi piantato un nuovo “Pino Nero”, cresciuto da un seme dell’albero originale. Ora un nuovo tassello si aggiunge a questa storia di rinascita.
Quella copia dello Hobbit non è poi così rara
Da oltre due settimane i media – prima britannici, poi mondiali, seguiti da un’enormità di siti web – stanno riportando a spron battuto la notizia del ritrovamento e poi della vendita all’asta di una copia rara di The Hobbit. Se la notizia della scoperta di una primissima edizione è vera e può far molto piacere, anche se un poco romanzata, suscitano perplessità i molti titoli sensazionalistici sul nuovo record di vendita, che avrebbe «triplicato la stima all’asta nel Regno Unito» per la prima edizione del volume, pubblicata nel 1937 e ormai rarissima. Si è parlato di una copia «incredibilmente rara» (The Guardian l’ha chiamata addirittura «Unimaginably rare», la BBC «Astonishingly rare», sull’Oxford Mail e altri quotidiani si è parlato di una sorta di «Santo Graal»), venduta per «una cifra da record», come riporta il Business Times. Insomma, è la vendita del secolo!
Eppure, a ben guardare, non è così.
Il terribile segreto di Tom Bombadil
In questo giorno di Ferragos
to nel quale in pochi, crediamo, si sentiranno portati per cose serie, proponiamo ai nostri lettori un divertissement tolkieniano d’annata – è stato scritto il 20 febbraio del 2011 – che, o almeno così speriamo, potrà allietare con la sua garbata arguzia chi non riesce a star lontano dal nostro sito neanche al riparo dell’ombrellone (ce ne sono, ce ne sono…).
L’articolo che segue è stato postato sul diario online di KM_515 (potete trovare l’originale qui). Sul diario non compaiono né nome né indirizzo e-mail, quindi, nonostante varie ricerche, non siamo riusciti a contattare l’autore; confidiamo in ogni caso che non gli dispiacerà se abbiamo tradotto il suo pezzo, per il quale lo ringraziamo.
…Tolkien in Bielorussia: storia di lotta e libertà
Battute all’asta due cartoline di Tolkien
Il 16 Gennaio 2025 nell’ambito della due giorni di aste per Antichità e Decorazioni d’interni tenute da Fielding Auctioneers sono state battute due cartoline postali di J.R.R. Tolkien. La casa banditrice con sede a Stourbridge (West Midlands) tiene mensilmente aste per antichità e collezionabili e offre settimanalmente la valutazione di materiale d’incanto includendo ceramiche, oggettistica da collezione, arredamento, vetro, gioielleria, oggettistica marina, scientifica e militare, materiale in argento e opere riguardanti le belle arti (prevalentemente quadri e sculture).
Tutto il Fantasy che abbiamo letto nel 2024
Giunge la fine dell’anno, è tempo di tirare le somme. E si scopre che il genere fantasy è in controtendenza rispetto al mercato del libro, che nei primi dieci mesi dell’anno ha registrato un leggero calo di vendite. Il fantasy invece è cresciuto del 26% circa, superando il milione di libri venduti (1.060.000). L’Associazione Italiana Editori ha dedicato una ricerca al mercato del fantasy, continuando la tradizione di fare un approfondimento diverso ogni anno all’interno del variegato mondo editoriale italiano.
I Collected Poems di Tolkien: la recensione
Giunge alle stampe The Collected Poems of J.R.R. Tolkien, in un’edizione curata da Christina Scull e Wayne G. Hammond; un’opera – certamente tra le più importanti degli ultimi anni nel panorama tolkieniano – attesa a lungo dagli studiosi e dagli appassionati. Tre corposi volumi, per un totale di 1500 pagine, presentano gran parte dell’opera poetica dello scrittore inglese con un ricco apparato di annotazioni storico-biografiche. I pregi sono evidenti; non mancano, tuttavia, alcuni aspetti che lasciano perplessi.
Francia, lite nella casa editrice di Tolkien
È scoppiata la polemica in Francia con tanto di carte bollate e petizioni online tra la casa editrice che pubblica J.R.R. Tolkien, le edizioni Christian Bourgois, e Vincent Ferré, uno dei massimi studiosi dello scrittore inglese, nonché traduttore, curatore e responsabile di numerose pubblicazioni dell’autore del Signore degli Anelli. Ferré è stato licenziato dalla casa editrice diversi mesi fa, apparentemente per una questione di contratti. Su questo caso è prevista un’udienza legale nei prossimi giorni. È stata lanciata online anche una petizione per sostenerlo in questo conflitto, ma anche per denunciare il deterioramento delle pubblicazioni su Tolkien da quando lui non c’è più, con errori nelle opere uscite nelle librerie. Ma la pubblicazione di uno speciale edito dalle edizioni Geo, Voyage dans les mondes de Tolkien, ha fatto precipitare la situazione.
Le mappe di Tolkien in vendita tra i Rare Books
«I wisely started with a map, and made the story fit (generally with meticulous care for distances). The other way about lands one in confusions and impossibilities, and in any case it is weary work to compose a map from a story – as I fear you have found».
«Saggiamente sono partito da una mappa, e ho fatto in modo che la storia le si adattasse (in genere con una meticolosa attenzione alle distanze). Fare le cose al contrario porta a confusione e impossibilità, e ad ogni modo trarre una mappa da un racconto è un lavoro faticoso, come temo lei abbia scoperto».
J.R.R. Tolkien, Lettere n. 144, 25/4/1954
…Fine ottobre, quanti eventi tolkieniani
Il prossimo fine settimana si prospetta ricco di occasioni di approfondimento per gli appassionati del Professore, con due eventi che si svolgeranno in concomitanza a Torino, Milano e Brescia nella giornata di Sabato 26 ottobre 2024. Sono tutti momenti utili per approfondire tematiche poco conosciute, ma di estremo interesse per lettori e appassionati. In questo caso, la particolarità è che si tratta in tutti i casi di eventi organizzati da enti pubblici o grandi organizzazioni nazionali, segno di come lo scrittore inglese sia ormai divenuto un classico della letteratura mondiale.
Tolkien a Bergamo Scienza ’24: il resoconto
Nella cornice di BergamoScienza 2024, storico festival di carattere scientifico giunto ormai alla sua XXII edizione, si è tenuta sabato 12 0ttobre la conferenza dal titolo “La folle scienza del Signore degli Anelli”. Di fronte a una nutrita platea di ascoltatori, il relatore Luca Perri, astrofisico e coordinatore scientifico della manifestazione, si è addentrato nel mondo creato dal Professor Tolkien proponendo una chiave di lettura inusuale e in linea con lo spirito del festival. La via di accesso alla Terra di Mezzo proposta dall’oratore è stata, infatti, quella del viaggio orientato dalla bussola dell’analisi scientifica.
Il Signore degli Anelli, asta record per la prima edizione
J.R.R. Tolkien è uno degli autori più venduti di tutti i tempi e non solo per i franchise cinematografici di successo arrivati dopo il 2000 e per la serie tv con budget faraonico di Amazon. È anche uno degli autori più preziosi per i collezionisti di libri, che ormai sono disposti a sborsare cifre da capogiro per le edizioni più rare. È il caso di una rarissima copia della prima edizione del Signore degli Anelli con le sovraccoperte originali, le mappe e le illustrazioni nel testo che è stata messa all’asta da Heritage Auctions. I preziosi volumi sono spuntati fuori dalla biblioteca di William “Bill” A. Strutz, avvocato di Bismarck, North Dakota, scomparso a 89 anni lo scorso 25 gennaio 2024. Per tutta la vita Strutz ha collezionato libri rari accumulando una collezione enorme. A stupire però è la qualità e la rarità dei libri. Per dire, la sua copia di Frankenstein di Mary Shelley è una delle sole tre della prima edizione originale del 1818, l’unica in possesso di un privato. Durante l’estate una prima selezione dalla sua biblioteca ha stabilito numerosi record e realizzato 5,65 milioni di dollari. Un’altra attesissima asta della collezione Strutz si terrà a dicembre, ma solo dopo l’asta Rare Books Signature del 10-11 ottobre, che presenta i tre libri di Tolkien per dominarli tutti.
Germania, la messa è col Signore degli Anelli
Sabato 24 agosto 2024 la comunità Eisenach Nikolai, in Turingia (Germania), invita i propri fedeli ad un altro “servizio fantastico”. Dopo un incontro dedicato alla Compagnia dell’Anello, il focus questa volta è sul secondo volume “Le Due Torri” della trilogia del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien (1892 – 1973), annunciato in anticipo dal pastore Armin Pöhlmann. Le riflessioni della funzione religiosa luterana avranno tematiche e brani tratti da libro.
In vendita lettere e prime edizioni di Tolkien
Le aste e le vendite di materiale firmato da J.R.R. Tolkien sono ormai eventi che si presentano di frequente, in particolare in occasione di ricorrenze significative legate alla vita o alla produzione editoriale del Professore di Oxford. Dopo quella di Heritage Auctions, di cui abbiamo dato conto qui, è adesso la volta di Bayliss Rare Books che, in occasione dei 70 anni dalla pubblicazione della Compagnia dell’Anello, propone, secondo la propria definizione, «la miglior raccolta giunta sul mercato da decenni».
Il materiale in vendita comprendeva prime edizioni dello Hobbit e del Signore degli Anelli,
insieme a varie lettere inviate da Tolkien ad amici, all’editore Allen & Unwin e a Ken Jackson, direttore tecnico dell’adattamento musical-teatrale dello Hobbit portato sul palcoscenico nel 1967 dal coro della New College School di Oxford – Peter non è il primo Jackson ad aver a che fare con Tolkien, a quanto pare – a partire da una sceneggiatura di Humphrey Carpenter – più noto per le biografie autorizzate di Tolkien e degli Inklings – e con musiche di Paul Drayton. Tolkien stesso, che aveva autorizzato la rappresentazione, assistette insieme a Edith all’ultima replica il 17 dicembre 1967. Questa lettera (due pagine scritte a mano) è praticamente l’unica di tutto il lotto ad essere ancora in vendita, per la modica cifra di 17.862,95 euro.
I prezzi dei vari oggetti, infatti, sono lontani dalla portata del comune mortale, con le prime edizioni vendute tra i 10.000 e i 60.000 euro e le lettere tra i 15.000 e i 30.000 euro. Una prima edizione (prima edizione/seconda impressione) dello Hobbit di Tolkien che un tempo era appartenuta allo zio di Tolkien, Walter Incledon, è stata venduta per 10.108,95 euro. Pubblicata nello stesso anno della prima impressione, questa prima edizione illustrata a colori (seconda impressione in assoluto) mostrava per la prima volta la Terra di Mezzo a colori. Questa impressione è stata stampata nel dicembre del 1937 in un’edizione di 2300 copie (423 delle quali sono state distrutte nel magazzino del rilegatore, Key and Whiting, nel bombardamento di Londra del 7 novembre 1940). Si presume che il libro sia stato originariamente dato allo zio da Tolkien stesso. Walter Incledon era un mercante di Birmingham, marito di May Suffield, la sorella della madre di Tolkien. Aveva poco più di trent’anni quando nacque Tolkien, e fornì un aiuto finanziario alla madre di Tolkien e, in seguito, un sussidio a J.R.R. dopo la morte del padre. Walter in seguito regalò la copia a un amico. Il volume è stato poi conservato nella famiglia del destinatario per discendenza dal 1938. La dedica è di Walter Incledon: «CSC / da / WB Incledon. / Rottingdean / gennaio? 1938».
Martin ad Amazon: non si può ignorare il canone
Un duro monito è giunto da George RR Martin – il famoso scrittore statunitense della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e notoriamente lettore attento e appassionato di J.R.R. Tolkien – agli showrunner della serie tv di Amazon Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. L’avvertimento è in linea con il pensiero dello scrittore, ma anche con quello dello scrittore inglese Neil Gaiman e perfino con quello che scriveva Tolkien! Vediamo come.
Quante novità dalle aste tolkieniane
«Fa parte dei ricordi più belli del collezionista il momento in cui comprò un libro, al quale in vita sua mai aveva dedicato un pensiero e ancor meno un desiderio, soltanto perché lo vide solo e abbandonato a se stesso in balia del mercato e come nelle fiabe delle Mille e una notte il principe fa con una bella schiava, lo acquistò per donargli la libertà. Per il bibliomane, infatti, la libertà di tutti i libri consiste nello stare da qualche parte sui suoi scaffali». Così scriveva Walter Benjamin – egli stesso appassionato collezionista – in un felice saggio che del collezionismo forniva una definizione, per così dire, nobile. Sono affermazioni che immancabilmente fanno ragionare su come il collezionismo stesso si sia evoluto nel tempo: in gran parte dei casi, le grandi collezioni – quelle milionarie – più che una passione costituiscono ormai una forma d’investimento che sempre meno ha a che vedere con l’amore per gli oggetti da raccogliere e salvare dall’oblio. Per certi versi, esse parrebbero ricordare in negativo gli Elfi di Lórien: «Imbalsamatori» (Lettere, 154) del tempo più che conservatori del passato.
Austria, per Tolkien la Lunga Notte delle Chiese
Continua il viaggio nei nuovi modi del proselitismo cristiano, che per avvicinare i giovani alla religione istituzionalizzata, offrono ormai serate a tema tolkieniano. Ed è quello che è avvenuto in una delle diocesi di Vienna, in Austria. Un teologo, un cappellano e un direttore siedono davanti a un altare e dibattono. Sembra l’inizio di una barzelletta, ma invece è realtà nella Lunga Notte delle Chiese 2024 nella parrocchia di Dornbach. La Lunga Notte delle Chiese esiste in Austria dal 2005. Gli organizzatori sono le chiese cristiane che fanno capo al Consiglio ecumenico delle chiese in Austria (ÖRKÖ) e incoraggiano e invitano le loro parrocchie e comunità ad aprire le loro porte durante la Lunga Notte e offrire programmi ai visitatori. Nel 2008 si tenne la prima Lunga Notte delle Chiese in tutta l’Austria. Dal 2009 anche le città e le diocesi dei paesi vicini offrono la Lunga notte delle chiese in una forma simile (Brno nella Repubblica Ceca, Lana in Alto Adige).
